La meccanica del cuore La meccanica del cuore

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La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    21 Giugno, 2019
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Una fiaba NON per bambini

"La meccanica del cuore" di Mathias Malzieu è stato l’ennesimo ritorno alla Gran Bretagna della regina Vittoria nelle mie ultime lettura, anche se l’ambientazione di questo breve romanzo è decisamente poco chiara: spazia dalla Scozia all’Andalusia, passando per Parigi, e sono spesso presenta degli accenni ad elementi decisamente anacronistici, come il riferimento all’attore Charles Bronson, in attività solo dagli anni Cinquanta del Novecento.
Si tratta di una fiaba dai toni decisamente dark, che già la sinossi associa allo stile di Tim Burton, ma personalmente ritengo che questo volume si discosti da quei film in modo netto, scegliendo di rivolgersi ad un pubblico decisamente adulto in parecchie scene -a mio avviso superflue.
Il romanzo mette in scena la peculiare vita di Jack, sin dalla sua nascita nella bizzarra abitazione della dottoressa Madeleine, un po’ strega un po’ meccanica, che assiste sua madre durante il parto e poi impianta nel cuore del bimbo un orologio a cucù per permettere al suo piccolo organo congelato dal freddo intenso di continuare a battere con regolarità. La protesi è però tanto fragile che ogni emozione più forte del normale può compromettere la salute di Jack: lo vediamo sia quando affronta il prepotente Joe, sia quando si innamora al primo sguardo della ballerina Miss Acacia.
La storia è ricchissima di metafore e passaggi poetici, uno stile gradevole per alcuni lettori, ma che purtroppo con me non ha fatto presa; specialmente perché, dopo averci presentato per tutto il volume queste scene surreali al limite del fantasy, Malzieu risolve la situazione di Jack in termini piuttosto concreti e quasi realistici.
Quindi un racconto piacevole che punta a commuovere e mi ha ricordato molto “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” di Brian Selznick. Purtroppo però, non è la storia giusta per me.

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Tronic_noize Opinione inserita da Tronic_noize    09 Marzo, 2017
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La verità e la finzione dei sentimenti

Il primo grande amore non si scorda mai, quanto è vera questa frase. Penso che noi tutti, quando pensiamo al nostro passato, ricordiamo con un sorriso ed un pizzico di malinconia il nostro primo grande amore, sia esso stato doloroso, passionale, vivo, a prescindere da come si sia evoluta la storia.
Nel libro "la meccanica del cuore" l'autore ci parla di amore vero, quello che per tutti sembra l'unico amore possibile, un amore dove ci si tuffa a capofitto donando se stessi al 100% senza coprirsi con alcuno scudo, mostrandoci per ciò che siamo attraverso ciò che proviamo.
Belle, e con un leggero tocco di surreale, le ambientazioni (alla Tim Burton per intenderci), ma tutto torna alla realtà quando i sentimenti mutano, si trasformano, si diventa consapevoli e la realtà ovattata che proviamo quando siamo innamorati ci lanci sulle montagne russe svanendo e riapparendo di colpo.
Questo libro lo consiglierei ad una persona che ha più di venti anni, per rivivere un amore passato e immedesimarsi nel protagonista quando poi, attraverso l'esperienza, le cose si comincia ad affrontarle guardando da una diversa prospettiva.
Stilisticamente il libro non è eccezionale, si vede che la mano dell'autore è quella di un artista che non si è dedicato solo alla scrittura, ma la lettura è risultata molto piacevole.
Sono curioso di recuperare gli altri suoi scritti e di vedere la versione animata del libro recensito.

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Nuni83 Opinione inserita da Nuni83    19 Novembre, 2016
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Favola dolce con finale amaro

Avevo letto ovunque di questo libro e, adorando Tim Burton e incuriosita dall'autore, ho deciso di leggerlo, anche se con il timore di trovarmi di fronte ad una favoletta d'amore, il che proprio non rientra nel mio genere.

