Longbourn House Longbourn House

Longbourn House

Letteratura straniera

Classificazione
Autore

Editore

Casa editrice


C'era una volta la famiglia Bennet: un padre distratto, una madre soffocante e cinque figlie da maritare. Jane Austen ne racconta magistralmente i signorili affanni in Orgoglio e pregiudizio, ma tace sulla servitú che dall'alba a tarda notte si affaccendava perché la conversazione in salotto scorresse serena. Jo Baker svela una metà del mondo popolata di ombre che, mentre cucinano e puliscono per gli altri, vivono vite e nutrono speranze proprie. E che sotto gli abiti di seconda mano nascondono segreti, ferite e passioni non meno intense di quelle che animano i piani superiori.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 2

Voto medio 
 
2.9
Stile 
 
2.5  (2)
Contenuto 
 
3.0  (2)
Piacevolezza 
 
3.0  (2)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Longbourn House 2018-05-16 08:55:49 violetta89
Voto medio 
 
2.8
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
violetta89 Opinione inserita da violetta89    16 Mag, 2018
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

al servizio delle sorelle Bennet

Ho letto questo libro incuriosita dall'ambientazione in casa della famiglia Bennet, la storia racconta infatti dei domestici che servivano in casa dei protagonisti di Orgoglio e Pregiudizio. Devo dire che la scrittrice è stata brava nel non snaturare e non interferire con la storia originale, potrebbero essere benissimo due storie che convivono e viaggiano in parallelo.
La trama quindi sfrutta l'ambientazione del capolavoro di Jane Austen ma si sviluppa su un filone proprio: troviamo Mr Hill e Mrs Hill i due domestici anziani, Sarah la serva e la piccola Polly, una sguattera. Pur non essendo una vera e propria famiglia di sangue (Sarah e Polly sono infatti due orfane), è come se lo fossero di fatto. Viene raccontato in modo realistico quelle che erano le faccende e gli impegni quotidiani dei domestici al servizio di una famiglia nell'Inghilterra Settecentesca, si tratta di uno spaccato che non troviamo nei libri della Austen ma che ci dà un'ottima visione di quella che era invece la vita della servitù.
Seguiamo quindi i tormenti di Mrs Hill, la voglia di libertà di Sarah e l'arrivo di un nuovo valletto, tale John Smith, che porterà non poco scompiglio nella vita di tutti: il suo destino è infatti molto più intrecciato di quello che sembra con le dinamiche della famiglia Bennet. Ho apprezzato molto questo sguardo sulla dura vita degli ultimi nella scala sociale, tuttavia questo libro non mi ha entusiasmato: molto lento, molto descrittivo, con una narrazione che un po' si perde nel raccontare la quotidianità a svantaggio delle emozioni.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Orgoglio e pregiudizio
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore

Longbourn House 2015-09-25 10:22:46 lapis
Voto medio 
 
3.0
Stile 
 
3.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
lapis Opinione inserita da lapis    25 Settembre, 2015
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Per vincere facile si finisce per perdere

Nella galleria di romanzi di ispirazione austeniana si colloca Longbourn House. L’idea in questo caso è di dare voce e vita al mondo della servitù di casa Bennett: la cameriera, la governante e il valletto diventano così protagonisti della scena con le proprie attività quotidiane, difficoltà, sentimenti.

Sono molti i romanzi che nel tempo hanno preso in prestito nelle proprie storie i personaggi di Orgoglio e Pregiudizio con risultati in genere molto deludenti non solo per le situazioni proposte, talvolta al limite del ridicolo, ma anche perché il presentare i personaggi fuori dalla loro realtà letteraria porta a snaturarli, trasformarli, renderli irriconoscibili. Bisogna invece dare atto a Jo Baker che, pur avendo fatto muovere i suoi servitori non in una qualunque casa inglese di fine Settecento ma proprio in quella della famiglia Bennett, tuttavia non ha tradito il contesto e i personaggi originali.

Longbourn House ha una sua valenza e una sua trama che va oltre Orgoglio e Pregiudizio ma ne sfrutta furbescamente l’ambientazione, impreziosendo lo sfondo della propria storia con rimandi a vicende e personaggi così noti e cari al lettore. Mossa furba ma anche pericolosa perché porta inevitabilmente a un confronto con l’originale, evidenziando limiti e debolezze del romanzo della Baker. Se è vero che anche in Orgoglio e Pregiudizio la trama non risulta particolarmente originale o avvincente, lì è la qualità della narrazione, dell’ambientazione e della caratterizzazione dei personaggi a fare la differenza. In Longbourn House, invece, la semplicità della storia d’amore tra cameriera e valletto si accompagna a un ritmo narrativo piuttosto pesante, con lunghe descrizioni e digressioni sul passato che dimostrano sì una certa documentazione storica da parte dell’autrice ma che ne inficiano la piacevolezza. I personaggi sono inoltre piuttosto deboli, a tratti anacronisticamente moderni per alcune scelte di vita, ispirate da un presunto tumulto interiore e una speranza di riscatto non meglio identificati e approfonditi. E poi manca il brio dell’ironia, purtroppo.

Il giudizio sarebbe cambiato senza il pesante paragone? In parte forse sì. In fondo è un romanzo fine, di belle maniere e buoni sentimenti, che offre uno sguardo onesto su chi ha come unica prospettiva una vita sfiancante di lavoro durissimo fatta di panni da lavare, piatti da servire e mani rovinate dal gelo e dalla fatica, una vita malinconica in cui non ci si possono permettere comodità e desideri, una vita invisibile che fa della discrezione e dell’assenza di sogni il proprio tratto distintivo. Interessanti quindi gli spunti di riflessione sul tessuto sociale dell’epoca, soprattutto a confronto con la nostra egocentrica e individualistica attualità.

Una lettura nel complesso gradevole che forse ha tratto più svantaggi che vantaggi dall’avere citato Jane Austen.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
120
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Dove c'è fumo
Valutazione Redazione QLibri
 
2.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il settimo peccato
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
A bocce ferme
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La morte mi è vicina
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
Sotto il falò
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La famiglia Aubrey
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sbirre
Valutazione Redazione QLibri
 
4.5
Valutazione Utenti
 
2.0 (1)
Le sorelle Donguri
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il purgatorio dell'angelo
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
4.7 (3)
Corpus Christi
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Ogni respiro
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'ospite
Valutazione Redazione QLibri
 
2.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri