Narrativa straniera Romanzi La vita prima dell'uomo
 

La vita prima dell'uomo La vita prima dell'uomo

La vita prima dell'uomo

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Una coppia apparentemente moderna, libera, aperta: lei, Elizabeth, colleziona amanti senza che Nate, suo marito, ne soffra veramente; lui stesso frequenta una donna, ma questo non compromette, anzi sembra cementare, la loro unione. L'essenziale, dopotutto, è «poter contare l'uno sull'altra». Ma quando il suo ultimo amante si suicida e Nate intreccia una relazione con una giovane paleontologa, il mondo di Elizabeth sembra crollare, e la donna viene assalita da domande esistenziali alle quali non riesce a dare risposta. Nate, per parte sua, non sa scegliere tra le due donne, con l'unico risultato di rendere entrambe infelici... Per raccontare questa storia, sullo sfondo della quale vediamo emergere le tematiche che l'hanno resa famosa – prima fra tutte quella della condizione femminile – Margaret Atwood sceglie di far parlare i protagonisti in prima persona: e così non possiamo non immedesimarci in queste tre figure, rimaste prigioniere di un gioco di cui si erano illuse di scrivere le regole, un gioco che l'autrice racconta con la bravura che ha fatto scrivere al New York Times: «Nessuno conosce la natura umana come Atwood».



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La vita prima dell'uomo 2022-09-27 08:24:24 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    27 Settembre, 2022
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Nate, Elizabeth e Lesje

Classe 1979, “La vita prima dell’uomo” di Margaret Atwood si ripropone in libreria con una nuova veste grafica edita da Ponte alle Grazie. Al tempo finalista del Premio del Governatore Generale è uno dei romanzi più intimistici e “tranquilli” e meno distopici della narratrice canadese in quanto focalizzato sui rapporti di coppia, i legami coniugali che qui vengono scandagliati ed eviscerati con tutte le loro criticità e problematiche.
Tre i personaggi principali: Nate, Elizabeth e Lesje. Nate ed Elizabeth sono una coppia sposata con due figli il cui matrimonio sta fallendo, si sta sgretolando. Il legame coniugale va avanti e si regge ancora in piedi per inerzia e soprattutto per il “bene” dei figli. Lesje è invece una paleontologa specializzata in ossa di dinosauro. Da qui anche il riferimento al titolo del componimento. È una donna dalla tempra mite, ingenua, che vive in un mondo a sé. L’opera si snoda in capitoli che hanno la capacità di mutare la propria prospettiva per mezzo di queste tre voci parlante. Sono personalità a se stanti ma unite da un legame comune che finisce per intersecarsi e dar vita a una narrazione in cui gli eventi prendono forma, carattere, spunto e struttura dal punto di vista soggettivo di ogni voce. Questo può anche disattendere e rendere più lenta la lettura poiché pone il lettore in una costante situazione di cambiamento che rende nel complesso la struttura più fragile e meno lineare.
Elizabeth e Lesje lavorano presso lo stesso museo, Nate vive realizzando giocattoli in legno dopo aver abbandonato il percorso giuridico di avvocato. Conosciamo una Elizabeth che si sta riprendendo dal suicidio dell’amante Chris, collega di lavoro, e Nate che sta per porre fine a una relazione extraconiugale con Martha. Lesje vive invece con William. Vi sarà un’evoluzione che vedrà unire Lesje e Nate, un mutamento di prospettiva lavorativa con anche un ritorno alla carriera legale dell’uomo ma a far da sfondo e colonna portante è l’insoddisfazione.
Ed è questo il vero fulcro dell’opera: l’insoddisfazione. Per quanto muti la prospettiva, cambino le strade, i personaggi si rimettano in gioco intrattenendo nuove relazioni e intraprendendo nuove occasioni, nessuno è davvero felice. Nessuno riesce davvero a sentirsi appagato. E non è questo, forse, un po’ quello che spesso proviamo nel nostro quotidiano? Quali sono le ragioni che potrebbero portare a questo senso costante di insoddisfazione? Vi è modo di sopperirvi?
Una narrazione come sempre in perfetto stile Atwood, acuta e ironica, tagliente e diretta nel suo delinearsi. Da ricordare che non mancano anche i riferimenti alla vita personale dell’autrice in particolare proprio sul marito. Non forse il romanzo più avvincente della romanziera per connotati e caratteri ma da leggere se si è interessati a temi quali le riflessioni affettive, i legami umani, le disillusioni, i rapporti coniugali e se si amano le opere con connotato della finction.

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