Jane Eyre Jane Eyre

Jane Eyre

Letteratura straniera

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Jane, una povera orfanella che ha trascorso la fanciullezza in un triste asilo di Lowood, dopo anni di stenti e di solitudine, viene assunta come governante in casa Rochester. Il cinico padrone finisce per innamorarsi di lei ma quando si sta per celebrare il matrimonio, una scoperta viene a sconvolgere la vita della fanciulla: la moglie di Rochester, creduta morta, è ancora in vita, prigioniera della pazzia.



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Jane Eyre 2021-11-04 10:04:43 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    04 Novembre, 2021
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forza e coraggio

Bambina testarda, sopporta ciò che deve, sola nella famiglia che non la ama e non la vuole.
Le dicono cattiva, sono menzogne, sono meschinità, sono il tormento sulla pelle tenera di un’innocente.

Se lo stomaco pieno non riempie i vuoti di una carenza emotiva, lo stomaco vuoto mortifica e tormenta ma perlomeno, nel rigido collegio dove l’hanno confinata, ci si nutre del calore di qualche buona amicizia.
Quel che l’infanzia svilisce, il trascorrere degli anni rinvigorisce: una piccola, giovane donna colta piena di energia e capacità. Sincera, caparbia e onesta, intelligente emancipata ed indipendente, quanta saggezza e quanto coraggio in una ragazza che scopre l’intensità dell’amore il giorno in cui le dita annodate del destino e del passato hanno già mosso la pedina dei posteri.

Un romanzo che ha i suoi anni e non li cela, tradito dai vetusti dialoghi, eppure non potrebbe essere altrimenti, che ne sarebbe del popolo di Jane Eyre se non parlasse come il popolo di Jane Eyre?
Un’autrice, Charlotte Bronte, di una potenza suggestiva nel sezionare l’animo delle sue creature e nel descrivere vividamente ogni luogo, ogni spazio, ogni angolo, ogni sensazione.

Avrete fame, molta fame, quando lei non avrà nulla da inghiottire e sarà un tripudio dei sensi quando stringerete finalmente tra le dita quella fetta sottile di pane nero imburrato.
Morirete, morirete di freddo, quando si avvinghierà alla sua compagna di collegio sotto alle coperte, mentre l’acqua sul comodino ghiaccia ed il vento tagliente si insinua impietoso nel dormitorio.

Tira il mantello sopra il lungo abito di raso nero e sale i gradini della diligenza, seguire dopo una lunga notte un sogno, la voce, il richiamo della vita.
Jane Eyre è di nuovo in viaggio, temeraria fronteggia il suo destino.

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Jane Eyre 2021-09-28 11:53:08 Innamorata
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Innamorata Opinione inserita da Innamorata    28 Settembre, 2021
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La posizione del cuore

Delicato, ma non meno intenso. Sentimentale, ma lontano infinite miglia dalla banalità. Jane Eyre ti conquista piano piano, ti incanta con la sensibilità e l’intelligenza delle descrizioni delle emozioni di Jane. La storia la conoscono tutti, ma la maniera in cui diletta la lettura del romanzo è insostituibile.

Mr. Rochester, uomo volitivo, misterioso, cupo ma così dolce per Jane, così interessante che viene subito rapita da lui. Era come se fosse incatenata al suo potere. All’inizio si sentiva sciocca, folle, credeva di mentire a sé stessa con la fantasia di essere importante per lui.
“A chi farei del male gustando ancora una volta la vita che il suo sguardo può darmi?”.
La loro storia è una rivelazione spontanea, una delle più belle che ho mai letto.

Vorrei essere come te, Jane, perché non ha importanza la bellezza ma ciò che si prova; ha importanza l’intelligenza del legame che una persona ha creato con la propria vita. “Ho un tesoro interiore che mi manterrà viva anche se tutti i piaceri esterni mi saranno negati”. Ascoltarsi per comprendere ciò che si vuole, per riuscire a riconoscere la persona che abbiamo davanti e a comunicare con essa chi siamo per poi sceglierla, perché da sempre era stata la risposta.

“Non siete una rovina, signore, non siete un albero abbattuto dal fulmine: siete vivo e vigoroso. Le piante vi cresceranno attorno alle radici, che voi lo chiediate o no, perché amano la vostra ombra generosa, e, crescendo, si curveranno verso di voi e vi si attorciglieranno attorno, perché la vostra forza è per loro un sicuro sostegno”.

