Narrativa straniera Romanzi Il valzer dimenticato
 

Il valzer dimenticato Il valzer dimenticato

Il valzer dimenticato

Letteratura straniera

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A Terenure, un grazioso sobborgo di Dublino, sta nevicando. Gina Moynihan, trentenne sveglia e smaliziata, la tipica “altra donna”, ripercorre i momenti che l’hanno portata a innamorarsi dell’“uomo della sua vita”, Seán Vallely. Mentre fuori la città si paralizza sotto una coltre bianca, Gina ricorda i giorni trascorsi tra una camera d’albergo e un’altra, i lunghi pomeriggi divisi tra estasi e rifiuto. Ora, mentre le strade silenziose e il vorticare della neve rendono la giornata luminosa e piena di possibilità, Gina decide di uscire e incontrare una bambina, un “bellissimo errore” come la chiama lei: è Evie, la figlia dodicenne di Seán, la testimone involontaria del loro amore. In questo straordinario romanzo, una sorta di libro dei segreti, Anne Enright si rivolge direttamente ai suoi lettori che, come in La veglia, trovano tutta l’improvvisa emozione della vita quotidiana, i fragili legami tra le persone, gli sguardi pronti a cogliere ogni minimo gesto, ogni battito di ciglia, e come sempre l’autentico, spietato ritratto di famiglie, matrimoni, individui. Con Il valzer dimenticato l’autrice rivolge tutta la sua attenzione all’amore attraverso lo sguardo di un’eroina imperfetta, ma indimenticabile.



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Il valzer dimenticato 2013-12-14 14:21:32 Pia Sgarbossa
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Pia Sgarbossa Opinione inserita da Pia Sgarbossa    14 Dicembre, 2013
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UNO..DUE..TRE...ECCO A VOI IL VALZER DELL' "AMORE"

Stranissima per me la lettura di questo libro.
Uno stile di narrazione con ritmi che non sono in armonia con i miei.
Modi di scrivere talora per me incomprensibili e che nel contempo non fanno scattare in me il desiderio di approfondire e di rileggere...
Mi son chiesta come mai mi fosse successo questo, come fai fossi lì lì per abbandonarne la lettura...
E così rifletto e credo dipenda innanzitutto dal ruolo assunto dalla protagonista, un ruolo in cui fatico a riconoscermi e che per certi versi mi da' molto fastidio.
Eccola la trentenne Gina che ci racconta la storia del suo amore...e anche del suo adulterio.
Eh si, perchè lei ce l'aveva un amore, ma non del tutto soddisfatta intravede un legame e un'attrazione per un altro uomo.
Complici la lontananza per motivi di lavoro, l'alcool esagerato in corpo, tra i due scatta il desiderio di avere un rapporto.
Lei, da sempre civetta...persino col suocero non le dispiaceva avere una qual sorta di flirt...
E mentre si vive la sua storia sentimentale, troviamo la triste situazione vissuta dal suo "nuovo uomo"sposato e con una figlia.
Sin dalla nascita la moglie è stata incapace di essere serena nell'affrontare la crescita della figlia, persino sin dall'allattamento...lei è ansiosissima e non riesce ad essere tranquilla; immaginiamoci il suo comportamento quando la figlia inizia ad avere delle crisi mai ben definite nel libro, ma che ho reputato essere epilettiche.
Tra i due coniugi ,il rapporto che già vacillava entra in crisi definitivamente.
E sarà per la figlia o per loro stessi, che ad un certo punto il marito, Sean , decide di andare a vivere con Gina, che da un bel po' ha già lasciato il marito...e che vive nell'attesa silenziosa ( quasi...)di lui.
E la figlia, povera, che vive i conflitti genitoriali, che assiste persino al tradimento del padre...cresce tutto sommato neanche male.
Alla conclusione della narrazione mi dico soddisfatta d'essere riuscita a terminare il libro...
Mi ha dato la possibilità di riflettere sulla superficialità con cui alcune donne passano da un amore a un altro, tanto da diventare per loro unico importante scopo di vita, in ogni istante ...ma soprattutto mi ha fatto ricordare la sofferenza che vivono alcuni ragazzi che conosco, che devono assistere impotenti alle esperienze amorose, variegate dei propri genitori...e si ritrovano ora con l'uno, ora con l'altro.
Non meno importante è stato il riflettere sull'atteggiamento di certi genitori che non riescono ad essere sereni ed equilibrati nel crescere i propri figli, assumendo ateggiamenti protettivi davvero esagerati e che possono solo che nuocere gravemente ad una loro crescita equilibrata.
Ecco... un libro che ci ricorda che : L'ESEMPIO VIENE PRIMA DI TUTTO!
Buona lettura...anche se io in sincerità non la rifarei proprio!
Pia

