Narrativa straniera Letteratura rosa La ragazza dei fiordalisi
 

La ragazza dei fiordalisi La ragazza dei fiordalisi

La ragazza dei fiordalisi

Letteratura straniera

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Svezia, 1349. In un'epoca in cui niente è sicuro e l'onore di una donna è tutto, la giovane e bella Illiana, figlia di un ricco proprietario terriero molto vicino al re, viene rapita per errore poche ore prima del suo fidanzamento ufficiale. Un equivoco tragico quanto. La colpa - o il merito - è di un giovane soldato che - per esaudire il desiderio del suo signore Markus, leggendario cavaliere, di passare la notte in compagnia di una donna - gli ha portato la dolce Illiana. Ma non appena Markus si trova di fronte a quella ragazza dalle forme delicate si rende subito conto dell'enorme sbaglio del suo attendente e si offre di riaccompagnarla a casa. Affascinante e rude, dallo sguardo profondo e dal passato oscuro, Markus non gode però di ottima fama a corte. Per fortuna il cuore sa andare oltre alle apparenze. E proprio quel viaggio segnerà l'inizio di un amore, travolgente e inaspettato.



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La ragazza dei fiordalisi 2014-01-20 13:17:22 piccicuia
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piccicuia Opinione inserita da piccicuia    20 Gennaio, 2014
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QUI PARLA LA GELOSIA

"Se Jane Austen fosse stata svedese, si sarebbe chiamata Simona Ahrnstedt". Sono state queste l'esatte parole di Cosmopolitan.
Non che non siano vere (per carità, un talento come quello della Ahrnstedt è raro) ma forse un pò esagerate.
Jane Austen era Jane Austen.
Simona Ahrnstedt è Simona Ahrnstedt.
Punto.
Non facciamo paragoni quando non ne servono affatto!
Non badateci, a parlare qui è la mia gelosia!
Cavolo, un complimento come quello che ha fatto Cosmopolitan è magico. Surreale.
Quale autrice non vorrebbe esser paragonata al suo mito? E se anche mito non fosse, a JANE AUSTEN?
Eh brava la Ahrnstedt!

Comunque, a me è piaciuto di più Ritratto di donna in cremisi. Quel libro mi ha fatto volare con la fantasia. Quasi ho toccato il cielo quando è affiorato un piccolo sorriso tra i due protagonisti. Mamma doveva urlare affinchè la sentissi in tutta la nebbia della mia immaginazione. E credetemi, io ero dentro quel libro!
Il che mi accade solo a volte.
In questo caso, no.
Il libro mi ha lasciato un pò indifferente sotto alcuni punti di vista, mentre in altri mi divertivo e in altri ancora tornavo a leggere con apatia.
La storia è avvincente, i personaggi misteriosi, gli intrecci non mancano e la superficialità a volte albeggia... La superficialità di lui, Markus il temibile.
Markus l'indomabile.
Markus il guerriero.
Ok, ora la finisco.
Markus incontra Illiana per un errore dovuto a un ragazzo, incaricato di prendergli una donzella dai capelli biondi che sembrava spregiudicata. tanto da fargli capire in uno sguardo che avrebbero potuto fare.... CA VA SANS DIRE!
La ragazza recapitatogli ha sì: i capelli biondi, i vestiti-non-vestiti possono parlare da soli, ma non è la ragazza che lui voleva.
Illiana è nubile.
E lui, un guerriero, cosa se ne fa di una nubile?
Di certo non ha in mente di sposarsela.. così la riporta a casa e il destino vuole che non se ne separi.
Ora, volevo solo dire che la sua superficialità è dovuta al fatto che considera Illiana come qualcuno di "passabile". (Tanto per rifarmi a Orgoglio e Pregiudizio).
Ma poi... quell'appena passabile si trasforma in qualcosa di cui non ne può fare più a meno. Un pò come succede in ogni storia, no?
Conosci un ragazzo che non ti piace e passa il tempo, e quel ragazzo diventa l'uomo più bello al mondo....
Forse Illiana era davvero un pò bruttina. O forse Markus aveva occhi troppo superficiali. Forse già allora, nel Medioevo, c'era la definizione di "bellezza".
Per tutto ciò, però, bisogna chiedere alla nuova Austen.
Perchè sicuramente lei è riuscita a entrare nel mondo di La ragazza dei fiordalisi.
Io no.
(Piccicuia molto gelosa)
;)