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Jane Eyre 2021-05-22 15:03:56 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    22 Mag, 2021
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La determinazione di Jane

Una brughiera selvaggia, desolata e coperta da fitte nebbie è lo sfondo principe destinato ad accogliere la voce narrante dell'esile ma tenace Jane Eyre.
Un destino segnato quello della protagonista, rimasta orfana in tenerissima età, conosce presto umiliazioni e vessazioni da parte dei parenti, da cui non riceve un briciolo di affetto ma viene vissuta solamente come un peso di cui liberarsi.
Jane ha un'indole di ferro, non si piega alla fame, alla miseria e alla soverchieria di tutti gli animi crudeli che incontra in quasi vent'anni di vita.
Un'anima ostinata con un bisogno spasmodico di cibarsi di amore prima che di pane.

Una bella storia narrata in prima persona dalla voce delicata di Jane, un racconto che lega la protagonista ed il lettore fino all'ultimo rigo, che appassiona e commuove, che irrita e fa gioire.
Un romanzo dal sapore antico per la rappresentazione della società british ottocentesca, per le dettagliate e godibili descrizioni delle dimore dell'epoca, per il realismo visivo che tutto pervade e infine per le riflessioni sulla vita e sui sentimenti che ci trasportano in una dimensione lontana nel tempo.

Personaggi intensi, percorsi da disperazione e speranza, in lotta col destino, chiamati a scegliere la strada da percorrere, molto spesso soli, senza il conforto della famiglia e degli affetti.
Una storia datata, cristallizzata come una vecchia pellicola in bianco e nero, che è piacevole visionare per evadere un po' da questa nostra epoca moderna, dove tutto è rapido e scontato.

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Jane Eyre 2020-03-10 13:46:10 Beatricenevolo
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Beatricenevolo Opinione inserita da Beatricenevolo    10 Marzo, 2020
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L'EMANCIPAZIONE FEMMINILE AI TEMPI DI CHARLOTTE BR

Charlotte Bronte ci lascia questo romanzo in cui protagonista principale è Jane Eyre.
Orfana,ribelle,trasgressiva,alla perenne ricerca di indipendenza e libertà,guerriera,simbolo dell'emancipazione femminile;innamorata di un amore così vero e puro tornerà da chi le ha mentito,l'ha ferita ma le ha rapito il cuore. Lei dimostra come si dovrebbe andare oltre le apparenze,l'aspetto fisico,la ricchezza di qualunque genere. Con la sua indole è in grado di farsi voler bene e apprezzare da chiunque riesca a capire davvero il suo essere.Riuscirà con il proprio intelletto e le proprie capacità ad adattarsi in più ruoli e a portare avanti più mestieri.
Non è il vile denaro che le interessa bensì i rapporti veri,autentici. Ogni sua scelta comporta numerose riflessioni che spesso la fanno star male.
Nonostante sia stata fin da piccina abbandonata e allontanata dalla famiglia adottiva per essere rinchiusa in una rigida scuola ,questo non influirà sulla sua persona,semmai la condurrà a non infliggere agli altri ciò che lei stessa ha subito;il suo carattere non sarà levigato da queste esperienze ma rafforzato .Il suo è un animo buono, incapace di serbare odio ,rancore e/o vendetta ,nemmeno nei confronti di chi l'ha sempre mal trattata .
La grande abilità di Charlotte sta nel descrivere accuratamente luoghi,eventi,caratteri,emozioni e soprattutto la flora,che spesso diventa cornice degli eventi e ad essi si adatta.
Il lessico è di registro medio-alto,ma ciò dona ulteriore ricchezza al romanzo che appare emozionante,intrigante e ricco di valori autentici ,molti dei quali sono precursori di alcuni a noi oggi cari e noti.

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Orgoglio e pregiudizio
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Jane Eyre 2019-02-12 10:22:14 La Lettrice Raffinata
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La Lettrice Raffinata Opinione inserita da La Lettrice Raffinata    12 Febbraio, 2019
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Ho notato solo io le citazioni fiabesche?

