Narrativa straniera Classici Le notti bianche
 

Le notti bianche Le notti bianche

Le notti bianche

Letteratura straniera

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A San Pietroburgo, lungo i canali che emergono nella luminescenza ininterrotta della notte di maggio, quattro notti bianche scandiscono il ritmo del racconto. Due personaggi si incontrano e si parlano dal profondo, senza mai essersi conosciuti prima

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Le notti bianche 2019-03-25 09:07:47 La Lettrice Raffinata
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La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    25 Marzo, 2019
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Ogni lettore è un sognatore

“Le notti bianche” e “La cronaca di Pietroburgo” sono due opere giovanili di Dostoevskij, pubblicate alla fine degli anni Quaranta dell'ottocento e raccolte dalla Feltrinelli in un unico volume, arricchito dalla presenza di alcuni contenuti extra, come la postfazione ad opera della stessa traduttrice, alcune note utili ad ottenere un chiaro quadro storico e una breve biografia dell’autore che evidenzia come sia stato sempre molto influenzato dalle sue esperienze personali nell’ideazione e nella stesura di romanzi e racconti. Mi sento quindi di consigliare caldamente questa edizione tra le molte disponibili in italiano, anche per la traduzione aggiornata e gradevole.
“Le notti bianche” è un breve racconto con protagonista un anonimo sognatore, figura emblematica per il giovane Dostoevskij, ossia una persona vittima delle sue stesse fantasticherie che sovente si estranea dalla realtà ed immagina nella sua mente storie fantastiche, partendo da elementi quotidiani

«-[...] Ah, se sapeste quante volte in tal modo [sognando] mi sono innamorato!…
-Ma com’è possibile, di chi mai?
-Ma di nessuno, di un ideale, di colei che si vede in sogno. Nei sogni costruisco romanzi interi.»

per poi soffrire amaramente quanto è costretto a tornare bruscamente nel presente, interrotto ad esempio dall’arrivo di un conoscente.
Una sera questo schivo sognatore, abituato a parlare più con gli edifici di Pietroburgo che con le persone che la abitano, incontra una fanciulla in lacrime che soccorre da un’aggressione ed accompagna a casa. I due si rincontreranno per le successive tre notti, durante le quali giungeranno in modo quasi istintivo a confidarsi le rispettive sofferenze: lui prigioniero in un piano onirico ed incapace di stringere legami convenzionali, lei è un’orfana affidata alle cure della nonna cieca ed afflitta da un difficile amore a distanza.
Proprio come se si trattasse di una delle sue fantasticherie, il protagonista si innamora della giovane Nasten’ka ed arriva a sperare di coronare il suo sogno, per essere poi riportato ancora una volta alla cruda realtà quando lei rincontra l’amato. Il sognatore è però avvezzo a simili lezioni di vita, come si esprime in questa frase ripetuta

«-[...] Sono lacrime, s’asciugheranno!»

e l’autore mantiene comunque una sorta di positività anche nell’infelice epilogo, concretizzata da un bacio d’addio tra i due protagonisti.
A collegare questa novella a “La cronaca di Pietroburgo” è in primis questa città, che in entrambe le opere viene descritta come una persona in carne ed ossa, con le proprie peculiarità ed un carattere quasi umano

«[...] quando l’intera Pietroburgo s’era alzata in piedi e all’improvviso se n’era andata in villeggiatura.»

«Ogni estate, per divertirsi, [Pietroburgo] si concentra su qualcosa; forse già ora sta ideando cosa fare l’inverno a venire.»

ma anche il ripresentarsi del concetto del sognatore, anzi la sua prima apparizione dal momento che “Le notti bianche” venne pubblicare l’anno successivo a “La cronaca di Pietroburgo”.
In concreto, questa cronaca è una raccolta di cinque feuilletons che Dostoevskij scrisse per il giornale “Gli annali di San Pietroburgo”; questi articoli avevano principalmente lo scopo di informare i lettori circa le novità cittadini in ambito di spettacoli teatrali e pubblicazioni letterarie, ma servirono all’autore per abbozzare alcuni suoi progetti narrativi e, soprattutto, illustrare nel dettaglio la figura del sognatore poi ripresa ne “Le notti bianche”

