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Storia di una ladra di libri

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Nella Germania della Seconda guerra mondiale, quando ogni cosa è in rovina, una bambina di nove anni, Liesel, inizia la sua carriera di ladra. All'inizio è la fame a spingerla, e il suo bottino consiste in qualche mela, ma poi il vero, prezioso oggetto dei suoi furti sono i libri. Perché rubarli significa salvarli, e soprattutto salvare se stessa. Liesel infatti sta fuggendo dalle rovine della sua casa e della sua famiglia, accompagnata dal fratellino più piccolo e diretta al paese vicino a Monaco dove l'aspetta la famiglia che li ha adottati. Nell'inverno gelido e bianco di neve, il bambino non ce la fa, ed è proprio vicino alla sua tomba che lei trova il primo libro. Il secondo, invece, lo salva dal fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. Col passare del tempo il numero dei libri cresce e le parole diventano compagne di viaggio, ciascuna testimone di eventi terribili ai quali la bambina sopravvive, protetta da quei suoi immortali, straordinari, amorevoli angeli custodi.

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Storia di una ladra di libri 2016-01-13 22:58:03 Carpineti
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Carpineti Opinione inserita da Carpineti    14 Gennaio, 2016
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La voce narrante della Morte

Ci ho messo alcune pagine per incanalarmi nel sentiero di questo libro, non parlo della narrazione ma dello stile narrativo evocativo di sensazioni, di colori, di immagini e rumori, uno stile originale o addirittura unico, visto che la voce narrativa e' la voce della Morte. Presentata e descritta come una signora affaccendata a raccogliere le anime dei morti al momento del trapasso, sapiente ed ubiqua, spietata ma anche caritatevole a volte, e sensibile, conscia di un destino macabro il suo, ma inevitabile.
Citazioni del libro:
" Te lo garantisco io, il mondo e' come una fabbrica. Il sole la fa andare avanti, gli uomini la dirigono e io sono sempre li a portarli via."

(In riferimento alle anime di gente morta durante un bombardamento) "Le portavo tra le dita come valigie, oppure me le gettavo sulle spalle, solo i bambini li reggevo fra le braccia".

"Le loro anime si alzavano in piedi quando i loro corpi cessavano di cercare fessure nella porta. Le loro unghie avevano graffiato il legno, e in qualche caso vi si erano piantate dentro, con la pura forza della disperazione, e i loro spiriti venivano verso di me, tra le mie braccia, e ci arrampicavamo fuori di quelle docce, sul tetto e piu' su ancora, nel respiro sicuro dell' eternita'. Non cessavano di rifornirmi; un minuto dopo l'altro, una doccia dopo l'altra."

Siamo in Germania, durante la Guerra, durante il periodo nazista in pieno fervore, in un paese vicino a Monaco ci viene raccontata la storia di una ragazza, Liesel che a dodici anni vede morire suo fratello piccolo e viene abbandonata da sua madre. Viene affidata alle cure di una famiglia adottiva, che vive in condizioni di ristrettezze come molto tedeschi, ma dopo un lungo periodo di adattamento e conoscenza si affeziona al Padre adottivo, che fa l' imbianchino, ed ha un cuore , e nutre umanita' e pieta' per il prossimo anche se Ebreo, che la conforta dopo gli incubi piu' cupi, quasi ogni notte e per distrarla le insegna a leggere amorevolmente. Anche la madre adottiva anche se piu' ruvida e meno comprensiva entra nel suo cuore. Liesel va a scuola e conosce il quartiere, fa amicizia coi coetanei e diventera' molto amica di Rudy con il quale passera' anni di complicita'. Imparando a leggere, Liesel viene stregata dal piacere di leggere, visto come opportunita'di evadere, di ricavarsi un mondo piu' facile e caritatevole, un mondo fatto di parole di cui conosce la forza, la persuasione e l'umanita', passione che diventa tanto forte da portarla anche a rubare libri... ( da cui il titolo del libro ).
Un giorno come pegno di una promessa fatta durante il primo conflitto, Huber, il padre di Liesel, da ospitalita' nella cantina della loro casa ad un ragazzo ebreo, Max Vandenberg, che vivra' con loro nell'assoluto segreto, diventando a tutti gli effetti un nuovo membro della famiglia, sfamato e curato e del quale, Liesel si affezionera' moltissimo. Passano i mesi, la guerra obbliga tutti a ristrettezze e fatiche e poi a dolore, molto hanno figli in guerra e sovente alcuni non tornano, la Germania inizia a subire i primi bombardamenti aerei, e gradulamente tutto cambia in peggio...precipita in un baratro di disperazione.
Memorabile la tristezza del racconto del passaggio dalla citta' delle colonne di ebrei di ritorno dai lavori forzati e il momento della perdita dei famigliari e dell'unico bacio dato a Rudy.

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Storia di una ladra di libri 2015-07-08 15:46:46 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    08 Luglio, 2015
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Storia di una ladra di libri

"Stringeva ancora a sé il libro. Si aggrappava disperatamente alle parole che le avevano salvato la vita."
Un libro bellissimo e particolare perchè la voce narrante è: la morte, che ci racconta la storia della Ladra di libri, che viene affidata, in quanto lei figlia di comunisti, ai genitori adottivi Rose e Hans Huberman, che vivono nella Himmelstrasse, agli inizi della seconda guerra mondiale, mentre sta affermandosi incontrastato il potere del Fuhrer. Durante il viaggio in treno, che la porterà dalla sua nuova famiglia, suo fratello muore tra le braccia di sua madre, le due donne sono costrette a scendere per poter dare sepoltura al piccolo, durante il rito funebre dalla tasca del becchino cade un libro "Il manuale del necroforo", questo è il primo furto della Ladra di libri: Liesel, lei che non sa leggere e scrivere, ma lo desidera ardentemente.
Nella sua nuova casa, grazie ad Hans (un uomo buono, gentile, che suona la fisarmonica), la ragazza inizia le lezioni per imparare a leggere e scrivere, ma non solo...le loro vive cambieranno, quando si vedranno costretti ad aiutare ed ospitare un ebreo di nome Max Vandemburg, con il quale Leasel instaurerà un rapporto particolare che aiuterà entrambi a diventare più forti e coraggiosi.
"La vita era mutata nel modo più drammatico, ma era indispensabile comportarsi come se nulla fosse accaduto. Immaginati di sorridere dopo un ceffone; poi pensa di farlo ventiquattrore al giorno. Questo voleva dire nascondere un ebreo."
Un libro che ci racconta del dolore e delle sofferenze vissute durante la seconda guerra mondiale, alcune pagine sono bellissime e struggenti, ci fanno riflettere e pensare e ci dicono di non dimenticare mai, tipo questa:
"Le loro anime si alzavano in piedi quando i loro corpi cessavano di cercare fessure nella porta. Le loro unghie avevano graffiato il legno, e in qualche caso vi si erano piantate dentro con la pura forza delle disperazione, e i loro spiriti venivano verso di me, tra le mie braccia, e ci arrampicavamo fuori di quelle docce, sul tetto e più su ancora, nel respiro sicuro dell'eternità. Non cessavano di rifornirmi: un minuto dopo l'altro, una doccia dopo l'altra. Non dimenticherò mai il primo giorno ad Auschwitz, la prima volta a Mauthausen. In quel posto, mentre il tempo si consumava, ne raccolsi anche sul fondo del grande baratro, dove i loro tentativi di fuga si conducevano orribilmente. C'erano corpi straziati e dolci cuori morti. Eppure era ancora meglio del gas. Ne afferravo alcuni mentre erano ancora a metà strada: ti risparmiava la fatica di trattenere le loro anime a mezz'aria, pensavo, mentre il resto del loro essere -il loro involucro fisico- piombava al suolo. Erano tutti leggeri, come gusci di noce vuoti. In quei posti il cielo era fumoso; l'odore era quello di una stufa, ma sempre tanto freddo. Quando ci ripenso rabbrividisco...perciò tento di non pensarci. Mi soffio aria tiepida sulle mani per riscaldarmele. Ma è difficile tenerle calde, quando le anime tremano ancora di freddo. -Dio-. Quando ci penso pronuncio sempre quel nome. -Dio-. Pronuncio il Suo nome nel vano tentativo di comprendere. -Ma capire non è affar tuo-. Ma sono io a rispondermi. Dio non dice mai nulla. Credi di essere l'unico cui Lui non risponde mai? -Il tuo compito è...- e io smetto di ascoltarmi, perché, per dirla schietta, mi annoio. Quando mi metto a pensare così rimango esausta, e non posso permettermi il lusso di indulgere alla stanchezza. Sono costretta ad andare avanti, perché sebbene non sia vero per ogni persona sulla faccia della terra, è vero che per la grande maggioranza, cioè che la morte non sta ad aspettare nessuno; se lo fa, di solito non aspetta molto a lungo."
Storia di una ladra di libri ci fa capire quanto importanti nella vita siano le parole: conseguenza della lettura, Leasel ruba libri per poter confortare il suo cuore e la sua mente perchè il dolore per la perdita del fratello e la scomparsa della madre a volte sono insopportabili, per aiutare Max costretto a nascondersi in cantina come un ratto a trovare un po' di sollievo ed a credere che è un essere umano con i propri sogni e desideri, per la gente nel rifugio mentre sopra di loro vendono sganciate bombe che uccidono e distruggono tutto come distrazione e passatempo e per la signora Ilsa Hermann per consolarla dalla morte del figlio.
Meravigliosi sono: Liesel e Rudy, nonostante la guerra con le sue mostruosità, loro sono due bambini che stanno crescendo, gli piace giocare a pallone, hanno dei modelli da ammirare (l'atleta di corsa di colore Jesse Owens), cercano di aiutare e difendere il loro amico Tommy Muller, che per la sua sordità e i suoi tic viene costantemente preso in giro, le loro marachelle ci accompagnano nelle pagine del libro, l'amore/odio che li lega mi ha emozionato e il destino crudele di Rudy mi ha commosso...le ultime pagine le ho lette con le lacrime agli occhi.
Consiglio ai giovani di leggere questo libro per capire quanto le parole sono importanti nella vita di ognuno di noi.
"Sì in questo mondo ho visto accadere tantissime cose. Ho assistito ai peggiori cataclismi e lavorato per gli uomini più scellerati. Ma ci sono stati anche altri momenti. Ci sono storie (una manciata, come ho già detto) alle quali consento di distrarmi dalla fatica, come faccio con i colori. Le raccolgo nei luoghi più disparati e improbabili, e mi assicuro di non dimenticarmene mai, mentre lavoro. La Ladra di Libri è una di queste storie."
Aggiungo che ho visto anche il film e l'ho trovato ben fatto anche se il libro è sicuramente un'esperienza più completa e suggestiva.

