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La leggenda del morto contento
 
La leggenda del morto contento 2012-10-19 16:19:27 cesare giardini
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Stile 
 
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Contenuto 
 
4.0
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    19 Ottobre, 2012
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Oggi come un secolo e mezzo fa...

Siamo a Bellano, lago di Como, alla metà dell’Ottocento. I personaggi di Andrea Vitali animano il paese e caratterizzano questo originale angolo di mondo con i soliti problemi : beghe tra padri e figli, pettegolezzi tra comari inviperite, litigi tra mogli indisponenti e mariti succubi, il cui unico sfogo resta il lavoro inframmezzato da solenni ubriacature… In questo contesto, cui fa da sfondo la magnificenza del lago, con l’intercalare di memorabili tempeste, si ambienta la storia di Lepido, un povero sarto sognatore e amante della natura, marito di una vera arpia ( la Diomira), che suo malgrado si lascia coinvolgere anche per dabbenaggine e scarse capacità comunicative in una tragica vicenda : l’annegamento di due ricchi figli di nobili famiglie, usciti in barca durante le avvisaglie di una tempesta. Il poveretto finisce inguaiato, si becca, pur innocente, sei mesi di galera (per di più in isolamento) e si lascia morire per inedia in carcere, solo come un cane e apparentemente contento (probabilmente per l’affrancamento da una moglie possessiva e arcigna e la conquista di un’agognata beata solitudine). Siamo nell’Ottocento, l’amministrazione è quella del Regio Imperial governo austriaco, con prefetti, podestà, preture e poliziotti dell’epoca : la tanto decantata organizzazione statale non si discosta molto da quanto accade oggigiorno. Potremmo dire : allora come oggi o oggi come allora . Le beghe di paese sono sempre quelle, la giustizia viene amministrata con occhi di riguardo per i facoltosi “padroni” del borgo, i poveri cristi sono guardati con alterigia se non con malcelato disprezzo. Nulla cambia, il mondo gira oggi come allora. Sorprende la ben nota capacità di Andrea Vitali nel renderci attuali le atmosfere di allora, con la descrizione accurata e divertente dei numerosi personaggi, talora scolpiti a tutto tondo, talora tratteggiati come vere e proprie macchiette della commedia dell’arte. Un altro bel romanzo dello scrittore di Bellano, che si può considerare tra i massimi esponenti attuali della narrativa italiana.

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