Narrativa straniera Fantasy Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi
 

Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi

Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi

Letteratura straniera

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L’Attraversaspecchi è una saga letteraria in quattro volumi che mescola Fantasy, Steampunk e Belle Époque, paragonata dalla stampa francese alle saghe di J.K. Rowling e Philip Pullman. Fa da sfondo un universo composto da 21 arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra. La protagonista, Ofelia, è originaria dell’arca “Anima”; una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra di loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei?Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. Fidanzati dell’inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.



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Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi 2020-09-13 09:11:52 Tomoko
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Tomoko Opinione inserita da Tomoko    13 Settembre, 2020
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Conosciamo Ofelia

Fidanzati dell’inverno è il primo libro della saga dell’attraversaspecchi.
Seguirà scomparsi a Chiardiluna, la memoria di Bebel e infine echi in tempesta.
L’autrice francese, che ha scalato le classifiche con questa saga ha fatto un notevole lavoro con il WolrdBuilding di questa storia fantasy. Qualcosa di fresco e nuovo rispetto a Harry Potter, Hunger Games e Twilight.
La saga promette bene come i colossi del fantasy sopra citati.
Il libro è molto interessante, da divorare in 4 giorni nonostante le 503 pagine.
Cercherò di non fare spoiler per non rovinare questa lettura piacevole, anche se è solo l’inizio della storia di Ofelia.
Ofelia deve sempre indossare i guanti perché è una lettrice.
Ovvero ha il poter di conoscere la storia di un oggetto usando solamente il tocco della mano.
Inoltre è una attraversaspecchi, può passare di stanza in stanza se all’interno di esse ci sono specchi.
Ofelia giovane archivista è stata promessa in sposa ad un ragazzo appartenente ad un’altra Arca. I due ragazzi sono come il giorno e la notte ed il loro primo incontro non va come sperato dalla famiglia di Ofelia.
Ofelia si dovrà traferire nell’arca di Thorn distante anni luce dal suo paese.
Da qui, a città-cielo Ofelia comincerà la sua avventura..

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Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi 2020-08-05 10:32:52 ClaudiaM
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ClaudiaM Opinione inserita da ClaudiaM    05 Agosto, 2020
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BELLO, ANCHE UN PO' DI PIÙ!

Quadrilogia composta da “Fidanzati dell’inverno”, “Gli scomparsi di Chiardiluna”, “La memoria di Babel” e “Echi in tempesta”; proverò a farne una recensione di gruppo senza spoiler.
Intanto c’è da dire che questa saga è unica nel suo genere, sul retro di copertina vengono fatti paragoni con Hunger Games, Harry Potter, Twilight. Io non ho trovato nulla di tutto ciò (men che meno Twilight, per fortuna!), ma durante la lettura i richiami ad altro ci sono stati. Non sto dicendo che sia una scopiazzatura di altri romanzi, sto dicendo invece che non assomiglia a nulla che io abbia già letto.
Tanto per cominciare, la scrittrice ha fatto un lavoro di worldbuilding davvero notevole: un mondo Lacerato, scisso in Arche in cui in ognuna il popolo discende da uno Spirito di Famiglia. La gente di ogni Arca ha dei poteri derivati da quelli del proprio Spirito di Famiglia e ogni casata o clan ha poi sviluppato una “specializzazione” di quel potere. Non solo, ogni popolo ha le sue leggi, la sua politica, la sua inflessione linguistica, la sua moda, la sua cultura.
È in questo luogo che la Dabos ha inserito tantissimi personaggi, ognuno ben caratterizzato, ognuno con un ruolo da giocare, ognuno con un potere e una discendenza.
In primis c’è Ofelia, un’animista (abitante dell’Arca di Anima), una ragazza piccola sia di statura sia di importanza. Lei stessa non si ritiene una persona degna di essere notata. Perciò quando viene scelta dalle Decane per sposare uno sconosciuto di un’altra Arca, Ofelia resta parecchio spiazzata.
Perché lei? E soprattutto chi è costui che deve sposare?
Dopo qualche capitolo il lettore (e Ofelia) fa la conoscenza di Thorn, un uomo dall’indole gelida quanto l’Arca cui appartiene, il Polo. La giovane animista verrà controvoglia catapultata a Città-Cielo (città che fluttua sopra le gelide terre del Polo), dove si troverà nel bel mezzo di una faida tra clan per ingraziarsi lo Spirito di Famiglia Faruk, e scoprirà che lei stessa è un tassello fondamentale di un piano ben più ampio del freddo e spilungone Thorn.
Le vicende si susseguono tra omicidi, scomparse, amici che sembrano nemici, nemici che sembrano amici, ambiguità, finzione, illusione, tanto che Ofelia (e il lettore) si troverà a dubitare di chiunque incontri nella sua strada. Può fidarsi del tanto affascinante quanto pezzente Archibald, ambasciatore di Città-Cielo? O della meccanica Gaela e del valletto Renard? O di Berenilde, zia di Thorn? O dello stesso Thorn?
Città-Cielo sembra un covo di vipere e Ofelia c’è dentro fino al collo.
Ma il Polo non è l’unica Arca che la protagonista visiterà.
Nel terzo romanzo la scena si sposta su Babel, dove gli Spiriti di Famiglia sono i gemelli Helena e Polluce e dove vigono leggi ben più restrittive di quelle del Polo; se in quest’ultimo infatti sembrava non ci fossero regole e limiti, a Babel sono invece ferrei: dal come vestirsi al come comportarsi. E ovviamente appariranno nuovi interessantissimi personaggi, come Octavio, Ambroise, Elizabeth, Mediana, Seconda, i Genealogisti e Lazarus, uno dei tanti personaggi ambigui che già aveva fatto la sua comparsa a Città-Cielo. Ma non temete, coloro che erano presenti nei libri precedenti non verranno dimenticati!
Senza aggiungere altro alla storia, dedico qualche riga per dire che:
- mi è piaciuto molto il percorso della protagonista, che dal sentirsi insignificante prende coscienza di sé e del suo ruolo, diventando indipendente e forte;
- mi è dispiaciuto che nei libri 3 e 4 ci sia stato poco spazio per alcuni personaggi e soprattutto mi aspettavo un maggior ruolo per Vittoria (non scrivo chi sia per non fare spoiler, lo scoprirete solo leggendo);
- molte domande sono rimaste anche dopo aver letto l’ultima pagina dell’ultimo libro e, confesso, molte cose le ho trovate un po’ intrecciate per riuscire a capirle appieno. Ho dovuto prendere appunti e non è bastato per avere un quadro chiaro della situazione.