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Storia di una ladra di libri 2015-05-31 09:39:58 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    31 Mag, 2015
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Un successo editoriale figlio del cinema commercia

Nella Germania del Fuhrer i libri non si leggono, si bruciano. La piccola Liesel Meminger, invece, li ruba. Il suo primo furto avviene durante il funerale del fratellino, quando i suoi occhi colmi di lacrime scorgono tra il bianco della neve qualcosa di nero e rettangolare. Istintivamente, le sue mani gelate lo raccolgono dando inizio ad una sfolgorante carriera. Ma inizialmente Liesel non sa bene cosa farsene di questo misterioso oggetto. La ragazzina non sa leggere, i suoi occhi si posano sulle pagine senza riuscire a decifrare quei misteriosi intrichi di lettere. Pian piano però la piccola protagonista imparerà a decifrare le misteriose parole, aiutata dalla sua spiccata forza di volontà e dall’amorevole pazienza del padre adottivo. Di pari passo con i suoi progressi aumenteranno i furti, tra un libro salvato da un rogo ed uno sottratto alla biblioteca del sindaco, finché la nostra eroina, avida di letture, non deciderà di scriverne uno di proprio pugno per raccontare la sua singolare esistenza. Decisione che le salverà la vita. Una narratrice d’eccezione, la morte in persona, ci guida nella Germania nazista, dai crudeli splendori iniziali alla triste decadenza sotto i colpi degli alleati. Un paese diviso tra chi segue ciecamente il regime e chi è costretto ad adeguarvisi, subendolo passivamente e dovendo fare buon viso a cattivo gioco. Se l’idea di fondo del libro appare tutto sommato buona, il risultato invece non è particolarmente brillante. L’autore sembra proteso soprattutto ad arrufianarsi il lettore, trattando temi di sicuro impatto emotivo senza originalità né particolare pathos, ricorrendo ad una prosa fin troppo elementare e infarcendo il tutto di luoghi comuni e di facile buonismo. Si salva la caratterizzazione dei personaggi, ben curata almeno per quanto riguarda i protagonisti principali, tra cui ricordiamo Hans e Rosa Hubermann, genitori adottivi della nostra Liesel, e il simpaticissimo Rudy, suo fedele amico e compagno di marachelle. Per il resto si tratta di un’opera piuttosto piatta e banale che, pur trattando argomenti forti ed importanti, non spicca né per virtù letteraria né per consistenza dei contenuti, più adatta sicuramente ad un pubblico adolescente che ad uno adulto, il cui grande successo editoriale è figlio più che altro di quello cinematografico della dozzinale pellicola hollywoodiana derivatane.

