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Rossoamaro

Letteratura italiana

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In una corsia d'ospedale Bacci Pagano sta vegliando Jasmìne Kilamba: è riuscito a stento a liberarla da una gang di sadici assassini e ora la donna sta lottando tra la vita e la morte. Lo avvicina un anziano tedesco di nome Kurt Hessen, arrivato a Genova alla ricerca del fratellastro italiano, del quale sa soltanto che la madre era di Sestri Ponente e si faceva chiamare Nicla... Bruno Morchio esplora e racconta magistralmente l'Italia di allora e di oggi, i suoi mille volti e i suoi segreti.

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Rossoamaro 2012-04-09 08:47:54 joshua65
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joshua65 Opinione inserita da joshua65    09 Aprile, 2012
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La donna che visse due volte

Alla riunione sono in cinque, Olindo, il capitano, Dria, ragazzone di poche parole, il Lanza, cha ha lasciato la carriera in marina dopo l’8 settembre, Calcagno, il giovane intellettuale (“è indietro con gli esami, ma ha letto quasi tutti i testi di Marx e Lenin”), e Biscia, magro e biondissimo, non smette di fumare. Aspettano Tilde, la giovane staffetta partigiana, che qualche giorno prima si è insinuata in una festa, ha fatto ballare e bere il capitano Helmut Hessen, ufficiale della Wehrmacht. Così lui le ha rivelato il nome della spia, che con le sue soffiate potrebbe fa spazzare via le brigate della Resistenza genovese, che sta agendo in piccoli gruppi, tra le bombe degli alleati e le rappresaglie fasciste. Adesso è il momento di decidere cosa fare.

Nicla, per Kurt Hessen, distinto signore tedesco, è la madre italiana, che lo ha partorito in Germania e subito dopo la guerra lo ha lasciato agli zii. E’ tornata in Italia, sposandosi con un ex partigiano, con il quale ha avuto un altro figlio. Quello che il signor Hessen sta proponendo all’investigatore privato, Bacci Pagano, è proprio un lavoretto facile facile, gli è rimasto poco tempo da vivere e vuole trovare il fratellastro, che non ha mai conosciuto, per lasciargli una cospicua eredità.

A Bacci Pagano i tremila euro di acconto (più quarantamila a saldo) sono proprio comodi, come comoda sembra l’opportunità di distogliere la mente dal pensiero di Jasmine, la donna che giace su di un letto di ospedale in bilico tra la vita e la morte, dopo essere stata torturata da una banda criminale.

Del resto si tratta di un tuffo nelle acque del passato, di insinuarsi tra le pieghe dei propri ricordi, e di quelli degli anziani partigiani ancora vivi, che lo conoscono da piccolo, perché hanno fatto la Resistenza come il nonno Baciccia e suoi genitori, che hanno lavorato tutta una vita come operai.

L'inchiesta sembra però molto più difficile del previsto, Olindo, Gino, il Lanza, gli anziani partigiani che Bacci sta incontrando, non conoscono Nicla, sembrano non ricordare.

Ma il passato è infido, ed emergerà come acido solforico bruciando la pelle della verità.

Rossoamaro, un po’ Scerbanenco, un po’ Carofiglio, è un ottimo Noir, denso e cupo, rischiarato da un colpo di scena finale, che lascia spazio a riflessioni sul nostro passato, sulla forza degli ideali, contrapposti alla assurda inutilità della guerra.

“Il fatto è che non abbiamo imparato la sola lezione che la storia impartisce ai popoli per umanizzarli, quella di riconoscere le sconfitte”

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Scerbanenco, Carofiglio, Noir italiano
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Rossoamaro 2011-08-30 10:16:07 mixo
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mixo Opinione inserita da mixo    30 Agosto, 2011
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Ottimo Morchio

