Narrativa straniera Racconti Prima persona singolare
 

Prima persona singolare Prima persona singolare

Prima persona singolare

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Se questo libro fosse un disco, magari uno della leggendaria collezione di Murakami, sarebbe un concept album. Otto racconti molto diversi ma uniti dallo stesso «strumento» suonato: la prima persona singolare. Un Murakami davvero inedito, non solo perché sono nuove le storie che racconta. È nuovo il modo in cui si mette in gioco: otto diversi modi di dire «io», per parlare a tutti.



Recensione della Redazione QLibri

 
Prima persona singolare 2021-03-11 17:51:55 annamariabalzano43
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annamariabalzano43 Opinione inserita da annamariabalzano43    11 Marzo, 2021
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Viaggio nei molteplici spazi dell’io.

Una raccolta di otto racconti che ci ripropongono alcuni dei temi più cari a Murakami. Un io, alter ego dell’autore, indaga nel suo essere presente, come in quello passato non senza immaginare il futuro. In questo viaggio a volte realistico, a volte fantastico, ma sempre ricco di interrogativi esistenziali ai quali l’autore evita di dare risposte certe, ritornano i temi dell’amore, della morte, dello sport, dell’arte ora come poesia, ora come musica, ora come semplice esperienza estetica.
La fisicità di una donna incontrata per caso non è affatto inconciliabile con la sua vena poetica, anzi questa sua sorprendente attitudine induce a riflettere, a porsi domande sulla vita e sulla morte.
“Poso l’orecchio sul cuscino di pietra, e ascolto il suono del sangue che scorre” – la pietra fredda e immobile come una lapide nasconde in sé il fluire di quella che fu vita, per poi divenire polvere – “Spezzare, essere spezzati, se poso la nuca sul cuscino di pietra, ecco, è diventato polvere.
Nel secondo racconto il lato incomprensibile della vita è rappresentato come un cerchio con tanti centri. Una figura difficile da immaginare, che può però aiutare a capire ciò che sembra incomprensibile. Murakami non rinuncia a creare stupore nel lettore neanche quando immagina un passato che possa rivivere nel presente con gli stessi protagonisti come nel caso del disco di Charlie Parker che suona la bossa nova. Sono piani diversi che si sovrappongono in un gioco stimolante che ci trasporta indefinitamente tra l’ieri e l’oggi.
La musica accompagna ogni racconto, come sempre nelle opere di Murakami, dal beat e pop rock dei Beatles, a quella classica di Strauss o Shumann come in Carnaval.
La più originale di queste otto storie è certamente “Confessione di una scimmia di Shinagawa” che propone l’incontro tra il protagonista e un macaco parlante. Qui il fantastico assume quasi un aspetto di normalità fintanto che i due personaggi si scambiano confidenze e riflessioni sulla vita. È nel momento in cui questo incontro entra a fare parte delle esperienze del passato che ci si interroga sulla veridicità degli eventi raccontati, soprattutto quando una sia pur minima traccia ne è rimasta nel presente.
L’ultimo racconto che ha il titolo della raccolta è emblematico dello stile e della narrativa di Murakami. Ritorna l’interrogativo su quale sia il limite tra il sogno e la realtà. È la vita dell’essere umano un viaggio onirico attraverso molteplici esperienze e relazioni?

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Prima persona singolare 2021-07-26 19:20:34 68
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68 Opinione inserita da 68    26 Luglio, 2021
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Il,cuore dell’ eistenza

Otto racconti a scandire un tempo reale e immaginario nel percorso inafferrabile di una vita intera, passioni e inclinazioni in prima persona a sommare un microcosmo di piccole cose che hanno forgiato l’ uomo e lo scrittore di oggi.
Frammenti con origini lontane, quella gioventù ignara di stati d’ animo e sentimenti personali, che pensa di avere capito tutto, gioie e dolori, che non sa dare una giusta collocazione alla vasta gamma di emozioni intermedie.
Riflessioni sulla caducità della vita, sul decadimento improvviso che investe le persone mentre molte cose sono già scomparse senza lasciare traccia e ne restano solo labili ricordi.
Lo scrittore e l’ uomo si accompagnano ad alcune parole che rimangono, piccoli dettagli che fanno la differenza, a volte gli succedono cose senza senso e senza spiegazione che lo turbano profondamente.
Quale il senso dell’ esistere, un cervello che riflette su problemi difficili, un cuore che continua a battere in mezzo a vite che sono ... “ beni di consumo contraffati “.... E allora un giorno può capitare di ritrovarsi, per puro caso, davanti a un caffè, con qualcuno conosciuto in giovane età, parlando di qualcosa che ha importanza per se’, nella propria vita.
Una vita che acquisisce saggezza nel cuore della sconfitta e della vittoria, imparando a perdere, come in una partita di baseball in cui si vive intensamente il momento, al di là del risultato finale, mentre il valore e il peso del tempo non cambiano, un tempo che va trattato con molta cura e con il quale rimanere in buoni rapporti.
Gli episodi determinanti nella vita dell’ autore e il loro ricordo a volte ritornano a scuoterne il cuore, con essi un amore disperato e una disperata solitudine, due facce della stessa medaglia, custodendo in se’ il nome e l’ oggetto del proprio amore, mentre egli vive con l’ impressione che reale e irreale si alternano casualmente e a volte stenta a riconoscersi davanti allo specchio.
Racconti pacatamente intensi, diversi nella comunanza della scrittura e del tipico incedere Murakamiani, tra passioni irrinunciabili ( la musica classica, il jazz, il baseball, la letteratura, qui non si accenna al Murakami podista ) e riflessioni all’ interno e al di fuori del tempo, in una dimensione parallela, tra reale e immaginario, inafferrabile e irrinunciabile.
Ci immergiamo in un quid di irresolutezza, pensieri e parole che conservano l’ imberbe purezza e lo stupore dell’ infanzia nel cuore della pacata maturità dell’ esperienza, mentre i ricordi si confondono e i semplici accadimenti lasciano il passo a sensazioni e a sentimenti più forti, quelli dell’uomo maturo e dello scrittore di fama.

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