Narrativa straniera Romanzi Mio amato Frank
 

Mio amato Frank Mio amato Frank

Mio amato Frank

Letteratura straniera

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Prima del Guggenheim di New York, prima della Casa sulla cascata, Frank Lloyd Wright nel 1909 era solo un giovane promettente architetto. Così, quando Mamah Cheney e il marito decisero di affidargli il progetto della loro nuova casa, sembrava un incarico come un altro. Nessuno poteva sapere che quella casa sarebbe finita nei manuali di architettura. Né che sarebbe stata la scintilla di un adulterio e di un amore scandaloso. Sette anni di ricerche storiche, diari, lettere e documenti per un romanzo che è al tempo stesso l'avvincente ritratto di un'anima femminile e del suo tormento, e un affresco di un'intera epoca storica.



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Mio amato Frank 2019-07-24 12:41:02 CRISTIANO RIBICHESU
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CRISTIANO RIBICHESU Opinione inserita da CRISTIANO RIBICHESU    24 Luglio, 2019
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Contro ogni convenzione e convinzione

Il grande successo internazionale ottenuto alcuni anni or sono fa sì che questo romanzo sia tuttora consigliato da premurosi librai. Grazie a uno di essi è giunto tra le mie mani quale gradito presente da parte di una cara amica.
Le prime pagine spingono a supporre si tratti di una semplice e mielosa storia di adulterio, farcita di sentimenti scontati, vissuta da una più contemporanea Madame Bovary. Il coinvolgimento avviene lentamente, s’intensifica e raggiunge l’apice negli episodi descritti nell’ultima parte.
Un meticoloso lavoro di ricerca ha consentito all’autrice di proporre la biografia romanzata di uno dei più famosi architetti del ventesimo secolo, Frank Lloyd Wright e di Mamah Borthwick, la donna che con il suo fascino provocò il suo abbandono del tetto coniugale.
Entrambi dotati di forte personalità e orgoglio, capaci di affrontare le convenzioni di un mondo ancora troppo bigotto, vissero un amore contrastato dall’opinione pubblica e perciò ancor più profondo e convinto.
Mamah stessa descrive il loro innamoramento e le battaglie combattute per far prevalere non semplicemente il loro sentimento reciproco, ma essenzialmente la necessità di affrontare la propria esistenza soddisfacendo aspirazioni, alla continua ricerca di un appagamento che permetta di donare il meglio di se stessi alle persone amate.
In questo romanzo è affrontata esaustivamente la parabola del femminismo con riferimenti continui alle diverse ideologie enunciate dalle maggiori esponenti di quel movimento, si percepisce il contesto storico in cui il tradimento e l’eventualità di un divorzio, sebbene previsto dalla legge, ancora venivano considerati un imperdonabile peccato contro la chiesa, inaccettabili per gran parte della intransigente popolazione statunitense.
Lo stile descrittivo è scorrevole anche se talvolta pare esagerato. Il fatto che gli avvenimenti narrati siano realmente accaduti amplifica l’interesse del lettore, donandogli un pezzetto di cultura contemporanea.

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Mio amato Frank 2009-03-28 23:45:25 Maristella
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Maristella Opinione inserita da Maristella    29 Marzo, 2009
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“La verità contro il mondo”

