Narrativa straniera Romanzi Chiamami col tuo nome
 

Chiamami col tuo nome Chiamami col tuo nome

Chiamami col tuo nome

Letteratura straniera

Editore

Casa editrice


Vent'anni fa, un'estate in Riviera. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un brillante professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, Elio aspetta come ogni anno "l'ospite dell'estate, l'ennesima scocciatura": uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, subito conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti, quasi sfacciati. Anche Elio ne è irretito. I due ragazzi condividono conversazioni appassionate e poi nuotate mattutine, partite a tennis. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, fatto di ossessione e paura, di scaltra dissimulazione e slanci ingenui, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all'estasi.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 13

Voto medio 
 
4.1
Stile 
 
4.2  (13)
Contenuto 
 
4.0  (13)
Piacevolezza 
 
4.1  (13)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Chiamami col tuo nome 2018-11-05 21:38:02 BettiB
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
BettiB Opinione inserita da BettiB    05 Novembre, 2018
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Perchè era lui, perchè ero io

!! ATTENZIONE CONTIENE SPOILER !!

Ho letto molte recensioni in cui questo libro viene definito "una grande storia d'amore". Sicuramente vero, ma la parola "amore" non compare praticamente mai, e io non la definirei così. Non una storia "d'amore" ma di ricerca di sé stessi attraverso l'altro, di appartenenza totale, di fuoco che brucia per anni.
E' la storia di Elio, diciassettenne ebreo che ogni anno passa l'estate nella grande villa di famiglia in Riviera. Il padre è uno stimato professore e la casa è quotidianamente frequentata da intellettuali, artisti, giornalisti e studiosi. Ogni estate la famiglia di Elio seleziona un candidato, uno studioso in procinto di pubblicare un libro, una tesi, un saggio, e lo ospita per quasi due mesi durante i quali il ragazzo può lavorare sui suoi studi.
L'estate che cambia per sempre la vita di Elio il prescelto è Oliver. Americano, biondo, apparentemente perfetto, sicuro di sé, stile da "muvistar". Da subito Elio ne è attratto, sempre più visceralmente.
"Chissà, forse è iniziato tutto in quel preciso istante [...] L'ospite dell'estate. L'ennesima scocciatura."

Il libro, suddiviso in 4 parti, comincia con "Se non dopo, quando?". In questa prima parte Elio si sente attratto da Oliver, da subito, anche se non capisce fino in fondo la portata del suo interesse. Analizza questo nuovo arrivato, si ritrova a desiderare di piacergli, a costruire un personaggio per dimostrarsi alla sua altezza.
"Il tuffo al cuore che provavo nel vederlo quando non me lo aspettavo, mi terrorizzava e mi eccitava al tempo stesso."
Elio si sente sempre più sventurato, vittima di qualcosa che non conosce, di una forza che lo spinge verso chi lo tratta con indifferenza e freddezza, perché questo fa Oliver: lancia sguardi di ghiaccio, sparisce per ore intere senza dire dov'è e con chi. E Elio ne soffre, combattuto tra il desiderio e la voglia di sfuggirgli.
"Odiavo me stesso perché mi sentivo così sventurato, completamente invisibile, afflitto, immaturo."

La seconda parte, "La collina di Monet" si concentra su un luogo speciale. Non solo "la collina di Monet" - ovvero una collina cara a Elio in cui le cose tra lui e Oliver finalmente si sbloccano, sbocciano, vengono a galla - ma soprattutto il luogo dell'anima che Elio scopre grazie a Oliver.
Elio, a corto di speranze e con le idee sempre più confuse, si rivela a Oliver: "Non mi era rimasta più nemmeno una speranza. E forse ricambiai il suo sguardo perché ormai non avevo nulla da perdere. Lo guardai con uno sguardo saccente che diceva 'Baciami se hai coraggio', come se volessi sfidarlo e fuggire via allo stesso tempo.
E sulla "collina di Monet" i due giovani si baciano, goffi, consci che da quel bacio, dal legame che stavano instaurando, non ci sarebbe più stato scampo. Titubanti, perché nessuno dei due riesce ad ammettere le cose a voce alta.
Ma non è più attrazione, è voglia di entrate nella pelle dell'altro, di essere l'altro. Lottando contro le proprie insicurezze e vergogne, andando sempre più a fondo nella conoscenza di sé stesso.
"Voglio conoscerti e, attraverso te, voglio conoscere me stesso".
E' questo che succede quando i due stanno finalmente insieme, quando Elio capisce per la prima volta chi è. "[...] era come tornare a casa, come chiedersi: Dove sono stato finora?".
"Lui era il passaggio segreto che mi conduceva a me stesso".
Sul finire di questa parte, per la prima - e mi pare unica - volta Elio fa riferimento a Oliver come "amante". ma il sentimento è totalizzante, è un chiodo che lo tiene insieme, è lo specchio di sé stesso in un altro uomo. E' chiamare Oliver con il proprio nome, Elio, e riconoscersi perfettamente in lui.

