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Dieci piccoli indiani Dieci piccoli indiani

Dieci piccoli indiani

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Dieci persone estranee l'una all'altra sono state invitate a soggiornare in una splendida villa a Nigger Island senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l'invito. Gli invitati non hanno trovato il padrone di casa ad aspettarli; hanno trovato invece una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto della loro camera. E una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini. Per gli ospiti intrappolati è l'inizio di un interminabile incubo.

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Dieci piccoli indiani 2018-08-09 18:30:06 Cathy
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Cathy Opinione inserita da Cathy    09 Agosto, 2018
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"E poi non rimase nessuno"

È un giorno di agosto del 1939 e otto sconosciuti si ritrovano sulla costa del Devon per imbarcarsi su un battello e raggiungere Nigger Island, una minuscola isola sperduta in mezzo al mare che deve il nome alla sua forma, curiosamente simile alla testa di un nero. Ciascuno di loro, per una ragione diversa, ha ricevuto un invito a recarsi sull’isola da parte dei misteriosi signori Owen, marito e moglie, che nessuno ha mai visto e di cui non si sa nulla se non che hanno acquistato Nigger Island e l’unica abitazione che vi si trova, una villa elegante e moderna costruita dal precedente proprietario. Giunti sull’isola, gli ospiti non trovano traccia degli Owen e ad accoglierli ci sono soltanto il maggiordomo e sua moglie, per un totale di dieci persone, tutte molto diverse tra loro per età, occupazione, storia personale, e convinte di non avere nulla in comune se non la convocazione improvvisa sull’isola. Ciascuno di essi, invece, nasconde un oscuro, terribile segreto e quando i dieci piccoli ospiti di Nigger Island iniziano a morire misteriosamente uno dopo l’altro, come i dieci piccoli indiani di un’inquietante filastrocca appesa al muro in tutte le stanze della villa, come le dieci piccole statuine di indiani che fanno bella mostra di sé sul tavolo della sala da pranzo e che scompaiono una dopo l’altra, un morto dopo l’altro, diventa chiaro che un folle, un omicida seriale o un macabro giustiziere ha orchestrato un gioco terribile, un lungo, spaventoso incubo ininterrotto dal quale, forse, nessuno può uscire vivo.
Isolata da una tempesta, tagliata fuori dal mondo esterno, immersa in un’atmosfera surreale e allucinata, Nigger Island si rivela una trappola a cielo aperto, priva anche della consueta, rassicurante presenza di un investigatore, garante del principio che prima o poi l’omicida sarà smascherato e punito e l’ordine e la ragione ripristinati. Nell’incubo dei dieci piccoli indiani, intrappolati sull’isola come nelle loro coscienze macchiate dalla colpa, la ragione è sospesa e l’unico ordine esistente è quello stabilito da una misteriosa, inconoscibile coscienza superiore – U.N. Owen, “unknown”, “sconosciuto” – che sovrasta tutte le altre, incarnazione pura e terribile della giustizia, e che le giudicherà una ad una, impassibile, fino all’ultima riga della filastrocca che scandisce il tempo sospeso e irreale di Nigger Island: “e poi non rimase nessuno.”

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È un classico imprescindibile, soprattutto per chi ama il genere mystery. Consigliato a tutti.
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Dieci piccoli indiani 2018-04-28 17:08:10 deborino
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deborino Opinione inserita da deborino    28 Aprile, 2018
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DIECI PICCOLI NEGRETTI

Premetto che questo è il secondo libro di Agatha Christie che leggo dopo "Assassinio sull'Orient Express".
Che dire? Non ci sono parole per descrivere la genialità di questa autrice che non aveva mancato di stupirmi nell'altro libro ma in questo veramente si è superata.
In fin dei conti si tratta del suo libro più famoso.
Fra l'altro nella mia versione c'è una spiegazione della biografia dell'autrice, del particolare periodo della sua vita mentre scriveva questo giallo e a seguire anche l'elenco dei film basati su esso.
La cosa che ho più trovato interessante è che il vero titolo è "Dieci piccoli Negretti" e non "Dieci piccoli Indiani" ma il titolo è stato poi cambiato negli anni '70 perché "Negro" è considerata una parola dispregiativa nei confronti delle persone di colore.
All'interno del libro, però, tutto parla di negri a partire dall'ambientazione: Nigger Island.
Detto questo, la storia parla di dieci persone tutte sconosciute tra l'altro e di diverse classi sociali che vengono invitate da diverse persone a loro poco conosciute su questa isola per una vacanza.
Una volta arrivati, scoprono che il padrone di casa non c'è e trovano una inquietante filastrocca nella camera di ognuno che parla della scomparsa di dieci piccoli negretti.
Da subito iniziano a succedere cose inquietanti, tutte legate alla poesia e il lettore si crea mille ipotesi ma il finale pare inspiegabile e quasi paranormale se non ché......
Consigliatissimo.

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Libri gianni, thriller
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Dieci piccoli indiani 2018-02-06 21:04:29 siti
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siti Opinione inserita da siti    06 Febbraio, 2018
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Giustizia!?

Chiaro e lineare e conturbante; senza l’epilogo mi avrebbe posto nell’imbarazzo di chi generalmente non capisce i gialli, pur sforzandosi con tutto il suo essere di carpirne la logica che li sorregge. Posso trionfalmente asserire che ho capito chi è l’assassino! Grazie Agatha per la gentile concessione.
Tolto questo peso, esprimerò alcune considerazioni in merito alla piacevolezza: sono infatti perfettamente consapevole di essere stata finora tra quei pochi che non conoscono la trama nel dettaglio; rispetto però i superstiti e non ne parlo.
Il romanzo si legge velocemente e ha un ritmo serrato, a spirale, che echeggia il dipanarsi dell’extratesto sul quale è basata la trama: la filastrocca. Tende a morire col suo naturale evolversi in un ritmo decrescente da dieci a zero. Questo ritmo, purtroppo, non lascia spazio a nessuna introspezione psicologica e allora quando, all’inizio, muore la governante della villa rimango interdetta dalla mancata reazione emotiva del marito che continua tranquillamente ad assolvere le sue funzioni volte a garantire la massima ospitalità a nome del misterioso padrone della villa. Successivamente questa sbavatura viene brillantemente oscurata dalla maestria con la quale la scrittrice riesce ad alimentare un crescendo di tensioni, di paura, di sospetto fino a giungere al tutti contro tutti , pertanto l’ombra svanisce e mi rimane un giudizio finale che all’opposto riconosce proprio ciò che misconosceva.
La trama è inoltre basata su uno spunto riflessivo che mi intriga e che altri autori da me apprezzati hanno, con mezzi e fortune diverse, percorso: il valore della giustizia terrena, la sua imprecisione, la sua finitezza, la sua assurda fallibilità. E allora a catena si va a indagare gli spettri nei vissuti e nelle coscienze altrui, di quelle persone che per circostante fortuite e casuali riescono ad eluderla, la giustizia. Emerge infine la figura di un giustiziere che altro non può essere se non un pazzo, mitomane e pure narciso. Buona lettura.

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Dürrenmatt
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Dieci piccoli indiani 2017-06-20 10:12:01 Il Nido Del Gufo
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Il Nido Del Gufo Opinione inserita da Il Nido Del Gufo    20 Giugno, 2017
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Il Giallo, ma non per eccellenza (ed è un bene)

Senza aver mai letto la Christie (ma forse un giallo nel vero senso del termine) ho approcciato la lettura di Dieci Piccoli Indiani.
Particolare non trascurabile, non sapevo come andava a finire, cosa che purtroppo succede spesso quando si affrontano libri di questo genere (immagino).

Partendo dallo stile, mi sono reso subito conto di come la Christie si sia sforzata di rendere la narrazione il più agile, densa e veloce possibile. Tutti i particolari non strettamente inerenti o utili alla trama vengono lasciati dal parte, consegnandoci una narrazione frenetica e febbrile, come l'atmosfera che già dopo pochi minuti dal loro arrivo respirano gli ospiti di Nigger Island.

Avrei preferito, lo riconosco, un romanzo più ricco, dettagliato e psicologicamente fine. I personaggi dopotutto (lo dice il titolo stesso) sono dieci, e caratterizzarli in maniera meno stereotipata e "facile" avrebbe reso forse la lettura più difficile ma certo più interessante, anche dal punto di vista critico.

Tuttavia, ci sono alcune cose, in questo libro, che lo rendono originalissimo, speciale e intrigante. A partire dalla struttura della "camera chiusa", forma narrativa in cui (ho letto) la Christie è maestra assoluta. E non si fa fatica a crederlo, tutto è estremamente congegnato nei minimi particolari. La successione delle uccisioni è metodica, strutturata e il fatto che il colpevole possa essere solo uno dei presenti rende la cosa ancora più inquietante.

Mi ha molto sorpreso in positivo la mancanza in questo libro della figura catartica del "detective", che nei gialli spesso rappresenta una sorta di antidoto umano alla paura cieca delle vittime e all'intelligenza spietata e senza scrupoli (spesso venata di follia) dell'assassino. Qui sono tutti potenziali vittime e potenziali assassini, laddove il confine tra il bene e il male diventa dunque fluido: come presto si scoprirà, nessuno nel libro è innocente e nessuno è davvero colpevole. Ma un colpevole dev'esserci, e il finale straordinario di questo libro lo mette in luce con sorprendente abilità.

Una lettura, per concludere, certamente magnetica e piacevolissima, ma troppo breve e scarna. Fosse stato un romanzo di cinquecento pagine, sarebbe un vero capolavoro. E' un peccato che la Christie abbia quasi scientificamente deciso di rimanere nell'ambito del romanzo di genere (che non è un insulto, ma una constatazione), e non abbia tentato la via della letterarietà più ampia. Avrei molto apprezzato una vera riflessione sul tema della colpa (Kara, in russo, da cui i Karamazov, dallo scrittore che meglio di tutti gli altri ha trattato l'argomento) e sull'espiazione attraverso la vendetta...

Ma sono riflessioni da vecchio (ho 27 anni, ma ci si nasce) barbagianni appassionato di Critica Letteraria. Leggete questo bellissimo giallo e non pensate ad altro che svelare il mistero, non ve ne pentirete :)

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Gialli, Thriller e vuole vedere "come si fa"
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Dieci piccoli indiani 2017-01-29 17:40:37 Rollo Tommasi
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Rollo Tommasi Opinione inserita da Rollo Tommasi    29 Gennaio, 2017
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L'ultima spiaggia

“C'era qualcosa di magico in un'isola: bastava quella parola a eccitare la fantasia. Si perdeva il contatto col resto del mondo, perché un'isola era un piccolo mondo a sé.”

