Gli umani Gli umani

Gli umani

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Per il bene dell'intero universo, il professor Martin deve essere eliminato. E con lui chiunque sia al corrente delle sue scoperte. Ma a causa di un contrattempo, l'alieno mandato sulla Terra si materializza ai bordi di un'autostrada, in una sera fredda e umida, completamente nudo, nonché privo delle piú basilari nozioni della vita sociale. Inizia cosí una divertente commedia degli errori, in cui il finto professor Martin impara a vivere da terrestre. E ben presto, contro le previsioni aliene, la forzata vicinanza con la specie umana, soprattutto con i due esemplari (moglie e figlio) che compongono la famiglia del professore, lo costringe a rivedere il suo giudizio, passando dal piú completo disgusto a un'inconfessabile simpatia. Certo, i terrestri sono tutt'altro che perfetti, eppure hanno inventato la poesia, la musica e persino il burro di arachidi.

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Gli umani 2018-12-04 16:57:54 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    04 Dicembre, 2018
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L'umanizzazione dell'alieno

Un alieno viene sulla terra nei panni del prof. Martin per neutralizzare il pericolo rappresentato da una scoperta scientifica dell'eminente matematico. Tale scoperta in mano a una razza disgustosamente egoista e incapace di pensare al plurale come la nostra, metterebbe in pericolo l'intero universo a dir poco. Pieno di condivisibili pregiudizi, l'alieno impara a conoscerci e ad amare le nostre imperfezioni, la nostra poesia e la nostra musica, impara ad amare perfino il dolore e la sofferenza che sono alla base della capacità di provare amore, perchè per capire di amare qualcosa devi rischiare di perderla. Il romanzo è simpaticissimo, veramente geniale, soprattutto nella prima metà. Poi cede in parte al buonismo e alla tentazione dei buoni sentimenti e perde parte della freschezza iniziale.L'umanizzazione dell'alieno lo edulcora un po' troppo per i miei gusti, ma il Martin alieno resta molto molto simpatico e interessante, troppo umano per essere davvero umano. La prima metà del libro è eccezionale.

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Gli umani 2015-12-22 10:24:41 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    22 Dicembre, 2015
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Vonnadoriani vs Umani

Se chiedete all’innominato protagonista di questo romanzo di darvi una definizione di “essere umano” la sua risposta non potrà che essere questa:

« Per quanti di voi non lo sapessero, un umano è una forma di vita reale a locomozione bipede, di media intelligenza, che conduce un’esistenza ampiamente illusoria su un piccolo pianeta intriso d’acqua in un angolo assai solitario dell’universo. Agli altri, compresi coloro che mi hanno mandato quaggiù, dirò invece che gli umani presentano sotto molti aspetti un livello di stranezza esattamente pari alle aspettative. E non c’è dubbio che al primo avvistamento sia impossibile non restare inorriditi dal loro aspetto fisico. Soltanto le facce contengono già ogni sorta di ripugnanti bizzarrie. Un naso centrale protuberante, labbra coperte da un sottile strato cutaneo, rudimentali organi uditivi detti “orecchie”, occhi piccoli e “sopracciglia” inspiegabilmente prive di scopo. Nell’insieme, tali caratteristiche costringono l’osservatore a un lungo esercizio mentale di elaborazione e assuefazione».

La missione originale di questo alieno mandato sulla Terra di per sé era abbastanza semplice: distruggere i risultati conseguiti dal professor Andrew Martin relativamente alla dimostrazione dell’ipotesi di Riemann. Se non vi fosse riuscito il destino dell’intero universo sarebbe stato definitivamente compromesso.
Ma si sa, non sempre tutto va come vorremmo talché questo disincantato nuovo Andrew si avvicina pian piano ad un mondo di cui crede di conoscere tutto quando in realtà non conosce alcunché essendo le sue informazioni in merito, alquanto lacunose ed errate. E’ vero infatti che il genere umano tende ad essere guerrafondaio, che spesso i sentimenti e i valori vengono messi in discussione per altrettanti deplorevoli principi, ma sotto la carne che racchiude quella razza vi è altro, molto altro.
Nella sua permanenza sul Pianeta azzurro il nostro simpatico eroe finirà col dimostrarsi un pessimo extraterrestre ma un grazioso umano che, giorno dopo giorno, verrà sottoposto a una sempre più intensa educazione sentimentale, cosa a lui interamente sconosciuta. Su Vonnadoria infatti non esistono famiglie, sentimenti, empatia, dolore.
Non vi svelo altro sulla trama poiché “Gli umani” è un testo ricco di contenuto, capace di guardare la prospettiva antropica con occhi esterni, capace di far sorridere con le avventure e disavventure di questo ex Vonnadoriano ma soprattutto capace di far riflettere il lettore su quello che è essere un individuo complesso quale l’esemplare umano è.
Stilisticamente parlando il componimento è scritto con grande maestria, la penna scorre rapida e cattura senza difficoltà chi legge. Contenutivamente troverete momenti di ilarità e grande ironia mixati a attimi di riflessione in cui i valori e tutto quel che è proprio della nostra esistenza verranno messi in luce in un modo ben diverso dall’ordinario.
Vi lascio con qualche breve incipit:
« Un paradosso: le cose che non ti servono per vivere – i libri, l’arte, il cinema, il vino e via dicendo – sono quelle che ti servono per vivere»;

