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Kitchen
 
Kitchen 2015-04-07 16:35:06 DieLuft
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
DieLuft Opinione inserita da DieLuft    07 Aprile, 2015
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Dipingere con la penna

“Comincia un altro giorno di realtà. Si ricomincia, come sempre”.
“Continuavo a ripetere, come se pregassi:
‘Ce la farò, ce la farò ad uscirne. È solo questione di tempo.’ “

Secondo incontro-scontro con Banana Yoshimoto, seconda volta che chiudendo il libro, l’autrice ti lascia alquanto perplesso. Forse più che perplessità, è lo stare sospesi tra la comprensione e la superficie delle cose. Però è una sensazione piacevole, un po’ come quando bevi giusto quel goccetto in più e riesci a percepirti contemporaneamente dentro e fuori il corpo.
Lo stile di questo libro è veramente apprezzabile e con la sua semplicità ben si presta al narrare le vicende dei personaggi. In alcuni momenti assume un qualcosa di infantile, si carica di un’ingenuità che ben si addice anche all’età ancora acerba delle figure che popolano il libro ma, soprattutto, aderisce pienamente alle forme della situazione ancora irrisolta che portano dentro.
Un po’ come in "Norwegian Wood" di Murakami, i personaggi sono apprezzabilissimi, molto vicini a noi, totalmente sprovvisti di particolari talenti ma ricchissimi in termini di umanità. Essi vivono le piccole vicende quotidiane che potrebbero accadere anche a noi, e uniscono questa quotidianità a pensieri che chiunque potrebbe formulare in quelle situazioni. Ecco perché sento di poter dire che lo stile giapponese è sublime in questo contesto: sono capaci di poetare con gli elementi che spesso noi occidentali lasciamo fuori, etichettiamo come non strettamente importanti. Inoltre è sempre da gustare l’abilità di questi scrittori nel dipingere letteralmente le figure, una pennellata alla volta, senza mai avere però la descrizione fisica completa. Sono gli impressionisti della carta e dell’inchiostro.
La storia filo conduttore del libro è veramente semplice -forse addirittura banale se ci proponiamo di leggere con superficialità- e verte per lo più sulle perdite affettive vissute da personaggi di giovane età. Sarebbe quindi troppo affrettato concludere con quest’etichetta. A mio parere questo libro mostra come, in modi anche bizzarri e surreali in certi punti, l’essere umano per il quale il tempo si è fermato con la perdita, riesca a trovare dentro di sé una forma di coscienza antica che gli intima di procedere ancora.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
- Murakami
- Vuole accostarsi alla letteratura contemporanea giapponese con letture piacevoli
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Commenti

2 risultati - visualizzati 1 - 2
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Bella la tua analisi.
Per quanto mi riguarda, questo libro ed "N.P." sono gli unici dell'autrice che hanno uno stile letterario; i successivi che ho letto sono veramente deludenti, tanto che non seguo più la sua produzione.
In risposta ad un precedente commento
DieLuft
08 Aprile, 2015
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Non possiedo ancora "N.P" ma conto di comprarlo in futuro e se dici che insieme a "Kitchen", sia una delle opere meglio riuscite allora ne vale la pena. Per quanto riguarda lo stile è atipico per noi, tanto che sono rimasta molto tempo a riflettere se mi aggradasse o meno; però personalmente credo sia solo una questione di educazione del nostro "palato letterario" ad un altro tipo di letture. Certamente Banana Yoshimoto non è una lettura da tutti i giorni, concordo con te su questo punto, però la sua scrittura ha un che di piacevole specialmente per le giornate tiepide, primaverili.
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