Diciamolo subito, Tim Burton secondo me non c'entra proprio nulla con il personaggio: Jack.

Il libro inizia come una favola e continua con un ritmo rilassante e un po' nostalgico fino al viaggio che il protagonista intraprende. Poi ad un tratto la storia si trasforma e non è più una favola anzi, un concentrato di amarezze e delusioni.

La mia opinione è positiva per diversi motivi. Innanzitutto è un libro che si legge tutto d'un fiato, la narrazione è veloce ed essenziale e non si corre in alcun momento il rischio di annoiarsi. Malzieu, l'autore del libro, nonchè leader di un gruppo rock francese, ha uno stile che ho apprezzato, la sua è una scrittura delicata ma senza fronzoli, dolce senza essere sdolcinata. Non escludo di leggere altri suoi libri.
La storia è molto piacevole e sono tanti gli spunti offerti al lettore anche se nessuna tematica viene davvero analizzata. E' come se tutto fosse accennato mentre si corre verso l'ultima pagina.

La Meccanica del cuore è la parabola di un amore e gli amori spesso arenano perché, come Jack, mentiamo a noi stessi e di conseguenza inganniamo gli altri.

Secondo me è questo il reale messaggio di questo libro oltre a quello scritto a chiare lettere nella prima pagina: "NON INNAMORARTI MAI E POI MAI" perché non è necessario avere delle lancette in petto per soffrire.

Lo consiglio davvero per una lettura rilassante e non impegnativa, una lettura che vi strapperà un sorriso e vi trasporterà in un mondo fantasioso, "La meccanica del cuore" riuscirà a darvi degli input per riflettere ma non aspettatevi un capolavoro.

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Kaonashi Opinione inserita da Kaonashi    15 Agosto, 2015
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Non chiamatelo Tim Burton

“Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.
Altrimenti, nell'orologio del tuo cuore, la grande lancetta
delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle,
le tue ossa si frantumeranno,
e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi.”

1874, in quella che verrà chiamata la giornata più fredda del mondo, in cima ad una collina, preso colei che tutti chiamano “la strega”, una giovane donna partorisce Jack. Jack, nascendo in quelle condizioni climatiche, ha il cuore congelato, ed è per questo che la strega decide di impiantargli un orologio a cucù, che possa consentire al suo cuore di battere. L’orologio di Jack riesce a salvarlo, ma non gli consente di vivere la vita che vorrebbe, poiché, come le regole sopra scritte affermano, è un’arma a doppio taglio. Un giorno il cuore di Jack verrà messo a dura prova dall’incontro con una ragazza di cui si innamorerà all’istante, ed è qui che inizierà la sua storia per riuscire a stare con lei.
L’ultima fatica di Malzieu è uno dei libri più controversi degli ultimi anni. Fiaba adulta steampunk dai toni dark, procede da un incipit molto fabuloso fino a giungere a dei toni sempre più oscuri. Ci sono due errori fondamentali che si possono compiere leggendo “La Meccanica del cuore” o preparandocisi alla sua lettura, lanciarsi in errati confronti e paragoni con registi che semplicemente non c’entrano nulla e che vengono tirati in ballo o spacciati per “innovatori” fin troppo spesso in contesti fuori luogo con una sopravvalutazione di fondo senza pari (ogni riferimento a Tim Burton è puramente casuale), oppure credere di essere di fronte ad una comunissima fiaba per bambino o ancor peggio credere di leggere una fiaba horror (!). La presentazione de “La meccanica del cuore”, l’immagine pubblica che si cerca di trasmettere allo scopo di promuoverne le vendita, è ciò che lo penalizza di più. Perché il libro di Malzieu non è una fiaba per bambini, non è una fiaba horror, e per fortuna non è un tentativo di imitare Tim Burton, e se proprio dovessimo lanciarci in paragoni cinematografici, sarebbe più facile trovare punti in comune con Miyazaki che con Burton. Ma d’altro canto, Miyazaki non è, almeno in Italia, un regista di richiamo quanto Burton. La meccanica del cuore è un perfetto esempio di un modo delicato di trattare l’evoluzione psicologica umana. L’innocenza infantile promossa e propostaci nell’incipit si fa gradualmente sempre meno presente, lasciando spazio ai problemi dell’età adolescenziale, sempre affrontati in un contesto fiabesco e mai improvviso: l’evoluzione di Jack è lenta, comprensibile ed è facile immedesimarsi in essa. La grandezza del romanzo sta nel riuscire a trattare tale evoluzione con una delicatezza unica: entrati nello spirito, mai una vicenda proposta risulta sgradevole o fuori posto, ma perfettamente integrata, spesso allegoricamente, nella formazione di Jack. Mi permetto di far notare che non è un libro da leggere a mente spenta. Non tutto ciò che leggiamo ha un significato letterale, la meccanica del cuore è un libro assai simbolico (già nelle sue stesse fondamenta) e leggerlo credendo che tutto ciò che accade debba essere razionale è svilente per la letteratura stessa.

