Saggistica Storia e biografie Le voci di Berlino
 

Le voci di Berlino Le voci di Berlino

Le voci di Berlino

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La presentazione e le recensioni di Le voci di Berlino, opera di Mario Fortunato edita da Bompiani. Dal 1929 a oggi, attraverso una serie di vicende reali, l'autore ricostruisce la storia di Berlino, "città che non è, ma continuamente diventa", partendo dal ricordo autobiografico del primo viaggio a Berlino, a 28 anni, pochi mesi dopo la perdita di un amico. C'è ancora il Muro, lui frequenta la parte Ovest, poi passa a Est, incontra S., passa con lui una notte e rischia di finire nei guai per il permesso scaduto, ma poi riesce a tornare grazie a uno stratagemma. Isherwood e Auden durante la grande crisi economica del '29, Hitler e l'incendio del Reichstag, i due figli di Thomas Mann che lasciano la città nel '34 e tornano nel '45, il crollo del Muro narrato attraverso la vicenda di un celebre attore che, per ragioni professionali, ha la possibilità di andare spesso all'Est e un bel giorno decide di restarci, mentre uno storico della letteratura fa il tragitto inverso e scappa all'Ovest proprio alla vigilia del crollo, fino ad arrivare al 2011, con le ultime trasformazioni architettoniche e urbanistiche (ma anche sociali e umane) della città.



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Le voci di Berlino 2014-06-14 21:17:31 ant
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ant Opinione inserita da ant    14 Giugno, 2014
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Berlino

In questo libro esperienze pesonali e storia della capitale tedesca si mescolano alla perfezione, lasciando al lettore un resoconto suggestivo che va dagli anni '20 del secolo scorso fino ai giorni nostri.
Una città, Berlino, che trasforma l'esistenza e che esalta le peculiarità di tanta umanità narrata nel romanzo. Sono ben descritte le vicissitudini di tanti personaggi famosi e non, tutte storie molto controverse. Tipo il vissuto dei figli dello scrittore Thomas Mann, Erika e Klaus, così com'è intrigante il capitolo riguardante il muratore olandese Marinus van der Lubbe, incriminato per l’incendio del Reichstag e nel 1934 condannato a morte. Anche l'ambigua storia di Gerd Schäfer,da giovane simbolo di desiderio sessuale per tutti gli scrittori gay residenti a Berlino e anche delle donne locali, poi famoso attore della DDR, e padre di Frank, stilista gay dichiarato che mette in imbarazzo il genitore che queste esperienze le aveva vissute di nascosto.
In questo intrigo di storie spiccano, a mio parere, le descrizioni sulla città e voglio concludere questa recensione estrapolando qualche passaggio.
La sera della caduta del muro( 9-11-89) da una postazione d'eccellenza
..."""Thomas ebbe la visione di una gigantesca cicatrice che andava scomparendo, come in una specie di yin e yang topografico, le due sinuose metà della metropoli si stavano ricongiungendo sotto forma di moltitudine umana. Era uno spettacolo grandioso e sconvolgente, che avrebbe potuto esigere di chiamarsi rivoluzione e che invece preferì definirsi in maniera più equilibrata: Wende, cioè "svolta"""..
uno spaccato sull'architettura berlinese:
..."""le strade, le piazze, i palazzi, danno forma alla storia di uno spazio urbano e di conseguenza alla sua identità. Ma se si prova a ricostruire quella di Berlino -almeno lungo il Novecento e fino al principio del XXI secolo-si noterà immancabilmente che si tratta di una storia, e di un'identità, fatta di vuoti, di strappi e di fantasmi-moltissimi fantasmi...D'altro lato, che cosa sono se non fantasmi urbani il bunker di Hitler, quel che rimane del Muro, il Reichstag rimesso a nuovo o la vecchia sede della Stasi -tanto per indicare degli spettri particolarmente potenti?"""...
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