«-[…] Sapete che sono già costretto a festeggiare l’anniversario delle mie sensazioni, l’anniversario di ciò che prima era così caro, di ciò che in sostanza non era mai accaduto […]»

«Ci sono sognatori che arrivano a festeggiare anniversari con le loro sensazioni fantastiche. Spesso prendono nota della data del mese in cui sono stati particolarmente felici e in cui la loro fantasia ha assunto una forma particolarmente piacevole […]»

Alcuni passaggi delle due opere sono addirittura uguali, come la rappresentazione della città di Pietroburgo come una giovane donna tisica che, con l’arrivo della primavera, sembra rimettersi in salute ed acquisire bellezza, per poi tornare al suo quotidiano grigiore con l’approssimarsi dell’inverno.
Trovo quindi sia stata un’eccellente scelta pubblicare assieme queste due opere, fornendo così un quadro più completo al lettore ed evidenziando la continuità nei concetti presentati in entrambe.

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Le notti bianche 2018-04-12 14:22:45 FrancescoFigi
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FrancescoFigi Opinione inserita da FrancescoFigi    12 Aprile, 2018
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La delicatezza della tristezza

Il sognatore. Questo è il punto cardine di uno dei picchi più alti raggiunti dalla letteratura. Il sognatore che rappresenta ogni lettore che si rispetti, cos'è il lettore se non un sognatore? Il continuo rifugiarsi nei libri è molto simile al sognare in continuazione, per cercare quell'effimera felicità, quel viaggio fuori dal nostro corpo, in giro per il mondo, restando comodamente nella propria stanza, con un libro in mano o con gli occhi chiusi. I due personaggi di questa perla di Dostoevskij sono due sognatori che, detto brutalmente, si incontrano, raccontando i propri desideri, le proprie paure e speranze per poi separarsi, per sempre. Sì, per sempre, perché per i sognatori, per gli abitanti del "sottosuolo Dostoevskijano", la felicità è un qualcosa di inafferrabile, così come lo è per tutti, ma in maniera più triste, più dolce, perché i sognatori non hanno molte opportunità, nel corso della loro esistenza, di conoscere a fondo questo sentimento così cercato da tutti. E cosa fare in questi casi? Disperarsi fino alla propria fine? No, è qui la differenza con l'uomo comune, basta semplicemente accontentarsi di quella goccia di acqua limpida caduta in un lago di acqua torbida

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Memorie dal sottosuolo
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Le notti bianche 2017-10-02 09:57:51 cosimociraci
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cosimociraci Opinione inserita da cosimociraci    02 Ottobre, 2017
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Svegliati sognatore

Povero sognatore. Patetico innamorato al limite del supplichevole. Quanto ti odio, anonimo illuso; quanto mi somigli.

Continua la mia lettura di romanzi brevi di autori famosi d'un tempo che fu. "Le notti bianche" in poche pagine raccoglie due intense storie, anzi forse sono più due non-storie perché i due personaggi vivono le loro fantasie solo col pensiero e con ben poche azioni ma, nonostante tutto, queste non-storie sono ricche di sentimenti.

Impossibile non innamorarsi di questo romanzo. Impossibile non adirarsi con l'anonimo sognatore e non urlargli contro di prendere in mano la sua vita e di reagire con forza. Invece lui, come un moto perpetuo, ricade sempre nella stessa delusione, ma da ottimista conserva quell'attimo di illusione tra i bei ricordi della sua vita.

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Le notti bianche 2017-01-06 17:57:04 AngieJ
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AngieJ Opinione inserita da AngieJ    06 Gennaio, 2017
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Il mio più grande ni

E' difficile, per me, come poche volte fino ad ora, recensire un libro... perchè è una di quelle storie dal sapore dolce di un amore genuino e disinteressato, è una di quelle storie che riescono a costruire città, cieli stellati, anime colme di sogni e speranze, che non sono più parti di un libro, ma diventano vite, storie, attimi che escono dalle pagine per farsi esperienza vissuta nell'animo del lettore.

