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Crooner

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Venezia, una gondola al chiaro di luna, la voce calda del vecchio crooner Tony Gardner, che un tempo ammaliava le folle. Esiste scenario più romantico per una serenata all'amore che fu? Esiste scenario più crudele? Jan, per gli amici Janek, arriva dall’ex Unione Sovietica e lavora come musicista nei caffè veneziani del centro. Ci sono giorni in cui facendo la spola tra un dehors e l’altro gli capita di suonare la colonna sonora del Padrino nove volte. Un lavoro monotono. Una mattina però vede seduto a un tavolino in piazza San Marco Tony Gardner. Tony Gardner per la madre di Jan era meglio di Sinatra, e le sue canzoni le hanno tenuto compagnia nelle grigie giornate passate in solitudine sotto il peso del regime comunista. E’ per lei che Jan decide di avvicinarsi a quel crooner ormai quasi del tutto dimenticato e dirgli quanto è stato importante per una donna fragile e ferita. Incontra così anche sua moglie Lindy, e capisce subito che tra i due c’è qualcosa che si è rotto. Quando Tony gli propone di suonare la chitarra per una serenata che intende dedicarle la sera stessa, Jan accetta. Crede che sarà quella serenata a riparare la crepa fra i due. Invece non ha capito nulla...

Recensione della Redazione QLibri

 
Crooner 2018-11-07 17:49:53 Chiara77
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Chiara77 Opinione inserita da Chiara77    07 Novembre, 2018
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La strana serenata

Arriva in libreria la nuova edizione di un racconto di Kazuo Ishiguro, “Crooner”, che era già stato pubblicato da Einaudi nel 2009 e faceva parte della raccolta “Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo.”
Si tratta di un oggetto degno di nota, una bella edizione dei Supercoralli impreziosita dalle originali illustrazioni della bravissima fumettista Bianca Bagnarelli: un libricino che sarà sicuramente un piacere avere nella propria libreria o regalare a chi lo saprà apprezzare.
Tornando al testo però, devo ammettere che avrei preferito poter leggere tutti i racconti della raccolta, che comunque sono legati dallo stesso tema e che, immagino, avranno un denominatore comune che non può essere compreso appieno dalla lettura di un solo racconto.
Detto questo, arriviamo a “Crooner”.
La voce narrante, Jan, un chitarrista originario di un Paese ex-comunista che lavora a Venezia, suonando nelle orchestre dei locali del centro, ricorda uno strano episodio che gli capitò di vivere all'inizio di una primavera come tante. Mentre suonava in piazza san Marco, al caffè Lavena, in una ventosa mattina di marzo, vide e riconobbe fra i turisti Tony Gardner, un cantante americano ormai di mezza età, di cui era un'accanita fan sua madre. Il personaggio famoso infatti era stato importante per la mamma di Jan, che ascoltando le sue canzoni aveva potuto continuare a sognare. E' per questo che il nostro chitarrista tiene tanto ad andare a conoscere personalmente Mr Gardner. Il vecchio cantante, il crooner, si mostra subito aperto e disponibile nei confronti del giovane, soprattutto quando comprende che è un musicista e gli fa una richiesta particolare: aiutarlo a fare una serenata a sua moglie Lindy, con la quale è sposato da ventisette anni.

“-Continuo a non capire, Mr Gardner. Il mondo suo e di Mrs Gardner non può essere tanto diverso da quello di tutti gli altri. È per questo, Mr Gardner, precisamente per questo motivo che le sue canzoni da anni e anni significano tanto per gente che vive ovunque. Perfino dove stavo io. E che cosa dicono quelle canzoni? Che se due smettono di amarsi e devono separarsi, è un peccato. Ma se si amano ancora, hanno il dovere di restare insieme per sempre. È questo che dicono quelle canzoni.”

L'ingenuo Jan rimarrà molto sorpreso dopo aver suonato con Tony Gardner quella sera, su una gondola, a Venezia: ci sono mille diverse motivazioni che inducono una coppia a rimanere insieme, ed altrettante che la inducono a separarsi.
Una strana malinconia attraversa questo racconto, sicuramente accompagnata da una sottile ironia che prende in giro l'improbabile rilancio di chi in passato aveva incarnato, con le sue canzoni, la speranza e il sogno di libertà, ed ora invece si mostra nel suo ridicolo egocentrismo e nella sua esasperata superficialità.
In conclusione, una buona lettura che ci parla di “musica e crepuscolo”.

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Crooner 2018-11-14 09:34:14 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    14 Novembre, 2018
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Le ombre dello spettacolo

Quello contenuto in questo libro è un racconto brevissimo, che si legge nel giro di un’oretta. Lo stile di Kazuo Ishiguro mi piace e conferma quanto di buono mi ha fatto vedere in “Quel che resta del giorno”, mostrandosi adatto anche alla forma racconto.
Dovendo essere sinceri, tuttavia, quello che mi ha realmente spinto all’acquisto di questo libricino è l’edizione che si è inventata Einaudi: bellissima a partire dalla sua sovraccoperta e arricchita dalle illustrazioni della fumettista Bianca Bagnarelli.
Le illustrazioni sono ben fatte; in qualsiasi modo venga rappresentata, Venezia è un piacere per gli occhi. Devo dire che affiancare dei disegni che vanno di pari passo con la storia rendono l’esperienza di lettura ancor più interessante. Affiancare a queste immagini anche l’ascolto delle canzoni citate in questa storia, devo dire che ha dato qualcosa in più alla storia stessa.
Forse il prezzo di copertina può essere considerato un po’ eccessivo, considerato che il racconto è molto breve e, seppur molto carino, non indimenticabile; ma devo dire che questo libro è davvero un bel pezzo da tenere in libreria.

Il racconto in sé narra il breve incontro tra un musicista “zingaro” (nel senso che non fa parte di un’orchestra fissa, ma si unisce ad esse quando ne hanno bisogno) e un vecchio crooner di successo, che si trova tuttavia nell’ombra che avvolge anche il genere musicale a cui appartiene. Per il musicista, quest’uomo ha rappresentato una parte importante della propria vita, considerando che i suoi dischi venivano letteralmente consumati da sua madre e la consolavano nei momenti difficili, che non erano pochi. Il musicista, dunque, non può esimersi dall’avvicinarsi al crooner e scambiare con lui qualche parola.
Immaginate la sua sorpresa quando quella celebrità gli chiederà di accompagnare con la sua musica una serenata che intende cantare a sua moglie.
Questa storia che sembra avere delle premesse molto romantiche getterà luce su alcuni lati oscuri dell’amore, in specie il tipo di amore che lega le persone che appartengono al mondo dello spettacolo. Un mondo che intriga chiunque, con le sue luci e la sua fama, ma che nasconde un mondo di sofferenze che molti faticano a immaginare.

“È per questo, Mr Gardner, precisamente per questo motivo che le sue canzoni da anni e anni significano tanto per gente che vive ovunque. Perfino dove stavo io. E che cosa dicono quelle canzoni? Che se due smettono di amarsi e devono separarsi, è un peccato. Ma se si amano ancora, hanno il dovere di restare insieme per sempre. È questo che dicono quelle canzoni.”

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