Narrativa straniera Classici Estremi rimedi
 

Estremi rimedi Estremi rimedi

Estremi rimedi

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Estremi rimedi è il romanzo d’esordio di Thomas Hardy, in cui già si dispiegano tutti gli elementi che faranno la fortuna del suo autore: l’ispirazione gotica, un intreccio impeccabile, la magistrale caratterizzazione dei personaggi. Protagonista di questa storia è la giovane Cytherea Graye: rimasta orfana, la ragazza decide di trasferirsi con il fratello Owen in un’altra città, per trovare una casa e un lavoro e ripartire da zero. Qui, i due conoscono Edward Springrove, un collega di Owen, di cui Cytherea si innamora. Dopo vari tentativi andati a vuoto, la ricerca di un lavoro va a buon fine, e la protagonista viene assunta come dama di compagnia presso una ricca signora, Miss Adclyffe, il cui passato, si scoprirà poi, è legato romanticamente a quello della famiglia Graye. Tra le due donne si stabilisce un rapporto a metà strada fra l’affetto, la protezione, la devozione e la gratitudine reciproca. Proprio durante il soggiorno in casa della signora, Cytherea viene a sapere che non lontano da lì vive la famiglia del suo amato Edward, che però è già promesso a un’altra donna. Delusa e sconcertata, la protagonista decide di dimenticarlo: è a questo punto che entra in scena Manston, personaggio misterioso inspiegabilmente protetto e spalleggiato da Miss Adclyffe, il quale intraprende nei confronti della ragazza un lungo e bizzarro corteggiamento.



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Estremi rimedi 2020-05-04 21:56:06 archeomari
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archeomari Opinione inserita da archeomari    04 Mag, 2020
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Il primo Hardy

Le cosiddette ‘opere minori’...

...che talvolta sorprendono in maniera sconvolgente, forse perché non ci si aspettava granché.
A me Hardy era piaciuto sin da quando avevo letto “La brughiera”, allora ero molto più giovane, ma mi aveva già piacevolmente colpito sia lui sia una scrittrice conosciuta col nome di George Eliot, entrambi di età vittoriana.
Questo è il suo primo romanzo, datato 1871, che dimostra già il talento dell’autore e quelli che saranno i suoi motivi tipici a cui resterà quasi sempre fedele: l’attenzione al mondo della campagna inglese ed ai suoi protagonisti, la presenza della natura e i particolari paesaggistici.
In “Estremi rimedi”, così come in altre opere di Hardy, il narratore è onnisciente e fa sentire molto spesso la sua voce, tramite massime, riflessioni. Ogni capitolo è costellato di citazioni (molte di più rispetto alle opere successive)tratte dalla Bibbia, dalle Georgiche di Virgilio, da poeti quali Milton, Coleridge, Shelley.
L’eroina, Cytherea (altro nome di Venere, da qui l’amore di Hardy per la mitologia classica) è contesa da due uomini, Manston (polo negativo) e Edward (polo positivo), ma non ha ancora nulla della combattività, dell’intraprendenza delle altre protagoniste femminili dei romanzi successivi, in quanto troppo timida, troppo impacciata.
Un altro personaggio che avrebbe meritato maggiore spessore psicologico è Miss Aldcliff: una donna ambigua, equivoca, dal passato oscuro, che accoglie presso di sé Cytherea come dama di compagnia . Non vi rivelo nient’altro, lascio al lettore la scoperta di una trama che avvince, arricchita da tanti passaggi di gusto gotico che impreziosiscono un nucleo noir/mystery, alla maniera di Wilkie Collins.

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Consigliato a chi ha letto...
A chi ama i classici, in particolare i romanzi dell'epoca vittoriana
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