Punto forte della narrazione è lo stile di Malzieu. Scorrevole, delicato, ma che non manca mai di inserire in modo mai coatto nuovi elementi che portano ad osservare un’evoluzione dei toni. E’ tutto graduale. Ci si abitua a vedere come nulla sia perfetto, come si cresca e le difficoltà si pongano sul nostro cammino. Nulla è semplice e scontato. Ma almeno, qui, lo si legge in un contesto di atmosfere fiabesche e oniriche di cui, almeno nella mia esperienza, è impossibile non innamorarsi.

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»мσяgαиα« Opinione inserita da »мσяgαиα«    31 Marzo, 2015
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Uno, non toccare le lancette..

Le storie che colpiscono non sempre sono quelle che contano un maggior numero di pagine e il terzo romanzo di Mathias Malzieu fa parte di questo gruppo. Non nego che a colpirmi è stata in primo luogo la copertina molto dolce, romantica e per alcuni versi anche malinconica.

Jack è venuto alla luce con un cuore che faticava a battere vigoroso così Madeleine, colei che vedrà sempre come una madre, decide di aiutarlo innestandogli un orologio di legno. Un bambino speciale dal temperamento tranquillo che però vuole vedere il mondo oltre la collina. E' proprio durante la sua prima visita a Edimburgo che incontra la splendida e misteriosa Miss Acacia, della quale s'innamorerà perdutamente. Questo amore lo costringerà a lasciare la sua casa per raggiungerla nel continente.

Il viaggio del protagonista verso l'età adulta prevederà tutte quelle tappe che ogni ragazzino e adolescente deve affrontare: amore, gelosia, passione, amicizia a molto altro. Un racconto che, con le sue atmosfere alla Tim Burton, rappresenta in chiave di favola il percorso tortuoso, fatto di gioia e dolore, del primo grande amore. Lo stile di Malzieu è leggero, scorrevole e privo di fronzoli e banalità; l'ironia di cui si tinge la narrazione aiuta il lettore ad avvicinarsi maggiormente all'indole del giovane protagonista. E' difficile non essere dalla sua parte dall'inizio alla fine.

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Civetta delle Nevi Opinione inserita da Civetta delle Nevi    28 Settembre, 2013
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Un cucù al posto del cuore

Una fresca, veloce, senzaimpegno, stramba, lettura estiva .....
E' una fiaba ? E' una pittoresca metafora ?
E' sicuramente un libro che ha dei tratti molto poetici, ma si fa fatica ad incasellarlo.
A fine 800, in una notte gelida, nella casa di un ostetrica nasce, da una giovanissima ragazza, un bimbo con problemi di cuore. Madleine, la dottoressa/curatrice/sciamana lo salva inserendo un orologio a cucù nel suo petto.
Ma questo bimbo potrà mai amare senza rischiare la vita ?
La trama si svolge tra poesia e melassa, alcuni luoghi comuni e qualche bella pennellata di fantasia.
Belli i personaggi che sembrano però molto ispirati a T. Barton.
Incontra il suo amore da bimbo e quasi muore per l'emozione ..... ma poi la perde e decide di ritrovarla ad ogni costo !
positivo il fatto che scorra abbastanza velocemente e quindi la fine arriva facilmente !