"Jane Eyre" è un romanzo di formazione, nonché quella che può essere considerata senza dubbio l'opera più famosa di Charlotte Brontë. A dispetto del suoi oltre 170, il titolo risulta ancor oggi attuale e piacevole, ed ha il merito di aver dato vita ad uno dei personaggi più affascinanti di cui abbia mai letto.
Il romanzo si presenza infatti come l'autobiografia -dettaglio che da spunto al titolo originale- dell'istitutrice Jane Eyre, dall'infanzia fino all'età adulta. La vita della protagonista è degna di una novella Cenerentola: rimasta orfana da bambina, viene affidata alla famiglia del ricco zio Mr Reed, il quale muore a sua volta poco dopo, cosicché la piccola Jane si ritrova ospite indesiderata nella casa dell'arcigna zia, dove subisce le angherie sue e dei cugini, in particolare del perfido John. La prima caratteristica di Jane che salta all'occhio è il suo coraggio nel ribellasti a questi abusi e nel rispondere a tono anche agli adulti

«[...] devo odiare quelli che, qualunque cosa faccia per compiacerli, continuano ad odiarmi, devo oppormi a quelli che mi puniscono ingiustamente.»

mettendo subito in chiaro che non accetta di subite passivamente ma pretende invece di essere trattata con rispetto a prescindere dalla sua umile condizione.
La trama segue poi l'infanzia e l'adolescenza di Jane in un collegio dove sarà poi anche docente, e si renderà così conto della propria vacazione per l'insegnamento. Proprio il lavoro di istitutrice la porterà a Thornfield Hall, prima tappa nel suo viaggio di crescita e scoperta delle proprie origini.
Senza svelare ulteriori dettagli sulla storia, vorrei segnalare come la trama sia un'eccellente combinazione tra la storia d'amore contrastata, con un lui abbiente ed una lei povera, che caratterizza gran parte della produzione di Jane Austen, e il mystery gotico, con delle scene che rasentano il thriller, tipico invece della sorella di Charlotte, Emily Brontë, come si può riscontrare nel suo "Cime tempestose". Personalmente ho adorato questo mix che prende il meglio da entrambe le autrici per dar vita ad una storia originale.
Se pensiamo poi che questo romanzo è stato pubblicato nel lontano 1847, risulta subito evidente come le idee di Jane, e quindi della stessa Brontë, fossero estremamente innovative per quei tempi. Durante tutto il romanzo, la protagonista dimostra un'indole forte e determinata che le impone di scegliere da sola il proprio destino

«”Vi ho detto che sono indipendente, signore, così come ricca: sono padrona di me stessa."»

così come di riflettere in più frangenti sulla condizione delle donne in generale, puntando il dito contro le discriminazioni dettate dalla pura appartenenza al genere femminile.

«In genere si ritiene che le donne siano molto tranquille; ma loro provano gli stessi sentimenti degli uomini [...] È da ottusi condannarle o deriderle, se cercano di andare oltre o di imparare di più di quanto l’usanza abbia decretato necessario per il loro sesso.»

La straordinaria caratterizzazione della protagonista non toglie comunque spazio ai numerosi personaggi, infatti la Brontë si ritaglia il giusto spazio per delineare anche quelli secondari e dare a tutti uno degno spessore. Tra gli altri spiccano sicuramente Mr Rochester e St John Rivers, entrambi dotati di personalità notevoli e capaci di catturate l'attenzione del lettore.
Lo stile della Brontë è incantevole e spontaneo; da notare come combini la descrizione dei sentimenti della protagonista con quella dell'ambientazione: ad esempio, in una scena Jane passa in poco tempo dalla rabbia più cieca che viene delineata come

«Una cresta di brughiera in fiamme, viva, dardeggiante e divoratrice [...]»

ad una placida rassegnazione, metaforizzata da

«[...] lo stesso rilievo nero e inaridito, dopo che le fiamme si sono spente [...]»

Infine, qualche parola sull'edizione. Come anticipato nella TBR, possiedo un'altra copia di questo romanzo, ma ho scelto di acquistare e leggere questa nuova edizione Rizzoli che mi ha molto soddisfatto. L'unico malus è dato dal peso e dalle dimensioni del volume non proprio comodissime, ma tutti gli altri aspetti "tecnici" sono eccellenti (particolarmente apprezzato il font che non pregiudica le mie diottrie!) come pure quelli relativi al contenuto: una traduzione gradevole, l'interessante introduzione scritta da Virginia Woolf, le traduzioni delle molte espressioni in francese e la presenza di parecchie illustrazioni dettagliate.

