Narrativa straniera Racconti Bugie e altri racconti morali
 

Bugie e altri racconti morali Bugie e altri racconti morali

Bugie e altri racconti morali

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Una donna che va e torna dal lavoro in bicicletta, ogni giorno facendo la stessa strada, avverte tutta la ferocia del mondo nel ringhiare di un cane che puntuale la minaccia. Provata da questa quotidiana, ingiustificata esplosione di violenza decide di bussare alla porta dei padroni del cane: ma negli esseri umani troverà una violenza ancora più profonda e impenetrabile di quella animale. Una madre e nonna, in cui i lettori di Coetzee riconosceranno Elizabeth Costello, decide nel giorno del suo sessantacinquesimo compleanno di accogliere figli e nipoti con un taglio alla moda e i capelli tinti di un biondo sgargiante. Poi ancora Elizabeth, qualche anno più avanti, che vive ritirata in una casa nella campagna spagnola. Sola con i suoi gatti e l'amara consapevolezza che a regolare la vita non sia tanto l'amore quanto il dovere. E infine suo figlio, che la va a trovare per cercare di farle accettare la verità ultima, quella da cui, a un certo punto, non potrà più nascondersi... In sette storie esemplari, che hanno l'asciuttezza della parabola e l'intensità della rivelazione, J. M. Coetzee affronta tutti i temi della sua letteratura: il rapporto tra l'umano e l'animale, l'ipocrisia che cela l'ingiustizia, l'universale bisogno di perdono. Sono «racconti morali» perché non sono mai moralisti, e alla consolazione di una «morale della favola» oppongono sempre il turbamento del dubbio. Un cane ringhiante che tormenta una donna, i gatti che consolano gli ultimi giorni di una madre, il crepuscolo che si avvicina e rende più brillante la luce delle cose ultime. Sette racconti di J. M. Coetzee, sette storie esemplari che hanno l'asciuttezza della parabola e l'intensità della rivelazione.

Recensione della Redazione QLibri

 
Bugie e altri racconti morali 2019-06-03 08:23:35 Valerio91
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4.3
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5.0
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4.0
Valerio91 Opinione inserita da Valerio91    03 Giugno, 2019
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Racconti di cruda realtà

Ultimamente, Einaudi si sta dedicando abbastanza alla pubblicazione di racconti e raccolte di racconti di scrittori apprezzati, con più o meno successo. L’ultimo caso è quello di John Maxwell Coetzee, premio Nobel per la letteratura nel 2003, con questa raccolta: “Bugie”. Devo dire che in questo caso, i sette racconti contenuti in questo libro di nemmeno 100 pagine sono perlopiù interessanti, alcuni addirittura belli: penso a “La vecchia e i gatti” e lo stesso “Bugie”,
che hanno protagonisti e temi in comune così come altri due, suggerendo come forse contenessero il germe per un vero e proprio romanzo. I primi tre racconti, invece, sono completamente scollegati dal resto, dando l’impressione (pur restando piacevoli) di essere un semplice riempitivo.
Lo stile dell’autore mi è sembrato particolarmente efficace nella composizione di racconti brevi, forse anche migliore di quello che ho riscontrato nell’unico romanzo di sua penna che ho letto. Forse il “mezzo racconto”, nel suo imporre la necessità di condensare, ha permesso all’autore di essere più conciso e a strutturare i pensieri in maniera più efficace, regalandoci vari spunti di riflessione e pensieri di grande profondità.
I temi che risaltano di più sono quelli evidentemente più cari a Coetzee, considerato che sono messi in risalto anche in “Vergogna”, una delle sue opere più famose; sto parlando dell’inesorabile avvicinarsi della vecchiaia, della morte, e la considerazione della vita animale.
Coetzee ha una particolarità che solitamente apprezzo in ogni autore: non ha paura di affrontare argomenti spinosi; argomenti che potrebbero anche disturbare un lettore che ha paura di guardare in faccia la realtà. Non nascondo che, in certi tratti, affrontare temi che non sono particolarmente piacevoli (come la brevità e limitatezza della nostra vita) non è assolutamente piacevole, ma quale vantaggio c’è nella negazione dell’ovvio? Certe cose fanno parte della vita e occorre contemplarle e rifletterci, ogni tanto. Non sempre; non occorre essere masochisti, ma ogni tanto affrontare autori come Coetzee (o McCarthy) è educativo e può ampliare i nostri orizzonti.
Se non si fosse capito, vi consiglio di leggere questa raccolta di racconti, riservando un’attenzione speciale agli ultimi quattro.

"Ai confini dell'essere - è così che me lo figuro - ci sono tutte queste piccole anime, anime di gatti, anime di topi, anime di uccelli, anime di bambini non nati che si affollano e chiedono di poter entrare, supplicano di potersi incarnare, e io voglio farle entrare. Tutte. Anche se è solo per un giorno o due, anche solo per un rapido sguardo a questo nostro mondo meraviglioso. Perché chi sono io per negare loro la possibilità di incarnarsi?"

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