La terza parte, "La sindrome di San Clemente", è dedicata al viaggio di Elio e Oliver a Roma. Un paio di giorni da soli nella città eterna, lontani dalla "vita reale", immersi in persone che invidiano la felicità che i due non riescono a nascondere. Perché Elio e Oliver abbandonano tutti i sotterfugi, la vergogna, i dubbi. Vogliono solo stare insieme, amarsi, baciarsi tra le ombre delle vie di Roma, dimenticarsi che ormai il loro tempo è agli sgoccioli, che ne hanno sprecato tanto ignorandosi e cercando di ignorare il sentimento che cresceva tra i due.
Elio viene a patti con sé stesso, con la potenza del legame che ha con Oliver, che forse non troverà mai più con nessun altro. "Chi altro sarei mai riuscito a chiamare col mio nome?".

"I luoghi dello spirito", quarta e ultima parte, riporta Elio alla vita di tutti i giorni, soprattutto alla vita senza Oliver, tornato in America al termine del suo soggiorno in Riviera. Perché le favole non durano, perché la vita vince sempre. Il dolore della perdita è acuto e profondo, e accompagnerà per sempre Elio.
Elio che cresce, con Oliver sempre presente: a volte agli angoli della sua testa, a volte in carne ed ossa tornato a casa dei suoi genitori per una visita. Oliver che si sposa, che ha dei figli; Elio che divide la sua vita in "prima di Oliver/dopo di Oliver", pur incasellando altri amori, altri insostituibili.
Gli anni passano, ne passano venti, tutto cambia, ma niente cambia davvero:
"Vent'anni sono ieri, e ieri è stamattina presto, e stamattina sembra lontana anni luce."
Il sentimento di appartenenza, la fiamma, è ancora lì, e brucia come e più di prima. Solo in una "vita parallela", che non può essere vissuta, ma c'è, gelosamente custodita negli angoli di privata felicità.
"Avevamo trovato le stelle, tu e io. E questo capita una volta sola nella vita."


Con una scrittura semplice e disarmante André Aciman alterna paragrafi di estrema dolcezza a descrizioni crude e quasi brutali. Il ritmo, seppur morbido e languido, srotola la storia in modo fluido che accompagna la lettura in modo naturale. A mio parere Aciman ha saputo indagare nel profondo i sentimenti tormentati di un'adolescente che scopre sé stesso, il proprio corpo e il proprio cuore con uno stile veramente degno di nota.
Il racconto non è cronologico, ma viaggia sull'onda delle sensazioni, dei ricordi, dei momenti chiave di un rapporto che è prima di tutto scoperta e poi appartenenza, pur dando gran concretezza ad ogni cosa grazie a particolari semplici e puntuali: la pesca, il costume, la camicia... tutti rimandi a sensazioni totalizzanti.

L'ho trovato un libro bellissimo, sicuramente non per tutti, viscerale, "nudo". Perfetto connubio tra carne e spirito. Qualcosa che va oltre l'amore, oltre il tempo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
70
Segnala questa recensione ad un moderatore

Chiamami col tuo nome 2018-07-30 23:35:20 Sabrina Parrella
Voto medio 
 
1.8
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
1.0
Opinione inserita da Sabrina Parrella    31 Luglio, 2018

Ma come si fa?

