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I fiumi scendevano a oriente
 
I fiumi scendevano a oriente 2013-05-16 06:20:41 Renzo Montagnoli
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
5.0
Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    16 Mag, 2013
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Il resoconto avvincente di una spedizione

Ho letto in gioventù questo classico dell’esplorazione e l’ho riletto recentemente con immutato piacere.
In un’epoca, quale quella attuale dove si inventano miti e leggende, dove la pura fantasia viene subdolamente spacciata per realtà, il libro di Clark costituisce, invece, una rappresentazione veritiera di un mondo che esiste e che la bramosia dell’uomo tende lentamente a distruggere: la grande foresta del bacino del Rio delle Amazzoni.
Sulla base di qualche notizia, con pochi mezzi, e con un solo compagno, questo grande esploratore partì alla ricerca delle Sette Città di Cibola, il luogo del mitico Eldorado, che i conquistadores spagnoli non erano mai riusciti a trovare. In un non meglio identificato luogo a oriente delle Ande peruviane, nel territorio del Gran Pajonal, occupato da giungle fitte, da corsi d’acqua imponenti, da indigeni primitivi e feroci, Clark trovò le antiche rovine, riconoscendo le tracce del favoloso regno perduto per sempre.
Al di là del risultato, di per sé pregevole, dalla lettura di questo viaggio di esplorazione emerge la figura dell’uomo, della sua costanza, della sua audacia, della sua incrollabile fede. Attraverso peripezie, fra mille pericoli, si riscopre uno spirito di avventura che la moderna tecnologia ha profondamente modificato, ci si accorge che nel cuore di Clark vibra la stessa passione che ha animato altri grandi esploratori del passato, quali Colombo, Magellano, Livingstone.
Il libro è scritto come un romanzo e forse qualche cosa è stata inventata, ma nulla toglie alla bellissima descrizione di questo viaggio avventuroso nella foresta del Rio delle Amazzoni, fra panorami mozzafiato, ma anche fra mille pericoli rappresentati da bestie feroci e da insetti e serpenti velenosi. E’ un’immersione totale in una natura primitiva che affascina e sgomenta, che tiene avvinto il lettore dalla prima all’ultima pagina, uno sguardo su un mondo che lentamente sparirà, divorato dalla cupidigia dell’uomo, disposto a tutto, anche a distruggere un habitat unico e indispensabile per il pianeta pur di arricchirsi, ma impoverendo così tutti, pure l’artefice di tanto scempio.
Da leggere, senza ombra di dubbio.

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Commenti

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Molto affascinante, me lo segno immediatamente!
Valentina
Ah che bellezza son cinque anni che voglio inforcare il mio zaino ed andare in Brasile e tutti gli anni mi salta per un motivo o per l'altro, non mi resta che leggere Marquez o Amado per rimediare...
Grazie MILLE della segnalzione, non lo conoscevo, sara' mio :-)
In risposta ad un precedente commento
C.U.B.
16 Mag, 2013
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Toh, comprato. Che qui non si scherza.
:-)
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