Poesia Poesia straniera La gioia di scrivere
 

La gioia di scrivere La gioia di scrivere

La gioia di scrivere

Letteratura straniera

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La presentazione e le recensioni di "La gioia di scrivere", opera di Wislawa Szymborska edita da Adelphi. Nell'arco di poco più di un decennio - da quel non troppo lontano 1996 in cui fu insignita del Premio Nobel per la letteratura - Wislawa Szymborska è diventata un autore di culto anche in Italia. Né questo vasto successo deve meravigliare. Grazie a un'impavida sicurezza di tocco, la Szymborska sa infatti affrontare temi proibiti perché troppo battuti - l'amore, la morte e la vita in genere, anche e soprattutto nelle sue manifestazioni più irrilevanti - e trasformarli in versi di colloquiale naturalezza e (ingannevole) semplicità. Il volume raduna l'intera produzione poetica della Szymborska, inclusa la recentissima raccolta "Qui", apparsa in Polonia nel 2009.

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La gioia di scrivere 2012-04-11 16:28:17 charicla
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charicla Opinione inserita da charicla    11 Aprile, 2012
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Superbo Stupore!

Queste bellissime poesie spaziano, con eleganza e intelligenza, i temi più disparati quali l’amore, la bellezza, la meraviglia, la morte, la guerra, il comunismo, il disincanto umano e lo stupore per la vita stessa. L’ironia e l’arguzia sono gli ingredienti principali della sua poetica, mai ordinaria né schematica anzi innovativa e vivace. I suoi versi avvolgenti e profondi, donano al lettore una visione del Mondo innovativa e geniale e lasciano quasi sempre a bocca aperta. Insomma adatto a tutti coloro che vogliono imprimere il tempo nella propria anima.

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La gioia di scrivere 2012-03-12 16:13:27 pirata miope
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pirata miope Opinione inserita da pirata miope    12 Marzo, 2012
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STUPORE

E’ arduo per il lettore italiano penetrare i segreti dello stile-e le allusioni a un preciso contesto- di un corpus poetico in polacco, tuttavia se l’acqua è limpida il fondale lo si intravede. “La gioia di scrivere” raccoglie testi scritti dalla Szymborksa fra il 1945 e il 2009, pertanto riassume un percorso, poetico ed esistenziale, esemplare: i versi filtrano le esperienza più traumatiche del secolo appena trascorso e di quello appena iniziato, dall’Olocausto all’11 settembre. L’utopia comunista, sposata in gioventù dalla poetessa, è stata smascherata: della“la città da me abitata”scrive”mi frana di dosso pezzo/ a pezzo la cinta muraria”. Il tempo e la storia avviliscono persino il mito e la poesia che lo celebra: Omero “lavora in un istituto di statistica”, dalle virtù profetiche di Cassandra “non ne viene nulla” e di sé dice di essere “Sisifo, incatenato all’inferno della poesia” Tuttavia nel fiume di Eraclito che tutto divora i versi sono pesci dalla “ scaglie fugacemente argentate”, e se cosi è vivere non è una condanna, bensì un miracolo, per quanto effimero concesso a chiunque: basta guardare le cose di tutti i giorni semplicemente per come esse sono, l’amore o una pecora, e persino il “silenzio senza respiro “ della morte è la “ musica passabile” di una “piccola scintilla”. Dalla visione delle quotidianità, scaturisce lo stupore, la felicità di essere parte palpitante di un prodigio senza spiegazioni. E allora si conquista la commossa ironia del “vecchio professore" saggio che tutto ha perduto, ma che non finisce mai di meravigliarsi, guardando il cielo “quando la sera è tersa “ di quanti” punti di vista ci siano lassù”.

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Consigliato a chi ha letto...
A chiunque ami la poesia.
A chi è interessato alle letteratura polacca contemporanea e alla cultura dell'est europa ex comunista in generale.
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