Saggistica Storia e biografie Canto del popolo yiddish messo a morte
 

Canto del popolo yiddish messo a morte Canto del popolo yiddish messo a morte

Canto del popolo yiddish messo a morte

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Questo testo - noto sinora in Italia come "II canto del popolo ebraico massacrato" - si articola in quindici canti che ripercorrono, con straordinaria potenza evocativa, le tappe dell'annientamento dell'ebraismo polacco, dall'invasione nazista al rogo del ghetto di Varsavia. I versi lunghi di Katzenelson precipitano il lettore nel turbine della storia, vento orribile che scompone, cancella, vanifica la memoria, tende solo al vuoto, al nulla. Pochi scrittori sono riusciti come Katzenelson a rendere commensurabile l'incommensurabilità dell'Olocausto, a descrivere nella sua pienezza la vitalità di un popolo e l'immane vuoto che subentra nel mondo dopo il suo annientamento.



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Canto del popolo yiddish messo a morte 2010-12-22 21:48:26 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    22 Dicembre, 2010
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Le lacrime di cenere.

Unico neo di questo grande classico, in questa veste diversa da quella di Giuntina,rimane la presentazione introduttiva di Moni Ovadia.
Katzenelson non può e non deve rimanere prigioniero del cliché col quale tu, Salomone (Moni), commetti l'errore di classificarlo.
Egli è la voce ferma e irraggiungibile.
Come tutto ciò che si muove nel sublime.
Spero tu non ne abbia a male, perché come ti dissi alla presentazione di questa riedizione, e fosti d'accordo, il tuo yiddish bulgaro male si presta a decodificare il bronzeo accento dell' inclinazione polacca.
Ricordiamo insieme l'incipit:

"Canta! Prendi la tua arpa curva e leggera
e sulle sue corde sottili getta le tue dita,
pesanti come cuori dolenti. Canta l'ultimo canto,
l'ultimo canto degli ultimi ebrei in terra d'Europa"


Il resto è superfluo.

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Letteratura ebraica del Galut.
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