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BettiB Opinione inserita da BettiB    25 Agosto, 2013
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Meccanica malfunzionante

“Intriso di atmosfere che ricordano il miglior cinema di Tim Burton, ritmato da avventure di sapore cavalleresco […] è al tempo stesso una coinvolgente favola e un romanzo di formazione, in cui l'autore […] traccia un'indimenticabile metafora sul sentimento amoroso.”
Così recita la Feltrinelli nella conclusione della descrizione de “La meccanica del cuore”. Beh, dopo averlo letto quasi tutto d'un fiato direi... sì e no.
Atmosfere da Tim Burton? Anche solo ipotizzarlo mi sembra una grande sopravvalutazione del libro. Certo, lo stile è arzigogolato e curato quasi a voler imitare il barocco più oscuro e opulento, le immagini suggerite sono macabre e sanguinolente, lo 'strano' e il 'terrorizzante' passano come 'normale' e vi è un continuo riferimento agli animali associati alle persone (l'amata un usignolo, il nemico un corvo, ecc.), ma Tim Burton sta parecchi gradini sopra a questo disparato tentativo di spaventare gratuitamente (Jack lo squartatore inserito così, nonsense, senza capo ne coda?!).
Avventure dal sapore cavalleresco? Mah. In quest'Europa dell'ottocento tra sobborghi cittadini e personaggi al limite del credibile io di cavalleresco ci vedo ben poco. Certo, gli ingredienti per una “coinvolgente favola” ci sono tutti: il nostro piccolo eroe dotato di grandi sentimenti, la bella damigella vana e (a parer mio) inconsistente, il cattivo terrorizzante della situazione.
Jack nasce nella notte più fredda del mondo sulla collina di Edimburgo. Abbandonato dalla madre troppo giovane, viene allevato da colei che l'ha fatto nascere e gli ha riparato il cuore con un orologio di legno per assicurargli la possibilità di vivere, una levatrice-maga che lo accoglie come un figlio proprio. Jack cresce e inizia a chiedersi cosa c'è sotto la collina, così a 10 anni Madeleine (la dottoressa-levatrice-maga) acconsente a portarlo in città. Qui il bimbo si innamora di una piccola cantante (“la voce di un usignolo, solo con le parole”). Gli ingranaggi del suo cuore, però, non possono sopportare un tale sentimento – lo mette in guardia Madeleine. “Mai toccare le lancette, mai arrabbiarti e soprattutto mai innamorarti”. Jack, da bravo adolescente anzitempo, disubbidisce. Comincia così la sua disperata ricerca per l'Europa dell'innamorata, dopo anni passati sotto il giogo del cattivo nemico-amante della piccola cantante. Non svelo altro se non che Jack trova Miss Acacia (la cantante) e riesce a conquistarla, prima di dover fare i conti con i suoi sentimenti, e il suo passato (compreso il rivale).
Benché la trama sia un po' rivisitata e, lo ammetto, non manchi di originalità, la trovo ugualmente una favola sciupata. Romanzo di formazione? Sì, direi di sì e, per una volta d'accordo, “traccia una metafora del sentimento amoroso”. Anche se lo si comprende appieno solo nell'ultimo capitolo, in cui un monologo interiore mette a nudo la capacità di un ragazzino di amare incondizionatamente, a differenza di un cuore maturo e adulto che si trattiene molto più.
Il protagonista è veramente la storia di una crescita, e questo è da apprezzare. Anche il nemico ha un suo perché. La giovane amata, invece, è un concentrato di incoerenza e indecisione: una scelta sbagliata dietro l'altra e l'incapacità di rimediare, di ascoltare. A parere mio, certo. Sarà che a me piace sentire empatia con il personaggio femminile di turno, immedesimarmi in lei per provare più a fondo le emozioni che l'autore vuol far passare. A me non è arrivato proprio niente.
Mi ci è voluto tempo per sentirmi un minimo coinvolta nella storia: ricordo di aver storto il naso per tutta la prima metà del libro (linguaggio incoerente per il personaggio, frasi scontate, scene inutili); sono riuscita ad addolcirmi un po' solo alla comparsa di Méliès, più per gusto personale verso questo geniale uomo storico che per la capacità effettiva di Malzieu.
Insomma, carino se piacciono i libri strettamente metaforici. A mio parere un po' forzato. Trovo sinceramente bella la metafora del cuore di legno, la meccanica da scoprire di ognuno di noi e il salto alla maturità, ma non è onestamente un libro che porterò nel cuore.