Come si fa a giudicare questo libro un capolavoro? Ho letto molte recensioni positive che non condivido affatto. Questo libro non ha nulla di romantico, si parla di una attrazione fisica, di una infatuazione adolescenziale che si consuma nello spazio di una estate, attrazione che non impedisce a nessuno dei due protagonisti di avere una storia parallela, di sesso o addirittura storia di un progetto matrimoniale. L'attrazione è epidermica, superficiale, basata sulla fisicità o tutt'al più atteggiamenti o modi di fare che stregano, ma non un minimo accenno di profondità... Ma cosa sanno l'uno dell'altro questi protagonisti, su cosa si basa questo presunto amore eterno? Sul nulla, brevi conversazioni e poi solo sesso, descrizioni e linguaggio a volte anche troppo dirette, ma che non suscitano alcun tipo di emozione. Uno stile si scorrevole, ma prolisso. La prima metà del libro è come se fosse sempre lo stesso capitolo scritto per 150 pagine... L'ho portato a termine solo per capire dove volesse andare a parare, ma non mi è rimasto nulla, se non la considerazione delle vite parallele che si vivono invece di quella che veramente si desidera... Ma il tema non è certo nuovo e sopratutto è stato trattato molto ma molto meglio. Melenso, noioso, per nulla originale. Un altro di quei libri che ti fa solo perdere tempo...

Indicazioni utili

Lettura consigliata
no
Consigliato a chi ha letto...
Splendore della Mazzantini (praticamente stesso tema, stessa trama)
Trovi utile questa opinione? 
70
Segnala questa recensione ad un moderatore
Chiamami col tuo nome 2018-03-17 04:44:01 Bruno Elpis
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    17 Marzo, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Io ti chiamerò col mio

Chiamami col tuo nome di André Aciman è la fenomenologia del rapporto omoerotico tra Elio, diciassettenne figlio di un professore che nel periodo estivo ospita studenti nella propria villa in riviera ligure, e Oliver, ventiquattrenne americano che fin da subito colpisce le attenzioni dell’adolescente.
La prima parte (intitolata “Se non dopo, quando?”) è dedicata a pensieri, emozioni e scoperte che portano Elio a realizzare di essersi innamorato di Oliver (“La risposta… mi colpì dritto in faccia come uno di quei pupazzi a molla dal sorrisetto malefico che schizzano fuori dalla scatola appena la apri. «Dopo.»”).

La seconda parte (“La collina di Monet”) analizza l’esplosione della passione tra riti estivi, passeggiate (“Qui… ci veniva Monet a dipingere”), dialoghi, letture e nuotate. Il sentimento si carica delle tinte forti della gelosia, del feticismo, dell’identità fusionale tra gli innamorati (“Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio”).

Nella terza parte (“La sindrome di San Clemente”) Elio e Oliver vivono gli ultimi giorni della passione e della vacanza estiva a Roma (“Il sogno era esatto, era come tornare a casa, come chiedersi: Dove sono stato finora?”). I giorni a loro disposizione stanno per terminare…

La quarta parte (“I luoghi dello spirito”) narra il resto della vita dei due ragazzi: alcune occasioni per ritrovarsi, il significato dell’esperienza vissuta in gioventù, il valore dei ricordi (“Svolazzina. E riconobbi anche il costume da bagno. Rosso”)…

Giudizio finale: analitico, generalmente struggente ed elegiaco, in alcuni punti esplicito e rovente.

Bruno Elpis

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
A single man
Trovi utile questa opinione? 
170
Segnala questa recensione ad un moderatore
Chiamami col tuo nome 2013-09-23 12:48:37 Nana79
Voto medio 
 