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Storia di una ladra di libri 2015-05-08 19:26:04 El Ghibli
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El Ghibli Opinione inserita da El Ghibli    08 Mag, 2015
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non saprei...

Il romanzo è ambientato nella Germania nazista dove servire e seguire il Fuhrer è un imperativo. Il personaggio principale è Liesel, una bambina che viene adottata da una famiglia, dopo essere stata abbandonata (ma solo per poterla salvare) dalla mamma ebrea. Il padre adottivo è una persona buonissima, disponibile ed è lui che le insegna a leggere dedicando parte delle sue ore e standole vicino. Tra i due nasce un profondo affetto. La madre adottiva, invece, è una persona dall'apparenza burbera e con lei i rapporti migliorano solo quando la famiglia si ritrova a dover ospitare (nella realtà nascondere) un ebreo, figlio di un amico della famiglia. Il ragazzo è malaticcio ed è proprio durante la sua convalescenza che Liesel inizia a rubare i libri dalla libreria di una famiglia nazista. I temi che emergono in questo romanzo sono: l'amicizia, la bontà e soprattutto la disponibilità. Mi è piaciuta molto l'originalità della voce narrante anche se poi nel corso del romanzo infastidisce in quanto provoca continue interruzioni della storia. La parte più bella del romanzo è quella in cui viene descritto il legame intenso e particolare che si instaura fra la ladra di libri e Max il ragazzo ebreo. Ho iniziato a leggerlo con titubanza e le prime pagine non nego di averle trovate un po' ostiche e lente, ma superata la prima parte sono stata presa dalla voglia di leggerlo anche perchè lo stile è diventato fondamentale per la storia. Complessivamente una lettura discreta, ma non nego che le storie che trattano questo tipo di argomenti mi angosciano e generalmente cerco di evitarle ma in questo caso non ho potuto perchè è stato un regalo.

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Storia di una ladra di libri 2015-04-22 14:44:40 ferrucciodemagistris
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ferrucciodemagistris Opinione inserita da ferrucciodemagistris    22 Aprile, 2015
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L'ironia pietosa della Morte

“Non possiedo una falce. Indosso una veste nera con cappuccio solo quando fa freddo. Non ho quel viso da teschio che sembrate divertirvi ad appiopparmi. Vuoi sapere qual è il mio vero aspetto? …cerca uno specchio.”

L’Io narrante di questo meraviglioso, ma altrettanto drammatico, romanzo è appunto la Morte; ella si è personificata per raccontare tragici episodi accaduti durante l’ultima guerra, nella fattispecie in una città della Germania nei pressi di Monaco.

La storia di una ragazza di quasi undici anni che riesce a leggere qualche libro sottraendolo in maniera furtiva da luoghi dove vive la sua tragedia di bambina che si avvia verso l’adolescenza. In mezzo all’orrore, allo strazio, alla fame e ai sentimenti spesso calpestati, la lettura delle pagine dei pochi libri “rubati”, trasporta la mente della ragazza, Liesel, temporaneamente lontano da quell'assurdo ambiente, al fine di astrarsi da tutto ciò che incombe nella sua città e nella sua via, la Himmelstrasse, dove abita presso una famiglia adottiva.

La Morte narrante descrive la desolazione, l’ingiustizia, la perfidia, la crudeltà perpetrate dagli uomini quando la ragione è offuscata nell’ottundimento voluto, e ottenuto, da un essere che, nella sua lucida follia, ha procurato tanta disgrazia e distruzione inutile. Anche la stessa Morte si “lamenta” del troppo lavoro che è costretta a portare a termine nonostante, in molte circostanze, la sua tristezza nel raccogliere le anime senza distinzione alcuna di età, sesso, posizione sociale; ma è un compito che deve portare a termine…è nella stessa ragione di vita! Solo le parole lette nei libri rubati da parte di Liesel, riescono, per un mistero incomprensibile, a sottrarre la stessa ragazza alla fine prematura comune a molti suoi coetanei e arrivare all’incontrovertibile “appuntamento” solo in età molto avanzata e all’altro capo del mondo.