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Consigliato a chi ha letto...
La straordinaria invenzione di Hugo Cabret (non ho letto il libro, ho visto il film e forse verrà apprezzato da coloro a cui è piaciuto).
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Opinione inserita da Claudia    14 Ottobre, 2012

Una fiaba...del terrore.?

Io.. ho appena finito di leggerlo, un po’ a stento anche.. i toni sono troppo crudi e frettolosi. L’inizio è l’unica parte che mi ha davvero fatta entrare in empatia con i personaggi.. ma da lì in poi basta, tutto scorre in maniera troppo fredda e calcolata, la crudezza ci certe parole e certi passaggi mi ha lasciata stranita e disorientata: da una premessa simile e con una copertina simile mi aspettavo tutto fuorchè un racconto così crudo (nel quale è inserita la figura di jack lo squartatore.. ma perchè poi? Cioè è inserito male nel contesto.. per far provare al protagonista il vero terrore? ma non c’erano altri modi meno “stonati” per fargli provare il terrore? Inserire un personaggio dal calibro di jack lo squartatore in un libro che dovrebbe essere fiabesco?) Bho.. sono rimasta molto molto stranita, poteva venire fuori molto meglio.. penso che sia un piccolo racconto del terrore e affatto adatto a tutti i bambini, se mia mamma mi avesse letto un libro simile da piccola dubito che avrei preso sonno ANZI tutt’altro, non avrei proprio dormito. Tutto sommato però ha dei passaggi molto belli, però me lo aspettavo più poetico più fiabesco e meno volgare(in alcuni punti è molto volgare) o crudo e frettoloso specie in alcuni passaggi che sono raccontati in due righe.. e non mi fanno provare assolutamente nulla, alcuna emozione.
Questa è solo una mia opinione e ad altri potrebbe, invece, piacere.. perciò consiglio comunque di leggerlo per farvi un'idea(che potrebbe essere diversa dalla mia).

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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    14 Settembre, 2012
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Ottime premesse... dissolte come fumo!

