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Comandante ad Auschwitz
 
Comandante ad Auschwitz 2010-06-14 10:44:38 fabiomic75
Voto medio 
 
3.4
Stile 
 
3.0
Contenuti 
 
4.0
Approfondimento 
 
4.0
Piacevolezza 
 
3.0
fabiomic75 Opinione inserita da fabiomic75    14 Giugno, 2010
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Un pugno nello stomaco

Come ci saremmo comportati se fossimo stati nei panni di Rudolf Hoss? In questa drammatica biografia l'ex comandante del più grande campo di sterminio nazista cerca di giustificare se stesso ed il proprio operato sostenendo che al suo posto chiunque avrebbe agito nel medesimo modo, "in fondo", dice lui, "stavamo solo eseguendo degli ordini". La lettura è estremamente interessante anche se a tratti veramente "tosta". Vengono spiegate accuratamente le varie procedure adottate ad Auschwitz, come ad esempio (cosa che mi ha colpito particolarmente) come si è arrivati all'utilizzo del zyklon b, di fatto un pesticida, utilizzato per uccidere i prigionieri nelle camere a gas. E' un libro che va oltre la tragedia dell'Olocausto scendendo fino nei meandri dell'animo umano. Consigliatissimo.

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Commenti

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La tua è una pregevolissima recensione...ed io per questo la ritengo utile...però per quello che riguarda me..io non leggo le storie della shoha, del fascismo e dell'olocausto...mi mettono tristezza..
Ciao.
Gineisa

14 Giugno, 2010
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Bel libro sicuramente. E la tua recensione lo conferma, ma io non riesco a leggere libri, come a vedere film, che trattino di questi argomenti. Questo perchè mio nonno materno è stato deportato ed è morto a Bergen Belsen. Benchè non l'abbia ovviamente mai conosciuto (o forse proprio per questo) mi si rivolta lo stomaco ogni volta. E' più forte di me. Non sono mai riuscito a vedere La vita è bella di Benigni per esempio...
In risposta ad un precedente commento
fabiomic75
14 Giugno, 2010
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Cavolo!!! Capisco perfettamente e condivido quello che dici. E' difficile leggere questi testi anche se non si hanno avuto "esperienze familiari", nel tuo caso quindi immagino diventi impossibile. A me affascina leggere cose sull'Olocausto perchè, sebbene facciano male, mi danno di che ragionare. Quello che provo però in certi passaggi credo diventerebbe insostenibile se mi richiamasse alla mente un qualcosa di così intimo. Un abbraccio Piero.
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