Gomorra Gomorra

Gomorra

Saggistica

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Questo incredibile, sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci "fresche", appena nate, che sotto le forme più svariate - pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi - arrivano al porto di Napoli e, per essere stoccate e occultate, si riversano fuori dai giganteschi container per invadere palazzi appositamente svuotati di tutto. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sotto forma di scorie chimiche, fanghi, addirittura scheletri umani, vengono abusivamente "sversate" nelle campagne campane, dove avvelenano, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro dimore fastose e assurde.

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Opinioni inserite: 27

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Gomorra 2015-07-11 10:32:29 fukafredo
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fukafredo Opinione inserita da fukafredo    11 Luglio, 2015
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Avtomat Kalašnikova

Come si può vivere tutta quella delinquenza?Perché lo stato è impotente?Corpi di Cinesi nei container,rifiuti tossici,colpi di kalashnikov...Ho ventisei anni napoletano e leggendo gomorra mi viene da piangere.Tutti sanno e nessuno fa niente.Questo libro è un documento storico che andrebbe conservato negli annales.Prima pensavo che Saviano fosse uno dei tanti che sfrutta le disgrazie del suo luogo per diventare famoso,beh famoso lo è diventato anche tanto ma ha rinunciato alla libertà e per me ora è un EROE!

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romanzo criminale
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Gomorra 2014-12-12 22:19:13 Rollo Tommasi
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Rollo Tommasi Opinione inserita da Rollo Tommasi    13 Dicembre, 2014
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Raccontare il male

Porto di Napoli. Un container sospeso a mezz'aria da una gru. Difetto di fabbricazione, o distrazione umana, o qualsiasi altro fattore imponderabile: uno sportello si apre, e grandinano giù cadaveri. Teste che si spaccano sull'asfalto. Ossa che si rompono. Corpi congelati che piovono dall'alto come chicchi di grandine, ma grossi come oblunghe meteoriti.
I cinesi che non muoiono mai: quel giorno (invece di sparire anonimamente dalla circolazione e riapparire salme nel paese di provenienza) si spappolano su una banchina portuale. Il gioco di prestigio è finito: scoperto il trucco. Trucco miserabile come tutto ciò che riguarda la criminalità organizzata. Che ha un solo scopo: accumulare soldi e potere sulla pelle di altri.

Avere ventisette anni. Infiltrarsi nei gradi più bassi della manovalanza criminale, per osservare con i propri occhi, per la necessità di capire. E poter semplicemente descrivere ciò che si è visto.
Non stupisce che “Gomorra”, tra i libri di impegno civile pubblicati in Italia negli ultimi decenni, sia diventato quello più venduto, più letto, più citato, più tradotto, più copiato.
Ha tra l'altro documentato la vergogna della “terra dei fuochi”, con grande anticipo rispetto a tante indagini successive (in parte le ha addirittura ispirate). Ha persino spiegato il perché di qualcosa che sembra essere fuori da ogni logica umana: “I boss non hanno avuto alcun tipo di remora a foderare di veleni i propri paesi, a lasciar marcire le terre che circoscrivono le proprie ville e i propri domini. La vita di un boss è breve, il potere di un clan tra faide, arresti, massacri ed ergastoli non può durare a lungo. Ingolfare di rifiuti tossici un territorio, circoscrivere i propri paesi di catene montuose di veleni può risultare un problema solo per chi possiede una dimensione di potere a lungo termine e con responsabilità sociale. Nel tempo immediato dell'affare c'è invece solo il margine di profitto elevato e nessuna controindicazione”. C'è una “logica dell'immediato”, nulla da dire... che però sulla lunga distanza non può che far pensare a come la banalità del male si sia evoluta: è ormai diventata la stupidità del male.

Quante volte abbiamo pensato (o magari dubitato) che un libro può cambiare le cose?
Roberto Saviano, pubblicando nel 2005 il suo primo saggio, ci riesce: la pubblica opinione inizia ad interessarsi di qualcosa di cui non sapeva nulla; lo Stato si mette alle calcagna di uno spietato clan camorristico – quello dei Casalesi (l'equivalente dei Corleonesi per la mafia, o dei Pesce per la 'ndrangheta) – e lo demolisce, smontandolo pezzo per pezzo. Perché lo Stato è più forte dei Casalesi? No, lo Stato non è più forte: non può esserlo perché è anche lo Stato dei Totò Cuffaro e dei Bruno Contrada (in attesa di una parola definitiva su personaggi come Nicola Cosentino o sui sospettati di aver condotto da protagonisti la trattativa con la mafia).
E' la legge ad essere più forte di qualunque organizzazione criminale. Solo quella.
E la legge non ha altra sostanza che la civiltà ed altra forma che la parola. Stessa sostanza e forma di cui, nei casi migliori, risulta essere fatto un libro...