E' la storia di un uomo di beni materiali "teoricamente povero", di sogni "praticamente ricco": il Sognatore. Respira l'anima di Pietroburgo e in essa vive, trascorrendo giorno e notte, costruendo mondi immaginari, storie che coronano attimi eterni di felicità. Sogna e dei suoi sogni si ciba, grazie ai suoi sogni non pensa all'incocludenza della sua vita, crede ed è sicuro di avere tutto e non poter desiderare nient'altro.
La sua vita inizia a colorarsi di una nuova sfumatura quando incontra Nasten'ka, giovane e amabile ragazza legata (nel vero senso della parola) alla nonna: tra discorsi e passeggiate le loro vite iniziano pericolosamente ad allacciarsi.

Il finale è struggente, inaspettato, demolisce un sogno che si configurava all'orizzonte: è lo specchio perfetto di quell'amore che tutti abbiamo provato nella vita. Nato alla fioca luce della piacevolezza del primo sguardo, esploso all'unione delle due anime e poi frantumato sotto i piedi, in quel secondo che non ammette repliche.

Un piccolissimo libro, poche pagine per godersi un piccolo sogno, lettura sicuramente apprezzata, eppure (non me ne vogliano gli ammiratori accaniti), c'è qualcosa che mi è mancato. Sarà l'amarezza di un amore appassito o forse la triste convinzione che Nasten'ka siamo un pò tutti noi...

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La signora dalle camelie
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Le notti bianche 2016-11-04 16:25:01 Nuni83
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Nuni83 Opinione inserita da Nuni83    04 Novembre, 2016
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Storia a 2 voci nelle notti di San Pietroburgo

Dostoeveskij è di sicuro il mio autore preferito. Quello che ad oggi non mi ha mai delusa. Notoriamente prolisso, come nella migliore tradizione russa, Dostoeveskij ci ha regalato anche questo piccolo gioiello che secondo la mia opinione si discosta dal suo stile. Non bisogna dimenticare che l'autore ha scritto questo romanzo a soli 27 anni, prima dei lavori forzati in Siberia che tanto gli segnarono la vita.

Un piccolo libro, si tratta di poche pagine, che racchiude una forza poetica sconcertante.
La storia si svolge durante le notti di Pietroburgo, due sognatori si incontrano, si parlano e si scoprono.

Più di ogni altra cosa scoprono che la vita inaspettatamente ti promette delle svolte, dei cambi di rotta, anche quando tutto sembrava destinato ad essere immutabile.

I desideri, le speranze, i progetti, il proiettarsi verso il futuro rendono l'uomo felice e la vita degna di essere vissuta.

La storia si svolge in 4 notti e un mattino, i protagonisti sono solo 2 e i loro tratti psicologici sono delineati alla perfezione come solo Dostoeveskij riesce a fare.

Entrambi i protagonisti sono soli, rassegnati, vivono la loro vita ma sono spenti. Il carattere dei due giovani ben si colloca nella schiera di "Uomini del sottosuolo" creati dalla penna di Dostoeveskij ma questo piccolo romanzo è diverso da ogni altro libro che io abbia letto di questo autore. Mancano i tratti drammatici che troviamo leggendo "La mite" e non c'è traccia della disperazione di "Delitto e Castigo".

Le Notti Bianche è un romanzo dolce, sognante, delicato.

Così come la vita, lascia l'amaro in bocca ma senza cattiveria.

