Jerusalem Jerusalem

Jerusalem

Letteratura italiana

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Gerusalemme, 70 d.C. Un giovane membro della famiglia di Gesù mette in salvo dalle devastazioni dei romani di Tito le memorie scritte da Giacomo, fratello di Cristo. Oltre mille anni dopo, il manoscritto ricompare a Magonza nelle mani della comunità ebraica, che intende usarlo come prova dell'assoluta innocenza dei giudei nella morte di Gesù. E ora, nel 1099, mentre la città è assediata dai crociati, il prezioso documento è di nuovo a Gerusalemme, dove lo cercano i capi cristiani per impedire che il suo messaggio provochi una scissione all'interno della Chiesa.



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Jerusalem 2014-08-31 16:32:15 Gondes
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Gondes Opinione inserita da Gondes    31 Agosto, 2014
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Ottima lettura

“Immediato, arrivò anche il segnale di attacco. Le trombe squillarono, i cavalli nitrirono, le ruote della torre cigolarono, gli scudi cozzarono gli uni contro gli altri, gli uomini proruppero in un corale DIO LO VUOLE”
Questa poche righe tratte dal romanzo “Jerusalem”, ci fanno subito entrare nel vivo dell’atmosfera che si respira in questo libro di Andrea Frediani.
L’autore è riuscito a fondere in maniera credibile un avvenimento storico, come la prima crociata, con personaggi di fantasia creati appositamente per rendere più appetibile il romanzo. Il risultato è di altissimo livello, tanto che le storie dei personaggi scorrono parallele ed in modo naturale a quelli degli avvenimenti che hanno segnato la storia. Non mi stupisce la capacità di Frediani di raccontare di scontri e di battaglie per conquistare Gerusalemme, ma la chiarezza con cui l’autore è riuscito ad entrare nei difficili meandri delle tre religioni che si contendono la Città Santa. Nel romanzo, sempre grazie ai sui personaggi, appartenenti a tre religioni diverse, vengono spiegati alcuni principi su cui si fondono il credo cristiano, mussulmano ed ebraico, aprendo un spiraglio per approfondire certi temi che a volte vengono conosciuti solo per linee generali. Non mi aspettavo questa caratteristica del libro e ne sono rimasto molto soddisfatto, tanto da rileggermi più volte diverse pagine per memorizzare meglio certi aspetti a me sconosciuti.
Quello che se ne ricava è che tutte le religioni sono fondate sugli stessi buoni principi, ma purtroppo l’ignoranza e l’interesse hanno reso queste differenze incolmabili.

P.S – Un ringraziamento a “Rondinella”, che più volte mi ha esortato alla lettura di questo libro. Ho aspettato a leggero perché non volevo giocarmi subito una carta vincente. Certi libri è un peccato finirli!!

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Jerusalem 2013-03-22 15:39:46 rondinella
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rondinella Opinione inserita da rondinella    22 Marzo, 2013
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La strada perduta per Gerusalemme

Frediani è Frediani.
Ammetto di amarlo, ma nonostante questo vi assicuro che è un grande autore, di quelli che nella Storia ci vive ancora e ci trasporta anche i suoi lettori.
Jerusalem non è altro che l'ennesima, sublime macchina del tempo, per fare un salto indietro nei dintorni e tra le mura dell'intramontabile Città Santa.

Urbano II bandisce la prima crociata per liberare Gerusalemme dagli infedeli. L'Europa risponde in massa all'appello, chi per desiderio di gloria, chi per ambizione, pochi per vera fede.
Ma in fondo, dov'è la fede se non nel cuore?
Quali sono i veri motivi per cui è necessario conquistare quella terra lontana e prospera?
Le truppe muovono verso Oriente, distruggendo, saccheggiando e facendo violenza lungo la via, prendendosela anche con i loro alleati, spinti da un fanatismo estremo. Il confine tra le 'buone intenzioni' e le azioni brutali si assottiglia fino a scomparire.
Ed ora Gerusalemme, chi sono i veri infedeli?

Ho già detto che adoro Frediani vero?
Adoro la sua capacità di miscelare Storia e fantasia, di dare carattere ai personaggi, di far rivivere nitidamente tempi passati come se si fosse presenti. Lui riesce in tutto questo.
Si comprende lo studio, la volontà di creare un'opera indimenticabile e interessante: mi ha rapita, tenuta sveglia per ore, incantata dalle ottime descrizioni e dalla perizia storica.
Un libro che vale, veritiero. Ad inizio lettura ci sono le note dell'autore dove spiega ciò che è vero e ciò che ha dovuto aggiungere, e io vi assicuro che accorgersi dove finisce la realtà e inizia l'immaginazione (immaginazione storicamente verosimile comunque) è quasi impossibile.
Ottime ricostruzioni di dialoghi burocratici e superbe descrizioni di battaglie (sembra di vedere un film), eccellente caratterizzazione dei personaggi, perfettamente inseriti nel contesto storico e nell'ambiente, ma così umani da suscitare emozioni contrastanti nel lettore. Un distinto specchio della società corrotta e dubbiosa che nell'anno 1000 era alla ricerca dei valori perduti e della... libertà.
Ovviamente non è che la narrazione fluisca liscia liscia: purtroppo la Storia (beh, forse pure Frediani) ha le sue esigenze, esigenze che comprendono uno stile più specifico, un po' più pesante, con un lessico adattato; inoltre le questioni burocratiche sono notoriamente noiosette (come quelle moderne no?), però restano necessarie per avere una logica visione d'insieme.
Inoltre l'autore spesso si dilunga qua e là per ribadire meglio alcune situazioni, cosa che probabilmente potrebbe ulteriormente rallentare la lettura, soprattutto se non si è abituati.

In definitiva un altro splendido romanzo, preciso, coinvolgente, vivido e originale (per quanto lo possa essere una tiritera sentita mille volte tra i banchi scolastici): veramente non lo consiglierei se non conoscete ancora Frediani, non è uno dei suoi testi più scorrevoli.
Se invece siete costanti viaggiatori del tempo, beh, da non perdere: suspance, azione, battaglie e coraggio vi aspettano tra queste pagine straripanti di fatti e parole.
Consigliatissimo.

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Romanzi di Frediani, romanzi storici
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Jerusalem 2011-05-01 15:38:09 ErianAlgard
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ErianAlgard Opinione inserita da ErianAlgard    01 Mag, 2011
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Discreto

Buon lavoro di Frediani. Il romanzo ha una trama interessante con dei buoni personaggi. Da storico militare qual è si sofferma molto sugli episodi di battaglia e da parecchi dettagli in merito. Non che sia un male, io stesso mi interesso prevalentemente di storia militare, ma appunto ritengo che troppe pagine a descrivere macchinari o assedi spezzino il ritmo in maniera troppo drastica. Sono questi dettaglia che si sposano meglio con un trattato di saggistica sul tema. Fatto questo appunto, c'è da notare anche lo stile di scrittura che è tipico di uno storico che scrive romanzi: la leggera aridità del linguaggio. Nel complesso comunque ottimo lavoro e che instilla anche una punta di curiosità su determinati argomenti portando magari ad approfondire gli studi su Giacomo il giusto o altri degli argomenti trattati nel libro.

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