1.8
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
1.0
Piacevolezza 
 
2.0
Nana79 Opinione inserita da Nana79    23 Settembre, 2013
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

una noia mortale

Un lunghissimo, noioso filosofico trip mentale su una relazione estiva. Non riesco a definire in altro modo questo libro. È un continuo vorrei ma non vorrei e così o forse cosá ma alla fine non c'è consistenza. L'idea di base è bellissima: la scoperta della propria omosessualità da parte di un ragazzo e l'accettazione di essa che si concretizza nel rapporto che nasce tra il protagonista e il ragazzo americano che passa un'estate a casa della sua famiglia. Ma a parte l'idea di partenza questo romanzo non ha niente di niente. Credo che volesse essere una sorta di inno all'amore eterno, quello che dura oltre il tempo e gli eventi ma sinceramente trovo che il risultato finale sia un concentrato di latte alle ginocchia infinito e non per il tema affrontato ma per il modo in cui viene affrontato. Spesso, si ha l'impressione che l'autore non sappia nemmeno di cosa sta parlando.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
no
Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
Chiamami col tuo nome 2012-12-28 19:17:04 Pelizzari
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    28 Dicembre, 2012
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo, forse

Libro delicatissimo incentrato sulla scoperta della proprio omosessualità da parte di un ragazzino. Il libro è pieno di desideri contorti e segreti; paura e desiderio fanno a gara per confondersi l'uno con l'altro. E' una storia di anime senza riposo che alla fine si ritrovano comunque sole, e odiano stare sole. C'è grande intimità in questo modo di raccontare emozioni così private. C'è grande serenità nel modo in cui questi due ragazzi, e poi uomini, vivono quello che provano, senza scappare da se stessi. C'è grande sentimento, completo, pieno, che si esprime in una frase: "Lui è me più di me stesso".

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
180
Segnala questa recensione ad un moderatore
Chiamami col tuo nome 2012-10-15 16:55:05 Enzobis
Voto medio 
 
2.0
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
2.0
Piacevolezza 
 
2.0
Enzobis Opinione inserita da Enzobis    15 Ottobre, 2012
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

yawn

Leggendo “Chiamami col tuo nome” ci si imbatte, qua e là, in qualche riflessione ed in qualche pagina tutto sommato degne di nota. Ma tutto il resto … è noia! Noia nelle prime 150 pagine, in cui si gira e rigira infinitamente intorno alle meditazioni sentimental-erotiche di un ragazzo invaghito di una persona adulta; e noia anche in seguito, quando la storia prosegue lungo una trama tutto sommato scontata, verso lo sbrigativo finale. Insomma, dov’è l’originalità del racconto? Dove il salto di qualità? Non certo nello stile narrativo, scorrevole ma rallentato da continui ed inutili “forse”, “non per questo” e punti interrogativi. Insomma, a me pare che, con tante storie d’amore che affollano secoli di letteratura, di “chiamami col tuo nome” si possa fare serenamente a meno

Indicazioni utili

Lettura consigliata
no
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore
Chiamami col tuo nome 2012-09-21 18:45:11 mariaangela
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
mariaangela Opinione inserita da mariaangela    21 Settembre, 2012
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

“Sono come te, ha detto. Mi ricordo tutto.”

Questo libro non può esistere davvero. Non è possibile. E che sono queste lacrime? E se non fosse perchè mi vergogno mi lascerei andare e piangerei ancora e ancora. Per l'emozione, perchè devo liberarmi.

Quel desiderio che senti dentro talmente forte che ti si stringe il cuore dalla sofferenza perchè spesso desiderio e sofferenza sono sinonimi. Quando non riesci a liberarlo e a liberartene ed allora diventa anche dolore fisico.

Mi scandalizza leggere e immaginare un uomo che desidera con tutto se stesso venire nella bocca dell’uomo che ama? Non più di quanto mi possa imbarazzare leggere di un uomo che desideri venire nella bocca di una donna. Questo libro rende normale leggere ciò che si desidera, perché l’amore è un istinto e l’unico desiderio è che sia ricambiato. Solo questo conta per chi ama. Io l’ho sempre pensato. Ora l’ho anche letto.

L’amore, in tutti i sensi, è su quella collina in cui andava con i libri, quel mondo che era il suo, in cui lui andava a rifugiarsi, che voleva mostrargli, ma voleva soprattutto chiedere al proprio mondo di farlo entrare, affinché il luogo in cui si rifugiava potesse conoscerlo, giudicarlo, verificare se c’era spazio anche per lui, accoglierlo, in modo da poter poi tornare lì a ricordare.

