Gli Effinger Gli Effinger

Gli Effinger

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice

La saga degli Effinger ha inizio con Paul e Karl – figli del capostipite Mathias, orologiaio a Kragsheim – che da un piccolo paese si dirigono alla volta della Berlino cosmopolita per cercare fortuna. Ambiziosi e irrequieti, mecenati talentuosi e sensibili, ardenti patrioti e prussiani, in poco tempo gli Effinger riescono a guadagnarsi la fama di abilissimi imprenditori e a diventare una delle famiglie più importanti della città. Ma dopo la Prima guerra mondiale, le loro certezze borghesi cominciano a sgretolarsi e piano piano anche le loro splendide feste non possono più nascondere l’antisemitismo sempre più dilagante e brutale. Dai radiosi anni della Germania di Bismarck a quelli devastanti della Seconda guerra mondiale, la famiglia Effinger attraversa quasi un secolo di storia e turbolenze nel cuore pulsante dell’Europa. Gli amori, le sofferenze, le rivoluzioni politiche, ma anche gli arredi, gli abiti da sera, i caffè, i teatri: Gabriele Tergit, in un trionfo di voci e immagini minuziose, racconta il perduto mondo ebraico berlinese.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
3.0  (1)
Contenuto 
 
4.0  (1)
Piacevolezza 
 
3.0  (1)
 
Gli Effinger 2022-09-16 17:36:04 Molly Bloom
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
Molly Bloom Opinione inserita da Molly Bloom    16 Settembre, 2022
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una saga berlinese

“Gli Effinger” è una saga familiare che copre le vicissitudini di tre generazioni di commercianti e banchieri ebrei nella cornice europea ma soprattutto in quella berlinese e da molti è stata accostata a “I Buddenbrook” di Thomas Mann, paragone azzardato a mio avviso. Certo, per certi versi ci si può avvicinare in quanto l’autrice stessa ha dichiarato di aver voluto riprodurre la storia dei suoi personaggi seguendo il grande Mann. Gabriele Tergit, pseudonimo di Elise Hirschmann, mette dentro il suo libro tutti gli ingredienti necessari: i tempi che furono con i personaggi pieni di ambizioni e che a costo di duro lavoro e impegno mettono su un impero, diventano ricchi e frequentano l’alta borghesia, si sposano, le generazioni si susseguono e assieme a loro si percepisce anche una decadenza della borghesia e l’avvicinamento a un tempo storico tumultuoso, a cavallo delle due guerre mondiali, che sconvolge qualsiasi certezza e rade al suolo qualsiasi ricchezza. Ciò che manca a mio parere è l’armonia del racconto, sia l’armonia descrittiva dei salotti, degli usi e dei costumi ma anche quella dei dialoghi. Spesso ho notato la difficoltà dell’autrice a rendere naturale e godibile la descrizione di un dialogo di più voci, come nel contesto di un ballo, ad esempio. Ci sono delle botte e risposte delle più disparate, infatti spesso mi perdevo perché si passa da un argomento a un altro senza uno stacco. Altra cosa che ho gradito meno è stata la quasi impossibilità ad entrare in empatia con i personaggi in quanto c’è poca introspezione. Conosciamo i personaggi attraverso ciò che dicono e ciò che fanno, mai attraverso ciò che pensano se non in rare eccezioni, tenendomi un po’ in disparte.

Sicuramente è un libro molto ambizioso e dal respiro classico e chi ama la lettura delle saghe familiari sono certa che troverà gradevole anche questa lettura. L’autrice inserisce diverse tematiche come il femminismo spesso presente e affianca al cambiamento storico e sociale determinato dal passare degli anni, il cambiamento e la trasformazione delle correnti artistiche, della letteratura o del teatro, nonché del progresso industriale. Ci sono dei frammenti davvero molto arguti e interessanti che denota l’intelligenza e la grande cultura dell’autrice e a parte le note meno positive che ho espresso sopra è stata davvero una ottima scoperta letteraria.
Concludo con un breve frammento, che mi è piaciuto particolarmente:

“Lo sai, Ludwing, quanto ti voglio bene, ma come può esserci una moralità che si fonda sull’ipocrisia? Come si può avere fiducia in qualcosa che è pura illusione? Il progresso che porta a una felicità sempre maggiore, la comprensione da parte dell’uomo di quale sia l’essenza della natura hanno preso il posto della religione. La nostra religione si chiama scienza della natura. Ciò che voi chiamate immortalità, noi la chiamiamo indistruttibilità della materia. E mi sembra più virile e dignitoso credere a cose dimostrabili piuttosto che perdersi in speculazioni. Dove ci hanno condotto la speculazione? Ai roghi delle streghe e alle persecuzioni degli ebrei e ai giudizi di Dio e alla tortura. Lo sapete, non c’è niente che io odi più di una falsa profondità di ciò che suona blu e romantico e solletica lettori e uditori.”


Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Per chi ama le saghe familiari
Trovi utile questa opinione? 
80
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

La casa delle luci
Valutazione Utenti
 
2.5 (1)
Bournville
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
Il ragazzo
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Brave ragazze, cattivo sangue
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)
Angélique
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vita in tasca
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
Tasmania
Valutazione Utenti
 
4.3 (1)
Il lungo addio
Valutazione Utenti
 
4.8 (1)
Un cuore nero inchiostro
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Oblio e perdono
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
Respira
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Una piccola pace
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)

Altri contenuti interessanti su QLibri

Oblio e perdono
Belle Greene
La maschera di marmo
Io, Monna Lisa
Il gran mondo
L'italiano
La regina d'oro
Il botanico inglese
Gli Effinger
I demoni guerrieri
Storia di un fiore
Il prodigio
Notti al circo
La città fra le nuvole
La custode dei peccati
Barbablù