Difficilmente mi commuovo quando leggo un libro; apprezzo, in genere, lo stile narrativo e la trama ma, appunto, non mi commuovo quasi mai. In questo caso la narrazione così incalzante e, allo stesso tempo, trascinante e avvinghiante, mi ha fatto immedesimare nella tela del romanzo tra ordito e trama…una narrazione che difficilmente potrò mai dimenticare.

Molto consigliato.

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Storia di una ladra di libri 2015-02-17 10:01:07 Jack_84@yahoo.it
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Jack_84@yahoo.it Opinione inserita da Jack_84@yahoo.it    17 Febbraio, 2015
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I libri che ti salvano la vita

Questo romanzo l'ho amato profondamente e, sinceramente, non so spiegarmi neanche il perchè. La trama, interessante già dalle prime battute anche grazie al periodo storico in cui è collocata, scorre senza particolari colpi di scena. Lo stile di scrittura risulta a tratti piatto, privo di mordente. Eppure quello che vi terrà incollati a questo splendido libro è l'amore che prova la protagonista Liesel verso i suoi comprimari e sopratutto verso i libri. Un amore incondizionato quest'ultimo che la porterà a rischiare la propria vita in più di un'occasione: perchè i libri rappresentano per Liesel un rifugio per l'anima in quel terribile periodo storico che è stato il Nazismo.
Non mi dilungo oltre perchè in realtà c'è ben poco da aggiungere: leggetelo e se saprete cogliere l'essenza del libro vi resterà dentro per molto tempo.

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Storia di una ladra di libri 2014-12-10 22:06:52 Gondes
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Gondes Opinione inserita da Gondes    11 Dicembre, 2014
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LA LADRA DI LIBRI

Questo libro non è stato per me un amore a prima vista, come invece mi è capitato con altre letture, ma comunque lo considero nel complesso positivamente.
Mi aspettavo un romanzo con una normale architettura narrativa, invece mi sono trovato di fronte ad un libro completamente diverso, anche dal punto di vista grafico, con l’inserimento di disegni sottotitolati, glossario e quant’altro. Ma la cosa che forse mi ha spiazzato maggiormente è stata la voce narrante del romanzo, che per molte pagine ho faticato ad accettare, considerando anche la tipologia del romanzo. Non voglio però rivelarne l’identità per non rovinare la sorpresa a chi ancora lo deve leggere. Comunque dopo poche pagine ci si rende conto!
I contenuti del romanzo sono sicuramente importanti, anche se raccontati in modo abbastanza superficiale. Quello che invece bisogna riconoscere a questo libro è la scelta da parte dell’autore di raccontarci la seconda guerra dalla parte del popolo tedesco, con una prospettiva interessante e poco sfruttata. Troppo spesso etichettato come complice e fedele sostenitore delle idee del loro leader Hitler, in realtà una parte del popolo tedesco era vittima del nazismo. La protagonista di questo libro “la ladra di libri” e la sua famiglia fanno parte di quei tanti tedeschi che erano costretti ad accettare tutto quello che il regime decideva, senza aver potuto esprimere le proprie opinioni. Il passaggio degli ebrei, diretti verso il campo di concentramento di Dachau erano per alcuni tedeschi una vera sofferenza, senza poter però intervenire in loro soccorso per non correre il rischio di essere considerati al loro pari. La coscienza e la pietà non hanno bandiere e confini, come invece i regimi autoritari vogliono imporre.

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Storia di una ladra di libri 2014-11-21 14:58:24 GPC36
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GPC36 Opinione inserita da GPC36    21 Novembre, 2014
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Mano leggera per una cupa realtà