Premesso che mi piacciono i romanzi thriller noir ambientati in Italia, devo fare i miei complimenti a Morchio per essere riuscito a scrivere una storia veramente ben strutturata e di piacevolissima lettura. Rossoamaro è un libro dove si intrecciano due storie, una ambientata ai giorni nostri che descrive in modo dolce l’apprensione e la sofferenza di Bacci per la sua amica Jasmine, la prostituta africana che ha salvato in extremis da una banda di sadici assassini e che lotta fra la vita e la morte, l’altra, l’indagine commissionata da un distinto signore tedesco che lo contatta in ospedale per chiedergli di trovare il fratellastro nato dopo la guerra da sua madre. Questa seconda storia ci riporta indietro nella Genova del 1944 dove sotto i bombardamenti vivono tedeschi, fascisti e partigiani. Della donna che Bacci dovrebbe rintracciare, madre del suo cliente, si sa molto poco. L’uomo ne conosce il nome, Tilde ed è a conoscenza del fatto che fosse una partigiana che dopo una breve relazione con un Ufficiale Nazista, suo padre, lo aveva dato alla luce per poi abbandonarlo e scomparire. Il tedesco sa che la donna dopo la guerra si era rifatta una vita ed ha avuto un altro figlio ma tutto ciò non porta da nessuna parte. Bacci si dovrà muovere nel mondo degli ex partigiani per cercare di scoprire chi fosse la donna e di conseguenza il figlio, ma i pochi superstiti gli racconteranno storie simili e lacunose forse perché la memoria che non li sostiene ma più probabilmente per nascondere una verità che vorrebbero fosse dimenticata. Molto bravo Morchio nei suoi flashback a descrivere le sensazioni. Quelli che oggi sono gli anziani ex partigiani allora erano giovani ragazzi pieni di coraggio in un mondo fatto di paura, che con pochi mezzi cercavano di combattere nazisti e fascisti, che dovevano decidere di uccidere e che morivano in nome della libertà. La storia di Tilde è la storia di una di loro, di una ragazza che diventa donna in un mondo di morte e sofferenza e che accetta di sacrificarsi per la sua causa fino ad avere un figlio dal nemico. Ovvio che non lo vorrà per se, ovvio che si rifarà una vita e forse ovvio anche che chi l’ha conosciuta ed ha condiviso con lei le scelte a distanza di 60 anni ancora la protegga. Inutile dire che alla fine Bacci riuscirà a sfondare il muro di omertà e a trovare il fratello scomparso ma la soluzione del mistero che peraltro è anche un piacevole colpo di scena la lascio a chi vorrà cimentarsi nella lettura di questo bel romanzo italiano.

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Rossoamaro 2011-06-26 10:49:29 ChiaraGen
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Opinione inserita da ChiaraGen    26 Giugno, 2011

Indagine tra presente e passato

Bruno Morchio ricostruisce in modo preciso ed emozionante un periodo drammatico che accomuna molte città italiane: la lotta partigiana per la liberazione. Il protagonista Bacci Pagano deve indagare su una donna misteriosa che nel 1944 avrebbe avuto un figlio da un ufficiale Nazista. In un intreccio tra presente e passato, alla ricerca di testimoni ancora in grado di ricordare, e disposti a rompere un silenzio che dura da più di sessant'anni, Bacci pagano ricostruisce l'impresa della giovane Tilde: disposta a tutto in nome della causa partigiana, non senza qualche reticenza iniziale, decide di accettare una missione affidatale dal comandante gappista Olindo Grandi. Accettando, la ragazza sarà costretta ad aprire gli occhi su un mondo crudele quanto disperato, rinunciando per sempre ad essere la ragazza innocente che tutti conoscono. Il libro getta luce su un' epoca in cui anche le persone comuni erano in grado di compiere atti di grande coraggio in nome di un ideale, e ricostruisce lo scenario realistico della delegazione di Sestri Ponente "la Rossa" durante la resistenza.
Grande colpo di scena finale, che coinvolge lo stesso protagonista, portandolo a scoprire in segreto di famiglia taciuto, per dimenticare un periodo in cui difendere la patria significava macchiare per sempre la propria coscienza. Bello, coinvolgente, una narrazione fluida, che a tratti sfiora il poetico nella descrizione delle atmosfere e dei personaggi che, in incognito e celati dietro pittoreschi nomi di battaglia, hanno fatto la storia. Un libro che emozionerà soprattutto chi oggi abita gli stessi luoghi descritti nel romanzo.

