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Le notti bianche
 
Le notti bianche 2015-08-20 14:51:02 Giovannino
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Giovannino Opinione inserita da Giovannino    20 Agosto, 2015
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Le notti di San Pietroburgo.

Ho da poco finito Il giocatore di Dostoeveskij e siccome lo scrittore russo è uno dei miei preferiti ho deciso di prenderne un altro e ho puntato su Le notti bianche, romanzo di cui ho sempre sentito parlare un gran bene nonostante le dimensioni ridotte.

E così è infatti, nonostante le dimensioni contenute (circa 100 pagine) in questo breve romanzo troviamo tutti i tratti distintivi della letteratura dostoevskiana. Il libro racconta della storia di un giovane uomo che tutte le sere esce dall'isolamento della sua stanza e quando le altre persone tornano a casa lui va a passeggio per le strade deserte della sempre affascinante San Pietroburgo. Questo flaneur (come lo chiamerebbe Baudelaire) una sera incontra su un ponte una ragazza in lacrime e dopo averla salvata dall'approccio pesante di un ubriaco ci scambia due parole e si danno appuntamento per la sera seguente. Da questo momento il giovane solitario entra in un vortice di emozioni mai provate (era la prima volta che "approcciava" una donna) e inizia a non pensare ad altro che all'appuntamento serale. Sera dopo sera i due estranei iniziano a conoscersi meglio e, mentre lui non rivela subito il suo amore per lei, lei invece le dice subito che è così triste perché aspetta il ritorno dell'uomo amato (ritorno che tarda ad arrivare). La fine non ve la racconto ma vi dico solo che molti capitoli si chiamano "notte uno", notte due", etc mentre l'ultimo si chiama "risveglio" (no, non è un sogno, ma rientra tutto nella psicologia Dostoevskiana).

Anche qui troviamo il conflitto interiore del protagonista, tipico dei personaggi dello scrittore russo (Raskolnikov, Ivan dei fratelli Karamazov, il principe Myskin) ed anche qui il protagonista vive isolato dal resto del mondo, cercando di scavare negli abissi della psiche umana (Raskolnikov e Memorie dal sottosuolo). Inoltre anche qui alla fine c'è una lunga riflessione morale del protagonista che sfocia nel duro conflitto tra realtà e mondo dei sogni (come in Il sogno di un uomo ridicolo). La lettura è facile, agevole ed anche avvincente, un libro che si può finire tranquillamente in un paio di ore.

Insomma se amate lo scrittore russo non potete fare a meno di questa piccola perla che, secondo me, è anche molto utile per chi si avvicina a Dostoeveskij in quanto in maniera diretta tratta dei punti fondamentali delle sue opere che poi verrano ripresi e ampliati in altre opere più importanti.

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