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Il sogno di mia madre
 
Il sogno di mia madre 2017-11-30 10:35:28 Cristina72
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    30 Novembre, 2017
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“Il mio pianto è un coltello..."

Racconta di donne, Alice Munro, e questo è ormai notorio.
Quello che non tutti sanno è quanto nella sua scrittura si eviti accuratamente ogni forma di sentimentalismo fino a spingersi, soprattutto in questi otto racconti, a non parlare mai d'amore se non in termini distaccati che rasentano il cinismo.
Degno di nota il primo racconto, “Una donna di cuore”, un crudo spaccato di provincia tinto di giallo con qualche sfumatura rosa nel finale, un rosa, però, che ricorda il colore del sangue.
C'è il sesso, poi, motore di ogni decisione, e sogni erotici turpi e inconfessabili quanto può esserlo il lato oscuro di ogni buona azione.
Ed è così che i tentacoli della perversione possono impaurire ed attrarre mentre la linea di confine tra bene e male, come spesso succede, si assottiglia fino a sparire.
I racconti della Munro si leggono con interesse non soltanto perché scritti con quell'attenzione ai dettagli propria degli scrittori di razza, ma anche perché lasciano dei sedimenti, degli spunti di riflessione che somigliano ad indizi su cui il pensiero si sofferma dopo la lettura.
L'ultimo racconto, che dà il titolo alla raccolta, analizza due aspetti estremi, un istinto materno isterico e uno pressoché inesistente.
Il primo travolge pateticamente una zitella, il secondo caratterizza una giovane madre assorbita dalla passione per la musica ed esasperata dagli strilli continui della figlia neonata:
“Il mio pianto è un coltello che taglia dalla sua vita tutto quello che non è utile. A me”.
Con stile asciutto si dipana la storia di una calda giornata estiva che per un po' assume i colori candidi della neve:
“... prese ad amarmi, perché l'alternativa era disastrosa”.

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Commenti

10 risultati - visualizzati 1 - 10
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Che bella recensione! Hai messo in luce di questa autrice un aspetto che apprezzo tantissimo nella sua scrittura: l'assenza di sentimentalismi, il cogliere aspetti della realtà cinici ma così veri! Adoro la Munro e questa sua raccolta in particolare.
Elena
Bel commento, Cristina.
Che l'autrice eviti il sentimentalismo direi che è 'il minimo sindacale' per un livello letterario.
L'ultima frase subito lascia perplessi, ma a rifletterci penso che talvolta capiti così; e che forse non si tratti neppure delle peggiori unioni.
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Cristina72
30 Novembre, 2017
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Grazie Elena :-) La sincerità nuda e cruda è una qualità che apprezzo sempre, in letteratura e nella vita.
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Cristina72
30 Novembre, 2017
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Lo penso anch'io, Emilio.
siti
30 Novembre, 2017
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Anche io apprezzo la sincerità nella vita e nella letteratura anche se certe volte è disturbante, poco comoda e ho imparato a mie spese che va dosata.
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Cristina72
30 Novembre, 2017
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Sicuramente ha un prezzo, Laura.
Della Munro ho letto soltanto "Nemico, amico, amante...", che mi è piaciuto molto.
Grazie Cristina, mi segno quest'altro titolo! :)
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Cristina72
01 Dicembre, 2017
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Questo l'ho preferito a Nemico, amico, amante, ma credo sia una questione di gusti. Ciao!
Splendida recensione, Cristina ! Una perfetta radiografia dei pregi di A. Munro, scrittrice da me amatissima. Grazie
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Cristina72
05 Dicembre, 2017
Ultimo aggiornamento:
05 Dicembre, 2017
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Grazie a te, Matelda! :-)
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