Narrativa straniera Romanzi I marmocchi di Agnes
 

I marmocchi di Agnes I marmocchi di Agnes

I marmocchi di Agnes

Letteratura straniera

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Rosso è morto da tre anni, e Agnes Browne continua a fare da madre, padre e arbitro a sette figli scatenati. Il primogenito Mark la aiuta a far quadrare il bilancio, e il francese Pierre le ricorda di essere una donna. Sembrerebbe tornato il sereno, in Larkin Court, ma Frankie, la pecora nera della famìglia, la deruba di tutti i suoi averi e fugge in Inghilterra, dove rimarrà intrappolato nella rete della droga, Agnes dovrà lasciare l'amato Jarro a seguito del piano di recupero del centro storico di Dublino e andrà a vivere nella periferica Finglas. Intanto, i figli crescono. Agnes saprà affrontare tutto questo con lo spirito e l'ironìa che contraddistinguono le donne dell'Isola di Smeraldo.

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I marmocchi di Agnes 2015-10-12 07:48:42 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    12 Ottobre, 2015
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I marmocchi si sono "fatti" grandi cara Agnes :-)

Le vicende hanno inizio nel 1970, i figli di Agnes sono cresciuti ed hanno incominciato ad intraprendere il loro personalissimo percorso di vita. Mentre il responsabile Mark riveste i panni dell'uomo di casa sin dall'età di quattordici anni riuscendo a crearsi un mestiere dal quale trarrà beneficio per sé e la sua famiglia, Frankie entra a far parte di una banda di skinhead giungendo a compiere violenze su uno dei suoi stessi fratelli e dover quindi fuggire a Londra dove cadrà nel giro della malavita e in quello, che per lui sarà letale, della droga, Cathy si innamora di un poliziotto, Simon diviene inserviente in un ospedale, Dermot uno scaltro uomo di strada e Trevor un promettente artista.
Gli anni cominciano a pesare sulle spalle della nostra protagonista che, seppur ancora giovane (per quelli che sono i nostri standard) risente delle fatiche del lavoro e delle difficoltà della vita. Una lauta consolazione le viene data dal francese Pierre che munito di calma e pazienza riuscirà a far breccia nel cuore di questa donna forte e determinata che mai ha conosciuto l’amore.
La famiglia sarà anche costretta a trasferirsi dal centro di Dublino in quella che viene definita come “la periferia”, una misura necessaria adottata dal Comune per rendere abitabile e a norma il cuore della Capitale e che inizialmente non sarà presa bene dagli abitanti del Jarro ma che di poi diventerà una situazione più che confortevole. Assisteremo al cambio della valuta inglese con la rivalutazione della stessa, nonché al sopraggiungere di nuove comodità quali la corrente elettrica, l'acqua calda, il frigorifero e molto altro ancora.
Con questo nuovo capitolo Brendan O'Carroll si stacca in parte da Agnes che diviene una figura presente ma vacua nel senso che quasi fa da cornice ai figli passando agli stessi il testimone di quelle avventure che tanto l'hanno resa amata. Il lettore infatti non può non voler bene a Loretta (suo secondo nome), eppure pian piano si affeziona a questi deliziosi marmocchi, si sente fiero di Mark e come Agnes soffre per le sorti di Frankie. Abbraccia quel trascorrere naturale degli eventi, che sposta apparentemente l'attenzione da colei che ha generato le vicende ed appassionato chi legge verso la prole, che è proprio di ogni realtà.
Della quadrilogia Browne questo è senza dubbio uno degli episodi che ho più apprezzato e sentito. Non nascondo che ho stimato Mark nella sua evoluzione da ragazzo a uomo, ho sofferto per Frankie e la sua caduta nel giro della droga, ho sorriso per l'arguzia di Dermot e per la dolcezza di Rory, ho apprezzato l'altruismo e la dedizione di Simon nel suo lavoro e nella famiglia, così come ho gioito per Trevor e la riscoperta del suo talento e per Cathy ed il suo paradossale innamoramento.
Il carattere portante di questa collana non è solo la grande ironia che l'autore è riuscito a trasmettere con un linguaggio genuino e adatto a tutti ma anche e non di meno l'importanza dei valori che si è prefissato di comunicare. Leggendo queste pagine, tra i tanti temi, emerge l'importanza della famiglia, l'altruismo dei fratelli, la consapevolezza dell'uno per tutti e del tutto per uno, la voglia di riscatto per quella esistenza così dura ma anche capace di dare soddisfazioni. E' la fotografia di una società in evoluzione in tutti i suoi corollari e in tutti i suoi passaggi, è la dimostrazione che anche se oggi tanti di quei meriti si sono affievoliti per dare spazio alle frivolezze e alle superfluità, esiste ancora il ricordo di un Mondo dove non c'era la tecnologia, non c'era il lusso e lo star bene, c'era solo la voglia di essere e di combattere per arrivare ad uno scopo, ad un traguardo, dove ci si accontentava e si gioiva per le piccole cose.

