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Dipendenza
 
Dipendenza 2024-04-16 12:45:20 Mario Inisi
Voto medio 
 
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Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    16 Aprile, 2024
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Dipendenze

Tove ci racconta Tove, la sua necessità di scrivere. Gli unici momenti in cui si sente serena sono quelli passati alla macchina da scrivere. La sua felicità non è legata al successo di critica o di pubblico, che comunque ottiene, ma al magico allontanamento dal mondo per entrare in un territorio di pura bellezza. Da come ne parla, la sua scrittura è veloce, sicura e senza ripensamenti. Anche il rapporto con l'editore e l'ambiente letterario non sembrano darle troppi problemi o troppe delusioni e non sembrano avere nemmeno troppa importanza se non per il fatto di costituire una fonte sicura di reddito. Invece nella vita affettiva Tove non ha la stessa facilità e felicità di scelta. Non sembra nemmeno guardarsi intorno. Ogni volta si lega al primo che le capita con una rapidità spensierata e sorprendente, che tradisce un bisogno assoluto e impellente di sicurezza affettiva. Fin da ragazza Tove ha un forte desiderio di una relazione stabile di amore vero (non riesce a guardare le coppie di fidanzati o le coppie con bambini). Eppure passa da una relazione priva di ogni comunicazione con un uomo troppo anziano e egoista a una relazione con un narcisista ancora più egoista. Infine si lega a Ebbe, uomo debole e incapace di esserle di aiuto in nessun modo, che la spinge a un aborto clandestino. Credo che questa esperienza porti poi al passo successivo, cioè alla necessità di qualcosa che la renda felice in modo più stabile e sicuro, e cioè alla dipendenza da sostanze chimiche. Allo stesso tempo Tove sembra volersi autopunire privandosi di Ebbe che in qualche modo ama, tuffandosi in una relazione peggiore di tutte le precedenti. In mezzo a tante fragilità, debolezze, in mezzo a tanto disastro spicca la figura forte e confortante della prima figlia Elle, in grado di osservare le cose con saggezza e di prendersi cura della famiglia e dei fratelli più piccoli, che suggerisce quale relazione sia buona e quale da tagliare con uno spirito di osservazione sorprendente in una bambina così piccola. Tove ci descrive anche il suo cammino per uscire da queste dipendenze. Ce la fa, perchè rispetto ad altri ha più ragioni di vita: figli, un nuovo amore e la scrittura, incompatibili tutte con la dipendenza da farmaci.

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Bella presentazione, Mario.
Un saluto cordialissimo.
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