Il nipote Il nipote

Il nipote

Letteratura straniera

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Cliff (il nipote di Boyd e Alma) è un giovane soldato sul fronte della guerra di Corea, la cui improvvisa scomparsa piomba a turbare il sonnolento paesino dove viveva con gli zii. Scossa dall'accaduto, Alma tenterà di ricostruire la vera personalità di un nipote con cui da sempre ha avuto un rapporto contrastato e che in fondo non ha mai conosciuto davvero, coinvolgendo nella sua indagine gli altri abitanti della cittadina. Romanzo sull'assenza, il libro è un'appassionata opera corale in cui lo stile visionario e ribelle di Purdy cede il passo alla rappresentazione piana ma acutissima della provincia americana di quegli anni, mostrando come anche sotto la placida immobilità della campagna si nascondano incomunicabilità, segreti, bugie e pregiudizi.

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Il nipote 2019-04-24 03:53:45 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    24 Aprile, 2019
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Nelle omissioni di Cliff lei scopriva la sua vita

In un paese dell’Ohio l’anziana Alma vive nell’attesa delle succinte lettere che il nipote Cliff spedisce dal fronte (“Ma era proprio in quel poco che dicevano che Alma leggeva il molto che c’era. Era nelle omissioni di Cliff che lei scopriva la sua vita”).

Quando un telegramma comunica che Cliff risulta disperso, la malinconica Alma s’interroga sulla vita del nipote e sulla natura del loro legame. L’indagine coinvolge l’intero vicinato. Il romanzo è una raffinata analisi di rapporti e sentimenti, condotta in un’atmosfera di sospensione.

Giudizio finale: perlustratore, malinconico, scettico.

Bruno Elpis

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Il nipote 2013-03-18 23:36:10 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    19 Marzo, 2013
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Rainbow:il regno della tolleranza

Questo libro è bellissimo sotto tutti i punti di vista. I personaggi respirano, i dialoghi sono vivaci e non ci si annoia mai. Il segreto del nipote tiene avvinti fino alla fine. L'atmosfera di Rainbow è magica. Il libro inizia in un clima di curiosi battibecchi tra fratello e sorella, gli zii, e tra vicini. Rainbow potrebbe passare a una prima occhiata per un posto terribile. Non si può nascondere niente. Anche i sentimenti non passano inosservati, forse nemmeno i pensieri, per non parlare di cose più eclatanti: omosessualità, relazioni extra coniugali, ubriachezza, appartenenza a sette. Tutti sanno tutto degli altri, debolezze, vizi e difetti. Quello che si scopre a poco a poco sono invece le virtù,il legame forte e sincero che unisce i vicini l'uno all'altro come in una famiglia bisbetica ma affiatata.
La storia inizia quando arriva ai due zii, fratello e sorella anziani, la comunicazione ufficiale che l'amato nipote è disperso in guerra. Ma disperso non vuole dire morto. Nessuno sembra credere alla morte del ragazzo. Solo Alma, la zia,forse, in cuor suo nutre un piccolo dubbio: da qui l'idea di scrivere una commemorazione per ricordarlo. Da qui la consapevolezza di non conoscerlo o di conoscerlo troppo poco, e l'indagine nella memoria degli abitanti del paese cui ognuno dà il suo contributo.
Ma la verità è conoscibile?

Il libro è eccezionale, mai banale, mai scontato, sincero, forse per questo sconcertante, con una leggerezza resa gaia da un tocco delicato e ironico. Un libro profondo e intelligente in ogni sua riga. Ma come è possibile che abbiano dimenticato Purdy? Non si può dimenticare un simile scrittore. Spero solo che usciranno anche gli altri libri suoi perché non ho voglia di fare lo sforzo di leggerli in lingua.

