Berta Isla Berta Isla

Berta Isla

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Berta Isla ha sposato Tomás Nevinson nel maggio del 1974, nella chiesa di San Fermín de los Navarros, vicino alla scuola che entrambi hanno frequentato e dove si sono incontrati la prima volta. Lo ha sposato dopo essere stata la sua ragazza per anni senza mai fare l'amore con lui (perché tra buoni borghesi innamorati si usava così) e dopo aver perso la verginità con un altro in un giorno che non smetterà mai di ricordare. Lo ha sposato conoscendolo da sempre, convinta di aver trovato il suo destino, ma senza sapere nulla di lui, nulla che fosse davvero importante. Ma Tomás qualcosa di davvero importante lo stava nascondendo e non avrebbe mai potuto dirlo, a lei come a nessun altro. Durante i suoi anni universitari a Oxford infatti, in uno stupido giorno, il caso aveva deciso di condizionare la sua esistenza, e quella della moglie, per sempre. Il nuovo romanzo di Javier Marías è la storia di un amore imperfetto, come lo sono tutti. Di una donna, Berta Isla, che ha scelto di stare accanto a un uomo che può soltanto sperare di conoscere, ma che in fondo non si rivelerà mai per ciò che è realmente. È la storia di una relazione che, finita la passione, si regge in fragile equilibrio sul segreto, sulla lealtà e sul risentimento, su quanto non si vuole o non si può dire. È la storia di due cuori da sempre sconfitti che insieme cercano di resistere nella battaglia.

Recensione della Redazione QLibri

 
Berta Isla 2018-05-17 22:51:55 annamariabalzano43
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annamariabalzano43 Opinione inserita da annamariabalzano43    18 Mag, 2018
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And in short I was afraid

È di nuovo il tema dell’ambiguità al centro di Berta Isla, l’ultimo stupendo romanzo di Javier Marias, è l’uomo prigioniero della sua solitudine, condannato a vivere passivamente una vita senza speranza di futuro. C’è tutta l’opera di T.S.Eliot in queste pagine, da The love song of J. Alfred Prufrock, ai Four Quartets fino a The hollow men. Il personaggio di Tomás, infatti, così come ci appare dalla descrizione in prima persona di Berta, sua moglie, è molto simile al Prufrock di Eliot, con la sua incapacità di compiere scelte determinanti per la sua vita, con quella sua spiccata tendenza alla simulazione che è propria dell’attore e che lo rende però più simile al buffone che a colui che sia capace di turbare l’universo. Il dramma di Tomàs consiste in una perdita di identità che lo emargina dal mondo dei suoi affetti per immergerlo in quel mondo di falsità, prevaricazione e violenza in cui vivono gli agenti segreti. La rassegnazione che contraddistingue Tomàs lo induce a trascinare una vita-non vita, nella quale tutto ciò che accade semplicemente non accade, e tutto quello che esiste semplicemente non esiste. Ed è il rapporto col tempo che rende possibile tutto ciò, un tempo che si dilata e resta indeterminato: “Tomàs pensò, ricordò: - La storia è una trama di momenti senza tempo -(T. S. Eliot – Four Quartets)”. La progressiva perdita di speranza trasforma la vita di Berta, che affronta con coraggio la solitudine e i momenti di disperazione con quel senso di soffocamento che è proprio di chi soffre: “ Quel verso ora risuonava dentro di me: - Questa è la morte dell’aria diceva -. E in effetti non era come se mi mancasse l’aria, era qualcosa di peggio; come se l’aria non circolasse più, come se non ci fosse più in tutto l’universo e avesse cessato di esistere. E al termine di qualche verso che non capivo e che perciò non ricordavo Tomàs aggiungeva: - Questa è la morte della terra. - (T. S. Eliot – Four Quartets). Le frequenti citazioni tratte dalle opere di Eliot inducono a pensare che tutto il romanzo sia stato congegnato come una trasposizione in prosa dei versi del poeta, attraverso la realizzazione di personaggi che vivono nell’epoca contemporanea le stesse ansie e le stesse angosce dell’uomo del primo novecento. Marias ha costruito anche tecnicamente un romanzo perfetto, affidando alla narrazione in terza persona la parte che racconta la vita di Tomàs lontano da Berta, e alla voce di Berta il racconto della loro vita in comune e della sofferenza di entrambi. Ed è ancora con i versi di Prufrock che Tomàs descrive infine se stesso : “ I grow old…I grow old…I shall wear the bottoms of my trousers rolled”. Sentirsi vecchio e svuotato di speranze, lo rende simile a un fantasma, a una sorta di Hollow Man. La sua vita come quella di Berta, rimarrà per sempre sospesa, una vita come tante altre, solamente in attesa.

No! lo non sono il Principe Amleto, né ero destinato ad esserlo; 
?Io sono un cortigiano, sono uno ?
Utile forse a ingrossare un corteo, a dar l’avvio a una scena o due,?
Ad avvisare il principe; uno strumento facile, di certo, ?
Deferente, felice di mostrarsi utile, 
?Prudente, cauto, meticoloso; 
Pieno di nobili sentenze, ma un po’ ottuso; 
?Talvolta, in verità, quasi ridicolo – ?
E quasi, a volte, il Buffone.
 
Divento vecchio… divento vecchio… ?
Porterò i pantaloni arrotolati in fondo. 
(T. S. Eliot – The love song of Alfred J. Prufrock )

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Berta Isla 2019-07-22 22:14:14 Patrizia franchina
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Opinione inserita da Patrizia franchina    23 Luglio, 2019

Javier Marias

In questo bellissimo romanzo i veri protagonisti non sono i fatti o la trama ben costruita, ma quel che conta è il non detto, il dubbio, l’incertezza che si manifestano attraverso le supposizioni, i pensieri di Berta. La frase che meglio rappresenta il romanzo è quella iniziale: “Per molto tempo non avrebbe saputo dire se suo marito era suo marito.,.” questo non perché fosse in discussione l’identità fisica dell’uomo ma per l’estraneità di una gran parte della sua vita, per la sua misteriosa esistenza fuori dal rapporto con lei, per l’oscurità del suo pensiero e per la larga parte della sua esistenza vissuta lontano da lei. L’autore sembra suggerire che esiste, nella vita di ciascuno di noi, una zona d’ombra indistinta ed estranea il cui accesso è vietato a chiunque. Berta sa che nella vita di suo marito c’è una parte a lei preclusa dove sono conservati ricordi, segreti che è meglio non conoscere e dove lei non deve entrare, per questo è costretta ad accontentarsi di conoscere e vivere solo con una parte di lui, non afferrando mai la sua vera natura. L’autore affida a lei il racconto delle parti più significative che riguardano l’incertezza, le ipotesi, la precarietà, le poche certezze sulla natura altrui, come a ricordarci che la nostra esistenza è molto vulnerabile e la nostra libertà di scelta solo sia apparente perché condizionata da altro e non sempre dipendente dalla nostra volontà; crediamo di essere liberi ma la nostra libertà è parziale perché soggetta alle scelte altrui, a fattori occasionali, a condizioni ambientali... Tomas e Berta si sono amati da sempre, convinti di essere destinati ad una vita comune ma non sarà così: Tomas ha scelto la sua vita non liberamente ma condizionato dal credere di non avere altra scelta, Berta alla fine dovrà ammettere quando realmente poco ha condiviso con l’uomo che ama, che tanta parte sconosciuta di sé e rimasta a lui e quanto poco lei sappia e conosca di Tomas ma soprattutto si rende conto, con amarezza, di quanto irrilevante, estranea sia stata lei nella vita di lui.

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