Nigger Island non è poi tanto lontana dalla terraferma, raggiungibile con relativa facilità se le condizioni del tempo (e del mare) non sono avverse. Ha una caratteristica che la rende particolarmente invitante, per persone della più diversa estrazione sociale: si vocifera che l'intera isola e l'imponente villa, unica costruzione che vi sorge, siano state acquistate da un miliardario.
Un'insegnante di educazione fisica, un medico, un giudice e un generale entrambi in pensione, un aitante giovanotto amante dei motori, una vecchia zitella di salda fede religiosa, un avventuriero, un poliziotto in incognito, una coppia di coniugi reclutati in qualità di maggiordomo tuttofare e di cuoca. Dieci persone che ricevono un invito personalizzato, all'insaputa l'una dell'altra (fatta eccezione per i due della servitù, ovviamente), e destinate a riunirsi sull'isola in un determinato giorno. Dieci persone che sbarcano, si osservano l'un l'altra, combattute tra la curiosità per i tipi umani e il fastidio per una convivenza che si preannuncia coatta. Dieci persone che si studiano, come non abbiano nulla in comune.
E invece qualcosa che le accomuna c'è: la voce che si diffonde nella sala, subito dopo la prima cena del gruppo, accusa ciascuno di loro di una colpa precisa e incancellabile: l'essersi macchiati – in tempi, luoghi e modalità diverse – di omicidio.
La prospettiva del soggiorno cambia del tutto, e si trasforma in un incubo collettivo: come mai i padroni di casa, il signor e la signora Owen, non sono ancora arrivati? Che significano quelle dieci statuine nel bel mezzo della tavola da pranzo? E come mai in tutte le stanze degli invitati vi è una copia della filastrocca sui “dieci poveri negretti”, che insieme “se ne andar” e poi “nessuno ne restar”? Quale squilibrato inciderebbe quella serie di indimostrate accuse su un disco, per farla girare sul grammofono ad un dato momento della sera?... Esistono davvero un signor e una signora Owen?...

“Quel che c'è di buono nelle isole è che, quando vi si arriva, non si può andare oltre, si è giunti come a una conclusione...”

Quasi 80 anni fa, nel 1939, Agatha Christie scrive “Dieci piccoli indiani” (chi ritiene questo libro superato dovrebbe spiegare il perché delle sue numerose trasposizioni cinematografiche – l'ultima nel 2015, con Miranda Richardson e Sam Neill tra gli altri – ma soprattutto dovrebbe fare i conti col fatto che è il libro giallo più venduto d'ogni tempo).
Non dirò che è un libro perfetto: non lo è. Sostengo, però, che è un libro assolutamente geniale, non solo per la soluzione che offre, ma in quanto lo è dal primo all'ultimo capitolo.
La sua genialità sta principalmente in una ragione che trascende l'essenza di un giallo (e da ciò si potrebbe argomentare che è un capolavoro a prescindere dal genere a cui appartiene): è un'opera di enorme sottigliezza nell'analisi psicologica, che prende a pretesto una situazione-limite per scandagliare la parte più profonda e buia dell'animo umano, il suo atteggiamento ambivalente di fronte alla contrapposizione tra bene e male; lo fa nel corso di una vicenda in continua evoluzione, man mano che i “dieci poveri negretti” soccombono alla determinazione dell'inafferrabile Mr.Owen (rigorosamente uno per volta, rigorosamente nel modo indicato dalla filastrocca, puerile ma spietata).
Diffidenza nel prossimo e conflittualità, colpa e senso di giustizia, paura e rimorso: per far risaltare questi risvolti della natura umana – affinché il lettore quasi li tocchi – la scrittura della Christie risulta ancor più asciutta ed affilata del solito. E raggiunge uno dei suoi momenti più alti (“tecnicamente” il più alto in assoluto, sosteneva la regina del giallo), come più o meno accaduto in “Assassinio sull'Orient Express”, “L'assassinio di Roger Ackroyd”, “Sipario”... veri e propri capolavori d'ingegno, destinati a stupire il lettore.
Già... il lettore: procede di capitolo in capitolo e viene sorpreso da ogni nuovo snodo della storia, salvo pensare subito “ma certo! Era la cosa più logica”. Appunto: era la cosa più logica... però non ci aveva pensato. Una lettura fulminante, che è un'impresa abbandonare.
Un giallo che aspira alla perfezione sembra a suo modo un teorema di geometria. Agatha Christie, con questo libro, lo dimostra.

“Noi contiamo su quel battello perché ci porti via dall'isola... E questo è il punto: noi non dobbiamo lasciare l'isola... Nessuno partirà mai...”

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i libri di Agatha Christie menzionati nella recensione, ma, più in generale, altro della sua produzione letteraria.
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Dieci piccoli indiani 2016-11-28 07:49:53 martaquick
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martaquick Opinione inserita da martaquick    28 Novembre, 2016
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TUTTO TORNA INDIETRO

Uno splendido giallo che tiene incollati alle pagine.
Questo piccolo capolavoro della Christie sebbene ormai sia datato non ha nulla da invidiare agli odierni thriller e gialli, anzi semmai dovrebbe essere preso da esempio perchè nella sua semplicità e continua suspance è veramente un libro ipnotico e splendido.
I personaggi diversi tra loro ma con in comune la macchia di colpa che si sono creati in passato, sono ben delineati e non si può che condividere in parte la decisione dell'assassino di punirli per i loro peccati.
La continua ricerca dell'assassino tra i protagonisti ti rende parte del giallo come se fossi anche tu un'invitato a questa macabra festa e la rivelazione finale è totalmente inaspettata, un colpo di genio.
Una specie di esperimento sociale sembra voluta dal killer e dall'autrice e si può dire che riesce perfettamente.

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Dieci piccoli indiani 2016-11-10 08:23:20 silviapaviotti
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silviapaviotti Opinione inserita da silviapaviotti    10 Novembre, 2016
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Una parola: SUSPENSE!

Letto in occasione dell'uscita dell'omonimo film, mi ha conquistata immediatamente! Un libro che si lascia divorare una parola alla volta, senza annoiare, senza dilungarsi ma mantenendo fino all'ultimo punto l'ansia nel lettore. Personaggi ben delineati caratterialmente (anche se non descritti fisicamente in modo preciso), ogni loro azione è aspettata ma non scontata: ciascuno di loro potrebbe essere l'assassino, nessuno di loro potrebbe mai fare del male; è impossibile capire chi sia stato, tanto da essere convinti fino alle fine che gli ospiti dell'isola siano undici e non dieci. Il finale, quindi, è assolutamente inaspettato ma ben bilanciato con tutto il resto del racconto. Un romanzo breve (non arriva alle 200 pagine) ma ben strutturato.
Particolare la scelta della "censura" del titolo: la poesia parla di "negretti" (è stato scritto negli anni '30, quindi niente di insolito), mentre la versione italiana cita gli "indiani" e quella inglese "little soldiers". Ci si potrebbe scrivere una trattazione su queste scelte in base al periodo storico.....

Non è facile scrivere un giallo, figurarsi un horror che mantenga la tensione fino in fondo. Mrs Agatha c'è riuscita (come sempre). Bello, davvero bello.

PS consiglio VIVAMENTE la visione del film omonimo prodotto dalle BBC nel 2015. Solo un nome: Miranda Richardson.

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Tutti i romanzi di Mrs Christie e Edgar Allan Poe (nonostante la differenza stilistica)
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Dieci piccoli indiani 2016-11-06 13:27:34 lapis
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lapis Opinione inserita da lapis    06 Novembre, 2016
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E nessuno ne restò

E’ piuttosto curioso che proprio il romanzo più famoso della celebre regina del giallo sia probabilmente quello che più si discosta dai meccanismi tipici della tradizione del genere. Agatha Christie sembra farsi beffe del lettore, sovvertendo regole e aspettative, per dare vita ad un rompicapo geniale. Tutti gli elementi narrativi, i personaggi, l’ambientazione, forse anche il movente del delitto, sfumano e passano in secondo piano perché protagonista assoluto è l’enigma, una sfida all’abilità intellettiva del lettore, continuamente chiamato a ricercare una nuova combinazione che renda spiegabile l’apparentemente impossibile.

Dieci persone sconosciute, diverse per condizione sociale e provenienza, si ritrovano a trascorrere il fine settimana su un’isola privata al largo delle coste del Devon, Nigger Island, invitate da un misterioso anfitrione. Ad accoglierli invece troveranno una voce registrata su un grammofono a ricordare le colpe di cui si sono macchiati nel loro passato, una tavola imbandita ornata da dieci piccole statuine e una filastrocca a decorare le loro stanze: “Dieci poveri negretti se ne andarono a mangiar; uno fece indigestione, solo nove ne restar…”. E dopo la prima morte per avvelenamento, osservando la prima statuina caduta, ognuno capirà all’improvviso di essere un “povero negretto” finito in una trappola mortale ordita da fili invisibili. Una trappola senza possibilità di scampo, perché alla fine della filastrocca “nessuno ne restò”.

Pur basandosi sul tema classico di un gruppo di persone chiuse in uno spazio ristretto e inaccessibile, tra cui si nasconde un misterioso assassino, la trama si avvale di molti elementi innovativi. Innanzitutto la mancanza di un investigatore o un eroe positivo a cui affidarsi per la risoluzione del mistero: tutti i personaggi sono vittime e colpevoli, biglie che scivolano lungo un percorso già tracciato, scandito dal ritmo inesorabile della filastrocca, l’agghiacciante indovinello che minaccia di morte ogni personaggio. Un giallo senza salvezza e dalla trama già scritta sembra quasi un paradosso, ma è proprio questo che rende l’opera estremamente originale. L’investigazione logica e razionale, cifra stilistica di quest’autrice, si arricchisce di qualcosa di nuovo rispetto alla sua produzione giallistica: un’atmosfera cupa e quasi soffocante, un senso di tensione capace di mozzare il fiato e una componente favolistica e quasi surreale, legata all’improbabilità della vicenda e richiamata dalla ricorrente cantilena infantile. Una miscela capace di affascinare e sorprendere il lettore, nel 1939 come oggi.

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Dieci piccoli indiani 2016-05-25 20:29:36 Giovannino
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Giovannino Opinione inserita da Giovannino    25 Mag, 2016
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L'isola dei misteri.

Premetto che è stato il primo libro di Agatha Christie della mia "carriera di lettore", non sono infatti un amante dei gialli ma ho ritrovato questo libretto tra alcuni vecchi libri di mia madre e così visto che è praticamente il romanzo più famoso (o uno dei più famosi) della scrittrice inglese ho deciso di iniziarlo.
Il romanzo è lungo circa 210 pagine, quindi abbastanza breve, almeno per quelli che sono abituato a leggere io. Nonostante ciò però devo dire che in queste poche pagine riesce a sviluppare la trama in maniera semplice, lineare ma soprattuto efficace, rendendo il racconto ricco di pathos e colpi di scena, elementi in cui la Christie era bravissima.