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Jane Eyre 2017-01-17 22:31:05 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    18 Gennaio, 2017
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L'amore è il fulcro

Non si può negare che le sorelle Bronte avessero un debole per le storie d'amore tormentate, ma con quale maestria gli hanno dato consistenza!
"Jane Eyre" è una di quelle storie che, come "Cime tempestose" e "La signora delle camelie", definire semplicemente come il racconto di un amore sarebbe riduttivo e ingiusto.
"Jane Eyre" è un grande classico.
Dopo un inizio dalle forti tinte dickensiane, sia per quanto riguarda le vicende sia per il tipo di ambientazione, proseguiremo nel tragitto seguito dalla giovane Jane fino al suo punto culminante: l'incontro con la sua anima gemella, il signor Edward Rochester.

Come i giovani Oliver e Pip partoriti dalla penna di Charles Dickens, la piccola Jane si trova a vivere un'infanzia tutt'altro che piacevole. Orfana di entrambi genitori, è affidata alle cure di una zia che la odia e costretta alla compagnia dei cugini, che la maltrattano in ogni modo. Ma fin da piccola Jane mette in mostra il suo carattere forte, sopra le righe, non disposto a mollare né a sopportare le ingiustizie senza lottare. Il suo carattere la terrà viva nell'ambiente ostile della scuola in cui crescerà, Lowood, fino all'incontro con il signor Rochester nella bellissima dimora di Thornfield. E' qui che l'anima della combattiva Jane conoscerà l'amore, ma come ben sappiamo, quest'ultimo è un essere a dir poco capriccioso.
L'amore di Jane per Edward è sincero, puro, ricambiato, eppure il mondo intero sembra volersi mettere di traverso, come se il suo unico scopo sia frapporsi fra l'uomo e la sua felicità. Eppure, se l'uomo si affida alle mani del Signore e si sforza di seguire le norme che ha stabilito, Lui ricompenserà sempre i suoi sforzi sinceri. Ed è quello che, dall'inizio alla fine, farà la nostra cara Jane.
Forse il tragitto ci riserverà dolori mai provati, afflizioni apparentemente insostenibili, ma alla lunga sforzarci di fare la cosa giusta porterà i suoi frutti. Forse ci regalerà di nuovo quel che abbiamo perso, quello a cui abbiamo rinunciato pur di mantenerci sulla retta via. Forse perché ogni cosa ha un suo tempo e la fretta è una cattiva consigliera. Forse perché a volte il nostro essere umani, e quindi imperfetti, rischia di farci perdere quello che ci spetta di diritto, solo perché non siamo in grado di capire che spesso, per essere felici, bisogna prima imparare a soffrire.

- Non vedo ostacoli a un esito felice del suo avvenire, se non nella fronte; E quella fronte sembra dire: "Posso vivere da sola, se il rispetto di me stessa e le circostanze me lo chiederanno. Non ho bisogno di vendere l'anima per comprare la felicità. Ho un tesoro interiore che mi manterrà viva anche se tutti i piaceri esterni mi saranno negati, offerti a un prezzo che non potrò accettare"

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Grandi Speranze
Cime Tempestose
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Jane Eyre 2016-12-21 21:00:46 Pupottina
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Pupottina Opinione inserita da Pupottina    21 Dicembre, 2016
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Amore senza limiti