«Non era affatto previsto che tu dovessi nascere. La tua esistenza è quanto di più vicino all’impossibile. Rifiutare l’impossibile è come rifiutare te stesso »;

« In ogni vita c’è un momento particolare. Una crisi. Il momento in cui dici: tutto ciò in cui credo è sbagliato. Succede a tutti, l’unica differenza sta nel modo in cui quella consapevolezza agisce su di te e ti cambia. Nella maggior parte dei casi, la si nasconde sotto un tappeto e si fa finta che non esista. E’ così che gli umani invecchiano. E’ questo, in fin dei conti, che gli raggrinzisce la faccia e gli curva la schiena e gli assottiglia le labbra e le ambizioni. Il peso della negazione. La fatica che comporta. Non è una caratteristica esclusiva degli umani. Il più grande gesto di coraggio o la più grande follia che si possa fare è cambiare».

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Gli umani 2015-11-01 15:08:25 Erica Gatti
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Erica Gatti Opinione inserita da Erica Gatti    01 Novembre, 2015
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Cosa significa essere umani

Gli Umani di Matt Haig è un libro che si divora, semplicemente. Sarà per lo stile molto scorrevole dell'autore, sarà per la fluidità della narrazione e per la curiosità che suscita dentro il lettore, ma è inevitabile arrivare alla fine ancora prima di esserti accorto di aver iniziato il libro. O almeno così mi è parso.
Il protagonista è un alieno, mandato sulla terra per uccidere e sostituire il professor Martin, importante matematico che ha appena risolto uno dei problemi più importanti nella storia dei numeri: l'ipotesi di Riemann sulla distribuzione dei numeri primi. L'importante scoperta sconvolgerebbe il mondo umano, per questo è importante che il professore scompaia e chiunque sia a conoscenza della risoluzione della formula con lui.
La bellezza di questo libro è conoscere insieme all'alieno il mondo umano: diamo per scontato migliaia di cose, giorno dopo giorno, mentre vedere con un occhio esterno le migliaia di contraddizioni che ci definiscono risulta a dir poco sorprendente. Segnalo una delle frasi più azzeccate del libro:

« Di lì a poco mi sarei reso conto che ero finito su un pianeta di cose avvolte dentro cose. Alimenti dentro i loro incarti. Corpi dentro i vestiti. Disprezzo dentro i sorrisi. Tutto era nascosto ».

Matt Haig riesce con sarcasmo e ironia a farci entrare non in un mondo fantasioso e immaginario, ma nella vita di tutti i nostri giorni: studia con un'ironia sottile e pungente la razza umana ed è inevitabile sorridere quando ci porta a far vedere come siamo completamente governati dai nostri sentimenti, dalle nostre evidenti incoerenze, dal nostro apparire, dalla nostra quotidiana vita di cui diamo tutto per scontato.
E allora, scoprendoci, diventa istintivo per l'alieno diventare sempre più umano e per noi voler essere umani quanto lui: ci fa riscoprire la bellezza di ogni nostro movimento e sentimento.
La trama è molto semplice e nel complesso non ha grandi svolte sorprendenti; il punto forte del romanzo è sicuramente lo stile che riesce a prenderti e a voler continuare la lettura.

Mi è piaciuto moltissimo proprio perché sono riuscita a entrare in un mondo umano che a stento riuscivo a credere f'osse davvero quello di tutti i giorni.
Insomma, lo si può definire con una sola parola: arguto.

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Consigliato a chi ha letto...
Nick Hornby; a chi semplicemente vuole vedere gli esseri umani da un occhio esterno e ironico.
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