Narrativa straniera Classici Doctor Faustus
 

Doctor Faustus Doctor Faustus

Doctor Faustus

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Opera tra le più significative di Thomas Mann, "Doctor Faustus" è la tragica storia di Adrian Leverkuehn, un musicista tedesco che come Faust ottiene dal demonio anni di meravigliosa attività intellettuale in cambio della dannazione eterna. Scritto alla fine dell'ultima guerra e nell'immediato dopoguerra, il romanzo non poteva esprimere meglio l'atmosfera disperata di quella che fu la catastrofe della Germania. Intorno al nucleo storico che abbraccia tre generazioni si muove un mondo di personaggi presentati con la sapiente maestria di un grande stilista, con accorata pietà o con mordente ironia, e alla trama centrale si annodano digressioni che spaziano nei campi della musica, della filosofia, della scienza.



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Doctor Faustus 2021-07-13 10:33:48 Jari
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Jari Opinione inserita da Jari    13 Luglio, 2021
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Arte demoniaca

Questo libro mi perseguita da una vita. Ogni tanto, ad anni di distanza, riaffiora il desiderio di rileggerlo ed ogni volta è un’impresa, appagante anche se non esente da sofferenza. Già perché la lettura di questo affascinante, complesso e corposo romanzo, riletto da poco, non è facile: la prosa non è scorrevole, i temi affrontati sono ostici, il flusso narrativo è a tratti frastagliato e non lineare. Ma credetemi: ne vale la pena. E’ la storia tragica di un compositore, alter ego di Arnold Schönberg e della sua arte estrema e visionaria. Ogni capitolo è un mondo, un laboratorio di idee e stimoli. Magistrali quelli che narrano le lezioni di Kretzschmar su Beethoven e la fuga e sulla sonata op.111, o sulla musica "troppo insolita e troppo capricciosa e strana" di Ephrata nata all'interno della setta degli anabattisti tedeschi in Pennsylvania nel XVIII secolo, e le lezioni sul concetto del libero arbitrio e sul rapporto di bene e male nella religione cristiana di Schleppfuss ad Halle durante i corsi universitari in teologia. E che dire del capitolo (il XXV) in cui Adrian racconta dell’incontro con il demonio, dove il linguaggio raggiunge vette vertiginose o di quello (il XLVII) incentrato sulla straziante confessione alla cerchia di suoi amici ed ammiratori del patto scellerato che lo ha portato alla gloria ma che gli ha anche assicurato la dannazione eterna, anticipata dalla decadenza mortificante dei suoi ultimi anni di vita.

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Doctor Faustus 2016-07-07 08:06:42 FrancescoMirone
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FrancescoMirone Opinione inserita da FrancescoMirone    07 Luglio, 2016
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Una riflessione sull'arte e sulla vita

L'opera di Mann, scritta durante gli ultimi e tragici anni della Seconda guerra mondiale, sembra essere il prodotto più maturo della sua attività letteraria, è infatti evidente la differenza con i ''Buddenbrook'', opera che Mann scrisse a 26 anni. Il tutto è incentrato sulla biografia di Adrian Leverkuhn, musicista che vende l'anima a Mefistofele in cambio di un numero determinato di anni di mostruosa e disumana attività intellettuale, il che fa sì che il successo gli arrida. La storia di Adrian è raccontata interamente dal suo amico Serenus Zeitblom, professore di lettere, che accompagna Adrian nelle varie fasi della sua vita.

Evidente è l'intento di mettere in luce da parte dell'autore le sue conoscenze musicali. In alcune pagine si assiste ad uno sfoggio di conoscenza musicale che può turbare il comune lettore che non si intende di musica. Nonostante alcune parti un po' sopra le righe, la prosa di Mann, come al solito, appare ricchissima, sia in termini di lessico che di organizzazione dei pensieri.

L'opera è costellata di riflessioni sulla vita e sull'arte, e sul nesso tra queste due, ma il punto forte di Mann sembra essere la caratterizzazione dei personaggi, la maggior parte sono descritti in maniera eccellente, tanto da riuscire a creare dei veri e propri ''tipi'' nella mente del lettore.

Le riflessioni sono di tutti i tipi,dal modello borghese della Germania di inizio novecento(infatti l'intreccio è situato in un arco temporale che va dal 1885 circa al 1940),all'emancipazione teologica della teologia liberale. Particolarmente interessante ho trovato la riflessione sulla ''produzione di arte''. Per fare ''arte'' c'è bisogno di primitività, deve scattare qualcosa dentro di noi, arte non è artificio, ma slancio. Si ricade dunque in un argomento trattato a lungo sia da Schiller che da Goethe, ovvero il fatto che la ''sensibilità'' nei confronti di una forma d'arte viene spesso scambiata per forza produttiva. Chi è in grado di comprendere l'arte non è di conseguenza un artista, sono due cose differenti.

Credo che questa sia la più grande prova di Mann come scrittore, un manoscritto ricchissimo di riflessioni elaborate sicuramente nel corso di anni, riflessioni molto mature, a volte anche difficili da capire, ma affascinanti.

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Doctor Faustus 2015-11-02 00:12:51 Jari
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Opinione inserita da Jari    02 Novembre, 2015

Sublime

Ispirato da un mio amico pianista e compositore, ho recentemente letto questo romanzo e ne sono rimasto folgorato. Già in gioventù, attorno ai 16 anni, ne avevo affrontato la lettura, ma, forse per la giovane età confesso che non ne avevo colto la reale essenza. La vita dell'immaginario e rivoluzionario compositore tedesco Adrian Leverkühn, alter ego di Schonberg, è raccontata in un prosa ricca, spesso complessa, ma mai pesante. Il mito del faust goethiano e della vendita dell'anima al demonio in cambio della gloria è latente per buona parte del romanzo, per poi manifestarsi in tutta la sua potenza già a racconto avanzato. Il capitolo sulle lezioni di Wendell Kretzschmar ad Adrian adolescente è sublime, come lo è tutto il romanzo.

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