Saggistica Storia e biografie Ciano. Il fascista che sfidò Hitler
 

Ciano. Il fascista che sfidò Hitler Ciano. Il fascista che sfidò Hitler

Ciano. Il fascista che sfidò Hitler

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La presentazione e le recensioni di "Ciano. Il fascista che sfidò Hitler", saggio di Marco Innocenti edito da Mursia. Di Ciano si è scritto molto. Marco Innocenti, rievocandolo in queste pagine, fra i tanti tagli ha scelto il più drammatico. Galeazzo l'antitedesco, il nemico di Hitler. Galeazzo che dice presago: "Hitler al potere? Mio Dio, è una catastrofe". Galeazzo che percepisce per primo la pericolosità dei tedeschi. Galeazzo che si fa odiare da Hitler, mettendosi di traverso sulla strada della guerra. Galeazzo che dice sì, forte e chiaro, nella notte del 25 luglio. Galeazzo nella cella degli Scalzi, a Verona, ad attendere l'esito già scritto di un processo farsa. Galeazzo che finisce con sette pallottole in corpo, nell'erba ghiacciata di un fossato. Pallottole fasciste ma partite da Berlino, per ordine di Hitler, il monomaniaco massacratore da tavolino che Ciano, il "traditore", aveva osato sfidare.

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Ciano. Il fascista che sfidò Hitler 2013-05-24 13:51:39 misu
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misu Opinione inserita da misu    24 Mag, 2013
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Un parente scomdo

Nel suo libro l’autore ci mostra il ritratto di Galeazzo Ciano, giovane brillate dell’epoca approdato ai vertici del partito fascista diventando ministro degli estreri di Benito Mussolini. Le nozze con Edda, figlia prediletta del Duce legarono la carriera di Galeazzo Ciano anche ai vincoli famigliari con il Duce. In sostanza il ministro degli esteri non era un uomo qualunque ai veritici dello stato e del partito fascista, al contrario era il marito della figlia del Duce. Esprimere dei dubbi sulla politica di Adolf Hitler equivaleva indirattamente criticare le scelte di Benito Mussolini in termini di alleaze politiche e militari.

Le posizioni critiche espresse a chiare lettere nel suo diario da Galeazzo Ciano assunsero la forma di un evoluzione di pensiero che portarono un membro della cerchia famigliare del Duce a votare l’oredine del giorno di Grandi nella seduta cruciale del Gran consiglio che in defintiva significò una mozione di sfiducia a Benito Mussolini da parte dei vertici del partito fascista e portò alla destituzione di Bentio Mussolini da capo del governo da parte del re Vittorio Emanule III. Il 25 luglio del 1943 di fatto fu la tappa finale della presa di posizione di Galeazzo Ciano nei confronti dell’ alleaza con la Germania hitleriana prima avvalata anche da lui ma poi critcata dal ministro degi esteri.

La vicenda personale, mischiata al legame famigliare e alle scelte politiche di Galeazzo Ciano finorono per determinare la sua sorte che finì per diventare un affare di stato e la ragion di stato non lasciava scampo né a Galeazzo Ciano né a Benito Mussolini. Galeazzo Ciano non si considerava un traditore del fascismo e della patria avendo agito secodo le sue convinzioni personali per il bene del paese. Benito Mussolini salvato dal Führer dalla prigionia era in un certo senso debitore della sua libertà al caporale austriaco, peciò non poteva opporre al suo amico e alleato Adolf Hitler alcun rifiuto, neanche quello di non processare il marito di sua figlia, di non condanarlo a morte e poi di non fare eseguire la sentenza capitale.

Dalle pagine del libro risultano chiari due distinti livelli di rapporti :
personali ovvero famigliari oposti a quelli ufficiali

Questo dualismo caratterizza tutta la carriera di Galeazzo Ciano. Purtroppo gli argomenti a nostro avviso non sono approfnditi come varebbro potuto esserlo. I retroscena sono spesso solo accennati dall’autore oppure vengo sottintesi, perciò possiamp presumere che l’autore abbia considerato di avere di fronte il classico tipo di lettore già in posesso di tutte le nozioni storiche che rendono la lettura comprensibile in tutte le sue sfacettature nascoste.

Il libro e scritto in uno stile scorrevole e leggero simile ad un articolo giornalistico di tipo informativo senza pretese particolari privo di tutti gli approfondimenti storici considerati dall’autore non essenziali. Le informaznioni sono dunque ridotte all’osso.

Nonostante ciò l’autore è riuscito a dare un quadro completo a nostro avviso troppo generale e non esaustivo della vicende storiche legate a Galeazzo Ciano. L’argomento però per sua natura è molto complesso ed è ancora oggi fonte di dibattito scientiico tra gli storici . Ridurlo a un testo di saggistica di divulgazione di massa ci sembra molto riduttivo è può trarre in inganno quel lettore che non possiede solide nozioni storiche sul fascismo e in particolare sulla sua complessità degli intrecci del potere tra i vari gerarchi e Benito Mussolini, rapporti spesso complssi legati alla natura idelogica del regime fascista.

In sostanza l’argomento di Gelazzo Ciano è un argomento storicamente complesso e delicato che si presta a diverse interpretazioni e letture storiche. Dare al lettore interessato solo una chiave di lettura didotta al minimo ci sembra un operazione non di alto livello scintifico storiografico, ma piuttosto ci appare una scelta dell’autore di scrivere una specie d’inchiesta giornalistica non troppo impegnativa e che però vuole essere divulgativa.

In conclusione un libro da leggre solo per curiosità letteria e nulla di più.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Si consiglia di leggere manuale di storia del fascismo, oppure di stroria d’ Italia


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