“Odiavo me stesso perché mi sentivo così sventurato, completamente invisibile, afflitto, immaturo. Dimmi qualcosa, toccami, non chiedo altro. Se mi guardi abbastanza a lungo, vedrai che ho le lacrime agli occhi. Bussa alla mia porta di notte e forse la troverai aperta per te. Entra. C’è sempre posto nel mio letto.”

“…capire cosa succede quando due esseri umani hanno bisogno non solo di stare insieme, ma di diventare così totalmente duttili che ognuno si trasforma nell’altro. Essere ciò che sono grazie a te. Essere ciò che era grazie a me. Essere nella sua bocca mentre lui era nella mia, e non sapere più se era il mio o il suo uccello che avevo in bocca. Lui era il passaggio segreto che mi conduceva a me stesso…”
“Se potessi, ti abbraccerei e ti bacerei.”
“Anch’io.”
“Capii che in quel preciso istante lo stava assaggiando. Qualcosa di mio era nella sua bocca, e adesso era più suo che mio. Non so cosa mi prese in quel momento, mentre continuavo a fissarlo, ma all’improvviso provai un feroce bisogno di piangere. ..Piangevo perché stava accadendo qualcosa, ma non avevo idea di cosa fosse.”

Devo essere sincera prima di tutto con me stessa. Dopo un bel po’ di pagine ho pensato che “Opus pistorum” non mi aveva fatto questo effetto, si lo confesso, ho pensato che sapevo che in Miller avrei letto pornografia, ma qui non mi aspettavo.., insomma non ho mai letto nulla così…spinto. Poi ho capito, ho capito.

E allora ho sollevato gli occhi dal libro e ho respirato e ho sorriso, ritrovandomi anche io in quella calura di quella indimenticabile notte romana in compagnia di sconosciuti artisti che in un istante non ci sono più, e ci siamo solo noi e quel momento fermo per sempre, perché quando penso a noi, siamo rimasti lì, su quell’antico marciapiede in ardesia, lì è rimasto il mio cuore che batte.
“Quel bacio è ancora impresso laggiù, grazie al cielo. E’ tutto ciò che ho di te”.
“Chi altro sarei mai riuscito a chiamare col mio nome?”

“Sei l’unica persona a cui vorrei dire addio quando morirò, perché solo allora questa cosa che chiamo vita avrà un senso. E se dovessi venire a sapere che sei morto, la mia vita così come la conosco e il me stesso che adesso stà parlando con te smetterebbero di esistere.”

“No, è una vita parallela.”

“Avevamo trovato le stelle, tu e io. E questo capita una sola volta nella vita.”
“Sono come te, ha detto. Mi ricordo tutto.”
“Mi sono fermato un secondo. Se ti ricordi tutto..una volta soltanto, girati verso di me e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo, e chiamami col tuo nome.”


“Cor cordium, cuore dei cuori. Non ho mai detto niente di più vero a nessuno in tutta la mia vita.”

C’è mai stato qualcun altro così capace di esprimere la totale unione di sentimenti, sentire, amare, soffrire? perché come dice Emily Bronte “lui è me più di me stessa.”

Forse è stato anche in questi momenti che tutto è stato chiaro, e mi sono salite le lacrime, perché ero lì con loro, li sentivo, li vedevo, li amavo a mia volta. E dopo tutto questo condividere, si insomma ho ceduto, con le lacrime, perché quel formicolio di tenera eccitazione che ti prende come quando sei molto felice all’improvviso e non te lo aspetti, proprio non potevo tenerlo. E gliel’ho reso, così come Elio e Oliver lo hanno reso a me.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
200
Segnala questa recensione ad un moderatore
Chiamami col tuo nome 2011-04-20 19:40:27 eleonora.
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
eleonora. Opinione inserita da eleonora.    20 Aprile, 2011
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