Con mano lieve Markus Zusak accompagna il lettore nel periodo più cupo della storia dell’ultimo secolo. Scrittore già affermato, con esperienze di libri per ragazzi, si rivolge ai giovani con forme accattivanti, con un fraseggio breve, con l’inserimento di variazioni grafiche e di disegnini, assegnando alla morte il ruolo di soggetto narrante. Questa figura – una morte anche benevola, senza la falce, una raccoglitrice di anime –è un elemento spiazzante per i lettori più maturi, in quanto irrazionale e artificioso. Tuttavia tutti gli espedienti narrativi contribuiscono ad avvicinare i lettori più riluttanti o amanti del fantastico, così che anch’essi possano beneficiare del più bel regalo che in questi anni uno scrittore abbia fatto ai giovani.
Zusak mostra loro l’orrore di una guerra insensata, portandoli oltre quello che possono trovare nei libri di storia, per mostrare la realtà umana di una comunità trascinata dalla follia di un leader. Per far ciò parte da un angolo di visuale particolare: il microcosmo di Himmelstrasse in un paesino bavarese, dove la tragedia della seconda guerra mondiale si traspone senza sconti, dall’avvento del nazismo, alla persecuzione degli ebrei sino alla distruzione conclusiva.
Nell’ambiente cupo della catastrofe incombente, in un contesto di povertà e di fame, solo i libri offrono a Liesel una possibilità di evasione dalla realtà. Arrivata faticosamente e fortuitamente alla lettura, partendo dal “Manuale del necroforo”, la “fame” di nuovi libri è più forte di quella causata dalla mancanza di cibo, tanto che quando decide di rubare con il suo amico Rudy lo trascina ad un furto di libri nella biblioteca del sindaco. Il romanzo trasmette quindi un messaggio forte, coinvolgente sul valore della lettura e della parola.
Parlare di un libro rivolto ai ragazzi non ha tuttavia il significato riduttivo di un libro PER i ragazzi. Come non sentire emozione e commozione seguendo il passaggio di Liesel dall’infanzia alla preadolescenza? O la profonda umanità dei genitori adottivi, ruvida in superficie la madre, capace di tenero affetto il padre, disposti a rischiare tutto, ospitando un ragazzo ebreo, per mantenere fede ad una promessa? Si sorride,prima della fine, per Rudy, il tenero amico di Liesel, e si freme per la sorte di Max, il ragazzo ebreo. Su tutto aleggia pesante e greve l’ombra della dittatura e della guerra.
“Storia di una ladra di libri” è un romanzo che tutti dovrebbero leggere e, genitori ed educatori, far leggere.
Il romanzo, per mesi collocato nelle top ten delle vendite, ha avuto nel film un trampolino di lancio, tanto da essere stato riedito, dopo l’uscita nelle sale cinematografiche con lo stesso titolo, cambiando quello precedente “La bambina che salvava i libri”. Un bell’esempio di rapporto positivo tra cinematografo e letteratura.



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Storia di una ladra di libri 2014-10-11 21:07:39 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    11 Ottobre, 2014
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L'importanza delle parole e dei libri

E’ la Morte la narratrice di questa storia drammatica e commovente, una Morte curiosamente umanizzata e pietosa che (siamo nel 1939, in una cittadina tedesca all’inizio della seconda guerra mondiale) si impegna diuturnamente a raccogliere le anime delle vittime della guerra e dei bombardamenti. La storia narrata è quella di una ragazzina, Liesel, adottata da una famiglia tedesca, un padre dolce e comprensivo ed una madre burbera ma dal cuore grande. C’è la miseria, si sopravvive agli stenti ed alla guerra, in una Germania soffocata dall’ideologia nazista, succube di Hitler e delle sue paranoie. Ma Liesel, che con la sua banda di amici ( viene alla mente I ragazzi della via Pal, di Ferenc Molnar) vive alla giornata, correndo, giocando a pallone e rubacchiando dove si riesce, ha una sua vita interiore : si pone delle domande, si interroga sul significato vero delle parole ed è appassionata di libri, che raccoglie bruciacchiati dai falò del regime o sottrae al sindaco del paese, complice la moglie che la stima e la protegge. Liesel è affascinata da un ebreo, Max, che la famiglia nasconde in cantina, un ragazzo al quale piace leggere e che dedicherà all’amica pagine piene di poesia. La tragedia bellica incombe, passano gli anni, sfilano per la cittadina file di ebrei condannati ai campi di sterminio : tra questi Liesel riconoscerà Max, fuggito dal nascondiglio per non mettere a rischio la famiglia che lo ospita, e, incurante delle minacce e delle frustate dei militari nazisti, tenterà, senza esito, di sottrarlo al suo atroce destino. Liesel si appassionerà sempre più della lettura , scriverà pagine bellissime e si sforzerà di capire il grande potere che possono avere le parole, nel bene e nel male, e la capacità dei libri di tener deste le coscienze e di nutrire lo spirito. Un bombardamento a tappeto le porterà via genitori adottivi e amici : pagine strazianti che la Morte, impegnata nel prelevare anime, narrerà con commozione e pietà. La Morte trascurerà Liesel che si salverà e trascorrerà una lunga vita in Australia, consolata dall’affetto di marito e figli. Un bel romanzo, inconsueto nello stile narrativo , nel telegrafico riassunto dei capitoli e nelle frequenti note esplicative evidenziate in grassetto : emerge comunque la indimenticabile figura di una commovente giovane eroina di guerra che ci fa capire come la nobiltà dello spirito può sopravvivere a qualsiasi sventura umana.