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Consigliato a chi ha letto...
Forse a chi ha più pazienza??? ... a chi ama le storie che paiono d'amore, ma non lo sono!
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Il valzer dimenticato 2013-09-28 09:09:51 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    28 Settembre, 2013
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VITE DEFINITE DA DIVERSE TONALITA' DI GRIGIO

Anne Enright è una scrittrice irlandese con all’attivo diverse pubblicazioni che hanno vinto anche dei premi, questo libro in particolare è stato finalista all’Orange Prize for Fiction nel 2012.
E’ un romanzo che parla di amore, di tradimento e clandestinità, l’autrice sceglie di mettere in primo piano la protagonista femminile, Gina, l’altra donna, attraverso il racconto del suo incontro ed innamoramento con Sean. E’ una sorta di “confessione”, un’analisi cruda, senza edulcorazioni di quello che è accaduto.
“ Non avevo mai avuto una relazione extraconiugale. Non sapevo quanto conturbante fosse la clandestinità. Il segreto era tutto.”
Gina ha un matrimonio come tanti, due persone sposatesi in giovane età, che condividono la quotidianità, fatta di uscite,ed eccessi: “con Conor tutto era sempre un po’ eccessivo…. E in qualche modo finii per non crederci. Finii, può sembrare una cosa strana da dire, per non credere a nulla di quanto faceva…..”
Questo rapporto basato “sul nulla”, mi chiedo, quali e quante possibilità avrebbe avuto di salvarsi dall’adulterio….
E così Gina avanza nel racconto dell’incontro con l’uomo che cambierà la sua vita…
“Era molto bello questo desiderio che si apriva dentro di me, e poi si apriva di nuovo.Ed è questo che mi pone al di là del rimpianto: la dolcezza del mio bisogno di Seàn Valley, la sensazione che ad accenderlo ci fosse qualcosa di ineffabile…”
Gina si innamora di quest’uomo di cinquant’anni, un uomo normale, non bello, non fisicamente imponente, ma di quelli che “ci sanno fare”..
Seàn ha una figlia, Evie, affetta da epilessia. Aileen, sua madre, ha dedicato la vita nel seguire questa bambina particolare, tanto che le sue attenzioni ed ossessioni verso Evie, sono diventati motivo di scontro con il marito.
Le coppie si conoscono, Aileen invita più volte Gina a casa, bravissima l’autrice a tracciare esattamente questa linea di comportamento quasi scandaloso. Il desiderio di Gina di vivere Seàn supera persino il confine della sua realtà familiare.
La storia continua, i due abbandonano le loro famiglie e cominciano una nuova vita.
Il racconto prosegue, Gina parla di sé della sorella, dei genitori e della loro morte, del suo lavoro. Al lettore viene trasmessa chiaramente la condizione emotiva della protagonista nelle varie fasi della storia con Seàn, l’entusiasmo iniziale, la tensione sessuale tra i due, il desiderio, la sofferenza, ed infine sono arrivata a percepire una sorta di rassegnazione e di tristezza che avvolgeranno la figura di Gina.
La conclusione di questo libro mi ha lasciato l’amaro in bocca.
Lo stile di scrittura è accattivante e mutevole con lo svolgersi della trama, il libro è suddiviso in capitoli brevi con un piccolo titolo in inglese per ciascuno che ne riassume il contenuto.
Buona lettura!

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