Il modo di scrivere nel nipote ( ma non in Malcom) ricorda un po' la migliore Anne Tyler, quella del turista per caso e di lezioni di respiro. Ma il nipote è ancora più bello. E' una lettura che non dà tregua.
Rispetto a Malcom è molto, molto diverso. Qui non c'è il simbolismo di Malcom, non evidente almeno. Anche se la scelta dei nomi potrebbe essere simbolica: Rainbow (arcobaleno), la zia Alma, il vecchio monarca che alla fine regge le fila delle vicende del paese. La storia non è o non sembra surreale. Tuttavia il paese potrebbe rappresentare con i suoi giardini lussureggianti un paradiso terrestre con il diavolo o il serpente o la mela impersonata dalla malata di mente relegata in un angolo, nel suo letto. L'unica capace di dire e immaginare cattiverie. La cosa in comune con Malcom è il tocco leggero e piacevole del grande scrittore. La assoluta mancanza di banalità. Ogni cosa è necessaria, ogni frase ha un peso, ma mai una pesantezza. Tutti i personaggi dal primo all'ultimo sono acuti, intelligenti, incantevoli.
Il mondo descritto, come per A. Tyler è un mondo fondamentalmente buono e quindi estremamente tollerante. Le persone con i loro difetti e vizi hanno tutte buon cuore e sono disposte a perdonare le debolezze altrui. Cose all'epoca gravi come le sette o l'alcolismo o l'omosessualità bandite a parole dal paese, sono alla fine tollerate da tutti in un clima di intelligente comprensione reciproca, di affetto e di desiderio di portare gli uni i pesi degli altri. Forse Purdy descrive il mondo come avrebbe voluto che fosse. O forse ha incontrato, lo spero, gente così. Come in A Tyler il cuore della gente può essere mascherato da strati di ruvidezza ma scavando si rivela tenero e gentile. E' questa dolcezza, forse innaturale, che colpisce nel mondo di Purdy. Rainbow è un posto da sogno. Forse è per questo che tutti dichiarano di volersene andare ma, in questo almeno, non sono sinceri.

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Anne Tyler
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Il nipote 2013-03-16 11:36:46 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    16 Marzo, 2013
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Alma Mason come Olive Kitteridge….

Elizabeth Strout penso debba molto a questo autore se non tutto.
James Purdy dichiarava in un intervista “Un vero scrittore non sarà mai rispettato, mai, e non sarà mai accettato dai potenti. E’ impossibile.” Riesce davvero difficile capire il meccanismo che determina la notorietà o meno degli scrittori straordinari e interessanti e l’altrettanto meccanismo che ne determina la totale dimenticanza o esattamente l’ignoranza.
Purdy “il fuorilegge della narrativa americana contemporanea”, è semplicemente un genio.
Basta leggere questo piccolo libro, a mio avviso capolavoro, per comprenderne l’alto valore educativo e propriamente profondo del messaggio della vita che ognuno di noi ha di se stesso, dei fantasmi che si aggirano dentro di noi, della difficoltà o paura di capire la propria natura e quella degli altri. E’ il messaggio della speranza, dell’attesa e contemporaneamente dell’assenza e della rassegnazione.

“Ho paura che sia impossibile per chiunque di noi conoscere veramente un’altra persona.”

Alma Mason e il fratello Boyd hanno raggiunto l’età matura, insegnante in pensione apparentemente acida lei e lavoratore incallito lui, vivono a Rainbow Center, una piccola cittadina dove tutti si conoscono e si rispettano e nessuno osa dire male o piuttosto bene l’uno dell’altro malgrado le tante informazioni devianti di ciascuno di loro. La loro vita ruota attorno a quella del nipote Cliff, partito per il fronte durante la guerra di Corea, un nipote giovane e amato in maniera differente dai suoi zii, premurosi e fortemente convinti del suo rientro a casa sano e salvo. A mantenere vivo il ricordo sono le sue semplici e inespressive lettere, fino a quando Alma decide di scrivere un “memoriale” per meglio approfondire la conoscenza di questo adorato nipote scomparso nel nulla. Si schiuderanno tanti corollari, con stile e con commovente abilità descrittiva, dall’alcolismo all’omosessualità, dal fanatismo religioso ai segreti inconfessabili, tutto in una piena armonia, davanti a una fetta di torta deliziosa di una ricetta segreta di famiglia, seduti sul terrazzo per fronteggiare il caldo opprimente e contemplando contemporaneamente un glicine magnifico e confortante che sta di fronte ed ammettere con serenità che conoscere la verità non fa sentire riconoscenti, per quanto siano motivati gli sforzi per esserlo fino alla fine.
E’ l’amore che alla fine vince tutto…tranne la morte.

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