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Le notti bianche 2016-09-09 08:27:39 Amante di Libri
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Amante di Libri Opinione inserita da Amante di Libri    09 Settembre, 2016
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Le notti di un sognatore

“Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere soltanto quando siamo giovani, amabile lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso che, gettandovi uno sguardo, senza volerlo si era costretti a domandare a se stessi: è mai possibile che sotto un cielo simile possa vivere ogni sorta di gente collerica e capricciosa? Anche questa è una domanda da giovani, amabile lettore, molto da giovani, ma voglia il Signore mandarvela il più sovente possibile nell’anima! … Parlando d’ogni sorta di signori capricciosi e collerici, non ho potuto fare a meno di rammentare anche la mia saggia condotta in tutta quella giornata”.

Le notti bianche è tra le opere più apprezzate di Dostoevskij, insieme a Delitto e castigo. Sin dalle prime pagine, si comprende il perché quest’opera è tanto amata, in quanto ogni uomo riesce a identificarsi con la figura del protagonista. Un sognatore, isolato dalla società e della realtà, durante una delle sue solite passeggiate notturne incontra una donna di nome Nasten’ka. Sarà lei a risvegliare in lui il sentimento dell’amore attraverso il suo sguardo complice, le sue parole e le lunghe chiacchierate anche se sfuggenti.

“Io sono un sognatore; ho vissuto così poco la vita reale che attimi come questi non posso non ripeterli nei sogni.”

Timido ed impacciato lui riesce ad aprirsi a lei nelle quattro notti che scandiscono i loro incontri, dove lei si sfoga sulla sua vita privata. Nasten’ka, simbolo del pulsare delle emozioni, gli offrirà scampoli di vita vera, raccontandogli il suo rapporto con la nonna cieca, l’amore perduto e la sua delusione.

Dal romanzo si evincono immediatamente i tre temi fondamentali:

il tema del sogno e del sognatore
il tema della solitudine
l’introspezione e l’autoanalisi
“E sogno solamente ogni giorno che infine una buona volta ne incontrerò qualcuna. Ah, se voi sapeste quante volte fui innamorato a questa maniera… (segue una battuta di Nàstenka) Ma di nessuno, di un ideale, di colei che vedo nei miei sogni. Io creo nelle mie fantasticherie interi romanzi”

A tratti mi sono rivista nella figura del sognatore, a tratti nell’insoddisfatta e speranzosa Nasten’ka anche se per certi versi l’ho odiata alla fine del romanzo. Il suo rapporto con la nonna mi ha procurato grande commozione mista a incomprensione, per un rapporto tanto ossessivo quanto controllato. Il linguaggio poetico ma alquanto fantastico rendono quest’opera un classico da leggere quando è stata raggiunta la giusta maturità per comprenderne a pieno il significato. Il sognatore, simbolo di colui che prova disagio nel vivere nella sua società, oggi che verrebbe etichettato come un deviante, disadattato che riesce a farsi illuminare dall’amore provato per questa donna misteriosa. Esemplificativo di tutto il romanzo, è la frase iniziale dell’ultima parte: “Le mie notti finirono un mattino. La giornata era brutta. Pioveva e la pioggia batteva tristemente sui miei vetri; nella mia cameretta era buio, fuori nuvoloso.” Il risveglio del nostro sognatore dalle sue fantasie e la caduta inesorabile nella soffocante realtà. Tutto ciò sta a confermare come l’amore sia il motore che fa muovere ogni cosa, come si affermava in antichità con Platone e che si scontra con l’inesorabile scorrere del tempo (o del momento opportuno).

“E intanto sento il rumore di una folla di gente che mi gira intorno presa dal turbine della vita, sento, vedo che la gente vive, vive veramente, vedo che a loro non è preclusa la vita, che la loro vita non si dissolve come un sogno, come una visione, ma si rinnova sempre, è sempre giovane…”

Consiglio questo libro a tutti i sognatori, a chi non si sente accettato, a chi si lascia cullare dalla fantasia, insomma a cosiddetti “devianti”. A tutti coloro che amano stare al confine tra sogno e realtà.