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I marmocchi di Agnes 2011-03-14 16:59:04 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    14 Marzo, 2011
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Agnes Browne e i suoi figli

Ecco un altro romanzo di Brendan O’ Carroll, forse più bello e più vivo del primo che riguardava le esperienze di mamma della sua eroina irlandese, Agnes Browne. L’autore sciorina, una dopo l’altra, le imprese dei sette “marmocchi” di Agnes , ognuno ben delineato nel suo carattere e nei suoi rapporti con quella meravigliosa “mammy” che è la protagonista della saga. C’è Mark, il primogenito, gran lavoratore, esperto in falegnameria, che si caricherà sulle spalle la famiglia guidandola, tra mille avversità, verso un porto sicuro. E poi Dermot, lesto di mano, furbo e ricco d’astuzia. E ancora Simon, pio ed impacciato, che troverà un lavoro sicuro in ospedale, Francis, la pecora nera della famiglia, che abbandonerà fuggendo a Londra ove morirà consunto dalla droga, Rory, esperto parrucchiere che dichiarerà ad una mamma stupìta la sua omosessualità, Trevor, tardo e impacciato, che si rivelerà invece bambino prodigio dimostrando una straordinaria propensione per il disegno e la pittura, e infine la ragazza, Cathy , bella e brava, che troverà l’amore e la felicità in un onesto poliziotto del quartiere. Su tutti, con affetto e malcelato orgoglio, vigila Agnes, sempre pronta con una battuta o un intervento opportuno a sbrogliare matasse complicate o a risolvere situazioni delicate. L’estro dell’Autore rifulge in questo secondo romanzo con uno stile stringato ed essenziale, con mano sapiente e leggera, senza mai indulgere al risvolto tragico od alla forzata commozione. C’è un sorriso per tutti, che l’Autore, attraverso la sua eroina Agnes, elargisce ai suoi personaggi e, attraverso loro, a noi tutti.

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Gli altri romanzi della saga di Agnes Browne
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I marmocchi di Agnes 2010-11-29 08:05:59 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    29 Novembre, 2010
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I marmocchi di Agnes.

E' grande il cuore di mamma!
E siamo arrivati al terzo capitolo della saga di Agnes che a questo punto deve vedersela con i figli ormai cresciuti.
In una Dublino di inizi anni '70 i nostri "eroi" se la passana molto meglio: Mark il più grande è eccezzionale non si arrende mai, lotta e con amore, umiltà e fiducia in sè stesso otterrà tutto ciò che vuole, Cathy si innamora di un poliziotto, Rory è un bravo parrucchiere che ama un suo collega, Dermot ne combina di tutti i colori insieme al suo amico Bomba, Simon non vince la sua balbuzie, ma diventa un bravo inserviente in ospedale, Trevor il più piccolo e taciturno ha un'asso nascosto nella manica è un vero e proprio artista nel disegno...solo Frankie causa dolori in seno alla famiglia, ma comunque vadano le cose ricordiamoci sempre che: "Se ti metti contro uno dei figli di Agnes Browne, ti metti contro tutti gli altri, ovunque essi siano."
Un libro semplice, divertente ed amaro com'è la vita...la nostra Agnes non ci delude mai perchè è una grande, meravigliosa mamma!
Divertentissimo il colloquio tra Agnes e il ragazzo dell'agenzia che gli deve vendere il biglietto d'aereo per volare in Canada dalla sorella Dolly!

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Agnes che mamma!
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I marmocchi di Agnes 2008-09-26 12:53:09 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    26 Settembre, 2008
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Divertente

L'Irlanda ritorna protagonista in questa storia di una mamma coraggiosa che cerca di crescere da sola i suoi 7 figli tra mille peripezie e difficoltà, il tutto nello stile dissacrante e scanzonato che solo un vero irlandese si può permettere.

Anche se questo libro (seguito di "Agnes Browne mamma") non è all'altezza delle "Ceneri di Angela" come drammaticità e spessore emotivo si tratta comunque di una lettura estremamente piacevole.

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Le ceneri di Angela
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