Portami dove sei nata Portami dove sei nata

Portami dove sei nata

Letteratura italiana

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La campagna, le sue stagioni. Un grande clan familiare: uomini di poche parole, donne custodi di sapienze e sapori, e un segreto taciuto per anni. Mille racconti, tra memoria e magia: la bomba di Zì 'Ntonio, i soldati tedeschi davanti a Pasqualino neonato la notte di Natale, le ragazze con le guance arrossate durante lo svestimento delle pannocchie, il vitello di Cesarino a cui togliere l'ammidia, il destino di Celestina e del suo bimbo "sbagliato". Roberta Scorranese parte dalle radici per raccontare il suo Abruzzo e tesse una tela che unisce passato e presente: perché il terremoto non cancelli la memoria, perché nemmeno il futuro è pensabile se non si guarda indietro. Così assistiamo al miracolo della Madonna cinquecentesca di terracotta, perduta, ritrovata, frantumata dal sisma e poi rinata grazie alla tenacia degli abitanti di un borgo; conosciamo Peppe e Rosa, che si giocano tutto ai tavoli verdi; scopriamo che c'è chi alle ipnotiche serpi di Cocullo deve la vita; e ci sembra difficile non credere a san Gabriele, che sa perdonare il "peccato grosso" finalmente svelato. Questo libro è una saga familiare narrata con humour e partecipazione. È un reportage su una terra fiera, che nonostante tutto conserva la fiducia nella possibilità dei miracoli. Ma soprattutto è la lunga lettera d'amore di una donna che fa ritorno nella terra che ha lasciato da giovane e, cercando le parole per raccontarla, ritrova sé stessa e il senso profondo dei giorni.

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Portami dove sei nata 2019-08-08 18:11:25 Maria Tortora
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Opinione inserita da Maria Tortora    08 Agosto, 2019

Odore di fantasmi e miracoli da perpetrare

Terra di crolli e miracoli l'Abruzzo lo è sicuramente più di altre. Perché noi abruzzesi col terremoto ci conviviamo da sempre. Il terremoto, o "tritticata", come scrive la Scorranese, è un evento che si presenta a sua insindacabile discrezione. A noi un'unica scelta: subirlo in silenzio sperando che passi in fretta e senza troppi danni.
"Portami dove sei nata" è il primo libro della giornalista del "Corriere della Sera" Roberta Scorranese, un'opera in cui sono confluiti numerosi ricordi di famiglia ma anche i racconti dei vecchi abitanti di Valle San Giovanni, il paesino del teramano in cui l'autrice è nata. Storie di persone chiamate per soprannome e raccontate in ragione di un affetto confidenziale e di un incondizionato rispetto.
La Scorranese innesta nelle memorie tramandate in casa da nonni, zii e genitori, il racconto dei suoi incontri recenti con chi ha vissuto sulla propria pelle i tragici terremoti degli ultimi anni; gente che dopo i crolli, la devastazione, il silenzio e la polvere ha deciso di rimettersi in piedi e provare a imbastire l'ennesimo miracolo. Episodi lontani e fatti più recenti si affiancano esplorando i territori del sacrificio, della perdita, della comunanza e della ricostruzione.
La fiaba lontana di nonno Gino e nonna Chiarina, originata dallo scandalo de "lu peccat’ gross’ gross'", viene accostata a episodi contemporanei che spiegano, a modo loro, altre forme di rinuncia, tolleranza e solidarietà. Ispirandosi alla vita vera di oggi e di ieri, la Scorranese, con una scrittura volutamente e amabilmente contaminata da parole in dialetto, ha saputo portarci esattamente nel posto in cui è nata, quella terra d'Abruzzo a cui si appartiene in maniera viscerale e schietta anche quando si vive a Milano da tempo e si scrive in una forma impeccabile per un'importante testata nazionale.
Convince, dunque, l'opera d'esordio di Roberta Scorranese. Un libro che è, al tempo stesso, romanzo e cronaca, fiaba e memoria, documento e invenzione letteraria. Ovviamente siamo in presenza di una donna che sa scrivere e lo fa per mestiere da anni. Un'intimità con l'arte della scrittura che porta l'autrice a gestire le parole con abilità, nitidezza e intelligenza. Doti per niente trascurabili.

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"Bella mia" di Donatella Di Pietrantonio
"L’altra figlia" di Annie Ernaux
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