In conclusione, una saga a mio parere bella, con un finale che lascia un po’ d’amaro in bocca, molti non detti e molti interrogativi, ma non per questo non merita di essere letta.
È scritta benissimo, la lettura è scorrevolissima, le descrizioni sono spettacolari e cinematografiche. La Dabos ha la capacità di far apparire questo mondo fittizio davanti ai nostri occhi usando le giuste parole. Ve ne innamorerete fin dal primo capitolo dove descrive l’archivio dello zio di Ofelia.
Amerete i personaggi (tutti! Nessuno escluso. Io ho amato alla follia Archibald: la sua ambiguità, il suo percorso, i suoi poteri familiari che lo rendono ciò che è), scoprirete luoghi affascinanti e spaventosi (mi è piaciuta molto Chiardiluna e il suo stile steampunk che mi ricordava molto “La Città Incantata” di Miyazaki), sarete curiosi di scoprire quale sarà il destino di Ofelia e di tutte le Arche… perché un giorno in cui era di pessimo umore, Dio ha commesso un’enorme sciocchezza e ha fatto a pezzi il mondo. Ma oggi Dio dov’è? Chi è? Cosa c’entra Ofelia in tutto questo?

Consiglio per la lettura: sappiate che ogni singola cosa che viene detta NON È casuale. Neanche quella che vi sembrerà troppo strana per avere un senso logico.

Volume preferito: “Gli scomparsi di Chiardiluna”.

P.S.: ne approfitto per chiedere se qualcuno può consigliarmi qualche bel romanzo di ambientazione steampunk. Ho visto su questa piattaforma che “Leviathan” di Scott Westerfeld ha belle recensioni, mentre “Alice nel paese delle vaporità” di Francesco Dimitri non sembra granché. Conoscete altro?

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Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi 2020-05-24 15:39:58 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    24 Mag, 2020
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Thorn e Ofelia. Il Drago e la Lettrice Attraversas

«Leggere un oggetto significa dimenticare un po’ se stessi per fare posto al passato di un altro, mentre attraversare gli specchi significa affrontare se stessi. Ci vuole fegato per guardarsi negli occhi, vedersi per ciò che si è, immergersi nel proprio riflesso. Quelli che si mettono un velo davanti alla faccia, che mentono a se stessi e si vedono migliori di ciò che sono non ce la faranno mai.»

