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I leoni di Sicilia. La saga dei Florio
 
I leoni di Sicilia. La saga dei Florio 2021-09-14 11:54:55 andrea70
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
4.0
andrea70 Opinione inserita da andrea70    14 Settembre, 2021
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Rumorosa incompiuta

Di fronte a questo romanzo mi trovo nell'imbarazzante condizione di non condividere appieno l'enfasi
e l'entusiasmo di tanti lettori, d'altronde "...de gustibus non disputandum est" dicevano i latini.
Questo vuole essere un romanzo storico che narra dell'ascesa (e poi della caduta) della famiglia Florio, ma si pone alla storia e alle vicende che attraversa in un secolo di narrazione (dal 1799 ai primi del '900) come si potrebbe visitare una bellissima città semplicemente con un bus di quelli "hop on hop off" che ti portano in tutti posti in mezza giornata e vedi 5 minuti dei posti principali se non hai abbastanza tempo. Fermo restando che uno potrebbe poi fermarsi tre ore in un posto ...era per rendere l'idea della corsa a cui ci sottopone l'autrice.
I fratelli calabresi Florio decidono di migliorare la loro attività affrancandosi dalla società col cognato Barbaro e migrare da Bagnara a Palermo aprendo lì una aromateria. Le difficoltà sono molte, la società palermitana dell'epoca è parecchio chiusa e un pò classista, per anni i fratelli lotteranno per affrancarsi dall'essere visti come semplici facchini per il fatto di aver lavorato duramente per ottenere profitti e clienti senza avere nobili origini a garantire rendite e privilegi.
Questa è una delle due cose che ho apprezzato nel libro unitamente ad un indiretto omaggio al coraggio delle donne, in un'epoca in cui l'ignoranza atavica degli uomini le costringeva ad assecondare supinamente le scelte dei mariti quasi che il loro compito si limitasse a procreare, possibilmente figli maschi in quanto le figlie femmine erano viste come le scartine a briscola, facevano numero ma non contavano nulla. Abbiamo figure di donne che si struggono nel loro non amore con un rapporto tenuto insieme dal senso dell'onore del dovere dall'amore, quello si vero e profondo per i figli. Non che la Auci ne scriva in modo meraviglioso ma le vicende stesse dipingono un quadro desolante della condizione delle donne in quel tempo e il loro indomito coraggio.
Il libro si fa leggere anche , ad un certo punto diventa stucchevole per il susseguirsi di situazioni simili in cui evidenziare la scaltrezza di Paolo e Ignazio prima e di Vincenzo poi.
Non ha giovato al libro la poca profondità di tanti personaggi che accompagnano le vicende dei protagonisti per centinaia di pagine ma rimangono poco definiti, figure bidimensionali di cui sappiamo i fatti del giorno e nulla più.
Gli stessi protagonisti passano dall'onore e dovere al mercanteggio, al ricatto , all'intrallazzo sempre con una grande capacità imprenditoriale di fondo che fa prevedere quale sarà la scelta giusta per l'azienda di famiglia attraverso le vicende del nostro paese che portano fino a dopo l'Unità d'Italia.
Anche qui bollino rosso: la nostra storia per quanto a grandi lineee conosciuta poteva essere maggiormente argomentata, invece la Auci sceglie questi capitoletti brevi dove capita che dall'uno all'altro passano 2 anni o 5 anni e via così, in pratica, forse per la scelta di non appesantire il racconto, ci lascia una serie infinita di fotografie di varie situazioni, brevi momenti attraverso cui narrare la scalata economica e sociale dei Florio.
In sostanza : l'ho letto con piacere ma non mi ha lasciato molto.

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Commenti

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Secondo me, troppo sponsorizzato. Tutto fumo…
In risposta ad un precedente commento
andrea70
18 Settembre, 2021
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Eh si manca di profondità ed è un peccato perché gli elementi c’erano ...invece sembra il racconto fatto a bar o dal parrucchiere
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