Nancy Horan, giovane giornalista e scrittrice, ha vissuto ad Oak Park nell’Illinois proprio nei luoghi in cui ha inizio la straordinaria storia che ci racconta in “ Loving Frank”, “Mio amato Frank” , il suo romanzo d’esordio. Una storia vera che ha inizio nell’America dei primi del ‘900, alle soglie della Prima Guerra Mondiale. Frank Lloyd Wright, futuro genio dell’Architettuta Moderna e Organica, viene chiamato a progettare la nuova casa dei coniugi Edwin e Mamah Cheney, in Oak Park. I Cheney vivono un’esistenza apparentemente tranquilla; hanno due figli piccoli, John e Martha e coabitano con Lizzie, la sorella di Mamah e con una nipotina rimasta orfana. Frank Wright, sposato con Catherine Lee Tobin, ha sei figli ed è agli esordi di una carriera che lo porterà ad essere il precursore di nuove forme architettoniche che si contrapporranno a quelle dei vecchi modelli occidentali. Tra Frank e Mamah scoppia una passione incontenibile che finirà per tradursi in una complessa relazione che li coinvolgerà completamente esponendoli allo scandalo della società convenzionale di allora e costringendoli a fare dolorose e drastiche scelte che influenzeranno le loro vite. Ci sono voluti sette anni di attente ricerche storiche e di analisi approfondite di lettere, testimonianze, diari, articoli di giornali del tempo e do*****enti di ogni tipo, perché l’autrice potesse cucire gli elementi reali in suo possesso all’immaginazione narrativa, creando un quadro completo della personalità dei due originali protagonisti, raffigurati all’interno di un un ricco e nitido panorama epocale. Il genio di Frank Wright, con la sua rivoluzionaria concezione degli spazi stimolata fin dall’infanzia dai giochi frobeliani fornitigli dalla madre, il suo singolare pensiero filosofico di una casa integrata e aperta alla natura e nel contempo con spazi interni unificati, fulcro di una teorizzata unità familiare, ci stupisce. Tutto il suo iter architettonico: dalle case cubiche di Oak Park, alle Prairie Houses, le case della prateria, alla Fallingwater, la casa con la cascata, alle “ Usionan Houses” in perfetta linea con la vita dell’americano medio del tempo, all’influenza giapponese e orientale nella visione dei giardini e infine a Taliesin, la tenuta costruita per lui e per Mamah, ci affascinano. Così ci incanta anche il successivo studio delle linee curve e dei cerchi che terminano nella grandiosa continuità spaziale della grande spirale del Guggenhaim. Ma la grande personalità di Frank non è scevra da debolezze. Fanno parte della sua persona il solco lasciato dall’autorità e dall’indifferenza paterna nei suoi confronti, pur confortato dalla trasmissione di un forte amore per la musica, il tema dell’unità familiare dovuto alla forzata convivenza con il clan gallese dei Lloyd Jones, i parenti della madre, tema da lui certamente amato ma non messo in pratica con i suoi figli che conobbero, da parte del proprio padre, lo stesso disinteresse di cui egli fu oggetto. Ancora, la perenne insoddisfazione derivantegli dal suo lavoro, l’insofferenza, soprattutto nei confronti delle responsabilità familiari, il cattivo rapporto con il denaro e una consistente dose di egoismo, completamente orientato alla soddisfazione della sua realizzazione personale. Anche Mamah, donna elegante, intelligente, forte e risoluta, rimarrà imbrigliata dal suo intenso carisma e, portando avanti le sue idee con ardente coraggio, non vivrà all’ombra della genialità del suo uomo, ma ne sarà fonte di ispirazione riuscendo ad effondere in lui, con influente ascendente, parte della sua feconda personalità. Il coraggio di non abitare una finzione ma di vivere una verità, la porterà ad affrontare penose e tormentate decisioni, supportate, nei momenti di assoluta crisi, dall’ideologia della filosofa femminista Ellen Key, della quale diffonderà il pensiero all’America puritana dei primi del 900, attraverso la traduzione dei suoi libri dallo svedese all’inglese. La lontananza dai figli, l’esposizione al pubblico ludibrio, il suo uscire allo scoperto sempre a testa alta nonostante le critiche e le incoerenti invenzioni delle testate giornalistiche in linea con la morale dei tempi, delineano un personaggio imperdibile per la sua assoluta risolutezza, anche se non è possibile condividerne tutte le scelte. E sarà un tragico destino, assolutamente imprevedibile, a siglare la fine di questo tormentato ma autentico amore che troverà la morte dentro le fiamme di una follia senza senso.

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