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Il Regno
 
Il Regno 2015-03-12 06:30:11 Emilio Berra TO
Voto medio 
 
1.5
Stile 
 
1.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
1.0
Emilio Berra  TO Opinione inserita da Emilio Berra TO    12 Marzo, 2015
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ANNOIARSI CON CARRERE

"Carrere sulla religione, che delusione"
(IL SOLE 24 ORE)

Il romanziere (non mi sento di chiamarlo scrittore) colloca le vicende di questo libro nel I secolo d.C. (anche se numerose sono le incursioni nel presente e nella biografia dell'Io narrante stesso), tempo in cui inizia a diffondersi il Cristianesimo e nascono le prime comunità di fedeli che cercano di vivere con coerenza il messaggio partito dai luoghi della Terra Santa.
Fra i protagonisti, Luca (l'evangelista Luca) e Paolo (l'apostolo Paolo). L'argomento è di per sé affascinante e molto interessante. Però anche gli argomenti sommi possono essere trattati in modo superficiale, col rischio della banalizzazione. E' proprio ciò che accade in questo romanzo, fose complice un'infelice traduzione. Tant'è.

Pensiamo a quando il lettore, a proposito di Luca, s'imbatte in espressioni come: "A vederlo non gli si danno due lire"; "man mano che si scalda parla sempre più in fretta". A pronunciare tali amenità non è un 'catechista per caso' , bensì un autore i cui libri vengono collocati in vetrina.
Anche su Paolo la creatività letteraria cade a picco: "Quando si è alzato, Paolo non ci vedeva più". Viene narrato inoltre che "Paolo si spazientisce e in quattro e quattr'otto esorcizza la posseduta" ; però "la guarigione della schiava posseduta non va giù ai suoi padroni".
Ci viene anche ricordato che, durante le riunioni dei primi Cristiani, "nessuno va a letto con nessuno".
Pure i riferimenti alla mitologia classica ricordano l'atteggiamento di certi insegnanti che, ingenui e incauti, puerilmente pensano di 'essere moderni' e di sapersi rapportare agli studenti con espedienti di cui non riconoscono la portata involutiva. Leggiamo, infatti, che Dio, per gli ebrei, "non è un donnaiolo come Zeus. Non s'interessa alle ragazze, soltanto del suo popolo". L'autore sembra quasi pungolarci: "Trasponiamo, sceneggiamo, non dobbiamo aver paura di darci dentro. Calipso è (...) quella che ogni uomo vorrebbe farsi".

Abbiamo parlato di linguaggio. In un'opera letteraria in particolare, ma ovviamente non soltanto, 'la forma è il messaggio' : l'aspetto contenutistico ci perviene attraverso la forma, che ne veicola, modificandoli, connotazioni ed effetti.
"Come la circoncisione, anche i pasti erano un punto delicato" : diciamo in modo netto che, per chi ama la letteratura, leggere frasi di questo livello è perlomeno deprimente. Basta così.

A questo punto, mi pare superfluo dire che si tratta di una narrazione esteticamente brutta, artisticamente carente perfino nella parvenza, con una scrittura che colloca questo libro non in un ambito letterario, bensì semplicemente fra la merce che si vende e si compra.
Per correttezza, devo dire che nell'ultima parte si avverte un miglioramento, quando il ricorso alle fonti si fa più consistente. Però il volume ha 428 pagine e, citando Leopardi e non solo, ' tutto il resto è noia ' .

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Commenti

22 risultati - visualizzati 1 - 10 1 2 3
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Pensavo che Adelphi pubblicasse solo autori sofisticati come stile specie se italiani. Invece sono dei comuni mortali pure loro.
Aveva ragione Il Sole, allora !
Mario, anch'io pensavo questo. Invece, che delusione!
Ameno dal punto di vista letterario, C.U.B., è un libro indifendibile.
Ciao Emilio. Non ho letto nulla di Carrere, quindi non posso dare un parere. Dagli articoli che ho letto sulla stampa, credo di aver capito che proponga in un certo modo il tema religioso in risposta a Houellebecq. Argomenti assai scivolosi anche per autori affermati! Certamente avrai letto gli articoli ai link http://www.repubblica.it/cultura/2014/09/02/news/carrre_emmanuel_racconto_i_vangeli_ma_nella_mia_vita_non_c_posto_per_dio-94889549/
http://www.corriere.it/cultura/15_gennaio_06/carrere-houellebecq-europa-islam-intesa-feconda-27c10592-9581-11e4-9391-39bd267bd3d5.shtml
Vale la pena darci un'occhiata, anche se tutto va elaborato con il proprio metro....
Grazie Anna Maria. Non ho letto questi articoli prima, anche per non esserne influenzato (neanche quello del 'Sole' : ne ho solo riportato il titolo, seppur già eloquente).
Dall'interpretazione e dal confronto legato a fatti recentissimi prendo le distanze. Siamo in ambito letterario e non saggistico. Quando un libro è così brutto, almeno esteticamente, dal punto di vista letterario diventa irrilevante.
Almeno mi hai strappato qualche sorriso tra catechesi improvvisata e mitologia alla Pollon...
Ciao Laura. E' forse il libro scritto (o tradotto) peggio, da quando leggo letteratura.
In risposta ad un precedente commento
gracy
12 Marzo, 2015
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Carrere non mi ha mai fatto impazzire come scrittore e dopo questa cantonata credo che non lo leggerò più.
molto interessante Emilio e ottimamente motivata la tua opinione
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