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Boh!... Potrei sbagliarmi ma non ricordo che, all'uscita di questo libro, ne esistessero altri concepiti allo stesso modo...
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Gomorra 2014-12-05 17:43:17 Janpy
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Janpy Opinione inserita da Janpy    05 Dicembre, 2014
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Triste realtà

Il voto è dettato dalla tristezza che, da napoletano, ho provato nel leggere Gomorra.
Purtroppo ero già al corrente della maggior parte degli episodi narrati, e, purtroppo, Gomorra non ha sortito l'effetto sperato. Come un boomerang letale ha segnato la condanna a morte di Saviano, nell'indifferenza di un paese che non cambierà mai.
Il libro è comunque da leggere, per far capire al resto d'Italia cosa grida la parte buona di Napoli: aiuto.

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Se Steve Jobs fosse nato a Napoli
Il camorrista
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Gomorra 2013-09-29 17:51:38 Mendax
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Mendax Opinione inserita da Mendax    29 Settembre, 2013
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La forza della verità

Da napoletano è difficile accettare di provenire dalla città di Vico, di Croce, di Totò.
Ecco, sembra sempre che i miti siano lontani e non ci appartengano più.
Ma se un ragazzo, consapevole di affrontare i mitra con le parole, di pagare la verità con la libertà, accetta di scrivere un libro di tale potenza, io non posso che rimanerne affascinato e diventare finalmente fiero della mia provenienza.
Gomorra è il libro che, oggigiorno, tutti dovremmo avere nelle nostre librerie. Non perchè è scritto bene, non perchè dice la verità, ma perchè va ben oltre la concezione di libro.
Queste pagine, infatti, sono un (im)pegno: con queste parole Saviano dona la propria vita a favore della nostra, se solo fossimo così coraggiosi da seguirne l'esempio.

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Gomorra 2013-06-19 16:00:31 cambé
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Opinione inserita da cambé    19 Giugno, 2013

Un libro da leggere

La non fiction da bravo giornalista di Saviano è preziosa. Perché racconta i fatti e apre gli occhi alle persone. Ed è bello scoprire che grazie ad un libro, di solito i libri sono confinati agli scaffali, la gente inizi a svegliarsi e a pensare. Io non la definirei tanto "letteratura", è piuttosto inchiesta, reportage, ciò che il giornalismo dovrebbe fare quotidianamente sulle pagine dei giornali ma che ormai non fa più. La letteratura a mio avviso è un'altra cosa, ma senza formalizzarci è importante che esistano libri come questo, per tutti noi. Consiglio oltre alla lettura anche la visione del film diretto da Garrone.

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Gomorra 2013-05-06 19:12:52 marlon
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marlon Opinione inserita da marlon    06 Mag, 2013
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ne usciremo ?

Siamo tutti complici. Ogni giorno alimentiamo la criminalità con le nostre scelte, anche le più banali. L'egoismo che contraddistingue noi italiani ha consegnato il paese a criminali che a loro volta controllano TUTTO. Non solo droga,prostituzione,appalti,politica. Ma anche moda,ristorazione, distribuzione alimentare e smaltimento di ogni tipo di rifiuto. Anche le tombe e le ossa di morti ormai "datati". Naturalmente tutto sepolto sotto di noi, portando all'avvelenamento delle falde acquifere e contaminando tutti i cibi che troviamo al supermarket sotto casa. per non parlare di quando acquistando un capo di abbigliamento firmato. si, firmato, ma creato dalle sapienti mani di schiavi cinesi o italiani in qualche scantinato di periferia. Noi comunque lo paghiamo caro... molto caro... Comunque per i pochi ormai che non hanno letto questo libro lo consiglio vivamente. WAKE UP!!!!

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Gomorra 2012-07-09 08:35:17 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    09 Luglio, 2012
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“Maledetti bastardi, sono ancora vivo!”

“Robbe', cos'è un uomo senza laurea e con la pistola?”
“Uno stronzo con la pistola.”
“Bravo. Cos'è un uomo con la laurea senza pistola?”
“Uno stronzo con la laurea.”
“Bravo. Cos'è un uomo con la laurea e con la pistola?”
“Un uomo, papà!”
“Bravo, Robertino!”

Suo padre ce l'ha messa tutta per inculcargli un certo modo di stare al mondo, ma Roberto Saviano ha capito da solo che l'arma della parola non è meno potente, e ha deciso di usare quella per sentirsi un uomo.

Il suo libro più famoso, oltre a mettere drammaticamente in luce l'ambiente in cui è nato e cresciuto, dà l'esatta percezione del tempo in cui viviamo. Sensazione a volte fastidiosa ma necessaria, come la verità nuda e cruda.

Lo immagino percorrere chilometri con la Vespa attraverso la sua terra sfruttata, avvelenata, insanguinata, spinto dalla necessità di capire tutto, di conoscere a fondo le dinamiche di un'economia criminale di portata mondiale, che nasce in un territorio “dove la ferocia è annodata agli affari, dove niente ha valore se non genera potere”. Ferocia delle più brutali (ci sono pagine davvero sconvolgenti), mezzo veloce ed efficace per oliare all'occorrenza certi meccanismi inceppati.

