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Ballata dell'usignolo e del serpente. Hunger Games
 
Ballata dell'usignolo e del serpente. Hunger Games 2020-10-21 10:59:44 deedlit
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
deedlit Opinione inserita da deedlit    21 Ottobre, 2020
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ED ALLA FINE E' TUTTO E SEMPRE UN HUNGER GAMES

A dieci anni di distanza dall’uscita del terzo libro della trilogia di Hunger Games, Suzanne Collins ci regala questo magnifico prequel che indaga le origini di uno dei personaggi della serie.

Diviso sostanzialmente in due parti il libro è ambientato circa 65 anni prima della famosa trilogia, quando gli Hunger Games sono alla loro decima edizione, ma sono soltanto un abbozzo di quanto abbiamo letto nei capitoli successivi.

Ci ritroveremo a Capitol City una decina di anni dopo la fine del conflitto tra quest’ultima ed i distretti, in una città post bellica dove ancora si cammina sulle macerie e nella quale si lotta quotidianamente per avere qualcosa da mangiare. Un’ambiente difficile, in cui troveremo un ragazzino nato in una famiglia che un tempo non solo era benestante, ma anche potente e che la guerra ha ridotto sul lastrico, un ragazzino orfano per il quale mantenere le apparenze ed il prestigio è di fondamentale importanza, ma che si trova a vivere un profondo conflitto interiore che vede da un lato gli affetti ed i normali sentimenti di un giovane di quell’età, dall’altro la contrapposizione data da una mente brillante che perpetra calcoli costanti per sfruttare al massimo tutto ciò che lo circonda per raggiungere il suo fine.

Ma il libro è molto più di questo, è un processo di crescita condizionato non solo da un’innata predisposizione ma anche dall’ambiente circostante, dalla fame, dal non dover mostrare cosa si è realmente, da cosa succede quando si cede e si mostra umanità in questo mondo distopico ed estremo, dalle conseguenze delle azioni, delle parole che spingono in una direzione o nell’altra un’anima posta in precario bilico tra bene e male, un’anima senza guida ed incapace di dare il reale peso alle cose, soffocata da un mondo di apparenze, inganni, guerre, potere, falsità e cattiveria e nel quale pochi riescono a sviluppare la luce interiore necessaria al perseguimento del bene.

Nella prima parte del libro vedremo che fuori e dentro la prima Arena è tutto un Hunger Games, non sempre è così chiara la distinzione tra tributi e mentori, il calcolo per la sopravvivenza inizia e lascia ben poco margine all’umanità, seppur i sentimenti umani emergano sempre e portino apparentemente a legare il nostro protagonista ad un amico e forse ad una ragazza speciale.

Nella seconda parte vedremo la storia ambientata nel distretto dodici, ma da un punto di vista completamente nuovo, quello di un pacificatore, mostrando che anche per loro la vita non è sempre facile.

Vedremo come una vita forgiata da questo mondo distopico può arrivare a far dubitare dei propri sentimenti, a tradirli, a dubitare di chi potrebbe dargli non una posizione, non una vita di sicurezza ma qualcosa di più importante, affetto, amore, amicizia, valori, a come tutto questo possa essere percepito in modo distorto da una mente abituata al calcolo, a come la somma di tutto il percorso possa portare a scelte sbagliate, dapprima viste come giustificabili e trascurabili, ma la cui somma porterà inevitabilmente al tracollo, a prendere ineluttabilmente il bivio sbagliato.

La magia del libro è riuscire a farci dubitare, a spingerci a voler capire cosa può aver trasformato un ragazzino che sappiamo in partenza chi e cosa diventerà, perché abbiamo letto i primi libri ambientati nel suo futuro. Vedere un capitolo in realtà intermedio di questo mondo ci permette di apprezzare personaggi marginali della trilogia, con una curiosità crescente, in un libro che ci sorprende per come riesca a non essere prevedibile pur essendo il prequel di una storia famosa.

Il racconto ci mostra in modo impietoso come un sistema può forgiare le anime, piegarle al proprio volere, come sempre il potere sia relegato nelle mani di pochi, in un mondo dove il potere stesso è forza e condanna allo stesso tempo. Ed alla fine è tutto e sempre un Hunger Games.

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Hunger Games, Divergent...
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