Flush Flush

Flush

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Cresciuta in compagnia di uno scoiattolo, una marmotta e un topo di nome Jacobi, Woolf dedicò il suo primo saggio alla morte del cane di famiglia. Non bisogna stupirsi quindi se decise di scrivere la biografia di un cocker spaniel. Infatti, mentre stava leggendo le lettere d'amore di Elizabeth Barrett e Robert Browning, rimase estremamente colpita dalla figura del loro cane: "mi faceva ridere così tanto che non ho potuto resistere dal creargli una vita". Flush fu il compagno fedele della Barrett mentre era confinata nel suo letto di malattia a Londra, e al suo cocker venne dedicata anche una poesia. Dal racconto di quella piccola vita, che Barrett era convinta possedesse un'intelligenza eccezionale e avesse grandi attitudini per la letteratura, nasce questa biografia.



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Flush 2017-06-26 12:45:02 Mian88
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Mian88 Opinione inserita da Mian88    26 Giugno, 2017
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Il mio nome è Flush

Il suo nome è Flush. E’ un delizioso, ozioso, fedele, viziato e nobile consapevole cocker spaniel rosso, perché egli sa benissimo che la sua è una stirpe di appartenenza più unica che rara e che i modi che ad essa propri sono ineguagliabili, di proprietà di Elizabeth Barrett, poetessa sfortunata.
E ad essa, il peloso canide dagli occhi lanuginosi, mai ha negato il suo affetto incondizionato. Nemmeno per un istante. Nemmeno quando quell’umano inopportuno, grosso ed incomprensibile ha iniziato a farle visita con cadenza regolare. Nemmeno quando è stato punito per colpa di quell’impostore, di quell’usurpatore di poltrone e di cuori. Eh sì, perché Flush è ben consapevole del fatto che dal momento del suo arrivo, per lui non vi è più posto nell’animo della sua padroncina. Ella è ormai totalmente e completamente invaghita del bipede “spelacchiato”. Cosa ne sarà di lui? Quale sorte gli riserberà il futuro? Oh, tapino d’un cane, quale sfortuna gli doveva capitare….
Ed è con queste premesse che vi presento “Flush”, romanzo di Virginia Woolf che attraverso la voce del cucciolo narra nient’altro che la storia d’amore che ha visto quali protagonisti la poetessa Elizabeth Barrett e Robert Browning.
Il tutto con un linguaggio ironico, empatico, lieve. Uno stile che riesce a toccare nel profondo, a far rivivere i sentimenti, le emozioni, le impressioni più intime del genere umano. Con poche e semplici battute l’autrice ci dimostra che la fiducia è ben ripagata, che la speranza non è mai vana, anche quando i cattivi di turno decidono di mettere le mani sul fedele amico dell’uomo.
Eppure “Flush” è anche altro, è molto molto altro ancora. E’ un elaborato che è capace di mostrare chi era la novellante nonché, chi era colei che indossando le vesti della protagonista di questo breve scritto, con una penna soave ed intensa, ha regalato piccole perle di rara bellezza alla letteratura. Chi, d’altra parte, meglio del cane poteva conoscerla? Chi? Per quest’ultimo era sufficiente un mero movimento del volto per captare e decifrare lo stato d’animo della donna.
Una storia d’amore tra umani, ma anche tra umani e animali. Una storia che ci ricorda quanto certi rapporti siano “speciali” e quanto questi esistano.
Il tutto, attraverso, la voce e la penna esilarante, graffiante, sarcastica e fluente di niente meno che Virginia Woolf.

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