“Gomorra” è un libro scomodo, tocca i nervi scoperti di molti e punta il dito contro il volto “pulito” del sistema, quello mondato dal sangue, che si afferma fuori dalle terre di camorra creando sviluppo e lasciandosi la “monnezza” alle spalle.

Perché questa è la logica di fondo del crimine: se qualcuno di camorra ci muore, qualcun altro ci vive, e alla grande. A tutti gli altri non resta che voltare la testa dall'altra parte e cercare di tirare a campare. Ribellarsi, rivendicare la forza della parola contro chi ti impone il silenzio, può costarti caro.
Ma Saviano è uno di quelli che ha scelto di correre il rischio, l'unico modo “per considerarsi ancora uomini degni di respirare”.

Nell'ultima pagina – fra le più intense - riprende le parole gridate a squarciagola da Papillon, l'evaso dalla Cayenna protagonista del romanzo di Henri Charrière e dell'omonimo film:
“Maledetti bastardi, sono ancora vivo!”. Messaggio rabbioso, intrepido grido di libertà.

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Gomorra 2012-02-12 18:39:23 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    12 Febbraio, 2012
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Coraggioso viaggio all’ interno del “Sistema”

Roberto Saviano ci guida in un viaggio all’ interno del sistema camorristico aiutandoci a comprenderne il funzionamento e la mentalità, raccontandone la storia e illustrandone lo smisurato giro d’ affari. Per la camorra niente è più importante del lucro e questa organizzazione criminale riesce a trarre profitto da qualsiasi tipo di merce e ad entrare in ogni fase del ciclo vitale della stessa, dalla produzione fino allo smaltimento. Vestiti, scarpe, prodotti tecnologici, cibo, costruzioni, rifiuti, droga: il “Sistema” riesce a mettere le mani dappertutto e il suo giro d’ affari si estende praticamente a tutto il globo, aiutato da legami politici, da accordi commerciali con marchi famosi e dall’ omertà della gente comune. Tutto ciò che si frappone tra il sistema e il guadagno va eliminato con ogni mezzo e il mezzo più utilizzato è il piombo: in terra di camorra si spara a volto scoperto, in mezzo alla gente, in chiesa, davanti ai bambini e a volte proprio ai bambini. Si uccide con una facilità disarmante, tutti sanno, tutti vedono ma nessuno parla, anzi quando qualche cammorrista viene arrestato i più inveiscono contro le forze dell’ ordine coprendole di insulti, sputi, minacce e violenza. Uno dei punti di forza dell’ organizzazione è prorpio l’ appoggio e la solidarietà della gente comune derivante dal fatto che molte famiglie campano del lavoro che gli viene dato attraverso le sue attività illecite; inoltre, soprattutto per i più giovani i boss sono modelli da seguire, idoli, persone da imitare perché hanno potere, rispetto e soprattutto soldi, macchine di lusso, donne da capogiro, ville hollywoodiane. L’ autore riesce a descrivere con semplicità una realtà complessa e spaventosa come questa, trasformando una sorta di dossier fatto di informazioni, date e nomi in un libro che oltre ad essere interessante e capace di aprire gli occhi risulta anche scorrevole e piacevole da leggere. Da ammirare soprattutto il coraggio di un ragazzo di 27 anni che ama la sua terra al punto che pur di denunciare e rendere pubblico il marciume che la attanaglia si è autocondannato ad una vita da recluso, dovendo vivere oramai perennemente sotto scorta, barattando la sua libertà con la verità e la speranza (forse vana purtroppo) che svelando ciò possa cambiare qualcosa.

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Gomorra 2012-01-13 18:08:23 fee
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fee Opinione inserita da fee    13 Gennaio, 2012
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Romanzo-coraggio

Coraggioso Saviano a raccontare la camorra. Di solito si sanno queste cose, si pensano, si suppongono ma mai nessuno le aveva messe nere su bianco, facendo nomi, cognomi, luoghi.
Non si può definire un vero e proprio romanzo poichè non vi è presente la classica trama, i classici personaggi e la classica storia. Non è nemmeno un saggio, ma il racconto di una realtà difficile e dura.
La camorra, la mafia, la sacracoronaunita, la 'ndragheta sono sempre stati forti del silenzio della paura. Saviano con il suo Gomorra dà una stoccata alla camorra parlando, facendo parlare di sè e del suo libro.
Assolutamente da leggere non solo per sapere cosa davvero accade, ma anche perchè fa capire il carattere delle persone che abitano in quelle zone, persone a stretto contatto con la non-legalità.

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Gomorra 2011-07-17 12:41:52 R๏гy.o°
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R๏гy.o° Opinione inserita da R๏гy.o°    17 Luglio, 2011
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Il coraggio nero su bianco

Un libro di denuncia che ogni uomo, ragazzo, bambino dovrebbe leggere. Qui non si tratta solo di camorra ma del male in generale: qui ci sono i limiti a cui un uomo può arrivare e spesso sconfinare.

Vorrei conoscere Saviano, questo grand'uomo. Intelligente e colto, forse troppo. Nessuno gli perdonerà di aver alzato la testa.

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