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La bambina che salvava i libri, dello stesso Autore.
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Storia di una ladra di libri 2014-08-18 16:14:05 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    18 Agosto, 2014
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SAUCHERL E SAUMENSCH!!

La prima edizione di questo libro risale al 2007 con il titolo di : " La bambina che salvava i libri".Trovo deliziosa una copertina utilizzata da Frassinelli per la prima edizione, con l'immagine in bianco e nero di una bambina sdraiata supina con in mano un grosso libro aperto e come cornice due tende rosso vinaccia, piuttosto che la nuova edizione che riporta l'immagine tratta dalla locandina del film. Trovo invece più adatto e calzante il titolo di questa nuova edizione "Storia di una ladra di libri".
Non mi dilugherei a parlare della trama, in quanto già ampiamente descritta dalle precedenti recensioni. Solo qualche riflessione in merito allo stile di scrittura, alla caratterizzazione dei personaggi, ed alle impressioni al termine della lettura.
Lo stile di questo giovane autore, risulta scorrevole, semplice e gradevole, ricco di dialoghi, con periodi brevi intervallati da diverse "strategie" che rendono la trama "leggera", nonostante il tema trattato. Tali espedienti riguardano il suddividere la trama in grosse tematiche, a loro volta suddivise in capitoletti più brevi, inserendo termini in lingua tedesca, con la reale traduzione tratta dal vocabolario.Vengono intervallate inoltre, parti in neretto, termini in corsivo. In alcuni passaggi, sono inseriti semplici disegni in biancho e nero.
Questo approccio stilistico mi sembra particolarmente adatto ai ragazzi della Scuola Secondaria.
La stessa opinione, rimane per la delicatezza con cui l'autore è riuscito a trattare il tema del nazismo.
In questo ambito viene descritta la Seconda Guerra Mondiale, la persecuzione degli ebrei e l'ascesa di Hitler al potere, attraverso gli occhi di una ragazzina appartenente al ceto povero tedesco.
Un punto di vista sicuramente originale, che non toglie nulla all'immane tragedia dell'Olocausto, ma che apre uno spiraglio sulla vita di tanti tedeschi, costretti a "sposare" la politica hitleriana per avere salva la vita, ma che hanno dimostrato sensibilità, altruismo e bontà nei confronti del popolo ebraico, a rischio della loro stessa vita.
Per questa ragione ho amato Hans e Rosa Hubermann, genitori adottivi di Liesel, con un cuore grande entrambi. Il papà più dolce e pacato, la mamma più brusca, meno affettuosa, con insulti bonari sempre a fior di labbra, ma che sotto la scorza esterna, nasconde un amore puro per il marito e la figlia adottiva.
Poche parole invece per commentare la scelta della voce narrante, rappresentata dalla "Morte"; dopo la sorpresa iniziale, nel corso della narrazione, la Morte,non ha riservato originali battute ad effetto, o situazioni particolarmente crude. Gli interventi risultano abbastanza scontati ed adulcorati, e non creano attesa nè sorpresa.
"Nel corso degli anni ho visto tanti giovani che credono di correre gli uni contro gli altri. Non è così. E' verso di me che corrono."
Liesel è poi il personaggio positivo per eccellenza, piccola, grande donna, che impara ad affrontare la sofferenza della perdita della mamma e del fratellino con coraggio, che impara ad amare i "nuovi genitori", che impara a leggere e scrivere, e rubare libri al posto di altri oggetti o cibo, per la sete di parole che ha avuto.
" Ho odiato le parole e le ho amate, e spero che siano tutte giuste."
Un libro che confermo piacevole scoperta, super-consigliato per un pubblico di pre-adolescenti e giovani.

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