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I precedenti romanzi di cui è protagonista Bacci Pagano, tutti gli abitanti di Sestri Ponente interessati a riscoprire una vecchia pagina di storia.
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Rossoamaro 2011-06-19 22:33:28 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    20 Giugno, 2011
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Piacevole scoperta

Bel romanzo tra il giallo e il noir, ambientato a Sestri , con protagonista un investigatore privato dal passato tormentato quanto il presente. La vicenda si svolge su due piani distinti, uno durante la resistenza antifascista nel 1944 ed uno ai giorni nostri. Un anziano e facoltoso tedesco , sapendo di avere poco tempo da vivere, incarica Bacci Pagano di trovargli il fratellastro , mai conosciuto, per potergli lasciare la cospicua eredità. L'indagine è difficile perchè la madre del tedesco viveva a Sestri nel 1944 appunto, ormai solo pochi anziani ricordano quegli anni, ma soprattutto qualcuno sembra non raccontare la verità o voler nascondere qualcosa. Più dell'intreccio giallo che ci regala comunque un finale con un colpo di scena importante, è molto coinvolgente il lato umano dei personaggi, quello che muove le loro azioni, che ha fatto la nostra storia , una "guerra" nella guerra in fondo. Uomini e donne che seguendo un'ideale di libertà , di patria, non esitarono a combattere e a mettere in campo più del rischio di morire: il rischio di vivere tormentati dai sensi di colpa e dai rimorsi per gli sbagli fatti e per quello che si è diventati nel nome di una giusta causa. Il finale è decisamente sorprendente e lascia spazio a molte riflessioni sul nostro passato, e su quello delle persone a noi care, sul fatto che a volte non riusciamo a comprendere come possa essere stata complessa e diversa la loro vita prima che noi ne entrassimo a fare parte, quasi che non fossero neanche la stessa persona.

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Rossoamaro 2010-11-20 16:44:35 Cristina V
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Cristina V Opinione inserita da Cristina V    20 Novembre, 2010
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Ottimo!

Penultima storia con protagonista l'investigatore genovese Bacci Pagano.
L'ultima è Colpi di coda.
Ricordo che per essere apprezzato va letto rigorosamente in ordine temporale, perchè le sue vicende seguono di pari passo le storie poliziesche...

Questo caso è un pò diverso dai precedenti, perchè affonda le sue radici in un passato neppure troppo lontano...
ROSSOAMARO prende il nome da un aperitivo bevuto in passato da alcuni protagonisti della storia.
E' sicuramente l'opera migliore di questo autore, che mostra di avere raggiunto una piena maturità come scrittore.

In questo romanzo, che si svolge a cavallo fra due epoche, il 1944 ed oggi, Morchio narra con maestria una storia dolorosa , che parte con apparente leggerezza: la ricerca di una persona del passato.
Le radici di questa ricerca si riveleranno ben più profonde di quanto non appaia a prima vista...e in un flash back continuo, si snoderà una vicenda ricca di risvolti umani.


Un romanzo come i precedenti non tanto "giallo", ma che si legge tutto d'un fiato.
L'unico appunto che potrei fare al suo autore è che in questa storia le sue vicende "private" sono quasi del tutto ignorate.
Al di là dei suoi sentimenti per Jasmine, la prostituta di colore, per cui Bacci Pagano si dà da da fare, e si angoscia nell'attesa della ripresa...non vi è cenno dellle sue varie donne, di sua figlia, della ex moglie.

Però Morchio esplora e racconta magistralmente l'italia di allora e di oggi, i suoi mille volti, i suoi segreti , intrecciando passato e presente con un ritmo incalzante , regalandoci una pagina drammatica della nostra storia recente.

Consigliato a genovesi e non! e amanti del noir mediterraneo.


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Rossoamaro 2009-01-15 00:03:40 Marina
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Opinione inserita da Marina    15 Gennaio, 2009

Rossoamaro

Ho letto tutti i precedenti libri di Bruno Morchio e devo dire che mi sono piaciuti molto, pur io personalmente non amante del genere noir. Comunque questi sono noir con molta altra "storia" intorno, e sono per noi genovesi una musica, un rivivere e rivedere la nostra città. Bellissime le descrizioni dei luoghi per come erano e come sono oggi. Una storia che si "beve" molto toccante, delicata, mai sopra le righe, mai che cerca di strapparti plauso con la retorica di racconti dei sacrifici dei nostri concittadini. Bravo Morchio !!!!

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Le precedenti avventure di Bacci Pagano e a chi ama Genova e la sua periferia.
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