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La ragazza dei fiordalisi 2014-01-20 10:22:32 Baobab
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Baobab Opinione inserita da Baobab    20 Gennaio, 2014
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Crisi letterarie e Simona Ahrnstedt

Dopo un ciclo di letture piuttosto infelici, in cui ho maneggiato autori e storie del tutto scialbe, anonime e già dimenticate, adocchio su internet un riferimento al secondo libro di Simona Ahrnstedt. Non volendo accettare la mia totale crisi con questo genere letterario che comincio a trovare addirittura fastidioso, decido di appellarmi a quest’autrice che avevo già molto apprezzato in “Ritratto di donna in cremisi”.
Paragonata da qualche esagerato alla “nuova Jane Austen” (confronto che a dirla tutta non ha neanche un grande senso, a causa dei due secoli che le dividono!), Simona Ahrnstedt mi ha finalmente permesso di trovare una riposta ai miei dubbi. Ho bisogno di allontanarmi da questi romance a da tuto ciò che è rosa!

Mi sono informata sul sito ed ho visto che il libro non aveva ancora una scheda e così ho voluto proporvi una recensione (seppur tiepida) della storia di Illiana e Markus, perché penso che questa autrice meriti (indipendentemente dalle mie crisi personali!) un po’ di pubblicità!

Siamo al solito in Svezia, questa volta però ci troviamo nel Medioevo e il giovane guerriero Markus, braccio destro del Re e combattente indomito è fermo con i suoi uomini in una locanda, a sorseggiare birra e godersi un po’ di ristoro. Un lungo viaggio li attende e da maschio alfa qual è, Markus chiede al maldestro Philippe, suo attendente, di portargli la vedova bionda che per strada lo aveva adocchiato con interesse.
Ora, va bene che Philippe non brilla di intelligenza, ma con il misero riferimento “capelli biondi, bocca grande, vestiti grigi, disponibile” quante speranze ci sono che il ragazzo non si confonda?
Il caso vuole che Philippe si imbatta in Illiana, bionda e nuda dopo una bella nuotata e non ha più dubbi, è lei! Senza troppe storie se la carica sulle spalle e la porta dal suo temibile comandante.
Il fraintendimento viene subito risolto, Markus riconosce l’errore e trovando la ragazza poco interessante e pericolosamente nubile (e nuda!) si offre di scortarla fino a casa. Un incontro imprevisto e una serie di equivochi ribaltano la situazione e i due che speravano di separarsi il prima possibile rimarranno incastrati in un gioco di diplomazie e interessi economici.

Ho apprezzato molto i due personaggi principali, Illiana non è una bellona, spesso nelle descrizioni di Markus la vediamo sproporzionata e piuttosto anonima, ma è una studiosa, incredibilmente determinata e molto leale. Markus invece è un giusto, con la nomina dello stupratore violento mangiabambini, è invece un lavoratore instancabile e un brav’uomo.
La storia si srotola in modo apprezzabile, c’è del ““mistero”” qua e là e la Ahrnstedt ci risparmia qualche fastidioso cliché (Deo Gratias!).
Avrei preferito sapere di più su certi personaggi che, una volta smessa la loro funzione vengono totalmente abbandonati (La madre infelice e il padre violento di Illiana, il giovane Philippe…), ma voglio credere che queste scelte siano dovute ai limiti dei tempi del racconto piuttosto che alla superficialità della storia.

Nel complesso comunque un bel lavoro che mi sento di consigliare caldamente a chi è appassionato del genere, vi piacerà.

Io mi metto alla ricerca della mia nuova identità letteraria, a voi auguro una buona lettura!

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