La trama di questo libro mi aveva conquistata e quindi l'ho comprato tutta contenta, a scatola chiusa.
Non avrei mai immaginato che potesse rivelarsi una delusione così grande.
L'inizio è anche bello e promettente: pieno di magia, dolcezza, contenuti fiabeschi e profondi... che puntualmente svaniscono con il procedere della storia!
Il problema più grande de "La meccanica del cuore" è sicuramente lo stile (non so se è colpa dell'autore o della traduttrice): è leggero, quindi ha il pregio di rendere la lettura non molto pesante, ma anche il difetto di essere approssimativo, poco descrittivo, pieno di frasi fatte e banali, con tanto di personaggi che rivestono il ruolo di macchiette senz'anima.
Sembra di leggere un libro scritto da una tredicenne con gli ormoni a mille!
Sarò anche un'appassionata lettrice di paranormal romance e romanzi rosa in tutte le salse, ma io ho sempre detestato, come in questo caso, gli amori a prima vista! Sono più irreali e assurdi delle storie del Babau sotto il letto che spaventa i bambini...
Ma poi dov'è la cosiddetta storia d'amore? Io non l'ho vista da nessuna parte. O meglio: non ho capito se fosse di tipo carnale o spirituale, visto che Jack, il protagonista, non fa altro, per tutta la durata del romanzo, che guardare il corpo della sua amata, in particolare il sedere.
E quest'ultima non si capisce fino a che punto lo ami, anzi, mi è addirittura sembrato che fingesse di amarlo... Non so, io ho visto in lei tanta indifferenza e freddezza...
A proposito, lei si chiama, tenetevi forte.... "Miss Acacia". Ma come diamine si fa a chiamare una persona così? A questo punto preferivo Sigismonda o Ermenegilda.
Un'altra cosa fastidiosa di questo romanzo sono i numerosi anacronismi: siamo nel 1800, perchè mai ci sono continui riferimenti al calcio, al meteo, alla Coppa del Mondo e agli smalti per unghie?
Per non parlare poi del grandissimo Georges Melies, in questo libro ridotto ad un esaltato, psicotico donnaiolo perennemente arrapato...
Non credevo che "La meccanica del cuore" potesse deludermi anche come appassionata di cinema, oltre che di lettura.
E, last but not least, il finale: deludente come tutto il romanzo e incomprensibile. Io non l'ho proprio capito.
Caro Malzieu, sono lieta che tu abbia provato a scrivere un libro (a tutti va data almeno una possibilità e tentar non nuoce) ma, credimi, è meglio se torni a fare il cantante rock.
Concludo questa recensione sperando che non salti fuori da qualche parte una Miss Caucciù, una Miss Ippocastano o una Miss Baobab...
Santo cielo, sono ancora sconvolta per questa cosa...

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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    18 Luglio, 2012
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ehm... che dire

Ehm, che dire..
La meccanica del cuore é stato paragonato ai film di tim burton.. Vediamo.. i film mi piacciono tutti, o x lo meno mi piacciono quelli che ho visto, ma questo libro.. mi ha lasciato con l'amaro in bocca..

Alle prime pagine l'avrei definito come una dolce favola, carina anche se x alcune immagini decisamente non adatta ai bambini.. una favola x adulti? forse, ma solo, come anche precedentemente detto, nelle prime pagine x come descrive il miracoloso salvataggio del bambino nato con il cuore ghiacciato nel giorno piú freddo del mondo, grazie a una donna, definita strega da molti, che gli ha applicato un piccolo orologio di legno per aiutare il suo cuoricino a battere..
Un orologio a cucu, che a parte il terribile rumore delle lancette, fa trasparire le emozioni di Jack facendo "cucu! ".

L'ho definito dolce anche perchè questo cuoricino meccanico ha cominciato a battere all'impazzata solo quando ha sentito una giovane cantante andalusa e il suo unico scopo e stato quella di rivederla..

Le scene un po' cruente non mancano, scorre decisamente parecchio sangue e le immagini che mi si sono affollate nella mente durante questi passaggi le avrei volentieri evitate..

Ma é x questo che e stato paragonato ai film di tim burton, no?
Non so, ma a me fa più effetto leggere di scene vietate ai minori che non vederle.. é lo stesso anche x voi?

La storia viene raccontata tutta dal punto di vista del piccolo jack, anche la sua nascita..
Tutto il racconto é accompagnato da un ingenuitá disarmante dei protagonisti., ma se si considera che la storia si svolge quando i protagonisti hanno 15 anni, si puo soprassedere su questo fatto..

