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Caino
 
Caino 2018-01-15 04:56:15 siti
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
siti Opinione inserita da siti    15 Gennaio, 2018
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Ad armi pari?

Rivisitazione in chiave ironica e dissacrante dei principali episodi biblici aventi per protagonista , trasversale nel tempo e nello spazio, l’emblema della cattiveria per eccellenza: Caino. A spasso per la Bibbia a comprovare una cattiveria ben più evidente , quella di Dio, per giungere infine al nulla assoluto originato da un epilogo nichilista che mette in scena un duello ad armi pari tra Dio e l’uomo.
La tesi di fondo dell’ormai attempato Premio Nobel è la vittoria del male sulla terra in una visione cupa e disperata che , sebbene celata da un’ironia sempre gradevole, impaurisce per la portata negativa che le è implicita. L’uomo è bene e male insieme, l’umanità un concentrato di male puro, il Dio a cui si rivolge un bizzarro e capriccioso giocoliere.
Da Adamo ed Eva in poi, con la cacciata dall’Eden, al fratricidio e alla conseguente condanna ad una vita raminga ma sotto la protezione divina, spaziando nello spazio ma soprattutto nel tempo vivendo episodi collocabili nel futuro, ci si ritrova a rivivere i principali episodi biblici nei quali Caino diventa però parte attiva, modificando il corso degli eventi senza che ciò sia più riferibile al misericordioso intervento divino. Ecco, mi pare che Saramago stavolta si sia spinto troppo oltre rispetto al precedente contenuto nella riscrittura dei Vangeli, era bello lì dubitare insieme a lui incapaci di capire la contraddizione insita in questa accozzaglia di bene e male che è l’uomo, che è il mondo, intuire la sua ricerca tutto sommato di un perché e forse della fede. Ma qui , a mio avviso si è spinto oltre, il finito usurpa l’infinito e due termini si annullano vicendevolmente. L’uomo si sostituisce a Dio e “la storia è finita, non ci sarà nient’altro da raccontare”. Benché più disturbante per me rispetto al “Vangelo secondo Gesù Cristo”: oltre misura la sua carica blasfema, gli riconosco ancora un’originalità stilistica ricalcante il modulo di punteggiatura che gli è consono, sebbene qui sia decisamente più fruibile e mai al limite della illeggibilità e della mancata comprensione, e un intento tuttavia nobile, seppur disperato e rassegnato, di farci riflettere sul nostro caos odierno. Esso non si nutre più delle iperboli narrative contenute in quella che è fondamentalmente una scrittura mitologica, va ahimè ben più oltre saziandosi ancora del sangue degli innocenti, dell’ingiustizia, della povertà in una dimensione certo che è stridente e difficile da accettare ma che spetta ancora all’uomo cambiare. Credo nell’uomo, non posso dubitare di Dio tanto meno metterli sullo stesso piano.

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"Il vangelo secondo Gesù Cristo"
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Commenti

4 risultati - visualizzati 1 - 4
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Io ho trovato più dissacrante il Vangelo e la lettura più irritante per quanto bella.
A me il Vangelo è piaciuto moltissimo. Questo mi incuriosisce molto, grazie alla tua stuzzicante recensione. Saramago divide spesso con il suo essere estremo, per quanto mi riguarda l'ho sempre apprezzato fino ad ora.
In risposta ad un precedente commento
siti
18 Gennaio, 2018
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Non so Mario se dipenda questo dal fatto che lo sia letto prima o dopo Il Vangelo. Per me il primo approccio con Saramago religioso fu Il vangelo e ricordo che mi sorprese la forte carica umanistica dello scrittore, dell'uomo che sta a interrogarsi su questa mistura di bene e male che è l'uomo, il mondo. Qui mi è sembra sconfitto e senza speranza, pare abbia perso il residuo di fiducia che ancora riuscivo a scorgere nelle pagine del Vangelo.
In risposta ad un precedente commento
siti
18 Gennaio, 2018
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Grazie a te, Enrico e buona lettura. Attendo il tuo parere.
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