“È vano dire che gli esseri umani dovrebbero accontentarsi della quiete; gli uomini hanno bisogno dell’azione, e se non la trovano, la creano.”
A distanza di svariati anni, sono tornata a perdermi nella profondità della voce narrante di JANE EYRE, prima, una ragazzina dal carattere forte e deciso, poi, una donna libera ed indipendente che lavora come istitutrice per Adele, nella dimora di Thornfield Hall, appartenuta da sempre alla nobile famiglia dei Rochester. L'arrivo di Mr. Rochester, uomo imponente e sarcastico, subito colpito dalla vivida intelligenza e dall'indipendenza di spirito di Jane, movimenta sentimentalmente la narrazione tra alti e bassi.
Però, non è sulla trama nota che voglio dilungarmi, ma sull'intensità nuova, inedita, che le parole, fuori dal tempo, scritte nel 1847 da Charlotte Brontë, assumono grazie alla voce dell'attrice fiorentina Alba Rohrwacher. Nell'edizione dell'audiolibro, la voce limpida della Rohrwacher rende ancora più coinvolgenti le riflessioni della protagonista, Jane Eyre, una donna verso la quale si prova una forte empatia. I sentimenti di Jane Eyre sono fuori del tempo, le sue emozioni sono sempre attuali. Proprio queste sue componenti fanno di Jane Eyre un classico memorabile. La storia d'amore, narrata da Charlotte Brontë, è tra le più belle del panorama letterario mondiale. Ci si innamora dell'amore, grazie al sentimento provato dai due innamorati, Jane e Mr. Rochester.
Jane Eyre è un personaggio di una bellezza indicibile, così fiero e commovente nella sua fragilità, quando vede sconvolgere le proprie certezze, la propria intera vita da un amore che non è in grado di accettare, apparentemente impossibile. Per Jane, è un sentimento inaccettabile cui lei non vuole soccombere e che vorrebbe assolutamente estirpare dal suo cuore. Le convenzioni sociali rendono tale sentimento sconveniente e lei non vuole contravvenire alle regole sociali. È un grande amore, profondamente intenso, indimenticabile.
Un grazie speciale alla splendida voce di Alba Rohrwacher per aver reso ancora più bello questo classico letterario d'epoca vittoriana.
“Non può essere ch’io abbia tanta felicità, dopo tanto dolore. È un sogno; un sogno di quelli che ho fatto spesso, di notte, immaginandomi di stringerla ancora una volta sul mio cuore, come faccio ora; credendo di baciarla e sentendo che mi amava e che non mi avrebbe lasciato mai.”

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Jane Eyre 2015-12-02 09:38:02 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    02 Dicembre, 2015
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Jane.

Pubblicato originariamente nel 1847 con lo pseudonimo di Currer Bell ed il titolo “Jane Eyre: An Autobiography”, l’elaborato rappresenta il romanzo di formazione della scrittrice inglese Charlotte Bronte e vede quale protagonista questa giovane donna, di modesta statura, esile e non particolarmente carina che sin dalla tenera età è stata costretta a relazionarsi con soprusi, angherie, sacrifici e molteplici rinunce (basti pensare ai maltrattamenti che ha dovuto tollerare da parte della zia dopo la morte dei genitori o ancora alle asperità dettate dalla vita in orfanotrofio).
Il quadro dunque che viene tratteggiato dall’autrice è caratterizzato dal susseguirsi di una serie di circostanze anguste, ardue, non facili da superare a cui si contrappone la tenacia di una donna che mai si è fatta schiacciare dagli eventi o sottomettere da chi credeva di avere potere su di lei. Ed è proprio questa sua tempra, mista ad una acuta intelligenza, dolcezza ma anche rigidità, che le permette di raggiungere la tanto agognata indipendenza.
Scritto in forma autobiografica, direttamente rivolto al lettore ed impreziosito da uno stile descrittivo preciso ed accurato tanto dei personaggi quanto dell’ambiente (si crea infatti con chi legge un canale di collegamento indissolubile cosicché senza difficoltà quest’ultimo riesce a prefigurarsi l’evolversi degli eventi, i luoghi, le sensazioni provate dai personaggi) l’elaborato riesce a raccontare, senza cadere in vittimismi o essere pedante, anche la storia d’amore che lega la nostra eroina al tormentato Sir Edward Fairfax Rochester.
Grazie a tutti questi fattori (l’analisi intensa dei sentimenti, l’integrità dei vari protagonisti, l’autenticità degli aspetti descrittivi) l’opera si presenta ancora oggi attuale e ricca di significato. Oltre infatti che a costituire un primo segnale di distacco dai cliché dell’epoca, in particolare grazie al binomio Jane-Bertha che riproduce le passioni e il lato animale che nella società Vittoriana dovevano essere represse e nascoste nonché il cammino verso l’emancipazione e la parità di diritti delle donne, è un invito a non arrendersi dinanzi alle avversità della vita, è l’esortazione ad affrontarle senza mai arretrare, senza averne timore bensì facendo ricorso a tutta la propria forza caratteriale, a tutta la propria determinazione.

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a tutti coloro che cercano romanzi classici ancora oggi attuali.

