Saggistica Scienza e tecnica Essere una macchina
 

Essere una macchina Essere una macchina

Essere una macchina

Saggistica

Editore

Casa editrice

Questo libro è un viaggio straordinario, proprio nel senso in cui lo erano quelli di Jules Verne. Tutto quanto O'Connell racconta sembra frutto di una fantasia vagamente allucinata. Solo che non lo è. I cilindri d'acciaio nel capannone criogenico vicino all'aeroporto di Phoenix contengono davvero i primi corpi umani in attesa di risvegliarsi in un futuro simile all'eternità. Ray Kurzweil, uno dei cervelli di Google, inghiotte davvero 150 pillole al giorno, convinto di vivere a tempo indeterminato. Elon Musk o Steve Wozniak sono serissimi quando dichiarano che di qui a poco la nostra mente potrà essere caricata su un computer, e da lì assumere una quantità di altre forme, non necessariamente organiche. Sì, il viaggio di O'Connell fra i transumanisti - fra coloro che sostengono che, nella Singolarità in cui stiamo entrando, i nostri concetti di vita, di morte, di essere umano andranno ripensati dalle fondamenta - porta molto più lontano di quanto a volte vorremmo. Regala sequenze indimenticabili, come la visita alla setta di biohacker che tentano di trasformarsi in cyborg. E apre uno dei primi, veri squarci sulla destinazione di una parte degli immani proventi accumulati nella Silicon Valley. "Che possibilità reali abbiamo di vivere mille anni?" chiede a un certo punto O'Connell a un guru del movimento, Aubrey de Grey. «Qualcosa più del cinquanta per cento» si sente rispondere. «Molto dipenderà dal livello dei finanziamenti».



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
4.2
Stile 
 
5.0  (1)
Contenuti 
 
4.0  (1)
Approfondimento 
 
4.0  (1)
Piacevolezza 
 
4.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Scorrevolezza della lettura
Contenuti*  
Interesse suscitato
Approfondimento*  
Grado di approfondimento dei temi trattati
Piacevolezza*  
Grado di soddisfazione al termine della lettura
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Essere una macchina 2019-11-25 23:59:09 Martin
Voto medio 
 
4.2
Stile 
 
5.0
Contenuti 
 
4.0
Approfondimento 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Martin Opinione inserita da Martin    26 Novembre, 2019
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sulle tracce dei transumanisti

Mentre la comunità scientifica lancia allarmi, seriamente preoccupata delle condizioni di salute del nostro pianeta, una strana fauna si aggira in California, nell’Eden capitalistico che prende il nome di Silicon Valley, parlando di un avvenire luminoso, convinta di poter rivoluzionare il mondo e la condizione umana e in costante ricerca di finanziamenti. Si tratta dei transumanisti: scienziati, ingegneri, pensatori, grandi manager ma anche persone “comuni” che lavorano per far sì che le fantasie e le intuizioni dei grandi scrittori di fantascienza possano realizzarsi concretamente. I transumanisti fondano il loro credo sull’idea che sia possibile sbarazzarsi dei problemi legati alla nostra limitata biologia umana, fatta di organi inefficaci e flaccidi, scarsa intelligenza e bias cognitivi, e, in particolare, della morte, la quale da destino inscritto nell’ontologia dell’uomo diviene mera malattia da eradicare il prima possibile per mezzo della tecnologia. Messosi sulle loro tracce, Mark O’Connell, giornalista dublinese, firma del “The Guardian” e del “New Yorker”, ne delinea una stupenda zoologia nel suo saggio d’esordio: Essere una macchina (2017). Il saggio, impreziosito qua e là di riflessioni molto profonde, è una galleria di personaggi pittoreschi, che l’autore ha avuto la fortuna di incontrare. Si va dal filosofo-becchino Max More, fondatore del movimento transumanista e presidente e amministratore delegato della Alcor, un’organizzazione no-profit che si occupa di crionica, cioè della preservazione di corpi umani a bassissime temperature in attesa che le future tecnologie possano riportarli in vita, al neuroscienziato Randal Koene, il quale sogna di realizzare il mind uploading, il trasferimento delle menti umane in sistemi informatici; si va dai grinders, “transumanisti pratici” che s’impiantano dispositivi e chip sotto pelle con l’intenzione di divenire cyborg immuni al decadimento fisico, al funereo Aubrey de Grey, impegnato nel progetto SENS (Strategies for Engineered Negligible Senescence), che si propone l’obiettivo di trovare una “cura” per l’invecchiamento per mezzo delle biotecnologie, fino all’eccentrico Istvan Zoltan, candidato alle presidenziali americane che O’Connell ha accompagnato durante la campagna elettorale, condotta su un camper a forma di bara e incentrata sulla promessa di trovare un modo per “abolire” la morte. A questo caleidoscopico gruppo non si può non aggiungere il guru Ray Kurzweil, che O’Connell non è riuscito a incontrare ma a cui ha comunque dedicato un capitolo: si tratta di un noto inventore e informatico della Silicon Valley che ha scritto diversi libri sul transumanesimo e che ha predetto l’avvento imminente della Singolarità. “La Singolarità di Kurzweil – scrive O’Connell – è una visione quasi psichedelica dell’abbondanza tecnologica, una teleologia definita nei più minuti particolari in cui tutta la storia converge verso un’apoteosi dell’intelletto puro”. Con la Singolarità ci disincarneremo, non saremo più in balia di pulsioni primordiali e superstizioni, avremo a nostra disposizione nuovi corpi, esoscheletri robotici o virtuali, acquisiremo un potere tale da poter imporre finalmente un senso all’inerte materia, simili in questo al demiurgo di Platone.
O’Connell affronta i suoi interlocutori con una buona dose di scetticismo e più che colpirli sul terreno delle possibilità della scienza e della tecnica, a cui del resto non può che riconoscere un potere che sembra inarrestabile, cerca di mostrarne l’attaccamento psicologico ad antiche idee e desideri, che hanno fatto la fortuna di mitologie, religioni e filosofie, quali l’idea che la mente sia qualcosa di distinto dal corpo, il desiderio di trascendere la limitatezza umana, il rigetto della natura, il desiderio di trovare un senso che innervi e muova la storia. La filosofia transumanista cade così in una lampante contraddizione: pretende di svuotare l’uomo di tutti i bisogni e le credenze funzionali a “vivere nella savana” ma inadatte per costruire il futuro, ma lo fa abbarbicandosi a desideri umani, troppo umani.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Gelosia
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
Su un letto di fiori
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
La mia vita con i gatti
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
Tre
Tre
Valutazione Utenti
 
3.4 (2)
L'arresto
Valutazione Utenti
 
2.0 (1)
I sette killer dello Shinkansen
Valutazione Utenti
 
3.0 (1)
Vecchie conoscenze
Valutazione Utenti
 
4.6 (2)
La stagione dei ragni
Valutazione Utenti
 
4.3 (2)
Il pozzo della discordia
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Le vite nascoste dei colori
Valutazione Utenti
 
3.8 (1)
Figlia della cenere
Valutazione Utenti
 
3.8 (3)
Un bello scherzo
Valutazione Utenti
 
4.0 (2)

Altri contenuti interessanti su QLibri