Ofelia è una lettrice ed è un’Attraversaspecchi. Appartenente all’arca di Anima (il cui spirito protettore è Artemide), in un universo composto da ventuno arche, tante quante i pianeti che orbitano attorno a quella che un tempo fu la Terra, ella ha il dono di saper leggere con le proprie dita il passato più antico degli oggetti ma anche quello di attraversare gli spazi attraverso il riflesso. Goffa, timida e miope ma al tempo stesso franca e decisa nell’indole, lavora come curatrice nel museo quando le Decane decidono di darla in sposa a Thorn, nobile appartenente alla famiglia dei Draghi, situata al Polo e protetta da sire Faruk. L’uomo che le si prospetta davanti è alto, magro, sfregiato nel volto e nel corpo da molteplici cicatrici, un uomo dai chiari capelli e gli occhi slavati nonché dal temperamento sbrigativo e rude di chi non è abituato a ricevere calore e affetto dal prossimo. Dai modi schietti e risoluti egli detiene il potere degli artigli, lavora come intendente – una delle massime cariche – ed è additato (e odiato) da tutti quale “bastardo” non essendo propriamente pure le origini. Sin dal primo momento il loro rapporto si intesse di molteplici equivoci, silenzi e omissioni che non ne rendono semplice l’evoluzione. A ciò si sommano i tanti misteri che ruotano attorno al mondo in cui il futuro marito sta conducendo la futura moglie, un luogo ostile e competitivo all’interno del quale di alcuno è possibile fidarsi. Accompagnata dalla zia Roseline e protetta nonché istruita dalla del fidanzato zia, Berenilde, la giovane protagonista dovrà tirar fuori tutto il suo coraggio, la sua pazienza, la sua capacità di ascoltare e osservare e tutta la sua grinta per cavarsela. A far da sfondo un mistero da scoprire, un amore che pian piano inizia a sedimentarsi e a fiore a dispetto del pensabile, un universo che più si scopre più affascina e in cui sarà proprio Ofelia a essere la chiave fondamentale di un enigma da cui dipendono le sorti del suo mondo ma anche di tutti i suoi cari e vicini, Thorn compreso.
Primo capitolo della quadrilogia, “Fidanzati dell’inverno” è un fantasy che spicca per la profonda eleganza e sobrietà che lo caratterizza. Seppur non manchino tutti gli elementi del genere (dalle illusioni ottiche, alle lotte del potere, ad una deliziosa storia d’amore che prende forma, a intrighi di corte, clessidre particolari etc), il testo si dimostra sobrio e caratterizzato da tanti elementi che sanno renderlo ricco e appassionante. Primo tra tutto, i protagonisti. Due volti paralleli magistralmente costruiti che ben si intervallano tra loro e che vanno letti con uno sguardo che sappia andar oltre alle apparenze. In questo primo episodio conosciamo una eroina giovane, dai tratti ancora immaturi, sentimentalmente acerba, incapace di leggere i silenzi, ma ne osserviamo la crescita e con lei acquisiamo consapevolezza. Al tempo stesso conosciamo un uomo che nonostante i suoi modi rudi e i suoi criptici sguardi e le sue poche parole, fa breccia nel lettore per il suo essere, per il suo passato, per il suo profondo senso del dovere, di giustizia e per la propria sete di verità. Più che di Ofelia che a tratti può risultare pesante per la propria cecità suscitando qualche naso storto. È lui il vero perno, il vero fulcro del libro. È lui il burattinaio che conduce e che ci porterà a scoprire passo dopo passo i retroscena di questo vasto sistema.
Allo stile mai volgare, preciso, accurato ed elegante (ma anche semplice e fluido per renderlo appetibile a tutte le età) che lo contraddistingue, si aggiungono atmosfere Steampunk e della Belle Époque che ben si fondano con il narrato. Un’autrice che nel suo scrivere ricorda la saga della fortunata J.K. Rowling nonché quella della Bussola d’oro di Philip Pullman per caratterizzazione dei luoghi nonché dei vari attori.
Un testo per grandi e per piccini, uno scritto consigliato a giovani adolescenti quale strumento per avvicinarsi alla lettura ma anche a adulti di ogni età che cerchino titoli diversi con cui farsi trascinare per diverse ore liete.

«A forza di vedere illusioni aveva perso le proprie, e andava bene così. Quando le illusioni spariscono rimane solo la verità. I suoi occhi si sarebbero rivolti meno verso l’interno e più sul mondo. Avevano ancora molto da vedere e da imparare.»

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Fidanzati dell'inverno. L'Attraversaspecchi 2018-09-26 12:21:21 Mario Inisi
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3.3
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    26 Settembre, 2018
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Una storia piacevole

A me piace molto il fantasy vecchia maniera: storia avventurosa, fantasiosa, non troppo rosa se no stanca. Questa saga promette bene. Lo stile non è grannchè, semplice a volte un po' sfilacciato, ma la storia è molto carina e avvincente. Il finale è lasciato in sospeso per cui il lettore resta un po' insoddisfatto. La storia è adatta a un pubblico di adolescenti, anche delle scuole medie.

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Harry Potter, l'ultimo elfo della DE Mari, la trilogia di Bartimeus.
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