N.B. Il voto della piacevolezza è stato dettato dal fattore "tempo". Ricordo ancora come fosse ieri l'opera de qua, ma considerate che in realtà l'ho letta all'età di tredici anni, ho dunque fatto ricorso ad un denominatore comune tra fanciullezza della lettura e contenuto della stessa.
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Jane Eyre 2015-09-29 22:18:21 Giovanna Querci Favini
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Opinione inserita da Giovanna Querci Favini    30 Settembre, 2015

Ho qualche dubbio sulle recensioni entusiastiche

Ormai la storia della "povera Jane Eyre" è abbastanza conosciuta per diverse ragioni, i film, la televisione etc. Ho letto recensioni entusiastiche che mi hanno lasciato abbastanza sbigottita, altre invece, hanno visto in questo romanzo soltanto una storia romantica ottocentesca con l'aggravante di essere scritta da una donna. Non sono d'accordo né con i primi né con i secondi. Non dobbiamo dimenticarci che il romanzo, uscito nel 1847 ha dei meriti certamente non trascurabili, ma la ragazza Jane/Charlotte - ricordiamo che quando è uscito il titolo del libro era Jane Eyre, un'Autobiografia. La scrittrice ha voluto in primo luogo distinguersi dallo pseudo femminismo di Jane Austen e ha fatto dell'eroina una ragazza fredda, portata a vedere il lato peggiore delle persone e ben poco rispettosa. Poiché sono convinta che il rispetto sia alla base di ogni sentimento positivo, la ragazzina che crede di spacciare una certa maleducazione per libertà interiore non si può dire proprio simpatica. La figura di Rochester, poi, sembra avere tutti i difetti che l'Autrice gli dà con prodigalità anche quando conosce il terribile segreto dell'uomo, si dispera per la crudeltà di lui per aver cercato di sposarla, mentre lo era già con una pazza furiosa. Che vita ha vissuto quell'uomo, che Jane definisce brutto, come brutta è lei? Come può avere un carattere dolce e disponibile con tutto quello che Jane sa della sua vita.: La sorella Emily ha scritto un romanzo sull'amore pazzo, deforme, crudele, ma imperituro. Sarà perché il romanzo di Emily Bronte mi entusiasma, non apprezzo affatto lo spirito pratico e abbastanza calcolatore di Charlotte. La scrittura è una bella scrittura scorrevole e evocatrice, ma i personaggi, mi sembrano tutti sbagliati.

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Piccole Donne, La prima moglie Rebecca, Davide Copperfield, Storia di una capinera
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Jane Eyre 2015-06-29 19:12:38 LaClo
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LaClo Opinione inserita da LaClo    29 Giugno, 2015
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L'amore tra due anime uguali

(Spoiler)
L'aspetto più interessante di questo romanzo è la protagonista femminile che mi sembra piuttosto insolita per l'epoca. Infatti, Jane fin dai primi capitoli che parlano della sua infanzia si dimostra una bambina assolutamente fuori dal comune, ben diversa dalle cugine che ottengono sempre ciò che vogliono mediante le tipiche armi femminili: il capriccio e la civetteria. Jane da subito è in una situazione assolutamente sfavorevole poiché si trova orfana ed è affidata alle cure della zia che la rifiuta.

La prima domanda che ci si pone e che la stessa Jane si pone sin da piccola è a cosa è dovuto l'atteggiamento ostile della signora Reed. Jane si risponde da sola ma la risposta viene svelata anche dalla servitù: a Jane mancano le caratteristiche per essere amata. Lei stessa dice che se fosse stata meno sincera, più ottimista e graziosa la sua presenza sarebbe stata forse più gradita. Infatti, Jane è sempre tacciata di ipocrisia quando paradossalmente dice sempre ciò che pensa.
Jane è colei che non accetta passivamente la sua condizione ma si ribella, quando i cugini la aggrediscono reagisce con quella che lei definisce la ribellione degli oppressi, della schiava.

Quando Jane osa sfidare la zia viene finalmente mandata in una scuola, un piccolo istituto per fanciulle povere, diretto da Mr. Brocklehurst che adotta una severa e rigida morale protestante. Prprio in questo periodo Jane scopre l'amicizia e grazie ai saggi consigli di Helen Burns impara a perdonare e a giudicare i fatti in maniera meno impetuosa bensì con razionalità.
Helen è un personaggio che entra in conflitto con Jane perché accetta ogni punizione senza lamentarsi incarnando in un certo senso la perfetta cristiana o il tipico ideale di persona, sognatrice, più vicina ad un'estetica romantica, forse per questo muore precocemente di tubercolosi.
Nel periodo che Jane passa a Lowood si possono notare riferimenti alla vicenda personale delle sorelle Bronte che spesso si ammalavano nei convitti dove erano istruite a causa dell'incuria e dell'aria insalubre.