Non ho trovato lo stile usato di mio gradimento.
Nonostante la storia venga raccontata dal punto di vista del protagonista, cosa che di solito lega il lettore ai sentimenti provati nel romanzo, questa volta la scintilla non é scoccata a causa del lessico un po troppo "contorto" (passatemi il termine).

Forse anche questo si puo collegare a tim burton?
Forse, ma paragonare film a libri é come paragonare una pera a una mela: entrambi sono frutti come romanzo e film fanno entrambi parte dell'arte, ma sono comunque diversi (passetemi anche questa rozza metafora!).

Ovviamente non posso raccontare il finale, ma diró solamente che a me ha suscitato tanta tristezza..
Non mi sento di consigliarlo, ma spero che questa recensione vi abbia aiutato a valutare questo libro.

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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    07 Mag, 2012
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Non innamorarti,mai e poi mai!

Tic tac tic tac, immaginate di avere un orologio, di quelli antichi
con la molla, al posto del cuore e che la meccanica di quest'ultimo
sia talmente delicata da dover ben guardarvi dall'innamorarvi per non
rischiare di far saltare via tutte le fragili rotelline, capirete di essere
conciati proprio male. Questa è la condizione in cui si trova Little Jack, il piccolo
protagonista di questo romanzo. Il 16 aprile 1874 bussano alla porta della signora
Madeleine, è una giovane donna quella che si trova di fronte la vecchia fattucchiera,
è riuscita ad arrampicarsi sulla collina ricoperta di neve nell'estrema periferia
di Edimburgo.Come molte ragazze madri, chiede aiuto alla vecchia, aspetta
un bambino ma non può "permetterselo" ed allora, anzichè abbandonarlo
lo lascierà a Madeleine.
Il caso diventa ancor più drammatico quando le due donne scoprono che il neonato
ha il cuore che fa le bizze, ma la strega non si perde d'animo; prende la meccanica
di un vecchio orologio e la pianta, con un operazione che avrebbe fatto rizzare
i capelli in testa al grande Christiaan Barnard, nel petto del bambino e miracolosamente
gli salva la vita. Ora Little Jack, anche se abbandonato dalla madre, vive felice
nella vecchia casa in collina, certo ha degli strani amici, un criceto di nome Cunnilingus,
due prostitute Anna e Luna, un ex poliziotto zoppo Arthur e la signora Madeleine
che quando è triste beve cocktails di lacrime allungati con alcol di mele.
Un giorno,il piccolo Mr Tic tac, stanco di vivere solo in collina convince la vecchia fattucchiera a
fare una passeggiata in centro. Sfortuna vuole che nel parco l'attenzione di Jack
sia catturata dal soave canto di una bambina, la bellissima Miss Acacia. Ahimè, il piccolo cuore meccanico s'innamora a prima vista,è proprio un colpo di fulmine! La meccanica dell'orologio è messa a dura prova,deve intervenire Madeleine con i suoi cocktail ma non c'è nulla da fare il pupo è cotto!
Però tra il piccolo "orologiaio" e la bella cantante si frappone Joe, un ragazzo zotico,crudele
e innamorato a sua volta (non corrisposto) della bella spagnola e anche migliaia di chilometri, sì perchè Miss Acacia lo stesso giorno lascia Edimburgo per l'Andalusia. Jack dunque deve raggiungere Granada se vuole coronare il suo sogno d'amore, ma prima dovrà sistemare il cuore di Joe e di Madelaine che non vuole lasciarlo andar via.
Malzieu che di professione fa il cantante del gruppo "Dionysos", complesso rock molto apprezzato in Francia, ci consegna una favola originale e divertente, se siete amanti del cinema di Tim Burton,delle storie surreali dalle atmosfere gotiche arricchite da boutades spiazzanti e acute
questo romanzo non vi deluderà.
di Luigi De Rosa

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Flora
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Quando tornerò
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Prima persona singolare
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Tempesta madre
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