The water diviner The water diviner

The water diviner

Letteratura straniera

Editore

Casa editrice

Turchia, 1919. La prima guerra mondiale è finita, ma per Joshua Connor le battaglie continuano. Dalla nativa Australia, mosso da una promessa, è arrivato a Gallipoli, dove si è consumata una delle battaglie più sanguinose. Quella che gli ha portato via i suoi tre figli. La promessa, fatta alla moglie sulla tomba, è quella di ritrovarli e riportarli a casa, per dare loro una degna sepoltura. Joshua è un agricoltore, sa ascoltare la terra, sa trovare l'acqua nelle sue profondità - così cercherà di sentire il richiamo dei suoi ragazzi in quel luogo devastato dalla guerra. I suoi amici in terra straniera saranno il piccolo Orhan e la sua affascinate madre Ayshe, che gli offrono alloggio nell'albergo di famiglia, a Istanbul, allora ancora Costantinopoli.



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0  (1)
Contenuto 
 
5.0  (1)
Piacevolezza 
 
5.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
The water diviner 2015-02-06 11:13:09 Belmi
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Belmi Opinione inserita da Belmi    06 Febbraio, 2015
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando la sofferenza unisce

La prima cosa che mi ha colpito di questo romanzo è il fatto che è stato scritto a quattro mani, da marito e moglie, i coniugi Anastasios. In alcune parti infatti prevale una parte più prettamente femminile, in altre maschile.

Joshua Connor è un rabdomante, un vero dono per chi come lui vive nelle terre aride dell'Australia. Joshua è capace di trovare l'acqua anche a grandi profondità, ma non è stato ancora capace di trovare e riportare a casa i resti dei tre figli, partiti per la prima guerra mondiale e mai più tornati.

Quando ormai niente lo lega più alla sua terra di origine, decide di imbarcarsi ed iniziare un lungo viaggio, quello che avrebbe dovuto fare molti anni prima, con destinazione Gallipoli in Turchia. Terra inospitale per chi, come il suo popolo, è entrato li come invasore.

Devo ammettere la mia ignoranza (ora colmata) sulla guerra fra australiani e turchi. Il libro all'inizio poi non aiuta molto, quindi ho fatto delle ricerche parallele per comprendere meglio la trama e capire cosa è successo dopo la guerra.

Sono sempre stata affascinata dalla Turchia, una nazione in cui oriente ed occidente si scontrano e si incontrano.

Costantinopoli (oggi Istanbul) è una città da scoprire ed i due autori la rendono ancora più accattivante raccontandone aneddoti, tradizioni e stile di vita; tutto è stato possibile grazie all'aiuto di persone del posto di cui gli autori hanno richiesto la collaborazione
Non ci risparmiano neanche la crudeltà della guerra e le sue conseguenze.

I personaggi non sono molti; mi hanno particolarmente colpito il maggiore turco Hasan detto "l'assassino" e la bellissima Ayshe, donna con il polso di ferro.

Connor si troverà davanti un muro, ma grazie alla sua onestà, alla sofferenza e alla tenacia con cui persevererà il suo scopo, si farà degli amici davvero inaspettati.

Un libro che ho davvero apprezzato, intenso, riflessivo, ingiusto ma reale. Davvero imperdibile. Unica pecca è lo stile dei due, che a volte appesantisce un pò.

Vi lascio con due frasi che rappresentano qualcosa della cultura turca:

"Il capitano Charles Brindley è appoggiato allo schienale della sua sedia e contempla la decorazione che orna il soffitto. Ha scoperto che gli artigiani musulmani lasciano sempre un difetto in ciò che realizzano, perché soltanto Allah è perfetto: da allora cerca con attenzione la pennellata sbagliata o la pietra fuori posto nella sua cupola sopra la sua testa. Sono passati tre mesi, e non l'ha ancora trovata."

"C'è un proverbio persiano che recita: "Possa tu sopravvivere ai tuoi figli". Sembra una benedizione, invece è la peggior maledizione che si possa lanciare contro qualcuno. Non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico."

Lo consiglio.

Buona lettura!!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
240
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

In tua assenza
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La banda dei colpevoli
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La mappa nera
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
La quarta profezia
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La vita paga il sabato
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
Obscuritas
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli avversari
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Le sorelle Lacroix
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ultimo figlio
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Questo post è stato rimosso
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
I killeri non vanno in pensione
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Voci in fuga
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri

La regina d'oro
Il botanico inglese
I demoni guerrieri
Storia di un fiore
Il prodigio
Notti al circo
La città fra le nuvole
La custode dei peccati
Barbablù
L'infermiera di Hitler
La saga di Vigdis
Partenza in gruppo
Il disertore
L'arte dell'henné a Jaipur
Il libro dei bambini
L'alba del mondo