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Romolo
 
Romolo 2019-02-16 05:30:15 Bruno Elpis
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    16 Febbraio, 2019
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Nata sotto il segno dei gemelli

La prima parte del romanzo riconduce la leggenda della nascita dei gemelli alla logica dei fatti: figli di Rea Silvia, vestale sottoposta alle violenze dello zio Amulio e innamorata dello schiavo Terazio, Romolo e Remo vengono sottratti al dispotismo violento del tiranno di Alba Longa e portati al sicuro in una grotta, ove vengono ritrovati da una donna soprannominata Lupa che li affida al pastore Faustolo.

La prima parte analizza l’evoluzione del rapporto fraterno e le differenze di temperamento che – secondo l’antico schema che vede Caino contrapposto ad Abele - portano i gemelli a scontrarsi.

Nella parte centrale il capitolo della fondazione (“Lui avrebbe tracciato il sulcus primigenius”) apre il dilemma: la nuova urbe si chiamerà Remoria o Roma?
Con l’aiuto di auguri e auspici, il primo re viene designato sia per volere divino sia per acclamazione umana.

I primordi di Roma sono tribali (“La costruzione dei quartieri seguiva la divisione in tribù”), ma Romolo traccia con lungimiranza i meccanismi (“I vostri clientes vi saranno leali e fedeli”) che garantiranno a Roma non soltanto la sopravvivenza, bensì… l’eternità.

Giudizio finale: protolatino, leggendario, avvincente.

Bruno Elpis

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Commenti

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siti
17 Febbraio, 2019
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Protolatino, ah ah ah...Salutami Acca Larenzia!
A mio avviso è fin troppo "proto". Ad esempio ho notato che non si parla mai di armi ed attrezzi in ferro/acciaio, ma storicamente l'età del bronzo era terminata da almeno 400 anni. Ora pur concedendo che la culla della cività si trovasse a parecchie centinaia di chilometri più ad est del Lazio è mai possibile che manufatti più avanzati di "rozzi pugnali in bronzo" (testuale) non fossero già giunti in Italia?
Comunque se uno non fa il pignolo, è un buon romanzo tra l'epico e l'avventuroso.
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