..ero riuscito a fermare l'attimo

Questo libro è riuscito a toccarmi e farmi vibrare le corde emotive, è riuscito ad emozionarmi e a commuovermi. Le parole utilizzate per descrivere questa passione, questo amore, sono semplicemente perfette. Non è facile non cadere nel banale quando si parla di sentimenti, non è facile esprimere in parole quello che il cuore prova in certi momenti della vita. André con questo libro è riuscito nell'intento di tramutare in parole quelle sensazioni emotive che, anche quando si ha la fortuna di provare almeno una volta nella vita, non è automatico che si sappiano descrivere.
Il modo in cui Elio racconta il suo interessamento, la sua passione, il suo amore per Oilver è così reale ed emotivamente così delicato che mi ha catturato ed assorbito totalmente. Ogni frase che descrive quell'estate vissuta dai due giovani ha in sé una carica e una forza che mi ha sprigionato sensazioni così forti come se stessi vivendo io quell'amore o come se le parole usate potessero essere tramutate nella mia di vita. Sicuramente questo aspetto emozionale è diventato per me l'elemento fondamentale nel giudizio sul libro, che si è rafforzato nello stile di scrittura a mio parere mai banale.
Forse, se proprio devo essere obiettiva, la parte finale mi sembra un pò troppo velocizzata rispetto a tutto lo svolgimento della storia che si sviluppa unicamente nel periodo estivo. O forse è una decisione dello scrittore per sottolineare maggiormente come alcuni momenti della vita rimangono impressi dentro di noi dilatandosi in eterno nonostante la vita scorra inesorabile.
Vivere l'attimo e avere la sensazione che sia per sempre è una splendida fortuna, ma anche una condanna se di decide di vivere una vita "parallela".

" tu sei il mio ritorno a casa. Quando sono con te e stiamo bene, ecco, non voglio altro..."

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
170
Segnala questa recensione ad un moderatore
Chiamami col tuo nome 2009-10-15 15:21:57 Francesca e Giulia
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da Francesca e Giulia    15 Ottobre, 2009

Non ci sono parole

Un libro struggente e che lascia il lettore in lacrime.

Emoziona e fa venir voglia di far parte di quell'unione,anche solo di avvicinarsi ai protagonisti. Fa venir voglia di amare.

Quando lo si legge si ha desiderio di fermare i giorni che Elio ed Oliver devono ancora vivere e di dargli un'altra possibilità,più tempo per vivere e per viversi,per riguadagnare quella felicità che non sempre gli è stato possibile avere.

Di certo è stata una delle nostre più belle letture,uno squarcio limpido e dolce sul mondo dell'omosessualità visto senza volgarismi o melensaggini e senza lo stereotipo sociale che si ha su questo mondo.

Il libro presenta un modo di amare più poetico e profondo di quello che spesso viene raccontato nel mondo etero.

La voglia matta di chiedere allo scrittore se quella sia la sua storia è davvero irrefrenabile e lascia spazio alla fantasia ed a una triste speranza.

Ma sapendolo...perderemmo la visione fascinosa che abbiamo dei due protagonisti? Forse è meglio lasciare questa storia nella perenne inconsapevolezza,nell'inspiegabile realtà in cui essa stessa è ambientata...sperando e credendo che tutto ciò è stato reale e possibile...e forse anche questo aspetto è meravigliosamente triste.

Ciò che lascia l'autore è una grande lezione sull'amore e sulla sua unicità e non separatezza fra il mondo etero e omosessuale.

E' un libro che cambia la vita lasciando emozioni fortissime,anche solo rileggendo le semplici parole: "Chiamami col tuo nome" e "In silenzio,da qualche parte in Italia a metà degli anni Ottanta".

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
Chiamami col tuo nome 2008-06-24 10:13:13 Guido
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da Guido    24 Giugno, 2008

favoloso

il solo titolo cattura da subito l'attenzione. sin dalle prime pagine lascia volare libera l'immaginazione di chi lo legge. tutti i personaggi, da oliver e Elio a finire con Viola e gli altri sono descritti in maniera sublime ma al tempo stesso semplice..i discorsi esprimono quel tocco di eloquenza non ostentata che affascina e ti catapulta all'interno del romanzo..si è subito catapultato nella fantastica storia di Oliver e Elio, fatta di cose non dette, solo accennate o brutalmente dette. La storia non è pe niente scontata, e il modo di scrivere mi ha permesso di vivere tutti i timori, le palpitazioni, i desideri, gioie, dolori dei due protagonisti, che spesso finiscono con coincidere con le stesse che chiunque di noi abbia almeno una volta provato. L'apparente casualità dei fatti rapisce e fa riflettere, e alcuni passi restano impressi nella mente formando immagini plastiche indimenticabili, ricche di tutti i particolari.

la bellezza dei sentimenti narrati è indescrivibile e il fascino che la storia ha affascina chiunque..