La trama è molto particolare, infatti 10 persone, sconosciute tra loro, vengono invitate a passare qualche giornata su un'isola da un tale Mr. U.N. Owen. Nessuno conosce il proprietario della villa in questione ma durante la prima sera avviene un fatto molto singolare e inquietate, infatti una voce registrata presenta ogni membro della compagnia e rivela un delitto nascosto compiuto da questi. Poco dopo uno dei 10 muore.

Inizia così un'avventura misteriosa che vedrà perire uno dopo l'altro i membri del gruppo, e la cosa ancora più terribile è che questi omicidi sono tutti preannunciati, infatti le persone muoiono seguendo una filastrocca intitolata "10 negretti" (da qui il titolo originale del libro, poi edulcorato nelle versioni successive).

Chi è l'assassino? Questo sta a voi scoprirlo, le uniche cose da mettere in conto sono che: l'isola è deserta, nessuno può arrivare sull'isola causa cattive condizioni meteo. Quindi...

Un romanzo veramente piacevole e divertente, si legge in pochissimo tempo e intrattiene molto volentieri. La Christie riesce non solo a incuriosire il lettore ma allo stesso tempo diventa anche una prova di intelligenza con chi legge, infatti non cercherà mai di ingannarvi, nè cambierà le carte in tavola, la verità è lì, sotto i vostri occhi, ma si nasconde bene.

E se non doveste riuscire a trovare la soluzione nell'epilogo finale ci sarà tempo per la spiegazione dei poliziotti e la confessione dettagliata dell'assassino. Che dire...buona lettura.

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Dieci piccoli indiani 2016-03-29 14:23:05 Vany
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Vany Opinione inserita da Vany    29 Marzo, 2016
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Una partita di bowling

Dieci personaggi si ritrovano su un'isola, ciascuno per uno scopo differente. Chi è stato invitato da un amico, chi ha ricevuto una proposta di lavoro e chi ha accettato una sfida. Ben presto tuttavia si accorgeranno che la vera motivazione per la quale si trovano sull'isola non è quella che credono e che si tratta di un macro inganno architettato ad arte da un personaggio misterioso (un certo U.N.O.) che, ad uno ad uno, li farà morire tutti seguendo pedissequamente una filastrocca.
La trama è decisamente semplice, senza fronzoli e sottotesti. Il romanzo non ha una morale nè segue i classici stereotipi della narrativa moderna (la vittima, il mostro, il movente, le indagini, l'empatia dei protagonisti, l'epilogo...non necessariamente in questo ordine!).
Premetto che non avevo mai letto nulla della Regina del Thriller e la motivazione per la quale ho scelto proprio questo libro è perché la Christie non ha mai collaborato alle produzioni cinematografiche che, negli anni, hanno tentato di portare questa storia sul grande schermo. Anzi, la stessa ha espressamente dichiarato di non aver apprezzato nessuna trasposizione cinematografica del suo romanzo. Ciò mi ha quindi incuriosito per due motivi: 1) la storia ha destato interesse in tanti produttori; 2) non apprezzo, di norma, i libri che vengono "violati" al cinema.
Quindi mi sono detta...dai...proviamo!
La sensazione è che, ad eccezione di alcuni passi (soprattutto parole) che si appalesano anacronistiche, il romanzo non sembra essere nato in un'epoca tanto diversa da quella odierna. I suoi 70 anni se li porta benissimo, assieme alla completa assenza di passaggi logici superati dal tempo. Tuttavia ho trovato difficile assimilare, oltre i nomi, le personalità di ciascun protagonista. D'altronde la mole contenuta e "smilza" del libro, non avrebbe permesso di sviscerarle più compiutamente. Purtroppo, però, questo non crea pathos nel lettore che, quindi, oltre a non ricordare i nomi, non instaura alcun tipo di relazione emotiva con i personaggi. Si è costretti a tornare indietro diverse volte per ricordare di chi si stia parlando e solo al 70% del libro si acquisisce familiarità. Peccato che poi, assieme alla familiarità, arriva anche la consapevolezza della trama, che appare meccanica e quindi prevedibile e priva di suspance. Inoltre, sebbene in molti abbiano valutato molto positivamente l'impossibilità (oggettiva) di scovare il colpevole (gridando a gran voce al capolavoro), personalmente sono dell'idea che non riuscire a capire come vengano compiuti i delitti non rende un intreccio letterario un capolavoro...lo rende semmai improbabile.
La fine non è male. Per evitare spoiler non mi dilungherò, ma non posso esimermi dal dire che ho trovato originale dar voce al "cattivo" che, in maniera molto chiara, ha ricostruito tutti i tasselli del puzzle che mancavano, regalando all'opera quella sensazione di scorrevolezza e chiusura del cerchio che non dovrebbe mai mancare.
Se consiglio la lettura? Dipende cosa cercate: un cult senza troppe pretese, veloce e leggero? Sì, lo coniglio. Se invece cercate intrecci più profondi e trame più articolate, volgete lo sguardo altrove!

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Dieci piccoli indiani 2016-01-14 13:45:35 C.U.B.
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C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    14 Gennaio, 2016
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A BI BO CHI STA SOTTO NON LO SO...

Chi e’ nato prima, l’uovo o la gallina ? L’uovo.
Chi ha deposto l’uovo ? La gallina.
E allora insomma chi e’ nato prima ? Non si sa. Dobbiamo aspettare ancora un poco probabilmente , che emergano le memorie del primo uovo, o della prima gallina.

Chi ha ucciso chi su Nigger Island ? Questo ha ucciso Quello.
E Questo, chi lo ha assassinato? Quello.
Ma come ? O Quell’altro ? In questo dilemma la soluzione invece c’e’. Ma io taccio.

Un invito diverso per ognuno e per ognuno inevitabilmente da accettare, un’isola privata e una villa elegante e moderna . Dieci sconosciuti si incontrano.
Dieci assassini ? Piu’ o meno , diciamo, ci son tanti modi per uccidere, talvolta senza gesti eclatanti , giusto muovendo una pedina sulla scacchiera della vita altrui. Capita che ci sia coscienza e rimorso, capita invece che la propria idea di giustizia non implichi pena da scontare. E quindi si procede sereni.

“ Dieci poveri negretti se ne andarono a mangiar, uno fece indigestione , solo nove ne restar…”
Leggi una filastrocca incorniciata e non lo sai, a Nigger Island si paga il conto che la Legge non ha mai presentato.
Un giallo piu’ classico trovar non si puo’ , questo Agatha Christie a discapito dei suoi anni non perde in freschezza. Originale e accattivante, fluido e divertente, bella l’idea, la collocazione e anche la caratterizzazione dei personaggi che si svelano con grazia man mano che il romanzo decolla.

“ Solo, il povero negretto in un bosco se ne ando’: in un bosco si impicco’, e nessuno ne resto’.”
Buona lettura, qui restiamo sempre verdi, con eleganza.

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Dieci piccoli indiani 2015-06-02 18:16:17 sonia fascendini
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sonia fascendini Opinione inserita da sonia fascendini    02 Giugno, 2015
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Un giallo da manuale

Mettiamo un'isola dalla quale non ci si può allontanare, dieci estranei riuniti in una villa e qualcosa di misterioso che li accomuna. Ecco gli ingredienti per un bel giallo d'altri tempi. D'altri tempi perchè non ci sono tutte le scene di sangue, a vollte anche evitabili, che si trovano nei vari telefilm polizieschi. E non ci sono analisi del DNA, luminol e tutto quanto oggi sembra risolvere per magia i delitti. Non manca però niente di quello che serve per fare di una storia un buon libro.
Scritto in modo semplice, è molto scorrevole e facile da leggere senza doversi scervellare troppo per rimettere assieme i pezzi del puzzle. I personaggi sono numerosi, ben delineati ed interessanti e soprattutto, uno alla volta muoiono secondo le indicazioni contenute in una filastrocca per bambini. Non manca il mistero, che durante lo scorrere delle pagine lascia il lettore sempre più interdetto. Lo stesso letttore man mano che la trama prosegue si allea prima con l'uno poi con l'altro dei potenziali omicidi, senza capire chi sia il buono e chi il cattivo. In perfetto stile Agatha Christie solo nelle ultime pagine tutti i misteri saranno spiegati in modo semplice e lineare. Le risposte vanno al di là dell'immaginazione, almeno della mia.
Certo si tratta di un romanzo un pò datato, ma come certi abiti questo libro è una di quelle cose senza tempo, che sopravvivono alle mode ed al passare degli anni.

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Dieci piccoli indiani 2015-01-10 13:35:33 SonDea
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SonDea Opinione inserita da SonDea    10 Gennaio, 2015
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"La verità ha l'abitudine di rivelare sé stessa."

Premettendo che non ho letto molti libri gialli, inizierei a parlare di "Dieci Piccoli Indiani".
Vorrei iniziare partendo da un'introduzione generale.
Tony Marston, l'ex generale Macarthur, Emily Brent, il giudice Wargrave, l'ex ispettore di polizia Blore, il dottor Armstrong, Philip Lombard e l'insegnante Vera Claythorne vengono invitati a Nigger Island, da un certo signor Owen, nonché il nuovo proprietario dell'isola. Arrivati sull'isola scoprono che il signor Owen e moglie non ci sono, bensì saranno accolti dai due domestici, i coniugi Thomas ed Ethel Rogers che come ognuno di loro non avevano ancora conosciuto i gentili proprietari. Il mare è agitatissimo quindi tutti i contatti con la terraferma sono divenuti impossibili. I cosiddetti 'Dieci Piccoli Indiani', quindi, si ritroveranno a dover affrontare una serie di omicidi.. Ovviamente non vado oltre, visto e considerando, che toglierei il 'priscio' di leggerlo.
Ora, per quanto riguarda lo stile utilizzato dall'autrice, personalmente l'ho trovato molto semplice e comprensibile, facilitando di conseguenza una scorrevole lettura.
Il contenuto, quindi, la storia, le vicende, mi hanno attirato molto, risultando molto piacevole. La conclusione mi ha lasciata a bocca aperta, non mi aspettavo quella fine e la sua spiegazione è stata sicuramente la parte migliore.
Questo libro è sicuramente uno dei gialli migliori che abbia letto.. La ricerca dell'assassino, ti induce a pensar male anche del personaggio per cui mostri una simpatia particolare.. Infatti come afferma la Christie, "È bene sospettare di tutti, finché non si riesce a dimostrare che sono innocenti."

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Dieci piccoli indiani 2014-11-23 19:03:12 MrT
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MrT Opinione inserita da MrT    23 Novembre, 2014
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Undici piccoli indiani

Il voto può sembrare un po' esagerato, ma se leggerete questo libro vi ritroverete immersi nella lettura e non ve ne vorrete più staccare, anche a costo di leggere due-tre ore consecutive.
Questo è stato il primo romanzo giallo che ho letto dato che questo genere non mi ha mai attirato troppo. E ora, dopo averlo finito, mi vien voglia di darmi una martellata sul ginocchio per non aver letto prima questo capolavoro (parola forse un po' troppo utilizzata).
Ma perchè reputo "Dieci piccoli indiani" così bello?
I motivi sono tanti, o meglio tutti, infatti questo è uno dei pochissimi casi in cui non ho niente, e sottolineo, NIENTE da ridire sul romanzo.
Vi faccio degli esempi: i dieci protagonisti sono tutti ugualmente carismatici, ognuno ha la propria personalità, che, in un modo o nell'altro, ti attira. Ci sarà sicuramente il personaggio che speri durerà fino alla fine, come ci sarà il personaggio di cui attendi speranzoso la morte; il libro, seppur breve, è in grado di regalare infinite emozioni; per quanto un personaggio ti stia simpatico non potrai fare a meno di sospettare anche di lui; per quanto ti possa sforzare, molto difficilmente riuscirai a capire chi sia l'assassino.
Insomma, reputo "Dieci piccoli indiani" il giallo perfetto.
Ah, e per quanto riguarda il titolo che ho dato alla mia recensione: l'ho chiamata così perchè tra gli "indiani" presenti sull'isola, ci sei anche tu che leggi.

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A chiunque voglia leggere un ottimo libro
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Dieci piccoli indiani 2014-09-18 08:43:11 beba
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beba Opinione inserita da beba    18 Settembre, 2014
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Dieci piccoli indiani.. mistero e intrigo

La trama è intrecciata, e i personaggi sono legati l’uno all’altra senza saperlo.
Si trovano costretti a indagare sulle morti dei loro compagni di avventura con la consapevolezza che l’assassino è fra di loro essendo gli unici abitanti dell’isola. I personaggi sospettano tutti di tutti, ma gli indizi non sono mai abbastanza per capire chi sia l'assassino.
Un velo di mistero aleggia su Nigger Island e durante tutta la lettura del romanzo.
L’epilogo, a mio parere fantastico, è la parte migliore di tutto il libro.

Dieci piccoli indiani, non è il solito romanzo giallo, con un detective che indaga, scova il cattivo e lo arresta, ma è molto di più, è intrigo, mistero ed enigma.

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Dieci piccoli indiani 2014-03-28 22:23:55 riccardo.mainetti.40
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riccardo.mainetti.40 Opinione inserita da riccardo.mainetti.40    29 Marzo, 2014
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Un giallo dal meccanismo perfetto

Considero da sempre "Dieci piccoli indiani" della "Dama del Giallo" Agatha Christie (per tacer del nome completo che sarebbe a dir poco chilometrico) come IL giallo. Un meccanismo assolutamente perfetto, orchestrato magistralmente dalla sapientissima bacchetta della Christie la quale, fino alle ultime pagine, tiene il lettore sul filo dell'incertezza.
Chi sarà mai il misterioso assassino che semina cadavere dopo cadavere su Nigger Island? Quale sarà la segreta ragione che lo muove? E qual è la ratio della progressione dei delitti?
Queste sono solo alcune delle domande che il lettore di turno si pone mentre prosegue nella lettura di questo stupefacente romanzo. Un romanzo che ha influenzato innumerevoli scrittori e creatori di telefilm e film e al quale la varie riduzioni cinematografiche non hanno saputo rendere onore.
Consiglio senza dubbio la lettura del romanzo per poter apprezzare fino in fondo la sopraffina bravura di Agatha Christie nel dar vita ad un giallo "senza detective ricorrente", come si suol dire, visto che in "Dieci piccoli indiani" non compaiono nè Miss Jane Marple nè il detective belga dalla testa ad uovo Hercule Poirot.
Un giallo che funziona con la perfetta impeccabilità del più perfetto dei meccanismi.

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Io ho letto e riletto più e più volte questo romanzo ed ogni volta mi perdo nello splendore e nella perfezione del meccanismo che lo guida e lo sostiene. E mai, dico proprio MAI, riesco a capire come il colpevole riesca a compiere i propri crimini.
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Dieci piccoli indiani 2014-03-14 10:27:07 Valerio91
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Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    14 Marzo, 2014
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Fear and Madness

Inutile dire che Agatha Christie ha meritato ampiamente il titolo di regina del giallo.
Senza ombra di dubbio “Dieci Piccoli Indiani” può essere definito il suo capolavoro, incarna perfettamente quella che è l’essenza di questo tipo di opere. Non credo infatti di aver letto un giallo più “puro” di questo (attenzione, non ho detto bello). Partiamo dalla trama. Otto persone, molto diverse e apparentemente con nessun legame tra loro, vengono invitate in una villa su un isola a forma di testa di negro. L’invito proviene da un misterioso individuo, il signor Owen, che, non essendo presente, ha lasciato due domestici ad attendere i suoi invitati. I contatti con la terraferma, dato il maltempo, sono interrotti, e la paura inizia ad attanagliare la mente degli ospiti fin dall’inizio, quando trovano in ognuna delle loro stanze una filastrocca che inneggia alla morte di “dieci piccoli negretti”. In quella casa, sono proprio in dieci. Quando uno degli ospiti morirà nello stesso modo descritto nella prima parte della filastrocca, la tensione si trasformerà in panico. La Christie scrive molto bene, e riesce a suscitare nel lettore la voglia di leggere il libro tutto di un fiato, non ha risparmiato nemmeno me. Questo è dovuto al fatto che la trama è molto bella e originale, sviluppata dalla scrittrice in modo perfetto. Riusciamo a comprendere e assaporare le paure dei personaggi, a respirare l’aria tetra che permea quella bellissima villa da incubo. Il susseguirsi degli eventi è un crescendo di tensione, assisteremo alla follia dilagante tra gli ospiti, che sarà sempre più evidente pagina dopo pagina. Quello che più mi ha colpito di questo libro è che la Christie ci rende spettatori delle reazioni dell’animo umano di fronte al pericolo, un pericolo silenzioso, che rimane nell'ombra, ma sembra onnipresente. Gli uomini, per quanto possano essere diversi gli uni dagli altri, reagiscono in maniera molto simile quando minacciati della propria incolumità. L’uomo diventa egoista, dubita di chiunque gli sia accanto, è disposto a tutto pur di salvaguardare la propria sopravvivenza, e quando questa diventa irrimediabilmente compromessa, la mente si rifugia nella più totale follia per sfuggire all’accettazione della morte inevitabile.
Agatha Christie riesce a creare la situazione perfetta per scatenare e descrivere tutto questo, lo fa in maniera davvero sublime e coinvolgente.
Concludo con un commento strettamente personale... che potrete condividere o meno, questione di gusti. La Christie è senza dubbio la regina del giallo, ma il Re è Conan Doyle col suo Sherlock Holmes e, normalmente, è il Re a detenere il potere. Non fraintendetemi, è un modo come un altro per dire che preferisco Conan Doyle, ma tanto di cappello alla Christie.

“[...] Solo, il povero negretto
in un bosco se ne andò:
ad un pino si impiccò,
e nessuno ne restò.”

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Arthur Conan Doyle. Gialli in generale.
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Dieci piccoli indiani 2013-11-25 15:28:35 Martiii08
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Martiii08 Opinione inserita da Martiii08    25 Novembre, 2013
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E non ne rimase nessuno (tranne il lettore)

[Contiene spoiler]

Chiedo venia in anticipo per la mia volontà di non fornire una recensione che possa coinvolgervi o meno o che possa portarvi a leggere questo romanzo, ma non potevo non dare un mio giudizio personale sullo svolgimento e l'esito finale della vicenda. Per convincervi ad acquistare il libro, le recensioni date in precedenza saranno più che sufficienti, essendo così ben fatte e strutturate.

Detto questo, inizio col delineare il profilo del personaggio che più mi è piaciuto: Vera Claythorne, insegnante di ginnastica chiamata dai presunti coniugi "Owen" a lavorare come segretaria nel periodo estivo. Donna dal sangue freddo negli ultimi capitoli e di acuto ingegno che si presenta all'inizio in tutta la sua timidezza e si dimostra alla fine arrendevole nella sua scelta di suicidarsi. La donna dell'ultima statuina, della rivoltella rubata, dei ricordi vivi del piccolo Cyril. La mia mente se l'è immaginata come una donna di media statura, bionda e seducente, dall'aspetto aggraziato. Insomma, l'ho adorata nonostante in certi casi sia arrivata a dubitare della sua innocenza.. L'ho adorata come ho adorato i capitoli che si aggirano intorno all'epilogo. Ho adorato il fatto che siano rimasti in tre, e che di questi tre sia rimasta fino alla fine a cercare di trovare il colpevole. Anche il più grande genio non arriverebbe alla soluzione. Forse forse (anche se la vedo dura) giungerebbe a capire il colpevole..ma dovrebbe essere Agatha Christie per arrivare a comprendere come i delitti fossero stati organizzati.
Sono rimasta incantata dalla piacevolezza di questo libro (da molto non mi capitava di leggere un romanzo in sole 14 ore, se si considera che di 14, 6 ne ho dormite), dai personaggi, dalla filastrocca altisonante che torna ad assillare i protagonisti delitto dopo delitto. Ogni dettaglio si incastra alla perfezione, ogni oggetto è descritto come se ci fosse stato posto davanti agli occhi. Unica pecca è la sua brevità, in quanto cattura a tal punto da divorarlo senza neanche rendersene conto. Il giorno che resterò delusa da Agatha Christie, credo che smetterò di leggere qualunque romanzo. Da dieci (...appunto).

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A chi piacciono i gialli classici.
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Dieci piccoli indiani 2013-11-13 19:21:18 Donatello92
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Donatello92 Opinione inserita da Donatello92    13 Novembre, 2013
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Un giallo colorato bene

Non sono un amante dei gialli e, per quanto non mi sia mai sforzato con particolare impeto per apprezzare il suddetto genere, tendo a scartare a priori i libri di questo tipo.
Vuoi per una lettura scolastica, vuoi per curiosità personale, sono stato costretto a finire Dieci Piccoli Indiani che, per il motivo sopracitato, non avrei mai selezionato da solo.
Per "costretto", però, intendo due sfaccettature che ne hanno caratterizzato la mia lettura: da un lato mi sono forzato a stringere fra le mani un giallo letterario, dall'altro non sono riuscito più a staccarmene.
La trama non è di quelle banalità alla C.S.I. dove, seppur non si capisca subito chi è il colpevole, ci si può fare un'idea dei maggiori indiziati già dopo un discreto numero di pagine: qui, fino all'ultimo, non si può puntare il dito con certezza.
Definire questo libro soltanto come "giallo" sarebbe il vero e proprio delitto: i personaggi sono profondi, mistificati, celati da quel velo di mistero fuso al disprezzo ed alla compassione che contribuisce a nascondere il delitto e rivelare le implicazioni personali. Il sentimento dell'opera diviene in questo modo vasto e molteplice, in grado di distogliere spesso l'attenzione dagli omicidi veri e propri spostando il focal su caratteristiche profonde che spesso nei romanzi gialli non vengono affrontate o che, seppur vengano toccate, difficilmente riescono a coinvolgere un cast così vasto di personaggi.
Il lessico è semplice ma diretto, mai noioso, i dialoghi sono alla portata di tutti e le descrizioni turbolente non danneggiano la componente "investigativa" vera e propria, con le filastrocche che hanno reso di quest'opera un classico immancabile e che fanno da sfondo ad un'abile intreccio esplorativo.
Tutti i gusti sembrano quindi essere soddisfatti per una lettura che, ai fini pratici, risulta coinvolgente e mai troppo profonda, pesante o insormontabile, tuttavia angosciosa e poi liberatoria, come ci si aspetterebbe da un classico o, in particolare, da un giallo. Dategli una chance se non doveste essere appassionati del genere.

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Dieci piccoli indiani 2013-11-08 11:10:59 silvia t
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silvia t Opinione inserita da silvia t    08 Novembre, 2013
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Dieci piccoli indiani

Sin dalle prime pagine l'atmosfera è cupa e la sensazione di un destino inesorabile si affaccia subito al lettore.
Un treno che percorre un dolce paesaggio inglese, qualcuno sta tessendo una trama complicata e cervellotica che come una calamita tratterrà il lettore alle pagine nella vana speranza di dare un senso a degli avvenimenti che senso non hanno.
Questo della Christie è forse il più famoso giallo e il più citato negli anni e non a torto rimane e rimarrà nei classici della letteratura di genere, anche se è senza alcun dubbio qualcosa di più.
A differenza di altre opere in questa i personaggi sono caratterizzati molto bene, si può imputare loro il difetto di essere stereotipati, ma è forse proprio in questo la loro forza, ognuno di essi ha una personalità, ha un carattere e proprio per questo le loro azioni non sono solo funzionali alla storia, ma sono pezzi di storia a sé che raccontano il proprio rapporto con la colpa.
I dieci protagonisti divengono rappresentazione di ogni categoria di persona, ognuno leggendo non può provare nello stesso istante antipatia e compassione, per il tentativo inutile di giustificare le proprie azioni, che divengono, agli occhi del lettore inutili e infantili scuse atte a mistificare la realtà delle cose. Scandagliando queste dieci anime non si può non cercare un piano di lettura più profondo, non possiamo non porci delle domande sul nostro rapporto con la colpa; proprio per questo motivo questo romanzo ha una marcia in più.
Da un punto di vista narrativo è perfetto, una serie di ingranaggi che danno vita ad un meccanismo dinamico e divertente, indizi, mezze parole, pensieri che se letti con attenzione e con logicità portano a comprendere l'identità dell'assassino che non può che essere una gratificazione per il lettore più attento.
Il lessico è quello che caratterizza la Christie, semplice, ma non banale, capace di essere compreso da tutti anche a distanza di anni non ha perso la vivacità e la sottile ironia dissacrante, i dialoghi sono credibili e mai ridondanti un climax di terrore e angoscia che percorre tutto il libro fino alla sua conclusione.
Difficile poter analizzare più in profondità i vari aspetti del libro senza svelarne niente, ma posso consigliarlo a tutti senza alcun dubbio, poiché sarà un'ottima lettura sia per chi ama i gialli sia per chi invece li trova una lettura più leggera.

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Dieci piccoli indiani 2013-11-03 20:19:26 Capi
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Capi Opinione inserita da Capi    03 Novembre, 2013
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Ce ne fossero...

Parlare di "10 piccoli indiani" riguardo i gialli è come parlare di Balzac per il romanzo realista;scusate l'ardito paragone ma ne sono convinto.Opera perfetta,curata in ogni minimo dettaglio,molto "labor limae" insomma;incalzante e spiazzante. Personalmente mi ero creato un identikit dell'assassino,ne ero convito ciecamente,fin quando il personaggio morì. Si dice che la trama sia scontata,solo per lasciare spazio agli assassinii,non è vero.La trama è diventata classica grazie a questo capolavoro.

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Dieci piccoli indiani 2013-11-03 19:42:38 Ettore
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Ettore Opinione inserita da Ettore    03 Novembre, 2013
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Il giallo che non sbiadisce mai

[contiene spoiler]

Non sono un lettore abituale di gialli, e ho iniziato "10 piccoli indiani" perché spinto dalla popolarità del Classico Capolavoro. Credevo che mi sarei annoiato: i gialli classici invecchiano male, le loro originalità vengono estrapolate e usate in altri mille titoli, e tutta l'atmosfera viene rovinata per colpa di quelli che, ora, sono chiamati cliché.
Ma i cliché hanno una matrice, e quella matrice è rivoluzionaria, e la rivoluzione, purtroppo, come spesso accade, funge da tappeto per i posteri, che sanno solo tirare i fili del suo tessuto.
Quindi, se dovessi fare una critica, criticherei tutti i giallisti che dal 1939 non hanno saputo rivoluzionare il giallo; e pensare che il film "Saw, l'enigmista", del 2004, è in sé un riadattamento di tutta la vicenda finale del romanzo.
Ho messo l'avvertenza spoiler, quindi attento a chi legge: il killer che tutti pensano essere morto come una normale vittima, le persone che sono lì per essere giudicate... dopo 64 anni rivediamo tutti questi aspetti riportati su una pellicola del 2004. E questo significa appunto che "Dieci piccoli indiani" è uno di quei romanzi che non invecchia e che continua a fare scuola.
Il romanzo, inoltre, non si ferma al mero caso "investigativo". Dieci persone con le loro colpe, con i loro pentimenti, con il loro passato da scoprire. Non c'è respiro per il lettore: quando il racconto si prende una pausa dagli omicidi, il passato di un tale personaggio viene sempre più a galla, e l'idea che ci si è fatti di questi piccoli indiani è in continuo mutamento.

Oltre ad avere dei grandi personaggi, il giallo è in sé molto intrigante. Durante la lettura ho sempre tenuto d'occhio la poesia sui dieci negretti per scoprire il modo in cui sarebbe morta la prossima vittima.

Certo, da "uomo moderno", scoprire l'identità del killer in maniera epistolare non mi ha soddisfatto del tutto. Alcuni omicidi li ho trovati forzati, specie quello dell'orso di marmo, e anche la messa in scena della morte del killer non mi ha convinto senza riserve.
Ma leggendolo con gli occhi del tempo (cosa essenziale, secondo me, per qualsiasi lettura classica) devo dire che questo romanzo è perfetto.

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i migliori gialli, e classici
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Dieci piccoli indiani 2013-09-09 18:37:21 LolloP
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LolloP Opinione inserita da LolloP    09 Settembre, 2013
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Non un giallo ma un capolavoro.

Avete mai avuto desiderio di leggere un giallo impeccabile, mozzafiato, in grado di farvi rimanere incollati dalla prima all'ultima pagina e che vi lasciasse stupefatti nel finale?
Se vi è capitato allora dovete assolutamente leggere " Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie, regina insuperata ed indiscussa della letteratura gialla.
Un' isola, una villa, dieci persone che non si conoscono e che si sono trovate lì mediante un misterioso invito, una inquietante poesia appesa ad un muro.
Questi elementi sono la base da cui si sviluppa una spirale di morte, dubbi e sospetti che proiettano il lettore in uno scenario grottesco e surreale, dove l'angoscia e l'istinto di sopravvivenza sono le uniche realtà a cui aggrapparsi.
La Christie costruisce una trama impeccabile al di sotto di ogni profilo, che spinge il lettore ad indagare, capire, comprendere per poi lasciarlo esterrefatto nella sconvolgente conclusione della vicenda.
Si tratta di una delle letture più piacevoli che abbia mai fatto, la perfetta caratterizzazione psicologica di ciascun personaggio, descrizioni attente ed accurate, un intreccio che crea una tensione crescente allo scorrere di ogni pagina sono caratteri che difficilmente ho riscontrato altrove. Quando un autore ha un immenso talento, una eccellente idea da sviluppare ed una forte capacità narrativa il risultato non può che essere dei migliori.
Se state cercando un pò di sano divertimento e qualche brivido, è la scelta che fa per voi!

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Dieci piccoli indiani 2013-07-29 20:18:15 Ale96
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Ale96 Opinione inserita da Ale96    29 Luglio, 2013
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Quando l'impossibile diventa possibile

Sono molti i motivi che hanno segnato la fortuna imperitura di Agatha Christie, molti i motivi per i quali fu soprannominata la regina del giallo mentre lei preferiva definirsi nei confronti delle sue opere un'artigiana, molti i motivi per i quali i lettori di ogni tempo non possono fare a meno delle sue opere. Eccovene soltanto alcuni:
1. Agatha Christie, come nota la studiosa Della Frattina, si è attenuta alla struttura classica della detective story,ma trovando sempre delle innovazioni;
2. A.C. ha dato al lettore ciò che gli chiede: la sorpresa continua, senza mai provocare confusione ma al massimo solo disorientamento;
3. A.C. ha reso unici i suoi romanzi grazie alla sua ironia e al senso dell'humour tipicamente British;
4. A.C. ha dato vita a personaggi indimenticabili come Poirot con la sua famosa “testa d'uova” o la simpaticissima anziana Mrs. Marple, i quali nonostante la loro grande capacità nel risolvere delitti,non appaiono mai irrealistici o disumani, perché anche loro hanno difetti, tic e manie;
5. A.C ci ha lasciato un affresco vivido e caratteristico dell'Inghilterra dalla Prima Guerra Mondiale agli anni Settanta;
Tutto ciò lo si ritrova chiaramente in un incredibile capolavoro, frutto della sensazionale capacità della regina del giallo: “Ten Little Niggers”, pubblicato per la prima volta nel 1939.

Al largo della placida costa del Devon si trova un'isola, Nigger Island, chiamata in questo modo perché il suo aspetto dall'alto assomiglia al profilo di una persona di colore. Tale isola era stata comprata da un milionario americano che vi aveva fatto costruire una lussuosissima e moderna villa ma a causa del mal di mare della terza moglie l'aveva venduta ma a chi non si sa: a una diva hollywoodiana? Ad un principe? All'Ammiragliato per compiere segreti esperimenti?
Sta il fatto che dieci persone, dal profilo assai variegato e che non si conoscono tra di loro, sono stati invitati chi per un motivo chi per un altro da un fantomatico U.N.Owen in questa isola.
Cosicché un maggiordomo e sua moglie, un militare in pensione, una acida zitella, un playboy amante della velocità, un famoso medico londinese, un ex poliziotto, un noto giudice, un ex esploratore e una giovane insegnante di ginnastica si ritrovano insieme nella tranquilla isola. Tuttavia ad aspettarli non vi è Mr. Owen ma dieci statue di porcellana rappresentanti dei giovani negri e una filastrocca appesa su ogni camera da letto che comincia così: “Dieci poveri negretti se ne andarono a mangiar: uno fece indigestione, solo nove ne restar...”. Tutti ridono di fronte a tale componimento ma l'ilarità e la pace dell'isola lasceranno posto al terrore: infatti a cena una voce dal nulla accusa tutti i presenti di essere assassini e li condanna alla pena capitale: ben presto gli ospiti muoiono (stranamente secondo i metodi espressi nella filastrocca) e mano a mano le statuette di porcellana scompaiono. Chi è l'artefice di tali delitti paradossali? Uno straniero (strano visto che a causa del maltempo nessuno può accedere a Nigger Island...) o uno degli ospiti (anche se è ancor più strano)?

Agatha Christie con il suo stile misurato, razionale, preciso, quasi scientifico è riuscita a creare magistralmente un romanzo ad incastro perfetto dove ogni particolare non va tralasciato e con un esito davvero incredibile. Ma non è solo il giallo a contraddistinguere Ten Little Niggers perché l'autrice ha dipinto mirabilmente la psiche dei dieci ospiti, che diventano progressivamente animali in una spirale di sospetto e terrore.

Non posso far altro che consigliare spassionatamente questa perla immancabile a tutti gli amanti del giallo e a chi vuole cominciare questo genere dal momento che vi lascerà sicuramente a bocca aperta! Buona lettura!

“Tutta la faccenda ha l'aria di un romanzo poliziesco. Un giallo pieno di emozioni.”
(Anthony Marston, uno dei dieci "ospiti" di Nigger Island)

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Dieci piccoli indiani 2013-05-27 12:50:03 SARY
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SARY Opinione inserita da SARY    27 Mag, 2013
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Vittime o assassini?

Dieci sconosciuti vengono convocati con ingannevoli motivazioni a Nigger Ilsand, gli inviti pare che siano partiti dal sedicente proprietario dell’isola. Ma perché sono stati invitati? Per una vacanza rilassante? Per lavorare? Per vivere un incubo?
Ogni personaggio ha uno scheletro nell’armadio, la coscienza è sporca e l’animo turbato. Un team male assortito, donne e uomini, giovani ed anziani, spregiudicati e devoti. Non si capisce chi è il buono e chi il cattivo. Sono tutti potenziali assassini e tutti potenzialmente innocenti. Diciamo che dipende dai punti di vista.
Si pensa ad un’isola come ad un’oasi di pace. Ma se questa isola si presenta già male di suo, ha un aspetto piuttosto strano, è circondata da un alone di mistero circa l’identità dei proprietari e, cosa più importante, non ha vie di fuga, non diventa una trappola? Ricordiamoci di questo quando prenotiamo le vacanze estive!
Un romanzo ben congegnato, un giallo carico, intenso, ogni pagina racchiude misteri e dubbi; il lettore formula svariate ipotesi, diventa un detective. Inquietante ed imprevedibile. Non si riesce a staccare gli occhi fino alla fine del libro. Ma anche una volta terminato, la mente è ancora intrappolata tra quelle righe, si vivono intensi attimi a Nigger Ilsand. Scritto benissimo, si divora e si ha una certa urgenza a voltar pagina. Mai scontato, non c’è nulla di superfluo, chiaro e semplice. Un piccolo neo c’è, secondo me. Alcuni dettagli non tornano alla fine. Non svelo nulla, mi sono rimasti dei punti interrogativi, piccoli e di poca importanza, ma in un giallo/thriller i dettagli aiutano a svelare l’arcano.
Resta comunque una lettura piacevole, da non perdere. Ricordate una buona regola di autodifesa, non accettare mai nulla dagli sconosciuti.

“Quanta pace qui … quello che c’è di buono nelle isole è che quando vi si arriva, non si può andare oltre, si è giunti come a una conclusione”

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Dieci piccoli indiani 2013-03-29 12:12:07 bookspassion
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bookspassion Opinione inserita da bookspassion    29 Marzo, 2013
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Pensi di sapere chi è l'assassino?

Questa recensione potrebbe sembrare superflua visto che ce ne sono già più di 40..
Ma credo sia giusto parlarne e riparlarne fino allo sfinimento!
Sarà già un primo indizio sul fatto se sia una lettura consigliata o meno? Assolutamente da leggere! Cosa ci fanno dieci persone, che non si sono mai incontrate prima, in una villa costruita su un isolotto a forma di teschio?! Diciamo che avrebbero dovuto immaginarlo..
Finito nel giro di due giorni ( ho approfittato di ogni singolo ritaglio di tempo libero per leggerlo, anche sul treno o in metro), ed stato un mix di sensazioni..
Mi sono divertita moltissimo perchè nel frattempo facevo delle scommesse con me stessa, pensavo "Sì, è assolutamente lui l'assassino" E inevitabilmente giravo pagina e faceva una brutta fine!
Più cercavo di capirci qualcosa più mi sbagliavo.. Da questo ho capito che non ho la stoffa per poter fare l'investigatrice e che la Christie è veramente fantastica.. Ma questo già si sapeva!

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Dieci piccoli indiani 2013-02-11 10:47:15 *Monica*
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*Monica* Opinione inserita da *Monica*    11 Febbraio, 2013
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DIECI PICCOLI INDIANI

Dieci persone che non si conoscono tra loro, vengono invitate da uno sconosciuto a trascorrere alcuni giorni nella sua spendida villa a Nigger Island. Al loro arrivo non trovano il padrone di casa ad accoglierli, ma notano una poesia appesa sopra al caminetto nelle loro stanze, che narra di dieci poveri negretti, mentre una voce registrata li accusa tutti di essere degli assassini. Uno alla volta i dieci ospiti muoiono in circostanze misteriose e tra i sopravvissuti, prigionieri sull'isola, si crea un clima di sospetto e terrore, poichè ciascuno sa che tra loro c'è un assassino e che la prossima vittima potrebbe essere lui.

Bellissimo, un giallo mozzafiato. Personaggi tratteggiati molto bene, storia avvincente e geniale, ricca di suspence. Si scopre chi è l'assassino solo all'ultima pagina. Da leggere!

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Dieci piccoli indiani 2013-01-18 14:24:49 adelaide
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adelaide Opinione inserita da adelaide    18 Gennaio, 2013
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uno dei miei libri preferiti di sempre. è davvero

un libro bellissimo, sia che amiate il genere giallo, sia che non lo amiate!
la trama è classica, ma proprio grazie a questa trama, molte altre opere piu recenti sia narrative che cinematografiche ne trarranno spunto, come the cube, 8 donne e un mistero, identità, labirinto di morte di k dick....
dieci sconosciuti si ritrovano nello stesso luogo. chi li ha invitati? perchè il motivo ricorrente è una filastrocca dove i personaggi uno ad uno iniziano a morire. e soprattutto, perchè i dieci invitati iniziano realmente a morire uno dopo l'altro, secondo quella filastrocca? chi di loro è il carnefice e perchè? tensione e suspence fino all'ultima pagina, per uno dei capolavori indiscussi del genere e di questa meravigliosa scrittrice

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Dieci piccoli indiani 2013-01-04 11:33:50 noemi.musica
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noemi.musica Opinione inserita da noemi.musica    04 Gennaio, 2013
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Macabro e geniale

Sono rimasta a dir poco meravigliata dall'idea di questo romanzo. La genialità dell'autrice sta nel rendere tutti i presenti colpevoli di un delitto precedente e quindi possibili organizzatori di questo assassinio di massa. Per di più, più si va avanti con il libro, più sembra che i sospetti sfumino... Allo stesso tempo la scoperta di chi è l'assassino mi è sembrata leggermente meno entusiasmante e inaspettata di altri suoi libri. Da lodare lo stile e l'accuratezza con cui è stato scritto il libro. Non vi voglio rivelare altro per non rovinarvi il finale.. Buona lettura!

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Dieci piccoli indiani 2012-09-11 15:03:38 Ale:D
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Ale:D Opinione inserita da Ale:D    11 Settembre, 2012
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...ad un pino si impiccò e nessuno ne restò.

ATTENZIONE: potrebbe contenere SPOILER!
E se una tempesta rendesse inaccessibile un'isola per alcuni giorni? Cosa succederebbe se, nell'unico edificio dell'isola, ci fossero dieci persone assolutamente comuni con omicidi di cui sono parzialmente colpevoli nel proprio passato?
La zitella Emily Brent, l'insegnante ed ex babysitter Vera Claythorne, il giudice Lawrence Wargrave, l'ex capitano ed esploratore Philip Lombard, il generale John McArthur, il dottor Edward Amstrong, i coniugi e maggiordomi Rogers, l'ex agente William Blore, il giovane, e imprudente alla guida, Anthony Marston.
E se qualcuno decidesse di far pagare queste dieci inconsapevoli persone per i loro delitti secondo una filastrocca per bambini che racconta di dieci negretti che, uno alla volta, muoiono?
A cena un messaggio registrato accusa ogni ospite del signor U. N. Owen, il proprietario di casa che però non è presente tra gli invitati per ragioni sconosciute, dei delitti commessi.
Poi, come nella filastrocca, gli invitati, uno alla volta, muoiono.
Il signor U. N. Owen viene inizialmente accusato dei delitti.
Un dettaglio sconcertante però si fa strada a poco a poco nella mente degli ospiti della casa: su quella piccola isola non ci sono possibili nascondigli.
L'assassino è uno di loro.
Ogni personaggio diventa così possibile assassino e probabile vittima.
La tensione e la diffidenza aumentano di giorno in giorno diminuendo il numero di persone che rimangono in vita. Inutili sono le precauzioni prese dalle persone non ancora giustiziate: l'assassino procede nel completare la propria opera, uccidendo dal reato di minore gravità a quello più grave.
Poi i superstiti furono due.
Uno dei due deve essere l'assassino e l'innocente ne è consapevole, perciò Vera, dopo aver rubato la rivoltella a Lombard, lo uccide.
Poi, entrata in casa e raggiunta la propria stanza, nota alcune alghe appese al soffitto.
Vera, è colei che aveva commesso tra tutti il reato più grave: prendere la gloria di aver provato a salvare un bambino, del quale era babysitter, dall'affogamento, nonostante avesse nuotato senza neppure provare a raggiungerlo. Solo l'amato, Hugo, lo zio del bambino, l'aveva guardata con occhi diffidenti da quel giorno e l'aveva lasciata.
Qualcos'altro era però stato appeso al soffitto: un cappio.
Vera diede un calcio alla sedia.
Il romanzo finisce qui e il lettore non ha idea di chi sia l'assassino.
Segue poi il referto della polizia.
Ogni personaggio ha tenuto un diario durante la permanenza, così gli agenti poterono definire in che ordine furono uccisi.
Il lettore potrebbe pensare che l'assassino fosse una delle ultime due persone.
Eppure la sedia, calciata da Vera per impiccarsi, non è rovesciata.
La sedia è in piedi.
U.N.Owen. UNKNOWEN, cioè SCONOSCIUTO.
L'assassino era ancora vivo, nonostante fossero tutti morti.

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Dieci piccoli indiani 2012-08-22 21:26:35 Halvis85
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Halvis85 Opinione inserita da Halvis85    22 Agosto, 2012
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Giallo d'autore

Dalla regina del giallo ti aspetti tanto e questo libro non delude le attese. Una storia claustrofobica e angosciante, in cui la morte è la grande protagonista. La storia si sviluppa secondo la filastrocca dei Ten Little Niggers, che uno alla volta cadono sotto i colpi della Grande mietitrice. I protagonisti sono costretti a convivere nel reciproco sospetto e con l'angoscia per il passato che non passa e l'ineluttabile destino che non tarderà a compiersi. Da leggere tutto d'un fiato!

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Gialli
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Dieci piccoli indiani 2012-07-05 17:04:36 drlollo
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drlollo Opinione inserita da drlollo    05 Luglio, 2012
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10 piccoli indiani

Sono sincero: è il primo libro giallo che leggo e questo signori potrebbe costituire un grosso problema perché trovare un giallo che mi entusiasmi, mi incuriosisca e mi appassioni in egual modo sarà davvero impresa ardua.

Un'isola, in prima battuta tranquilla e innocua per i personaggi che vi approdano, si trasformerà in una vera e propria trappola a cui nessuno sarà in grado di sottrarsi.
Ciò che mi ha colpito nel racconto è il crescere dell' inevitabilità che accompagna i protagonisti al loro destino; l'impossibilità, scalfita nella consapevolezza di alcuni personaggi, di sottrarsi al geniale piano dell'assasino.

Credo, a meno che non siate geni in criminologia, che sarà davvero dura capire chi è l'artefice degli omicidi prima del tempo!

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Dieci piccoli indiani 2012-04-21 10:12:00 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    21 Aprile, 2012
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"Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie - Il co

Un capolavoro, quello di Agatha Christie, che ho deciso – in una rilettura – di vedere da un’altra angolatura: in fondo “Dieci piccoli indiani” è la storia … di un omicida seriale! Naturalmente la trama è narrata con la raffinatezza stilistica e con la misura anglosassone che incoronano Agatha Chrisitie indiscussa maestra del giallo classico. Con i suoi tradizionali ingredienti, che poi sono: il disegno criminale che lega gli omicidi, la firma dell’assassino.
Il disegno criminale (il movente?) è rappresentato dal desiderio di sanzionare con la pena capitale chi si sia macchiato di un delitto impunito. Il vendicatore è naturalmente uno spirito sadico e folle, ma mantiene razionalità e inventiva nel progettare ed eseguire i misfatti.
I delitti vengono firmati, tutti, in modo personale: attraverso la storiella dei dieci negretti. Al ritmo inesorabile di un conto alla rovescia dei convenuti e delle statuine in porcellana: ten, nine, eight … fire!
L’etereo puritanesimo di Agatha Christie non si lascia contaminare dal crimine; la regina del giallo snocciola omicidi come le grane del rosario, scandendone il ritmo con macabro humour e con l’ausilio dell’immancabile maggiordomo: l’imperturbabile Roger che per l’occasione veste anche i panni del … becchino.
L’ambiente è sufficientemente claustrofobico: una villa-obitorio, illuminata dalla luce delle candele, abbarbicata su Nigger Island, l’isola che ha reciso ogni contatto con il resto del mondo e sulla quale approdano i dieci “personaggi in cerca” di giustiziere. L’isola dalla quale parte, romanticamente, la bottiglia che contiene un messaggio con la confessione dell’assassino, giunta sino a …

… Bruno Elpis

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... gialli sconclusionati, e vuole rifarsi il palato con un ottimo classico del medesimo genere.
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Dieci piccoli indiani 2012-03-14 11:43:39 st_bruno
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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    14 Marzo, 2012
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bello ma un po' superato

Premetto che è il mio primo libro di Agatha Cristie che leggo.
E' il giallo dei gialli, che coinvolge il lettore dalla prima all'ultima pagina.
La soluzione è completamente inaspettata, a meno che il lettore non voglia leggere direttamente l'epilogo e la confessione dell'assassino. In questo la scrittrice si dimostra davvero geniale, così come nella capacità di far immedesimare il lettore nella storia e nel condividere gli attimi di terrore negli ultimi personaggi rimasti, quando dubitano uno dell'altro e cercano di controllarsi per tentare di scoprire chi di loro sia l'assassino.
Alla fine tutti sono vittime di se stessi o almeno di quello che in passato hanno fatto, tutte cose formalmente non punibili dalla legge, ma moralmente inconfutabili. Ecco quindi che appare l'assassino-giustiziere che si vendica di tutto ciò.
Tuttavia questo giallo mi sembra "costruito a tavolino", ovvero non sono riuscito a cogliere aspetti di vissuto quotidiano, di rabbia, di passione, di follia, che hanno spinto i personaggi a commettere le colpe a loro attribuite, specialmente nel profilo psicologico dell'assassino.
Questo è più che giustificato,tenendo conto che questo libro è stato scritto nel 1939 (almeno credo), periodo in cui non si costruivano di certo profili criminali, e non si andavano di cerco a cercare le cause psicologiche recondite.
Forse in questo è un po' superato.
Infine quello che non capisco è il titolo: "Dieci piccoli indiani" incuriosisce, ma nel libro si citano dieci piccoli negretti. Va bene che in quel periodo mettere nel titolo la parola "negretto" poteva essere considerato offensivo, ma almeno rendeva coerente il titolo con la trama!

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è appassionato di gialli "Classici"
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Dieci piccoli indiani 2012-03-10 17:17:49 _sectumsempra
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_sectumsempra Opinione inserita da _sectumsempra    10 Marzo, 2012
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...e poi non rimase più nessuno

Forse il giallo più bello che abbia mai letto. Lo sto paragonando a "Il Mastino dei Baskerville", ma pensandoci bene direi che è in assoluto il più bel giallo che abbia mai letto.
Da dove cominciare? Bè, intanto do' il massimo dei voti a tutto: stile, contenuto, piacevolezza.
Lo stile è sempre bellissimo, ti senti anche tu nella storia, nella paura e nell'inquietudine dei personaggi, anche tu ti chiedi chi sarà il prossimo e, per capire chi e come sarebbe morto, sono sempre andata indietro alle prime pagine per leggere la filastrocca del dieci piccoli negretti, ma, devo ammetterlo, non sono riuscita a capire chi abbia commesso i delitti nè come nè perchè.
-Seguono Spoiler-
La tensione va crescendo all'aumentare delle pagine, inizialmente tutto sembra tranquillo, la prima morte può essere una semplice casualità, ma con il proseguire della lettura tutti sanno che non c'entra niente la casualità, tutti hanno paura e sono inquieti, tutti, anche il lettore, vogliono uscire vivi da Nigger Island, ma nessuno ne esce vivo.
Ammetto di essere rimasta sorpresa dal fatto che sia stata Vera Claythorne l'ultma dei "negretti", sapevo che era un personaggio di spessore ma ero quasi sicura che sarebbe morta per penultima o per terzultima. Lei poteva salvarsi, in un certo senso, ma alla fine, scoprendo che era l'ultima rimasta, ero sicura che si sarebbe suicidata, era impazzita e portava sul cuore un peso troppo grande.
Arriviamo alla fine, non svelo chi è l'assassino, ma vi dico soltanto che io non ci sarei mai arrivata, che quell'uomo, per quanto maniaco, era davvero un genio e che bè, non me lo sarei mai aspettata!
Consigliatissimo agli amanti dei gialli.

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Dieci piccoli indiani 2012-02-27 21:05:26 LetyDarcy
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LetyDarcy Opinione inserita da LetyDarcy    27 Febbraio, 2012
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E poi non rimase nessuno

Scrivo sull'onda dell'emozione. Stamani avevo assemblea a scuola e sono andata in biblioteca piena di buona volontà, con la convinzione di fare tutti i compiti per domani. Invece, per puro caso, ho trovato questo librino che già da un po' di tempo mi incuriosiva, visto che i miei compagni di classe lo hanno letto tutti. Bene, l'ho divorato con un senso di ansia crescente e una trepidazione fuori dal normale. Mi è piaciuto tantissimo. Dieci uomini su un'isola, ognuno con la suo coscienza poco pulita, che non hanno nessuna possibilità di fug ed iniziano a morire uno dopo l'altro. Mi sono ritrovata a formulare tantissime ipotisi immediatamente smentite, fino alla sorpresa finale. Non conoscevo Agatha Christie, inutile dire che è stato amore a prima vista. Non vedo l'ora di leggere tutti i suoi libri.

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Dieci piccoli indiani 2012-01-06 15:16:55 C98
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C98 Opinione inserita da C98    06 Gennaio, 2012
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Favoloso

Dieci piccoli indiani è il primo libro che ho letto di Agatha Christie , ed è stato quello che mi ha fatto appassionare al genere giallo.Riguardo al libro che dire..... MERAVIGLIOSO!Veramente impeccabile, impossibile capire l'identità dell'assassino senza averlo letto il libro fino all'ultima riga.A mano a mano che la vicenda si svolge la tensione,la paura,la diffidenza tra i vari personaggi cresce fino a diventare puro terrore persuadendone alcuni a compiere atti sconsiderati e folli dettati dalla paura di essere la prossima vittima.Prima di eseguire questa recensione ho letto altri libri della Christie e rimango sempre fermo sull'idea che questo sia il miglior libro che questa famosa scrittrice inglese abbia mai scritto.Un giallo classico senza ombra di dubbio uno dei migliori in circolazione , esso a tutti i particolari al loro posto, niente è superfluo o fuori dalle righe . Un libro che andando avanti con la vicenda si completa come un puzzle , dove tutti i tasselli sono collocati al posto giusto.Veramente meritevole .

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Dieci piccoli indiani 2011-12-30 17:20:35 Simone
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Opinione inserita da Simone    30 Dicembre, 2011

Il miglior giallo di sempre

Chi ama il giallo non può fare a meno di leggere dieci piccoli indiani. In questo romanzo viene rispettata la classica narrazione di Agatha Christie, anche se in versione più noir. Un giallo che pagina dopo pagina non fa che complicare le idee al lettore che non riesce ad individuare il colpevole. Uno dei pochi gialli che verrebbe voglia di continuare a rileggere. Agatha Christie ormai tutti lo sappiamo è bravissima nel disegnare personaggi fantastici dalle più svariate faccettature del carattere. Dieci piccoli indiani il giallo per antonomasia.

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Dieci piccoli indiani 2011-12-27 11:12:36 C l a r a
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C l a r a Opinione inserita da C l a r a    27 Dicembre, 2011
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Semplicemente... Agatha Christie!

Eccezionale!
Il genio universale prende la forma di una signora inglese, di nome Agatha Christie, e da ella i suoi meravigliosi romanzi gialli, "Dieci piccoli indiani" è uno di questi e, a mio parere, è semplicemente IL MIGLIORE.
La signora Christie ha maliziosamente dimenticato, nel creare la sua opera delle opere, le regole che governano la stesura del giallo: non celare neppur un indizio al lettore avido di sapere; non depistarlo. Si tratta di quelle regole che la stessa autrice, nell'aderire al Club del Giallo inglese, ha sottoscritto. Ma meno male che lo ha fatto. Che emozionante truffa è la sua perchè solo, alla fine, tutto si svela (ed in modo magistrale!), durante la lettura, si puo solo avventatamente supporre, sperando "d'imbroccare il granchio giusto" come recita la filastrocca!
Così la Christie confeziona una storia il cui dipanarsi ci mostra come sia labile la linea di confine fra la figura della vittima e quella del carnefice. Se tutti sono potenzialmente degli assassini o, comunque sono destinati a diventarlo almeno una volta nella loro vita, il pericolo della deresponsabilizzazione morale è in agguato; così l’isola di Nigger Island diventa metafora della gabbia, una sorta di laboratorio di analisi delle reazioni dell’animale-uomo di fronte ai propri misfatti. Un laboratorio dove Agatha Christie esamina meticolosamente i vari caratteri umani, scomponendone i tratti.
E il risultato è a dir poco, sensazionale.
Con "Dieci piccoli indiani" ogni limite è varcato, il dado del giallo è ormai tratto, tutti i bastioni son caduti, inutile andare per il mondo del pensiero alla ricerca di qualcosa di simile: non c'è, né mai più ci sarà!

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Dieci piccoli indiani 2011-09-06 21:44:41 DanySanny
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DanySanny Opinione inserita da DanySanny    06 Settembre, 2011
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E non ne rimase nessuno....(o forse uno?)

Agatha Christie è universalmente riconosciuta come una delle massime scrittrici di gialli e con Dieci piccoli indiani non si può far altro che ammirare la sua genialità. Perché dieci persone che muoiono una dopo l'altra inibiscono la mente del lettore in modo che egli non possa avere alcun sospetto, se non sospettare che l'assassino sia uno degli assassinati, il che costituisce un paradosso. Questo romanzo, macabro e magistralmente essenziale, è inserito in un contesto che ruota attorno ad un'infantile filastrocca. Però, come in altri gialli della scrittrice, questa filastrocca, nello stesso tempo onirica e aberrante, si rivelerà come la mappa dell'assassino, un progetto oscuro in cui la grammatica sembrano essere i suoi pensieri scaturiti da un misterioso movente. Il lettore viene trascinato inesorabilmente alla fine del romanzo, senza aver avuto il tempo di respirare e di pensare alla soluzione del caso, vinto dall'apparente inesplicabilità della serie di omicidi, tutti superficialmente paradossali. Ma il merito della Christie non si limita al caso, già intricato, bensì si estende alla profonda caratterizzazione dei personaggi che si evolvono sino a diventare dei veri e propri animali, ciascuno sospettoso di tutti e di se stesso. I personaggi vivranno nella paura degli altri, ma anche di se stessi, alla ricerca di un modo per reprimere i loro sensi di colpa che l'avventura, per tutti ( O meglio quasi tutti)senza seguito, riporta in superficie. La regina del crimine scrive così un giallo che esplora le profondità della mente umano, un abbozzo di giallo-psicologico, che ammalia il lettore e lo trascina in una girandola di sospetti, omicidi e profonda paura. Finché la vicenda si scioglie in un modo alquanto originale, che lascia un sapore amaro in bocca poiché l'autrice svela tre indizi che avrebbero permesso di individuare il colpevole. E così il lettore si rimprovera per non aver colto quegli indizi, che però, ad un'indagine critica dell'opera, erano così sapientemente celati che sarebbe quasi stato impossibile interpretarli. Un delitto quasi perfetto (dire soltanto "perfetto" sarebbe stata una contraddizione), una vicenda carica di suspense segnata dal progressivo decadimento della mente umana, che sembra cedere ad istinti animali, sopraffatta dal peso di apparenti paradossi. Dieci piccoli indiani è un piccolo gioiello, uno dei gialli più emozionanti ed intriganti, forse l'unico in cui l'identificazione dell'assassino sfiora probabilità 0. Consigliatissimo.

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A chi ama i gialli, ma più in generale a tutti i lettori che non potranno far altro che ammirare la genialità dell'opera.
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Dieci piccoli indiani 2011-08-11 19:33:04 exeter64
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exeter64 Opinione inserita da exeter64    11 Agosto, 2011
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Il delitto perfetto

Dieci persone sole su di un'isola, uno deve essere l'assassino, tutti sono sospettati. Questo in due parole il concetto di base che l'autrice ha voluto sviluppare in questo romanzo che lei definisce "...sul piano tecnico, sia la migliore cosa che ho scritto."
In effetti il gioco dei tempi e gli snodi narrativi sono tali da catturare inevitabilmente l'attenzione del lettore. Ogni personaggio ha il suo passato ed il suo scheletro nell'armadio, rendendo tutti dei potenziali assassini.
Non rivelerò ovviamente il finale del libro, sarebbe un vero...delitto!!!
Però bisogna ammettere che il lettore non ha praticamente nessuna possibilità di comprendere chi possa essere l'autore degli omicidi. Quando viene poi svelato li mistero, ripensando a come si sono svolti i fatti ed a come siano stati compiuti alcuni delitti, si può restare scettici sulla loro reale fattibilità. Questo comunque conta poco.
Quello che resta è un gioiello della letteratura, non solo gialla, con un'intreccio accattivante che si legge rapidamente e con grande piacere, anche se però, alla fine, si ha un pò la sensazione di aver assistito ad una specie di "esercizio accademico del delitto perfetto".

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Dieci piccoli indiani 2011-07-21 13:11:38 GabriCremo
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GabriCremo Opinione inserita da GabriCremo    21 Luglio, 2011
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Dieci Piccoli Indiani

Decisamente il miglior libro della Christie che abbia mai letto. Non solo la soluzione del giallo è bellissima (ma questo è caratteristico di tutti i libri che ho letto di questa autrice), ma il romanzo è praticamente sempre emozionante, mentre altri libri scritti dalla Christie da questo punto di vista sono un po' carenti. Il racconto diventa sempre più avvincente man mano che ci si spinge avanti nella lettura delle pagine, con il lettore che è portato a chiedersi quale sarà la prossima vittima, in che modo verrà uccisa, come possa essere stato macchinato tutto questo... nel finale ogni tassello trova il suo posto, in un puzzle che ho trovato praticamente perfetto. Lo consiglio a chiunque avesse voglia di leggere un giallo geniale ed emozionante allo stesso tempo, fra le altre cose non è eccessivamente lungo e si legge in qualche ora!

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Dieci piccoli indiani 2011-02-13 07:42:16 silvia71
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silvia71 Opinione inserita da silvia71    13 Febbraio, 2011
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Dieci piccoli indiani

Un grande classico del giallo, partorito dalla mente geniale della signora Christie.
Mediante l'utilizzo di pochi e semplici ingredienti, l'autrice mette in scena un delitto rompicapo con cui tiene in pugno il lettore fino alle ultime pagine, facendolo arrovellare su quale tra i dieci personaggi possa essere l'assassino.
Considerando quanti anni ha sulle spalle questo racconto, è possibile affermare che esso non ha nulla da invidiare al un giallo-thriller moderno; ossia, da pubblico avvezzo alla più recente letteratura e filmografia noir, siamo subissati da tante nozioni sulle più avanzate tecniche scientifiche per ricostruire un delitto, sui tanti modi per uccidere, sugli aspetti più reconditi della psicologia criminale, ma leggendo questo romanzo ci rendiamo conto di come sia possibile creare una trama perfetta , carica di sospetto e di suspance, anche senza l'utilizzo della novella scienza criminologica.
Questo libro è un piccolo gioiello che consiglio di leggere a tutti.

Ringrazio gli utenti del sito, che con le loro recensioni accattivanti mi hanno fatto scoprire questo testo.

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Dieci piccoli indiani 2011-01-10 20:34:13 gio gio 2
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gio gio 2 Opinione inserita da gio gio 2    10 Gennaio, 2011
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filastrocca in giallo

Strepitoso,affascinante,un classico del giallo,non c'è che dire.
Dieci personaggi,tutti assassini impuniti,riuniti in un'enorme villa su un'isola deserta,una filastrocca per bambini premunitrice di disgrazie atroci,la voce incisa in un disco che incolpa tutti gli ospiti di un omicidio.
Personaggi emblematici,lo stile di Agatha Christie è sempre impeccabile,la trama tiene sempre con il fiato sospeso,si fa beffa del lettore con un'arma geniale,intellligente, una psicologia sottile e temeraria...
In "Dieci piccoli indiani" è praticamente impossibile scoprire l'assassino...la paura,la tensione,nessuno si può fidare di nessuno.
Il senso di colpa di ogni personaggio si fa sempre più vivo durante l'evolversi delle vicende,il lettore ci si emmerge e prova terrore per ognuno eppure vorrebbe difendere chiunque di essi...perchè...chi è il geniale assassino che ha orchestrato , che ha ideato una cosi folle,crudele trappola???
Un giallo in puro stile Christie,dal sapore "molto inglese"...
e innegabile originalità!

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Aghata Christie
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Dieci piccoli indiani 2010-12-24 15:43:31 kobe
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kobe Opinione inserita da kobe    24 Dicembre, 2010
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Agatha sei un genio!

Quello che fa letteralmente imbestialire di Agatha Christie è che ti mette sempre nelle condizioni di scoprire l’assassino, ti svela tutti gli indizi necessari a dirimere la matassa e tu puntualmente alla fine rimani come un pesce lesso perché non avevi capito niente. Sempre...tranne in Dieci Piccoli Indiani, dove è proprio impossibile capire il colpevole.
Ho letto davvero molto della Christie e sono arrivato alla conclusione che era un genio!!
Questo romanzo rappresenta il culmine della sua vena da giallista (insieme forse ad Assassinio sull’Orient-Express, La Domatrice e Poirot e i quattro) e si può ben dire che ha fatto scuola: ambientazione in una villa sperduta su un’isola, dieci sconosciuti (ognuno con qualche scheletro nell’armadio) invitati da un misterioso ospite, una filastrocca che preannuncia esattamente come morirà ciascuno di loro, il sospetto e la diffidenza che aleggiano e si impossessano ben presto di tutti i protagonisti, una trama intrisa di suspense dalla prima all’ultima parola, un finale che da solo vale l’appellativo di “capolavoro”.
Se dovessi dire qual è il più bel giallo che abbia mai letto, beh non avrei dubbi...“Dieci Piccoli Indiani”.

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