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Malombra
 
Malombra 2015-05-26 10:15:42 silvia71
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4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    26 Mag, 2015
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Malombra

Dopo “Piccolo mondo antico” Malombra è il titolo forse più conosciuto della produzione letteraria di Fogazzaro.
Se pensiamo che l'anno di pubblicazione è lo stesso de “I Malavoglia” di Verga, per chi legga entrambe le opere si manifesteranno le radicali differenze, portando alla luce un periodo letterario in cui scorrono in parallelo tante correnti.
Ogni autore percepisce il presente in base alla propria sensibilità e si fa portavoce dell'attualità e del contesto sociale alla propria maniera.

In Malombra l'autore vicentino infonde uno spirito prettamente decadente, innestando ad un nucleo
narrativo centrale più sotto-nuclei, generando un intreccio corposo ed un po' barocco, complicato e arzigogolato.
La forza trainante del romanzo sta tutta nel tormento amoroso, destinato a sfociare come un fiume in piena in follia, in tragedia, in annullamento psico-fisico.
I personaggi camminano sul filo sottile che divide lucidità e ottenebramento, sia esso dovuto a passione o a fede in un ideale, religioso o politico.

Non è agevole seguire i sentieri tratteggiati da Fogazzaro, uscire da una storia di vita ed entrare in altre, entrare in comunione con protagonisti diversi tra loro e travolti ciascuno da un destino inesorabile piuttosto cupo.
Cupe anche le ambientazioni, la natura, i paesaggi ed i palazzi, come fossero specchio dell'interiorità degli uomini che le vivono.

Oggi la percezione che si ha di un simile romanzo è fatta di numerose sfumature.
In primis è innegabile il valore di un simile scritto per ricordare un segmento importante della nostra storia della letteratura.
Interessante desumere dalla lettura la sensibilità di un autore che scava nelle passioni dei suoi personaggi, percorrendo le vie del cuore e della mente, attratto dal tema dello spiritismo e del mistero, senza tralasciare il sentiero tracciato dalla fede religiosa, esplodendo in un connubio dalle fattezze intricate.
Qualche passo del romanzo mostra una penna che perde di lucidità, assumendo connotati pomposi e ridondanti, quasi sentinella di una perdita di controllo della trama narrativa.
Ma contestualizzando il periodo socio-storico di cui è figlio, rimane un lavoro da conoscere e da apprezzare per gli aspetti letterari e sociali che può riportare alla luce.

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Commenti

8 risultati - visualizzati 1 - 8
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Bel commento Silvia; di Fogazzaro lessi tanti anni fa "Piccolo mondo antico" e inoltre ho visto la riproduzione televisiva in b/n con Alida Valli e Massimo Serato. Metto in wish list anche "Malombra". Grazie. Ciao.
Ferruccio
Ciao, Silvia. Il tuo bel commento ha il grande pregio di una chiara quanto indispensabile contestualizzazione storico-culturale.
Anche a me il libro, nell'insieme, è piaciuto abbastanza: ha un suo fascino, così pervaso da una brezza di follia e collocato in un'atmosfera decadente su una sponda lacustre.
Analisi lucida ed esauriente : congratulazioni!
Grazie per aver riportato alla ribalta Fogazzaro, un autore un po' dimenticato in questi anni, ma che meriterebbe di essere letto, soprattutto per questo romanzo che per me é il migliore che ha scritto.e che ha una caratteristica atmosfera in cui si mescolano occultismo, sensualità estrema e senso della morte. Certo, sono caratteristiche del decadentismo, ma questa corrente letteraria in lui era innata, invece che acquisita p adattata perchè alla moda, come fece D'Annunzio. Comunque verrà ricordato per il risorgimentale Piccolo mondo antico, che in un'Italia appena unificata contribuì a dare un senso di comunanza a vasti strati della poloazione.
Recensione riuscita perché tocca i punti salienti.
Mi unisco agli apprezzamenti, ciao Silvia :-)
grazie a tutti!
come afferma Renzo, Fogazzaro è un autore po' dimenticato, ma non può non essere annoverato tra le penne che hanno fatto grande il nostro bagaglio letterario.
Bel commento Silvia e bella iniziativa la vostra!!
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