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
40
Segnala questa recensione ad un moderatore
Chiamami col tuo nome 2008-06-12 07:04:49 HoldenBoy
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da HoldenBoy    12 Giugno, 2008

Una delle migliori letture!

Partendo dalla piu' classica delle storie, il libro vola verso l'assoluta assenza di luoghi comuni interessando,coinvolgendo, favorendo l'immedesimazione nelle emozioni dei protagonisti..Ora di "pancia" ora sotto un profilo piu' cerebrale, con pochi e mai volgari tratti alla fisicita'..è un testo che si vive, si partecipa..si ama... Ottimamente strutturati i caratteri dei personaggi dai protagonisti a quelli piu' sfumati come Mafalda o Anchise..lievi linee li definiscono come in un grande dipinto in cui ognuno ha il suo ruolo preciso e mai scontato..L'autore da'prova di notevole cultura letteraria senza facili prosopopee o "esibizionismi" stilistici fini a se' stessi.. Mi ha emozionato, ho vissuto Elio e Oliver come miei... da molto non mi capitava... Nulla è idealizzato nel senso del comune intendere ma l'amore è sublimato da una sapiente narrativa delle emozioni, ansie, paure , tormenti e gioie che ognuno di noi ha sperimentato.. Tutto sembra casuale ma nulla è lasciato al caso documentato con particolari che toccano piu' aspetti delle correnti letterarie incluso un animo estetico notevole..Incisivamente geniale fin dal titolo che la dice tutta sulla profondita'e bellezza dei sentimenti narrati...Ci sarebbe ancora molto da dire ma lo faro'...."Dopo!"......

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
50
Segnala questa recensione ad un moderatore
Chiamami col tuo nome 2008-05-28 10:47:41 tiesco
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da tiesco    28 Mag, 2008

gran bel libro

stile molto bello di raccontare una storia che poteva sembrare banale. mi piace il modo naturale con cui l'autore mischia il sogno, i desideri, le attese alla realtà. un contrasto gestito con stile impatuoso e una classe che denota un'ottima cultura lettraria di Aciman. davvero bello. piacevole per la storia ma anche per lo stile, le immagini, i luoghi. ti fa aspettare l'estate.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
20
Segnala questa recensione ad un moderatore
Chiamami col tuo nome 2008-05-24 03:46:47 Claudio Moschini
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da Claudio Moschini    24 Mag, 2008

Chiamami col tuo nome

Vivere a 17 anni in libertà vigilata, non dai genitori ma dalla cultura di cui ci si è nutriti da sempre in una familia agiata, le emozioni che solo a quell'età, e dintorni, si possono provare. Crescere dentro attingendo da quello che ci sta attorno. Costruire la propria personalità per vivere con certezza il domani. Non rinnegare, non rinnegarsi, conservare quanto di più puro possiamo vivere perchè diventi la pietra miliare con cui valutare le esperienze future. Ritrovarsi anche in età adulta e cercare di rivivere le stesse emozioni con la consapevolezza di che non sarà più possibile ma che nulla è perduto quando lo scrigno che l'ha conservato è stata la nostra memoria imperitura.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Libri dove si cercano le proprie radici emozionali...
Trovi utile questa opinione? 
31
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Il re di denari
Valutazione Utenti
 
3.5 (1)
L'ultima volta che ti ho vista
Valutazione Utenti
 
2.0 (1)
Vuoto per i bastardi di Pizzofalcone
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Da molto lontano
Valutazione Utenti
 
4.8 (3)
La resa dei conti
Valutazione Redazione QLibri
 
2.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vergogna
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Middle England
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Nel muro
Valutazione Redazione QLibri
 
1.8
Valutazione Utenti
 
1.0 (1)
Donne che non perdonano
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
2.8 (1)
Uno sporco lavoro
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
La misura dell'uomo
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri