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Piccoli suicidi tra amici Piccoli suicidi tra amici

Piccoli suicidi tra amici

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Un bel mattino anni Rellonen, piccolo imprenditore in crisi, e il colonnello Hermanni Kemppainen, vedovo inconsolabile, decidono di suicidarsi. Il caso vuole che i due uomini scelgano lo stesso granaio. Importunati dall'incontro fortuito, rinunciano al comune proposito e si mettono a parlare del motivi che li hanno spinti alla tragica decisione. Pensano allora di fondare un'associazione dove gli aspiranti suicidi potranno conoscersi e discutere dei loro problemi. Pubblicano un annuncio sul giornale. Il successo non si fa attendere, le adesioni sono più di seicento. Dopo un incontro al ristorante, decidono di noleggiare un autobus e di partire insieme. Inizia così un folle viaggio attraverso la Finlandia a bordo di un pullman turistico nuovo fiammante. Le loro disavventure avranno un esito insperato.

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Piccoli suicidi tra amici 2018-12-05 17:30:34 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    05 Dicembre, 2018
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Umorismo scandinavo

A bordo della "Saetta della Morte", lussuoso e potente Pullman della ditta di autotrasporti Korpela, uno squinternato gruppo di aspiranti suicidi finlandesi, ribattezzatisi "Morituri Aninimi", gira in lungo e in largo per l'Europa in cerca di un dirupo adeguato dal quale lanciare il mezzo a tutta velocità e mettere fine a questa triste e dolorosa esistenza. Depressione, delusioni amorose, insuccessi professionali, manie di persecuzione, guai giudiziari e ogni sorta di mal di vivere possibile accomunano questa comitiva di simpatici disgraziati, decisi a risolvere i loro guai nel modo più drastico possibile. Durante il viaggio tra i membri del singolare sodalizio si creano legami forti, solide amicizie, inaspettati amori. E i problemi, si sa, si affrontano diversamente quando c'è qualcuno con cui condividerli, una spalla cui appoggiarsi, una mano da tenere nel difficile cammino della vita. Ma basterà questo barlume di speranza ad annullare la triste e irrevocabile decisione? Con un umorismo tutto scandinavo, Arto Paasilinna, partendo dalla Finlandia e valicando i confini nazionali, ci porta in viaggio per le tortuose strade dell'esistenza umana, facendosi beffa sia della vita che della morte. Il sarcasmo dell'autore si scaglia in ogni direzione, puntando la società, la storia, la politica, affrontando un tema delicato come quello del suicidio con originalità e simpatia. Impresa ancora più ardua se si pensa che, statisticamente, la Finlandia è lo Stato con la più alta percentuale di suicidi in Europa. Un popolo di professionisti, verrebbe da dire. Come verrebbe da pensare che la grottesca storia raccontata in queste pagine potrebbe non essere in fondo tanto inverosimile dalle parti di Helsinki. La simpatia e l'originalità tuttavia non bastano a fare un buon libro. Se la trama sembra promettere bene nei primi capitoli, man mano che si procede nella lettura viene meno l'entusiasmo iniziale e si finisce per girare in tondo sugli stessi argomenti. Anche la presentazione dei personaggi appare incompleta, frammentaria, disordinata, le loro storie sono appena accennate e i pochi indizi vengono ripetuti in una tediosa ridondanza. La prosa è inappuntabile ma piatta, asettica, fatica a trasmettere emozioni e a legare il lettore alle pagine. Tra le note positive spicca il ribaltamento dei ruoli tra l'essere umano e la morte. Il tristo mietitore, da sempre visto come un implacabile e onnipresente cacciatore, nelle pagine di Paasilinna diventa una preda inafferrabile che i Morituri Anonimi inseguono senza sosta per chilometri e chilometri, a volte vanamente, altre volte guardandola con la coda dell'occhio e facendo finta di non vedere, perché lo spirito di conservazione, per fortuna, ha spesso la meglio su qualsiasi difficoltà.

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Piccoli suicidi tra amici 2015-11-30 23:30:43 aislinoreilly
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aislinoreilly Opinione inserita da aislinoreilly    01 Dicembre, 2015
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La vita nella ricerca della morte.

Arto Paasilinna è uno scrittore e poeta finlandese del 1942 tra i più famosi. Figlio di Väinö Paasilinna e di Hilda-Maria Paasilinna, era uno dei 7 figli della coppia, due delle quali femmine. La sua carriera è iniziata come giornalista ma, arrivato ai 33 anni e trovandola “superficiale e senza senso”, cercò di dare una svolta alla sua vita, vendette la sua barca e si finanziò il suo libro “L’anno della lepre”. Fu un successone e si affermò così come scrittore indipendente.
I suoi libri rispecchiano, generalmente, la vita del finlandese medio, generalmente di mezza età e proveniente dalla Finlandia rurale. A livello internazionale, è conosciuto per la sua vena comica e per la sua capacità di creare opere che facciano riflettere, ridere e piangere allo stesso tempo. Affascinata da questo aspetto, mi sono letta “Piccoli suicidi tra amici”.
Come tutti i libri (o quasi) che ho letto nella mia vita, mi sono imbattuta in questa opera per puro caso. Io non conoscevo affatto Paasilinna ed il titolo è stato sicuramente “coinvolgente” fin da subito.
La trama in breve: un direttore fallito di nome Onni Rellonen, decide di porre fine alla sua vita in una bella giornata d’estate, si inoltra nel bosco ed individua la location perfetta: un vecchio granaio. Nessuno potrà sentire lo sparo della sua pistola ed il suo corpo potrebbe anche esser ritrovato dopo un discreto lasso di tempo. “Purtroppo” i suoi piani vengono guastati dalla presenza di un altro suicidando, un colonnello di nome Hermanni Kemppainen, che alla vista improvvisa di Onni, scivola con il cappio al collo. I due si salvano a vicenda e decidono di ritornare a casa di Onni per parlare e confrontarsi. Capiscono subito che in tutta la Finlandia non sono solo loro ad avere dei problemi così gravi da averli portati su l’orlo del suicidio e decidono di mettersi in contatto con altri disperati bisognosi di aiuto. Scrivono quindi un annuncio sul giornale e le risposte che ricevono sono una enormità. Contattano una certa Helena Puusaari, vicepreside pronta a morire come molti altri, le assegnano il ruolo di gestione delle risposte alle lettere ed insieme decidono di indire un seminario a tema, in un ristorante di Helsinki. Da questo seminario parte l’avventura dei nostri protagonisti e di molti altri aspiranti suicidi che, in cerca di un luogo perfetto per un suicidio di massa ben organizzato, finiranno per girare mezza europa.

Trovo che questo romanzo non sia classificabile come gli altri, semplicemente perché è geniale e sempre moderno. Il suicidio è un argomento che continua a ricorrere nelle notizie di cronaca di tutti i paesi del mondo, chi più, chi meno. La Finlandia non ha la fama di essere un luogo particolarmente “felice” e Arto ci presenta quella fetta di popolazione che sceglie la via più breve per non affrontare i problemi. Non è solo un romanzo che ci racconta una storiella tragicomica, è anche una fonte di insegnamenti. Quando la vita sembra aver perso ogni lato positivo, quando pare che non valga più la pena di vivere, ecco che anche un piccolo cambio di routine può risollevarti la giornata. La condivisione del dolore alleggerisce gli animi e lo stare insieme permette di superare le più estreme avversità. Questo racconta questo libro, oltre a farci sorridere nelle scene più grottesche con descrizioni dettagliate ma mai statiche e noiose. Hanno tutti un ruolo in questa storia e anche il personaggio meno nominato si rivela, a suo modo, saggio. A tutti è capitato di sentirsi al perso, di non saper cosa fare della propria vita e sicuramente, quelli più disgraziati e pessimisti, hanno pensato anche al suicidio. Io farei leggere questo libro a tutti, perché fa aprire gli occhi piano piano, sul fatto che l’unica priorità nella vita deve essere la conservazione della vita stessa. Basta cambiare città, amicizie, non serve ricorrere ad atti estremi per risolvere gli scogli nella quale ci troviamo a sbattere contro. Questo è un libro su gente che vuole morire, un libro sulla morte, che parla della vita.
Paasilinna è stato una bella scoperta per me e non mancherò di approfondire la conoscenza di questo autore sorprendente. Leggere un libro così è un piacere, scorre bene, è interessante e non è mai noioso.
Decisamente consigliabile a tutti, non è da lunghe pause perché è facile perdere il segno, però so legge da solo.
Buona lettura. :)

