Narrativa straniera Classici Il vagabondo delle stelle
 

Il vagabondo delle stelle Il vagabondo delle stelle

Il vagabondo delle stelle

Letteratura straniera

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Solo un «realista selvaggio» come Jack London poteva gettarsi in una vicenda così temeraria, che a partire da uno scenario che ricorda Forza bruta ci fa veleggiare nel cosmo e nelle epoche con stupefacente naturalezza. All’inizio siamo infatti nel braccio degli assassini di San Quentin, in California, dove il protagonista viene regolarmente sottoposto alla tortura della camicia di forza. Ma in quella condizione disperata, con feroce autodisciplina, riuscirà a trasformarsi in un moderno sciamano che attraversa le barriere del tempo come muri di carta. Amato da lettori fra loro distanti come Leslie Fiedler e Isaac Asimov, Il vagabondo delle stelle, ultimo romanzo di Jack London, è anche il suo libro più originale.

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Il vagabondo delle stelle 2016-01-09 09:29:20 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    09 Gennaio, 2016
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La vita è spirito

Questo libro è un viaggio. Ed il viaggiatore è un ergastolano rinchiuso in carcere e condannato alla pena capitale. Sembra un controsenso ma è così. Il protagonista è un uomo che ha trascorso tanti anni in cella di isolamento, ma che è riuscito ad attingere ad una libertà che solo pochi conoscono. Ha sofferto la segregazione più dura ma è riuscito a vagare per il mondo, attraverso i paesi ed attraverso il tempo, autoisolandosi ed autosopprimendosi nel corpo, ancora di più di quanto lo costringeva la sua condizione, per lasciare libero il proprio spirito di andare oltre a quelle sbarre e percorrendo anche le proprie vite precedenti, quindi andando oltre anche il tempo presente. Quando si è in isolamento, ci si stanca anche di se stessi ed il sonno diventa l’unica via di scampo. Attraverso il sonno, il protagonista percorre i meandri della propria mente, diventa padrone dello spazio e del tempo, balza oltre le mura del carcere per vagare fra le stelle e sentirsi pienamente vivo e libero. Il testo è ricco dei racconti delle vite precedenti, in particolare ho apprezzato il capitolo dedicato alla vita del naufrago. Ed è un continuo alternarsi tra condizione attuale e racconti del passato; è proprio questa altalena narrativa che dà pienamente il senso di quello che è il messaggio principale del libro, ovvero che il corpo è destinato ad una fine, ma che la vita è spirito e quindi noi siamo di fatto immortali. Il racconto del presente ci permette inoltre di entrare nel personaggio e capire che gli animi forti non sono mai docili. Il contenuto è di altissimo livello. A volte la narrazione risulta un po’ rallentata quando i particolari delle vite precedenti abbondano forse un po’ troppo di dettagli.

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Il vagabondo delle stelle 2015-12-06 11:36:15 Gaetano91
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Gaetano91 Opinione inserita da Gaetano91    06 Dicembre, 2015
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Un viaggio nell'universo meraviglioso della mente.

La vicenda è quella di un internato a vita in un carcere di massima sicurezza. Le continue torture e l'isolamento quasi totale che subisce lo sfortunato detenuto, lo portano a volersi a tutti i costi isolare dalla propria vita terrena. Lo fa nel modo più avvincente possibile: viaggiando nel tempo, incarnando altri corpi lontanissimi dal suo stato attuale. La mia opinione è che questo libro rappresenta la barbarie che determinati regimi carcerari possono manifestare nei confronti dei detenuti, ma soprattutto esso col suo contenuto a volte fantasioso vuole esprimere le potenzialità enormi della mente umana che può crearsi un mondo a sé, sia in veglia che nel sonno più profondo. Un libro che mi ha affascinato e portato a viaggiare in epoche e storie che non conoscevo, e che mi ha fatto riflettere su quanto è effimera e nulla la condizione della vita umana su questa terra. Assolutamente da leggere!

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Il vagabondo delle stelle 2015-10-27 15:40:37 Elisabetta.N
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Elisabetta.N Opinione inserita da Elisabetta.N    27 Ottobre, 2015
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Vagabondare tra le vite passate

Il vagabondo tra le stelle racconta la storia di Darrell Standing, condannato per aver commesso un delitto, che, attraverso la tortura della “giacca” (una camicia di forza legata talmente stretta da far provare dolore), riesce ad entrare in uno stato spirituale durante il quale ripercorre le sue vite passate.
È evidente pertanto che il romanzo si articola così in due parti; troviamo quindi le varie storie delle vite passate di Darrell che mi hanno incuriosito molto, e la storia principale della vita in carcere, delle sevizie subite e dei dolori patiti.
Non c’è una netta suddivisione tra le due parti che si mescolano all’interno del romanzo seguendo le tempistiche delle torture subite dal protagonista.

Il tono cupo delle descrizioni della vita carceraria mi ha molto colpito.. la routine, le falsità, ma anche le paure di chi non dovrebbe avere paura..
Certamente un libro di denuncia scritto da chi non ha paura di dire (o, in questo caso, di scrivere) le cose come realmente stanno.
Ammetto di non amare in modo particolare i romanzi di denuncia anche se questo mi ha comunque intrattenuto abbastanza piacevolmente grazie alle storie delle vite passate.

Un libro da leggere almeno una volta nella vita

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