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Il pozzo della discordia
 
Il pozzo della discordia 2021-06-16 15:29:51 ornella donna
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ornella donna Opinione inserita da ornella donna    16 Giugno, 2021
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il rancore cova sotto la cenere

Cristina Rava torna in libreria con due suoi personaggi di carta più amati: il commissario Rebaudengo e il medico legale Ardelia Spinoli ne Il pozzo della discordia. Un giallo di grande fascino e di indubbia qualità letteraria.
Che cosa è il pozzo della discordia? E’ il pozzo simbolo, è il luogo dove tutto si interrompe, dove il torbido di una doppia esistenza affiora in tutta la sua malignità. E’ il pozzo dove ha trovato la fine l’esistenza travagliata di Enrico, uomo discutibile, di indubbio fascino, amante delle belle donne e della bella vita, arrivato al punto di abitare con la moglie ufficiale e l’amante dirimpetto. Passano gli anni, ma lui è sempre lì testimone muto di esistenze grame. Come quella della stessa moglie di Enrico che rimasta vedova per la seconda volta, cresce con acredine la figlia Costanza, divenuta chirurgo plastico di fama. Lei dopo la morte della madre torna nei luoghi dell’infanzia a Villa Alfieri a Neive, decisa a rimettere ordine. Ma troppe cose non quadrano. Sua madre pare morta d’infarto, ma presenta ferite non compatibili con questa tesi. Pare proprio che qualcuno le abbia fracassato la testa, dopo che lei stessa era già deceduta. E chi è che, nottetempo, penetra nella casa di Costanza, lasciando cartine di golia, vasi spostati e quant’altro? Anche nella casa di fronte dalla sua vicina strane ombre si affacciano incuriosite su di lei. Che cosa sta accadendo? I due fatti sono indipendenti? Qui urge una preziosa indagine dei nostri amati investigatori! Come finirà?
Ambientato in terra di Langa, di cui si forniscono immagini precise e dettagliate:
“Tra Sale San Giovanni e la loro destinazione c’è un intensa ora di viaggio, tutto langarolo, un saliscendi tra colline assopite e umide, borghi cinti da mura e castelli turriti, assediati a loro volta da infinite vigne pendenti. Le aziende vinicole e i luoghi di svago oggi offrono l’unico prodotto locale poco amato dai turisti e molto dai poeti, quell’acquerugiola fine che impregna abiti e cuore. Rami spogli di noccioli si alternano alle ultime rosse foglie di vite, la vendemmia alle spalle, i tartufi imminenti. Fumi di sterpi si allargano sulla terra, schiacciati dal cielo pesante, mescolandosi ad altri infiniti odori senza tempo.”,
il romanzo racconta, con perizia e grazia di stile, una storia dei giorni nostri, una cartolina vivida di questi territori, dove tutti conoscono tutto di tutti, ma l’imprevedibile è sempre dietro l’angolo. Una storia ben elaborata e concettualizzata di dolore, violenza, di rancore mai sopito che cova sotto la cenere, narrata con una prosa fresca e vivida, ricca di dialoghi e di dettagli. Un plauso all’autrice per aver scritto un romanzo che si gusta con piacere e che risponde bene ai canoni classici del genere a cui appartiene. Una bella storia!

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