L'infanzia di Jane si conclude quando diviene a sua volta insegnante presso la scuola ma dentro di se anela a qualcosa di più, il suo spirito irrequieto non accetta la situazione di equilibrio che ha finalmente trovato e perciò segue la strada di tutte le fanciulle mediamente istruite ma povere, cerca lavoro come istitutrice privata.

Trova lavoro a Thornfield, luogo nel quale oltre ad occuparsi di Adele Varens, incontrerà il brusco padrone della dimora, il signor Ronchester. Lo sviluppo di questo personaggio è un altro aspetto interessante del romanzo, Ronchester ci viene presentato come una persona burbera, dal cuore d'acciaio, anche lui come Jane è irrequieto pertanto viaggia sempre in tutto il mondo anche se comincia ad intrattenere lunghe conversazioni con Jane.

Jane quindi affronta, la tappa più importante della sua vita, scopre l'amore e si rende anche conto della semplicità del suo aspetto. Uno dei punti più significativi del romanzo e il momento in cui Jane confronta l'avvenente e ricca signora Blanche che vorrebbe sposare Ronchester e se stessa. Quindi ci mostra i canoni di bellezza dell'Inghilterra vittoriana, la società meschina ed ipocrita che contrasta con la rettitudine e semplicità di Jane.

Significativo è il personaggio di Bertha Mason, la moglie segreta di Ronchester che rappresenta la pazzia, connotata in maniera fortemente negativa. Bertha si contrappone a Jane e si crea un conflitto che troverà la sua risoluzione solo con la morte quasi volontaria, lucida di Bertha.

Personaggi ugualmente interessanti sono quelli legati al mondo religioso, a partire dal rettore di Lowood che è convinto di dover applicare ad ogni aspetto il rigore e il sacrificio, chiaramente è connotato in maniera negativa perché rigido e bigotto ma anche fortemente ipocrita poiché mentre impone uno stile severo alle ragazze consente alle sue figlie di seguire le mode del momento e di trasgredire tutti i suoi precetti.
St. John Rivers è un altro esempio di religiosità, uomo appassionato che pensa ad ogni sua azione in funzione di Dio e rifiuta l'amore pur di recarsi in missione in India, chiede a Jane di sposarlo ma non per amore ma per ottenere un valido aiuto missionario. Da un lato il personaggio sembra talmente accecato dalla sua missione da non rendersi conto di esporre gli altri ad una vita di stenti e probabilmente di spingere se stesso e Jane ad una morte precoce come prevede la stessa Jane. Si contrappone a Ronchester più umano e fallibile. Rivers sembra sempre infallibile, come illuminato da luce divina che gli suggerisce i passi da compiere e infatti, Jane non lo condanna ma lo definisce puro e quasi non vede una persona che potrebbe degnamente accostarsi a lui.

La tematica dell'amore ostacolato è forse la principale di questo romanzo ed è emblematico che Jane possa sposarsi con Edward solo quando in un certo senso diventano pari, lei acquisisce ricchezza materiale e lui perde la vista e ha bisogno di sostegno. La parità dal punto di vista materiale tuttavia a livello teorico non dovrebbe avere significato perché la stessa Jane afferma che lei e Ronchester sono uguali, le loro anime non possono essere vincolate a leggi convenzionali o terrene. Quindi l'amore che ci propone Jane è una forma d'amore profonda che sfida però le convenzioni sociali e che nasce come se i due protagonisti fossero già nell'eternità che rende uguali tutti gli uomini. Non è un amore platonico, anzi dal mio punto di vista c'è una forma di seduzione tra i due, Jane scopre di conoscere quasi in maniera innata tutte le tecniche femminili per mantenere la fiamma dell'amore accesa e anche il signor Ronchester è un personaggio fortemente fisico.
Significativi e romantici anche i dialoghi d'amore nei quali anche i difetti fisici dei due innamorati non diventano per forza pregi ma si trasformano in aspetti caratteriali secondo la fisiognomica, scienza molto considerata all'epoca.

L'autrice delinea in maniera vivida i personaggi, rendendoli complessi con innumerevoli sfaccettature e risvolti psicologici, lo stile è fortemente biografico e il fatto che la storia sia raccontata in prima persona da Jane, narratore onnisciente rende ancora più reale i personaggi e l'intreccio.

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