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Le notti bianche
 
Le notti bianche 2013-06-11 23:42:16 silvia t
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
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Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
silvia t Opinione inserita da silvia t    12 Giugno, 2013
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La potenza di un classico giovanile

“Le notti bianche” è un'opera giovanile di Dostoevskij che a soli ventisette anni ha già in potenza tutto il talento che lo renderà immortale.
Difficile per un animo solitario e riservato non immedesimarsi nel protagonista, il quale viene tratteggiato in modo così dolce e preciso da rendercelo vivo ed è così reale seguirlo nelle sue passeggiate, incrociare le strade, le case a cui si rivolge, umanizzandole; troppo distante da lui è l'umanità, troppo distante la società, troppo vivi i suoi sogni, troppo fervida la sua immaginazione.
L'autore ce lo presenta come un uomo avulso dalla realtà, così timido da parlare solo con le strade, le case, le finestre; aspetto, questo, che già da solo basterebbe per comprendere l'essenza delicata di un animo sensibile.
La protagonista è viva e passionale, emana un entusiasmo contagioso, a tatti incredula e impaurita, a tratti civetta, rapisce quell'animo e lo strappa al sogno, lo irradia con la sua solare realtà, quasi con un tocco gli trasferisce la vita che non ha mai vissuto, la speranza che non ha mai coltivato, l'amore che non ha mai realizzato.
Se si pensa all'argomento trattato, così vasto, così profondo e intimo, stupisce come possa essere stato sintetizzato in poche pagine, in così poco tempo, ma Dostoevskij ci riesce e rende quell'incontro così particolare e unico, paradigma dei rapporti d'amore tra ragazzi, delle difficoltà che essi si trovano ad affrontare, degli inganni, delle omissioni che creano quegli equilibri instabili tipici dell'adolescenza.
Lo stile è di una modernità disarmante, i dialoghi sono verosimili, il lessico, ricco e adatto alla situazione, sembra accompagnare, attraverso le variazioni di ritmo, l'uso più frequente delle subordinate,l'incedere veloce dell'aggettivazione, i pensieri del protagonista e le sue speranze, come per trasmettere quell'illusoria forza che permette di far sì che il sogno si faccia realtà e che il tempo trascorso nelle elucubrazioni non sia vano, non sia perso.
La particolarità stilistica sta nell'aver scelto un registro ironico, che alleggerisce tutta la vicenda, che fa intuire ciò che avverrà, creando un'atmosfera così magica da rendere quell'angolo di paradiso il pizzico di realtà che per sempre accompagnerà il mondo onirico del protagonista, la polvere magica che perpetuerà la felicità vissuta.
Quando le poche pagine che lo compongono giungono alla fine e l'avventura si conclude ci si rende conto che quei due ragazzi imbacuccati, accarezzati dal gelido freddo russo appartenenti ad un tempo lontano, a due secoli fa, potrebbero essere due adolescenti attuali, che mutatis mutandis, nella stessa situazione sarebbero attanagliati dai medesimi dubbi, dalle stesse paure e finirebbero, forse, date le premesse, per compiere identiche azioni.
La potenza di un classico, anche se giovanile, sta nell'essere universale, nel riuscire a non perdere smalto nel tempo, ad adattarsi a ogni epoca, perché capace di cogliere l'essenza di un animo, a descriverne i tratti e a trasmettere le emozioni che rendono le parole vive e capaci di riempire quei vuoti esistenziali che spesso albergano nei cuori di molti di noi.
Un libro da leggere e da rileggere poiché non in tutte le fasi della vita può essere compreso e ad ogni età avrà qualcosa di diverso da dire sull'animo umano.

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Commenti

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Ciao Silvia, mi trovo a concordare pienamente col tuo giudizio.
Questa è un'opera giovanile e vede in nuce alcuni temi che nella produzione successiva si consolideranno e prenderanno forma; anche sullo stile concordo, fresco e moderno, ancora lontano dalla maturazione delle opere posteriori, ma estremamente intenso.
Bellissima recensione Silvia ! Concordo pienamente con la tua considerazione a fine recensione
Complimenti per la recensione.
Dal 1848 al 2013, dal 2013 al 2999 diremo sempre le stesse cose...e parafrasando una teoria keynesiana,la difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie. Per me questo è finora il più bel racconto letto nel 2013. Chapeau Silvia!
bella recensione! anche se mi fa un sacco ridere!!
ciao silvia!
Silvia solo applausi per te!!!!
Valentina
Esatto, il mondo dei classici è immortale e senza tempo, proprio come l'anima. Beato chi ha il privilegio di amarli.
Grazie a tutti, ho cercato di esprimere ciò che mi ha trasmesso, quello che quel ragazzo mi ha suscitato, quanto ragazzi giovani, timidi rappresenta e sempre rappresenterà. Il suo cuore è stato infranto è vero, ma è stato felice per un attimo, spesso è più di quanto chiunque possa affermare.
In risposta ad un precedente commento
silvia t
12 Giugno, 2013
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Bè non è poco :-)
Carissima Silvia, questa tua repentina e appassionata recensione è un'esplosione d'amore e la dice tutta su come la pensi.
Complimenti...
Pia
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