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Per tutti coloro che amano farsi trascinare da conversazioni sognanti e utopiche.
A chi è avvezzo ad un linguaggio non diretto nè semplice
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Le notti bianche 2016-08-29 18:57:42 siti
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siti Opinione inserita da siti    29 Agosto, 2016
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POESIA GIOVANILE

Un tono piacevolmente nostalgico avvolge da subito il lettore, probabilmente quello che nonostante l’età continua a crogiolarsi nei suo sogni, nelle sue speranze, allontanando le intime disillusioni che hanno reso il suo animo progressivamente e inevitabilmente più duro. Ci si sente schiacciati già dalle prime righe, timidamente vergognosi di ammettere che sotto il bellissimo cielo stellato, luminoso che contempla il narratore ci stiamo probabilmente anche noi tra le “persone irritate e capricciose”. E allora come è possibile che di fronte alla bellezza del creato l’essere umano non soccomba smettendo di cedere all’insulso negativo? Come è possibile che la nostra anima giovane sia evaporata o sia così evanescente? Eppure anche i giovani possono essere nature imperfette, capricciose, irritate, inadeguate...sole. La solitudine è sicuramente la compagna del protagonista che, Pietroburgo svuotata dei suoi attori partiti in vacanza, prepotente mostra il suo vero volto al giovane sognatore privato della folla che mai lo notò ma di cui lui si nutriva. Sono le prime pagine, coinvolgenti, intense, poetiche di questo breve romanzo edito nel 1848 appartenente alla primissima produzione del grande russo. Il resto è l’incontro con un’altra anima ferita- una giovane ragazza innamorata in attesa del ritorno del suo amato - seguono gli appuntamenti concatenati l’uno all’altro, tutti nel corso di magiche notti -crepuscoli impavidi che non cedono il passo al buio- la conoscenza reciproca, le confidenze, il patto d’amore, il tempismo che in un attimo dona tutto per tutto rubare.
Sorprende l’economia della scrittura puntellata di dialoghi e capace di regalare l’utopia di un lieto fine che non ci sarà, facendoci appunto ancora una volta sognare e gioire per scoprire poi che anche la disillusione, vissuta una bella esperienza seppur breve e traditrice, può concedere la gioia di un attimo fermato nell’eterno. Poesia giovanile, appunto, da adulti ci si scontra con la presunzione che la felicità possa essere duratura nel tempo e perfetta ed è sempre più difficile accettarne i limiti.
Sempre bello leggere questo grande scrittore che ha il potere di mettere a nudo l’animo umano spogliandolo di inutili orpelli e riconducendolo sempre a quella disordinata matassa che è la sua essenza.

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Le notti bianche 2016-08-13 08:29:24 Antonella76
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Antonella76 Opinione inserita da Antonella76    13 Agosto, 2016
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Le mie notti finirono un mattino...



Sono sempre in grande difficoltà di fronte a libri come questo, indegna anche solo di scrivere due righe, perché su "Le notti bianche" sarà già stato detto tutto (e sicuramente meglio di quanto possa fare io).
Ma, allo stesso tempo, come far tacere questo fiume di sensazioni che mi si agita dentro?
Come ignorare lo struggimento che provo in questo momento?
Ho la testa piena di domande, dubbi...e il cuore denso di emozioni a cui dare un nome.
Possono davvero 4 notti riempire la vita di un uomo abituato a vivere soltanto dei suoi sogni?
Ma, soprattutto, mi chiedo...cosa sia meglio?
Una vita di solitudine popolata da sole fantasie o una vita vissuta percorrendo e ripercorrendo pochi momenti reali, ma dal forte sapore amaro?
Non porta forse all'autodistruzione tutto questo?

"Sarà triste restare da solo, completamente da solo, e non avere nemmeno cosa rimpiangere - niente, assolutamente niente...perché tutto ciò che ho perduto, tutto ciò, era tutto un niente, uno stupido tondo zero, era solo un sogno!"

Una San Pietroburgo notturna e suggestiva, una panchina che ha assistito ed accolto parole d'amore, lacrime, mani dentro mani e promesse non mantenute, hanno contribuito a farmi vivere "dentro" queste pagine, ad amare l'amore di lui, così imploso eppure così totale, e a biasimare lei, così confusa, impaurita e dispensatrice involontaria (o forse no?) di illusioni.

"La mie notti finirono un mattino".

E con questa frase Dostoevskij uccide anche l'ultimo barlume di speranza di un sognatore, destinato a farsi bastare per sempre un solo minuto di non amore, ed essere anche grato a colei che il di lui amore non ha saputo amare.

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Le notti bianche 2016-07-06 15:01:09 Martina S.
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Martina S. Opinione inserita da Martina S.    06 Luglio, 2016
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"Il sentimento non si frantuma, ma si concentra."

“Il sognatore, se serve una definizione precisa, non è un uomo ma, sapete, una specie di essere neutro. Si stabilisce prevalentemente in un angolino inaccessibile, come se volesse nascondersi perfino dalla luce del giorno, e ogni volta che si addentra nel suo angolino, vi aderisce come la chiocciola al guscio, e diventa simile a quell’animale divertente chiamato tartaruga, che è nello stesso tempo un animale e una casa.”

Il protagonista di questo libro è un sognatore. Tutto ciò che fa è immaginarsi come sarebbe la sua vita uscendo dal guscio che si è creato da sé. Il sognatore, infatti, non ha rapporti di amicizia con nessuno, la sua esistenza è dettata da sogni e nulla di più. Più che vivere si potrebbe dire che sopravvive. Finchè una notte, si imbatte in una giovane ragazza, Nasten’ka, con la quale sembra innescarsi un magico rapporto fraterno e confidenziale. Dopo un’iniziale titubanza, la ragazza accetta di rivedere il sognatore la notte seguente, nello stesso luogo e alla stessa ora, e così accade per quattro notti: le notti bianche. Il finale è decisamente struggente ma d’effetto.

Un romanzo breve, ma assai graffiante. Le conversazioni tra il protagonista e Nasten’ka, durante le quali si conoscono entrambi i personaggi nel profondo, sono molto interessanti e toccanti. Si toccano argomenti come l’amore, la solitudine e il disagio interiore. Entusiasmanti sono anche le caratterizzazioni psicologiche del sognatore e della ragazza.

Lo stile è piuttosto poetico, e a mio avviso eccezionale, ed il registro linguistico è medio-alto ma come romanzo è piuttosto scorrevole ed accattivante. Assolutamente ben scritto e la trama è intrigante.

E’ il primo romanzo che leggo di questo autore e sicuramente non sarà l’ultimo!

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A chi piacciono i romanzi che trattino molto il lato psicologico dei personaggi.
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Le notti bianche 2016-05-19 11:24:37 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    19 Mag, 2016
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L'anima di un sognatore

C’è tutto un mondo dentro questo capolavoro di poche pagine. L’anima di un sognatore dallo spirito inquieto. Tutte le sue emozioni, i suoi pensieri, il suo mondo interiore. Il tutto reso con una delicatezza senza pari e con una grande armonia. E’ stato come avere un piccolo tesoro fra le mani. La storia è molto poco importante, un uomo, solitario, incontra una donna, se ne innamora, ne diventa il confidente, lei gli apre il cuore, ma non glielo cede, fino a ferirlo, involontariamente, rilasciandolo solo. Il tutto in una manciata di giorni in cui troviamo una manciata di dialoghi che sarebbero perfetti, così come sono, ad essere rappresentati a teatro. Lo stile della scrittura trascende la storia, perché quello che ti rimane, dopo aver chiuso questo libretto, è l’emozione, è la sensazione di un cuore un po’ schiacciato, il desiderio di ascoltare ancora questo giovane, di leggerne i pensieri, di seguirlo per le vie della città in queste notti un po’ magiche e tanto rare. Perché seguire lui è un po’ anche come leggerti dentro nei tuoi momenti di maggiore malinconia ed inquietudine, è un po’ come guardarti allo specchio, vedere le illusioni in cui anche tu hai creduto, osservare i volti che ti hanno ferito, per ritrovarti da solo con le tue paure più nascoste e più intime.

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