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Piccoli suicidi tra amici 2013-08-21 20:53:02 lupemanaje
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lupemanaje Opinione inserita da lupemanaje    21 Agosto, 2013
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Piccoli suicidi tra amici

Un colonnello vedovo e un imprenditore in crisi decidono di suicidarsi casualmente nello stesso luogo e nello stesso momento. Colti dall'imbarazzo e dallo sgomento, mettono da parte il loro proposito e progettano di riunire quanti più aspiranti suicidi possibile, cosa non difficile in Finlandia, per confrontare le reciproche esperienze e frustrazioni.
Alla prima assemblea indetta dai fondatori del gruppo si presentano in centinaia, una trentina dei quali rimane ferma nel proprio proposito. Ecco allora in viaggio per il Paese la corriera dei Morituri Anonimi, alla ricerca del luogo migliore per mettere in atto uno spettacolare suicidio collettivo. Lungo il percorso si uniscono al gruppo altri disperati, depressi o semplicemente stanchi della loro esistenza monotona. L'esperienza della condivisione scatena però una reazione inaspettata nella maggior parte dei viaggiatori, che ritrovano entusiasmo per la vita - quasi dispiacendosene! - e nuovi amori.
Da leggere sempre con un sorriso sulle labbra, Paasilinna ritrae senza turbamento alcuno la radicata tendenza al suicidio dei suoi connazionali, creando una storiella tanto improbabile quanto esilarante, da cui si evincono la sua tagliente ironia e profonda empatia con il popolo finlandese.
E' tipica di Paasilinna, e qui portata all'estremo, l'assoluta naturalezza che caratterizza ogni azione umana (o divina), la non-necessità di giustificare nemmeno l'atto più inconsulto. Impregnato di un forte humour, questo libro non manca di toccare anche seriamente l'argomento della morte e delle difficoltà quotidiane che possono gettare chiunque nella più nera disperazione. In circostanze inaspettate si può però ritrovare il gusto delle piccole cose: la compagnia di nuovi amici, un pasto attorno al fuoco, una sauna ristoratrice.
La splendida cornice del paesaggio finlandese non manca mai nei romanzi di Paasilinna (con l'eccezione di Prigionieri del paradiso, in cui forse è proprio questa assenza a dare un tono minore all'opera) anzi è parte integrante e fondamentale delle storie che vi si sviluppano e risolvono. Forse è grazie alla sua precedente professione di guardaboschi che l'autore riesce a delineare apparentemente senza forzo una natura così viva e meravigliosa. Ed è sempre grazie al suo rapporto con essa che spesso (soprattutto ne Il miglior amico dell'orso e L'anno della lepre) fa assumere ad animali selvatici atteggiamenti umani, o meglio qualità e doti umane, illuminati dalle quali i protagonisti che hanno smarrito la retta via riescono a redimersi.
Sulla scia dell'enorme successo riscosso da L'anno della lepre, vincitore del premio letterario Giuseppe Acerbi nel 1994, si è continuato a tradurre anche in Italia l'opera di Paasilinna. In Piccoli suicidi tra amici (1990, uscito nel 2006 per Iperborea) rispetto a tanti altri romanzi figura un numero maggiore di personaggi, alcuni dei quali fanno brevissime apparizioni, o quasi scompaiono dopo essere stati introdotti come apparenti protagonisti. Il ritmo della storia non ne risente affatto, anzi proietta con maggior efficacia il lettore nella vita quotidiana dei Morituri Anonimi, quasi si trovasse tra loro e voltandosi ora da una parte ora dall'altra potesse cogliere uno scampolo dell'esistenza di ciascuno. Sono ritratti fulminei: un aggettivo, una battuta, un'azione bastano a caratterizzare perfettamente un individuo.
Un romanzo scorrevole e divertente, lucido nella sua follia.

Arto Paasilinna è nato a Kittila nel 1942. E' un ex guardaboschi, ex poeta, ex giornalista. Le sue opere vengono tradotte in tutto il mondo e in Finlandia è uno degli autori più amati. in Italia è edito da Iperborea.

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Consigliato a chi ha letto...
L'anno della lepre, Il miglior amico dell'orso, I veleni della dolce Linnea, L'allegra apocalisse
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